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La ragazza dello Sputnik

Di

Editore: Einaudi

3.9
(4804)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Giapponese , Francese , Russo , Portoghese , Tedesco , Catalano , Finlandese , Olandese , Lettone , Polacco , Sloveno , Svedese

Isbn-10: 8806175009 | Isbn-13: 9788806175009 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un'altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.
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  • 3

    La cosa più importante che era rimasta non era la presenza, ma l'assenza

    Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sè conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusci ...continua

    Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sè conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle.

    ha scritto il 

  • 0

    Rileggendolo a distanza di più di cinque anni (avevo quindici o al massimo sedici anni quando lo lessi la prima volta), mi rendo conto di quanto questo libro sia stato essenziale per me; non solo ha ispirato la password del più dei miei profili telematici, ma il modo di trasformare in parole i mi ...continua

    Rileggendolo a distanza di più di cinque anni (avevo quindici o al massimo sedici anni quando lo lessi la prima volta), mi rendo conto di quanto questo libro sia stato essenziale per me; non solo ha ispirato la password del più dei miei profili telematici, ma il modo di trasformare in parole i miei pensieri è simile in modo inquietante al modo di descrivere dell'anonimo narratore. Mi riconosco in lui, mi riconosco in Sumire, mi riconosco in Myu. Amo lo Sputnik, amo gli universi surreali ma così umani di Murakami.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione scritta l'11 Marzo 2011

    La mia passione per Haruki Murakami si sta ormai con il tempo consolidando sempre più…settimana dopo settimana, giorno dopo giorno ho sempre più voglia di leggere qualcosa di suo.
    Posso dire di essermi innamorata del suo stile di scrittura ...continua

    Recensione scritta l'11 Marzo 2011

    La mia passione per Haruki Murakami si sta ormai con il tempo consolidando sempre più…settimana dopo settimana, giorno dopo giorno ho sempre più voglia di leggere qualcosa di suo.
    Posso dire di essermi innamorata del suo stile di scrittura così triste, melanconico, onirico che, per predisposizione caratteriale, sento mio.
    Le sue descrizioni mi affascinano, mi trasportano in un mondo lontano, purtroppo in questo momento devastato da un cataclisma naturale, in un posto totalmente diverso dove sto vivendo questa mia misera esistenza e nel quale desidererei vivere più di ogni altra cosa.
    La storia di questo suo bel libro è molto semplice, il classico triangolo d’amore, se così lo si può definire.
    Lui, un ragazzo senza nome, è innamorato follemente di una sua coetanea, Sumire, una ragazza delicata e sensibile, cresciuta con il mito di Kerouac.
    Sumire però non ricambia questo sentimento, gli vuole bene, lo stima, nutre un profondo affetto per lui, ma non lo ama, non ci riesce perché è innamorata di un’altra donna, Muy, una splendida e matura donna di origine coreane.
    Anche lei è attratta da Sumire, ma non riesce a concedersi a lei, anche se lo vorrebbe sopra ogni altra cosa, non può farlo perché dentro di lei è nascosto un segreto, un avvenimento misterioso del suo passato che le impedisce di amare, di essere parte integrante del mondo.
    Murakami ha un dono: ha la capacità innata di essere profondo con semplicità, senza mai risultare banale agli occhi di chi lo legge.
    In questo libro ci descrive una delicata storia d’amore saffica tra due donne completamente diverse tra loro, da una parte la dolce, sensibile, fragile Sumire, sempre alla ricerca di sé stessa e di qualcuno che l’ami, che la protegga, che la faccia sentire sicura, dall’altra la matura Sumire, una donna forte indipendente, ma con un segreto che pesa sulla sua anima come un macigno, con una dolcezza, una raffinatezza e un eleganza di cui solo un orientale può essere capace.
    Ci sono molti punti che mi hanno colpita al cuore, molte frasi che mi hanno fatta riflettere molto, come il concetto di solitudine che Murakami esprime spesso durante la narrazione, solitudine e senso di malinconia che porto dentro di me fin da quando sono venuta al mondo, una solitudine che accompagna i tre protagonisti Sumire, incapace di aprirsi al mondo, di affrontare la vita con coraggio, di lasciarsi andare alle gioie della vita, la solitudine, Myu, incapace di amare, di provare emozioni, di essere donna, il ragazzo senza nome, incapace di avvicinarsi realmente alle persone, ma di guardarle solo in superficie.
    Per Murakami siamo solo dei satelliti, destinati per tutta la vita a fare dei percorsi solitari, senza legarci mai a nessuno, senza incontrare il nostro cammino con altri, senza mai sfiorarci, toccarci, avvicinarci, se non solo per un effimero momento.
    E ha ragione, purtroppo, perché alla fine si può contare solo su se stessi.
    Dobbiamo essere forti, possiamo esserlo, ma da soli.

    ha scritto il 

  • 5

    Anche in questo romanzo, Murakami è riuscito a infilarci dentro musica classica, triangoli amorosi, gatti, lune, persone che svaniscono, situazioni surreali, problemi sessuali e, come al solito, la trama, nonostante sia costituita sempre dai soliti elementi menzionati prima, non evolve mai come u ...continua

    Anche in questo romanzo, Murakami è riuscito a infilarci dentro musica classica, triangoli amorosi, gatti, lune, persone che svaniscono, situazioni surreali, problemi sessuali e, come al solito, la trama, nonostante sia costituita sempre dai soliti elementi menzionati prima, non evolve mai come uno può immaginarsela. Forse sta qui il tocco magico: Murakami non è mai prevedibile. Sappiamo che accadrà qualcosa di assolutamente insensato, ma non riusciamo mai a prevedere COSA. (Altrimenti non sarebbe insensato, no?) Detto questo, inutile dire che questo romanzo mi sia piaciuto, anche se quel finale mi ha lasciato l'amaro in bocca perché, occhei, posso immaginarmi quel che voglio, ma avrei preferito che continuasse lui, dando un senso al fatto accaduto nelle ultime pagine.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo Norvegian Wood il paragone e' stato quasi inevitabile ma anche in questo breve romanzo Murakami non perde il suo tocco intimo e delicato per le storie d'amore. Non ho sentito il perfetto coinvolgimento emotivo provato col primo libro ma le sue storie mi lasciano sempre "sospesa" verso qualco ...continua

    Dopo Norvegian Wood il paragone e' stato quasi inevitabile ma anche in questo breve romanzo Murakami non perde il suo tocco intimo e delicato per le storie d'amore. Non ho sentito il perfetto coinvolgimento emotivo provato col primo libro ma le sue storie mi lasciano sempre "sospesa" verso qualcosa su cui riflettere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Solitudine.

    “Solitari aggregati di metallo che nelle vuote tenebre del cosmo si incontrano per caso, quasi si sfiorano, quindi si separano per sempre. Senza scambiarsi parole, né promesse.”


    In questa citazione c'è l'intera essenza del libro. I tre protagonisti sono tre entità sole, che entrano ...continua

    “Solitari aggregati di metallo che nelle vuote tenebre del cosmo si incontrano per caso, quasi si sfiorano, quindi si separano per sempre. Senza scambiarsi parole, né promesse.”

    In questa citazione c'è l'intera essenza del libro. I tre protagonisti sono tre entità sole, che entrano in contatto per un breve tempo della loro vita, ma che, alla fin fine, sono destinate ad incontrarsi mai più. Delle orbite, delle meteore, che attraversano la vita di uno e dall'altra e che ne lasciano un segno profondo, tanto da sconvolgere l'animo, stritolarlo e cambiarlo in modo definitivo. Persone come compagni di un viaggio che è destinato a cambiare la vita di chi lo vive, lasciando il segno, ma anche persone come gusci, svuotati da ciò che questo viaggio ha in serbo per loro. Costretti ad andare avanti con la propria vita, subendo le conseguenze di ciò che hanno vissuto.
    Una storia intrigante e particolare, triste e poetica. Una storia che al tempo stesso è reale ed irreale.

    ha scritto il 

  • 4

    “Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, ri ...continua

    “Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo anche farlo con destrezza.”

    Agli affezionati di Murakami, questo romanzo suonerà come tanti altri.
    Lui mette incessantemente in scena protagonisti che in qualche modo si somigliano, che ci rimandano ad altri incontrati in pagine diverse, uomini e donne spesso soli, alienati, attraverso i quali porta alla luce dei simboli.
    E questi simboli ci parlano, rivelandoci dei significati che conducono alle grandi domande dell’esistenza.
    Qui direi che il tema della solitudine, dell’incomunicabilità tra esseri umani, è molto forte. Ed è ben rappresentato già nel titolo con il richiamo allo Sputnik, il primo satellite artificiale nella storia, in orbita intorno alla terra senza esseri umani a bordo; lo stesso nome, Sputnik, significa contemporaneamente compagno di viaggio oppure satellite ed è perfettamente ciò che ci racconta Murakami.
    La solitudine di tre protagonisti un professore senza nome e due donne Myu e Sumire, che come dei satelliti lanciati nello spazio della vita seguono ciascuno la propria orbita senza intersecarsi mai, seppur in contatto tra loro.
    Ognuno disegna il suo percorso, quasi prigioniero di se stesso e lo scambio, il contatto che nella storia esiste, è sempre sporadico, perché nessuno riesce veramente a far capire all’altro chi è, cosa desidera, faticando a condividere veramente se non la propria storia, almeno il sentimento che la accompagna.
    E’ un bellissimo romanzo sull’incomunicabilità, sulla difficoltà del procedere a fianco gli uni con gli altri, pur nutrendo reciprocamente sentimenti di amore, di stima, di amicizia, ma senza riuscire mai veramente a raggiungersi o riuscire ad ottenere ciò che si desidera, se non mescolando ciò che si vive con ciò che si immagina o si sogna.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Quando uno viene colpito da un colpo di pistola, sanguina

    Gli elementi sono i soliti: il protagonista senza nome, che non sa cosa fare della sua vita o chi sia veramente; il triangolo amoroso; il viaggio; la sospensione; l'elemento onirico; c'è anche una luna color muffa.
    Se gli ultimi romanzi di Murakami mi avevano conquistata, questo, più vecchi ...continua

    Gli elementi sono i soliti: il protagonista senza nome, che non sa cosa fare della sua vita o chi sia veramente; il triangolo amoroso; il viaggio; la sospensione; l'elemento onirico; c'è anche una luna color muffa.
    Se gli ultimi romanzi di Murakami mi avevano conquistata, questo, più vecchio, mi ha lasciata un po' così. Il protagonista ama Sumire che ama Myu che a causa di un evento incredibile della sua giovinezza non ama (o meglio non può amare) nessuno. Su un'isoletta della Grecia Sumire scompare, lasciando infuocate pagine di manoscritto che aprono immaginari su cosa sia successo.
    Malgrado tutto, ero piuttosto delusa e le ultime pagine le ho lette a fatica: poi BUM, il finale più aperto che ci sia, tutto lasciato alla tua interpretazione.
    Quell'ultima pagina ha meritato la terza stellina da sola.

    ha scritto il 

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