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La ragazza della torre

La Trilogia di Bitterbynde Vol.1

Di

Editore: Nord

3.7
(422)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 532 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8842912964 | Isbn-13: 9788842912965 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. Guarnieri

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In un mondo in cui creature misteriose infestano la terra degli uomini evagare da soli nella notte vuol dire andare incontro a morte certa, gli umiliservi che vivono nella Torre di Isse, al servizio dei Cavalieri dellaTempesta, non riescono a credere ai propri occhi quando una giovane, muta edal volto sfigurato, si presenta sporca e affamata alla loro porta. Senzaalcun ricordo della sua vita passata, e senza neanche conoscere il suo nome,dopo anni di umiliazioni la ragazza decide di fuggire e di cercare l'unicapersona che può guarirla e restituirle così una vita. Romanzo d'esordiodell'autrice, è anche il primo della trilogia "The Bitterbynde".
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  • 0

    Devo dire che dopo l'inizio un po' lento,alla fine sono riuscita ad appassionarmi alla storia.
    Peccato non si riescano a trovare gli altri due libri della trilogia...

    ha scritto il 

  • 4

    Originale

    Fantasy davvero interessante. Non è stilisticamente perfetto, perché la narrazione è molto lenta e spesso inutile: show, don't tell! Troppi dettagli inutili, troppi focus irrilevanti, erudizione quasi alessandrina nel campo botanico, che però trova un suo perché considerando il lavoro principale ...continua

    Fantasy davvero interessante. Non è stilisticamente perfetto, perché la narrazione è molto lenta e spesso inutile: show, don't tell! Troppi dettagli inutili, troppi focus irrilevanti, erudizione quasi alessandrina nel campo botanico, che però trova un suo perché considerando il lavoro principale della scrittrice, ovvero l'illustrazione, ma che invece è assolutamente incoerente con la natura del personaggio protagonista.
    I pregi del libro si vedono principalmente nella seconda metà, dove si può apprezzare la vera natura dell'high fantasy, pura e semplice, la costruzione di uno scenario innanzi tutto credibile, ma poi anche affascinante e misterioso, inoltre, la conclusione di una piacevole indagine psicologia e finalmente un bellissimo intrigo, un cuore che batte e la domanda "e dopo?" che sorge, diciamocelo, assolutamente inattesa.

    ha scritto il 

  • 2

    Nessun coinvolgimento emotivo

    Questo libro mi ha davvero delusa, ero stata attratta dalla trama e dalla bellissima cover, ma l'interno si è rivelato una storia incapace di trasmettermi sensazioni. Mi sentivo come uno spettatore involontario di fatti che non riuscivano in minima a parte a interessarmi.
    Sono arrivata alla ...continua

    Questo libro mi ha davvero delusa, ero stata attratta dalla trama e dalla bellissima cover, ma l'interno si è rivelato una storia incapace di trasmettermi sensazioni. Mi sentivo come uno spettatore involontario di fatti che non riuscivano in minima a parte a interessarmi.
    Sono arrivata alla metà, poi l'ho abbandonato. Non ce la facevo.
    Se amate le storie appassionanti che vi lascino la suggestione di vivere insieme ai personaggi, beh, evitatelo.

    ha scritto il 

  • 0

    Piuttosto deludente. La storia in sé non sarebbe male, ma non mi ha preso, non sono riuscita ad arrivare nemmeno a metà libro per quanto poco mi ha coinvolta. Magari non era il momento giusto, magari ci riproverò in futuro, per il momento metto da parte e passo oltre.

    ha scritto il 

  • 5

    è un bel libro, la storia è carina e ci sono molte leggende sulle creature fantastiche l'unica pecca è che ci sono un sacco di descrizioni di paesaggi che ti fanno annoiare e ti fanno venire la voglia di saltare le pagine! cmq è una bella storia! consigliata!

    ha scritto il 

  • 5

    E tutto ebbe inizio...

    Storia originale, impregnata di castelli, figure losche e soprannaturali, fantasia pura. Avventuroso in diversi tratti e dolce in alcuni passi.
    Mi è piaciuto molto, mi son piaciuti i personaggi e la protagonista. MI è piaciuta la storia, che cresceva pian piano: fluida ed avvincente.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio giudizio finale è di tre stelline, una via di mezzo che tuttavia mi ha lasciato un po' perplesso e provvedo subito a spiegarne le motivazioni.
    Lo stile di Cecilia Dart-Thornton non è riuscito a catturarmi, anzi è di una lentezza disumana, tanto che più volte mi sono ritrovato a legge ...continua

    Il mio giudizio finale è di tre stelline, una via di mezzo che tuttavia mi ha lasciato un po' perplesso e provvedo subito a spiegarne le motivazioni.
    Lo stile di Cecilia Dart-Thornton non è riuscito a catturarmi, anzi è di una lentezza disumana, tanto che più volte mi sono ritrovato a leggere con un abbiocco micidiale fino ad addormentarmi seriamente. Il romanzo è un susseguirsi di visioni oniriche, paesaggi incantati, apparizioni effimere, creature leggendarie e ciò sarebbe alquanto apprezzabile se fosse intrecciato ad una storia avvincente e articolata, ma non è così. Le descrizioni dell'autrice sono molto evocative e narrate con sublime maestria poetica, d'altra canto l'insieme appare come una sorta di documentario di racconti popolari amalgamati tra loro e adattati all'ambientazione di Erith. Forse era meglio che la cara Thornton si limitasse a questo: creare un volume folkloristico di utile consultazione per non perdere le culture nordiche di esseri mitologici. Perchè?
    La narrazione è troppo prolissa e troppo descrittiva: alcuni dettagli sono superflui, spesso ripetitivi, e sinceramente credo che al lettore non interessino affatto! Ogni cosa diviene una metafora: questo come.... quello come... quell'altro come... dannazione! Meglio un colpo di scena che uno sproloquio inutile di figure retoriche. I personaggi non sono affatto caratterizzati, ma piatti, descritti a mio avviso con un certo distacco: la stessa protagonista, probabilmente a causa del suo status di muta, sfigurata e priva di ogni ricordo, non trasmette al lettore la sua anima più profonda. Non sono riuscito a calarmi nei suoi panni, non mi ha coinvolto al punto da immedesimarmi nella sua tormentata condizione.
    I dialoghi? Patetici, veramente. Banali, finti, scontati, privi di ogni spessore, forse uno dei punti deboli del libro che mi ha fatto infuriare ad ogni lettura.
    L'ambientazione sarà anche originale ma il resto? Prevedibile e quieto. Quando si è sul punto di un'azione (intesa non come l'apparizione di un seelie o unseelie, ma come movimento, dinamicità vera e propria) viene risolta nel giro di... due pagine forse? Avrei molto altro da dire, ma per ora mi limito a questa critica piuttosto rigida.
    A questo punto vi potreste chiedere per quale motivo non abbia votato due stelline: è innegabile la bravura della Thornton di evocare scene suggestive e questo ha alzato di una stellina il punteggio finale, dato che un simile stile va a gusti ed io, purtroppo, non sono riuscito ad apprezzarlo. E' assolutamente giusto far sognare il lettore, catapultarlo in un mondo immaginario, del resto è questa la missione di qualsiasi scrittore fantasy, ma bisogna possedere la dote per farlo con equilibrio.
    Dato che non riesco ad abbandonare una saga nonostante l'incertezza iniziale, proseguirò con la lettura dei prossimi due volumi, con la speranza, visto il finale, di una storia più coinvolgente e di un prossimo giudizio più positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire, mi è piaciuto!
    Ho letto le prime 200 pagine con immane sforzo, strascicandomi da una pagina all’altra solo grazie ad uno dei principi a cui la mia vita si aggrappa: non si lasciano le cose a metà!
    E così avanzavo annoiato, scorrendo lo sguardo su tante righe di testo piuttos ...continua

    Che dire, mi è piaciuto!
    Ho letto le prime 200 pagine con immane sforzo, strascicandomi da una pagina all’altra solo grazie ad uno dei principi a cui la mia vita si aggrappa: non si lasciano le cose a metà!
    E così avanzavo annoiato, scorrendo lo sguardo su tante righe di testo piuttosto anonime, intrise di indubbia capacità letteraria, ma caratterizzate da un ritmo lento e direi spesso … immobile.
    Ho conosciuto così il protagonista … un personaggio abbastanza piatto … non ha un passato, non ha un futuro e vive una vita d’inferno, valendo poco più di nulla. Ha un volto drasticamente deturpato, non ha il dono della parola e dispone di singolari capelli biondi, in un mondo a quanto pare quasi esclusivamente castano.
    Ma, e grazie a Dio c’è un Ma, ad un tratto le cose cambiano ed è da qui che progressivamente il libro si intasca le 4 stelle.
    Innanzitutto il protagonista si scopre essere la protagonista (mormorio da disorientamento) e, cosa più considerevole, finalmente la storia si avvia con piacere, conservando comunque un ritmo piuttosto pacato (… pensate, il lettore ha l’esclusiva occasione di scoprire in un libro di poco più di 500 pagine, più di 350 modi per descrivere un cielo al tramonto).
    Il protagonista intraprende finalmente il viaggio alla ricerca di un viso da mostrare al mondo senza vergogna, di un nome e di un passato, uscendo così da quella sua squallida e piatta vita.
    Si susseguono innumerevoli peripezie, conoscendo nuovi personaggi e molte (molte … moooolte) nuove creature fantasiose tipiche della cultura celtica, che non esiteranno a mettere i bastoni tra le ruote.
    Nel frattempo si conosce meglio la protagonista (che viene “battezzata” Imrhien) e, personalmente, mi ci sono affezionato moltissimo. Il suo passato ignoto, il suo triste presente e il suo improbabile futuro, rendono questa ragazza la perfetta vittima verso cui insorge un innato istinto protettivo, a cui ben si accosta un velo di mistero che rende il tutto più singolare.
    Finalmente, dopo innumerevoli eventi costellati di gioie (poche), lutti (svariati) e difficoltà, la dolce Imrhien, nelle ultime pagine del libro, sembra aver finalmente raggiunto uno dei 3 obbiettivi per cui si era messa in cammino: finalmente ha ritrovato un volto con cui affacciarsi senza timore al mondo. Ah, e come bonus per il traguardo, recupera in un istante l’uso della parola.

    E' richiesta una lacrima di commozione.

    ha scritto il 

  • 2

    Lento, deludente, eccessivamente descrittivo in maniera leziosa e sfiancante. Prevedibile e privo di veri colpi di scena. Ne avrei eliminate come minimo trecento pagine.

    ha scritto il 

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