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La ragazza dello Sputnik

Di

Editore: Einaudi

3.9
(4840)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Giapponese , Francese , Russo , Portoghese , Tedesco , Catalano , Finlandese , Olandese , Lettone , Polacco , Sloveno , Svedese

Isbn-10: 8806175009 | Isbn-13: 9788806175009 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un'altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.
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  • 3

    Trovo di nuovo un Murakami lontano.
    Tanto lo adoro quando riesco ad entrare nei meccanismi e nei personaggi dei suoi libri, altrettanto mi indispettisce quando questo non accade. È sempre lui, leggero ...continua

    Trovo di nuovo un Murakami lontano.
    Tanto lo adoro quando riesco ad entrare nei meccanismi e nei personaggi dei suoi libri, altrettanto mi indispettisce quando questo non accade. È sempre lui, leggero, sensibile e allo stesso tempo distaccato...ma anche questa volta ho trovato per tutto il libro un concatenarsi di sensazioni che mi hanno tenuto distante da una comprensione ed un coinvolgimento più profondi. Pace, sotto un altro libro suo :)

    ha scritto il 

  • 4

    Un Murakami come non mi capitava di leggere da un pò... in piccolo tutta la verità e la profondità di romanzi più articolati, come "Kafka sulla spiaggia", "L'uccello che girava le viti del mondo" o "1 ...continua

    Un Murakami come non mi capitava di leggere da un pò... in piccolo tutta la verità e la profondità di romanzi più articolati, come "Kafka sulla spiaggia", "L'uccello che girava le viti del mondo" o "1Q84". I tre personaggi che formano un triangolo in cui nessuno trova completezza, ma che non possono fare a meno uno dell'altro, sono emblematici della solutidine intrinseca di tutti gli uomini. Quello che non troviamo in questo mondo si completa in un mondo parallelo, in cui i personaggi si perdono (o si ritrovano, a seconda dei punti di vista). Come sempre, Murakami diventa specchio per tutti quelli che sondano le profondità della vita umana e, per questo, diventano dei diversi e degli emarginati della società massificatrice.

    ha scritto il 

  • 5

    Poesia pura, ma anche lettura avvincente. Ritratto perfetto della protagonista, e dei sentimenti del maestro. rapporto amicizia/amore trattato serenamente e in maniera finalmente adulta. Se poi ci si ...continua

    Poesia pura, ma anche lettura avvincente. Ritratto perfetto della protagonista, e dei sentimenti del maestro. rapporto amicizia/amore trattato serenamente e in maniera finalmente adulta. Se poi ci si rivede in myu o nel maestro, impossibile non staccarsene. Attenzione: si può anche piangere

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è il primo libro che leggo di Murakami, la prima parte mi è piaciuta molto, ha un ritmo che ti spinge a leggere il capitolo successivo e credo che sia dovuto al personaggio di Sumire. La second ...continua

    Questo è il primo libro che leggo di Murakami, la prima parte mi è piaciuta molto, ha un ritmo che ti spinge a leggere il capitolo successivo e credo che sia dovuto al personaggio di Sumire. La seconda parte mi è piaciuta meno, l'ho letta con più fatica, quasi fosse stata rallentata nel racconto. Tutto sommato è un bel libro, che lascia molte incognite in sospeso.

    ha scritto il 

  • 3

    La cosa più importante che era rimasta non era la presenza, ma l'assenza

    Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sè conservano solo lo strato ...continua

    Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sè conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle.

    ha scritto il 

  • 0

    Rileggendolo a distanza di più di cinque anni (avevo quindici o al massimo sedici anni quando lo lessi la prima volta), mi rendo conto di quanto questo libro sia stato essenziale per me; non solo ha i ...continua

    Rileggendolo a distanza di più di cinque anni (avevo quindici o al massimo sedici anni quando lo lessi la prima volta), mi rendo conto di quanto questo libro sia stato essenziale per me; non solo ha ispirato la password del più dei miei profili telematici, ma il modo di trasformare in parole i miei pensieri è simile in modo inquietante al modo di descrivere dell'anonimo narratore. Mi riconosco in lui, mi riconosco in Sumire, mi riconosco in Myu. Amo lo Sputnik, amo gli universi surreali ma così umani di Murakami.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione scritta l'11 Marzo 2011

    La mia passione per Haruki Murakami si sta ormai con il tempo consolidando sempre più…settimana dopo settimana, giorno dopo giorno ho sempre più voglia di leggere ...continua

    Recensione scritta l'11 Marzo 2011

    La mia passione per Haruki Murakami si sta ormai con il tempo consolidando sempre più…settimana dopo settimana, giorno dopo giorno ho sempre più voglia di leggere qualcosa di suo.
    Posso dire di essermi innamorata del suo stile di scrittura così triste, melanconico, onirico che, per predisposizione caratteriale, sento mio.
    Le sue descrizioni mi affascinano, mi trasportano in un mondo lontano, purtroppo in questo momento devastato da un cataclisma naturale, in un posto totalmente diverso dove sto vivendo questa mia misera esistenza e nel quale desidererei vivere più di ogni altra cosa.
    La storia di questo suo bel libro è molto semplice, il classico triangolo d’amore, se così lo si può definire.
    Lui, un ragazzo senza nome, è innamorato follemente di una sua coetanea, Sumire, una ragazza delicata e sensibile, cresciuta con il mito di Kerouac.
    Sumire però non ricambia questo sentimento, gli vuole bene, lo stima, nutre un profondo affetto per lui, ma non lo ama, non ci riesce perché è innamorata di un’altra donna, Muy, una splendida e matura donna di origine coreane.
    Anche lei è attratta da Sumire, ma non riesce a concedersi a lei, anche se lo vorrebbe sopra ogni altra cosa, non può farlo perché dentro di lei è nascosto un segreto, un avvenimento misterioso del suo passato che le impedisce di amare, di essere parte integrante del mondo.
    Murakami ha un dono: ha la capacità innata di essere profondo con semplicità, senza mai risultare banale agli occhi di chi lo legge.
    In questo libro ci descrive una delicata storia d’amore saffica tra due donne completamente diverse tra loro, da una parte la dolce, sensibile, fragile Sumire, sempre alla ricerca di sé stessa e di qualcuno che l’ami, che la protegga, che la faccia sentire sicura, dall’altra la matura Sumire, una donna forte indipendente, ma con un segreto che pesa sulla sua anima come un macigno, con una dolcezza, una raffinatezza e un eleganza di cui solo un orientale può essere capace.
    Ci sono molti punti che mi hanno colpita al cuore, molte frasi che mi hanno fatta riflettere molto, come il concetto di solitudine che Murakami esprime spesso durante la narrazione, solitudine e senso di malinconia che porto dentro di me fin da quando sono venuta al mondo, una solitudine che accompagna i tre protagonisti Sumire, incapace di aprirsi al mondo, di affrontare la vita con coraggio, di lasciarsi andare alle gioie della vita, la solitudine, Myu, incapace di amare, di provare emozioni, di essere donna, il ragazzo senza nome, incapace di avvicinarsi realmente alle persone, ma di guardarle solo in superficie.
    Per Murakami siamo solo dei satelliti, destinati per tutta la vita a fare dei percorsi solitari, senza legarci mai a nessuno, senza incontrare il nostro cammino con altri, senza mai sfiorarci, toccarci, avvicinarci, se non solo per un effimero momento.
    E ha ragione, purtroppo, perché alla fine si può contare solo su se stessi.
    Dobbiamo essere forti, possiamo esserlo, ma da soli.

    ha scritto il 

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