La ragazza delle arance

Di

Editore: RL Libri

3.8
(3379)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 193 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Catalano , Tedesco , Norvegese , Indonesiano , Chi semplificata , Olandese

Isbn-10: 8846208552 | Isbn-13: 9788846208552 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lucia Barni

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggiorparte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gliaveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio lapotesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav,racconta la storia della "ragazza delle arance", una giovane con un sacchetto di arance incontrata un giorno per caso su un tram di Oslo e subito persa. PerJan è un colpo di fulmine. Georg si appassiona a questo racconto, che siaccorge riguardarlo molto da vicino e che pian piano gli svela ciò che èaccaduto prima della sua nascita; un racconto attraverso il quale la voce delpadre lo raggiunge da lontano facendolo riflettere sul senso della vita.
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  • 3

    La vita è una lotteria gigante dove si vedono solo i biglietti vincenti. Tu che stai leggendo questo "commento" sei uno di questi biglietti. Lucky u!

    I libri di Gaarder ti lasciano sempre qualcosa, ma in questo caso, penso sia un libro che più si adatta ad un pubblico preadolescienziale- adolescienziale. Un libro che da qualche spunto di riflession ...continua

    I libri di Gaarder ti lasciano sempre qualcosa, ma in questo caso, penso sia un libro che più si adatta ad un pubblico preadolescienziale- adolescienziale. Un libro che da qualche spunto di riflessione a chi non ne ha ancora avuti, si legge velocemente anche in un giorno, e la storia nella sua semplicità non annoia.

    ha scritto il 

  • 5

    Sognare qualcosa di improbabile ha un proprio nome. Lo chiamiamo speranza.

    È un’emozione scrivere qualcosa a proposito di questo libro. Quando l’ho chiuso avevo ancora gli occhi umidi e lucidi, il cuore che batteva all’impazzata e la mente che correva in mezzo a un vortice d ...continua

    È un’emozione scrivere qualcosa a proposito di questo libro. Quando l’ho chiuso avevo ancora gli occhi umidi e lucidi, il cuore che batteva all’impazzata e la mente che correva in mezzo a un vortice di pensieri.
    Questa storia tocca le corde più profonde, intonando una sinfonia unica, leggera e delicata come il suono dell’arpa.
    Sapete cosa penso? Penso che la Ragazza delle arance (la protagonista, non il libro stesso) abbia ricevuto il dono immenso di essere “l’inestimabile” nella vita di qualcuno. Qualcuno che scrive di lei come se descrivesse il quadro più bello mai visto e immaginato; qualcuno che trasuda così tanto amore da far sbocciare un fiore dopo ogni pagina.
    La trama è un intreccio tra dolore e speranza, fra amore e consapevolezza, fra sogno e realtà. Il lettore si ritrova a rincorrere gli stessi desideri di quel padre che decide di lasciare un’indelebile eredità al figlio: una lettera lunga un libro. Durante la lettura sono riuscito ad agitarmi con lui, a sudare con lui, a cercare disperatamente con lui; ho percepito l’odore delle arance e ho provato la sua stessa curiosità nei confronti della Ragazza; sono riuscito a captare quell’invisibile (ma palpabile) intesa, a riempirmi di quei silenzi carichi di parole e sensazioni sublimi e incontrastabili; ho avvertito un brivido a ogni contatto, visivo o fisico.
    Vedete, amici miei, questo libro non è solamente meraviglioso da un punto di vista narrativo: trasmette altresì almeno due importantissimi insegnamenti dei quali dovremmo far tesoro per ricordarli ogni singolo giorno.
    Amore e morte. Due opposti e due inseparabili verità, trattate da Jostein Gaarder con una maestosità letteraria da far accapponare la pelle.
    Grazie, per i sogni. Grazie, per i graffi sul cuore. Grazie, per la speranza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Lento, lentissimo, esasperante. Ci sono scrittori che riescono a raccontare storie assolutamente ordinarie come se fossero qualcosa di veramente speciale ed emozionante: è quello che intendeva fare Ga ...continua

    Lento, lentissimo, esasperante. Ci sono scrittori che riescono a raccontare storie assolutamente ordinarie come se fossero qualcosa di veramente speciale ed emozionante: è quello che intendeva fare Gaarder, ma a mio avviso non è riuscito nell'intento. Il fatto di leggere le parole che un padre ha scritto per il figlio non mi basta per commuovermi. Probabilmente intendeva anche essere poetico ma tutti quegli incisi del tipo "…sai, è inutile che ti racconti cosa accadde in quel periodo perché la verità è che non accadde proprio nulla…" riuscirebbero a tarpare le ali anche al migliore afflato poetico.
    Classica storia del ragazzino che, a distanza di alcuni anni di tempo dalla morte del padre, riallaccia i rapporti con il genitore scomparso e ormai dimenticato grazie alla improvvisa scoperta di un suo lascito: il lascito in questione è una lettera con il racconto dei punti salienti della propria vita. La storiella in sé poteva anche essere carina, se scritta bene poteva essere paragonabile per certi aspetti a "La leggenda del santo bevitore", ma in ogni caso non c'era materiale per andare oltre le venti pagine contate: a furia di giuntare pezzettini in ogni dove, nella speranza di enfatizzare l'effetto suspence - oppure con l'obiettivo di raggiungere le dimensioni medie del volumetto tascabile - finisce invece per diventare una minestrina allungatissima e pertanto un po' insipida. Rimane comunque qualche citazione degna di nota e su cui soffermarsi a riflettere:
    "Probabilmente non esiste nessuna intimità che possa competere con due sguardi che si incontrano con fermezza e decisione e che semplicemente rifiutano di lasciare la presa."
    "Certe volte è così per noi uomini, è peggio perdere qualcosa di caro che non averlo mai avuto."
    "Sono già così pieno di stupore per il fatto che esista un mondo, che non avrei spazio per altro stupore se dovesse rivelarsi che esiste anche un altro mondo dopo questo."

    ha scritto il 

  • 3

    Un inno alla vita... un po' forzato

    Si tratta di un libro scritto molto bene, poetico e divertente in diversi passaggi. Tuttavia, il tono paterno e fiabesco, così come la figura del protagonista, questo adolescente così posato, saggio e ...continua

    Si tratta di un libro scritto molto bene, poetico e divertente in diversi passaggi. Tuttavia, il tono paterno e fiabesco, così come la figura del protagonista, questo adolescente così posato, saggio e riflessivo, mi sembrano un po' eccessivi. Ho l'impressione che per l'autore trasmettere il messaggio fosse più importante che raccontare la storia: il lettore potrà fare sue le meditazioni contenute nel testo, e anche godere del senso di pace e armonia (fin troppo ottimistico direi) che si respira nel finale; ma, a livello letterario, il romanzo non dà grandi soddisfazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    E' meglio perdere qualcosa di caro o non averlo mai avuto?

    Un libro per tutta la famiglia, da leggere davanti al caminetto con una spremuta di arance i mano. Una favola d’amore che parte in modo accattivante e misterioso - Il buon giorno si vede dal mattino, ...continua

    Un libro per tutta la famiglia, da leggere davanti al caminetto con una spremuta di arance i mano. Una favola d’amore che parte in modo accattivante e misterioso - Il buon giorno si vede dal mattino, e lo stesso vale (spesso) anche per i libri-
    Nel racconto si parla di scienze, astronomia, morte e amore. Non dimentichiamo che Gaarder ha insegnato filosofia per parecchi anni.
    Tutto inizia col ritrovamento di una lettera scritta dal genitore poco prima di morire e indirizzata al figlio che allora aveva tre/quattro anni.
    Il ragazzo, ora quindicenne, la legge, la elabora e nasce la storia. Questa.
    La lettura è stimolante, anche se a volte slitta sul melenso, ma è giusto che sia così: lo zabaione dev’essere ben zuccherato.
    Non approvo appieno la reticenza nei confronti della morte, come se fosse un elemento da non tenere in considerazione e nicchiare sulla sua ineluttabilità.
    La legge dell’impermanenza vale per tutto e per tutti. Amen.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho dato 5 stelle a questo libro un po' perché Gaarder è una conferma, una gran bella conferma, per la scrittura semplice e lineare e per l'ampia conoscenza/cultura che mostra l'autore quando scrive.
    E ...continua

    Ho dato 5 stelle a questo libro un po' perché Gaarder è una conferma, una gran bella conferma, per la scrittura semplice e lineare e per l'ampia conoscenza/cultura che mostra l'autore quando scrive.
    E' un libro che descrive l'amore per la vita, quando a causa di un male, la vita stessa sta per terminare. La vita è giusto viverla? E' giusto esserci anche se per poco tempo? Un grande lavoro di scoperta di sé stessi e delle persone che ci circondano che ci amano.
    Nella vita è importante parlare e fare domande, sempre, vivere intensamente ogni attimo. E' questo l'insegnamento che mi ha lasciato questo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    probabilmente non esiste nessuna intimità che possa competere con due sguardi che si incontrano con fermezza e decisione e che semplicemente rifiutano di lasciare la presa

    *romanzo filosofico di grand ...continua

    probabilmente non esiste nessuna intimità che possa competere con due sguardi che si incontrano con fermezza e decisione e che semplicemente rifiutano di lasciare la presa

    *romanzo filosofico di grande impatto emotivo, basta questa frase per convincersi a leggerlo.
    una meraviglia

    ha scritto il 

  • 3

    "Non è il mondo una grande favola travolgente?"

    La nostra storia si svolge nell’incantevole atmosfera di un freddo inverno norvegese; è qui che George, quindici anni, intraprende una lettura che gli cambierà la vita e lo farà diventare adulto. “M ...continua

    La nostra storia si svolge nell’incantevole atmosfera di un freddo inverno norvegese; è qui che George, quindici anni, intraprende una lettura che gli cambierà la vita e lo farà diventare adulto. “Mio padre morì undici anni fa’”, inizia così , La ragazza delle arance, in modo diretto, senza giri di parole, “quando se ne andò io avevo solo quattro anni”. Solo ora, undici anni dopo, la nonna del ragazzo, frugando in cantina, trova una busta, indirizzata a lui da parte di suo padre, Jan. Si, avete capito bene, “una lettere per il futuro” che il padre di George scrisse affinché suo figlio la leggesse una volta diventato abbastanza grande per capire. E ora George, chiuso in camera, si ritrova con questi fogli in mano, parole di un uomo che gli è tanto vicino ma che allo stesso tempo gli è completamente estraneo e di cui ha pochi ricordi sfocati. La storia contenuta nella lettera è quella della ragazza delle arance, bella, misteriosa, sfuggente. Una donna che gira per le strade della città con una busta piena di arance, un’artista dagli occhi diversi, occhi che danzano una danza inquieta, una donna che, con le sue risposte vaghe, non si lascia scoprire e lo tiene sempre sul filo del rasoio. Nasce così una grande storia d’amore, un amore diverso, profondo, tenero ma mai stucchevole. Questa lunga lettera, questa incantevole storia si trasforma nell’unico modo che un padre ha per farsi conoscere da suo figlio, perché “Il tempo, George, cos’è il tempo?”, il tempo è qualcosa che per Jan non è stato sufficiente, e un occasione importante per riflettere sul significato della vita, della morte, dell’amore. “ Non è il mondo una grande favola travolgente?” Vale la pena vivere questa grande favola se prima o poi bisognerà lasciarla? “Qual è il valore di uomo? Siamo solamente polvere?” ,Chi siamo e da dove veniamo? Che senso ha tutto questo?

    E la morte?

    La morte…

    E il dolore?

    Il dolore…

    “Cos’è che non capisci , Jan Olav?”

    “Le regole, non capisco le regole.”

    Sono queste e molte altre le domande che George si trova davanti agli occhi.Leggere questo libro è come camminare sulla sottilissima linea che divide il passato dal presente, la vita dalla morte, la disperazione dalla gioia più pura. Due voci che si intrecciamo per diventarne una sola. Gaarder come sempre non ci lascia indifferenti, ci fa riflettere, ci pone quesiti ai quali nessuno può sfuggire. Un libro meraviglioso, un inno alla vita, a cogliere ogni minuto, perché la nostra presenza in questo mondo meraviglioso è sicuramente un mistero ma è anche e soprattutto un dono.

    https://uraganoelettrico.wordpress.com/2013/12/19/la-ragazza-delle-arance-jostein-gaarder/

    ha scritto il 

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