La ragazza di Bube

Di

Editore: Mondadori (Oscar, 2)

3.8
(5108)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Danese

Isbn-10: A000014390 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un romanzo molto intenso, con aspetti che lo includono nel neorealismo italiano.

    La società toscana dell'immediato dopoguerra in cui spicca la figura di una giovane donna, anzi un'adolescente, che dim ...continua

    Un romanzo molto intenso, con aspetti che lo includono nel neorealismo italiano.

    La società toscana dell'immediato dopoguerra in cui spicca la figura di una giovane donna, anzi un'adolescente, che dimostra di essere l'unico personaggio vero e coerente in tutto il romanzo, degno di rispetto e ammirazione per l'abnegazione di cui si rende protagonista!

    ha scritto il 

  • 4

    Semplice, lineare ai confini della ovvietà, decisamente superato nello stile e nella trama... eppure la narrazione scorre con naturalezza, segue con empatia sincera i personaggi, ricrea il mondo dei v ...continua

    Semplice, lineare ai confini della ovvietà, decisamente superato nello stile e nella trama... eppure la narrazione scorre con naturalezza, segue con empatia sincera i personaggi, ricrea il mondo dei vinti. Romanzetto rosa ?, può darsi , ma non ha perso nulla della sua intensa sincerità sentimentale.

    ha scritto il 

  • 5

    Mara, una meravigliosa protagonista per questo libro ambientato nel primo dopoguerra nei tempi delle lotte ideologiche dei partigiani. Mara, dal carattere caparbio ed emancipato per quei tempi, in bal ...continua

    Mara, una meravigliosa protagonista per questo libro ambientato nel primo dopoguerra nei tempi delle lotte ideologiche dei partigiani. Mara, dal carattere caparbio ed emancipato per quei tempi, in balia di sentimenti più grandi di lei, che quando conosce Bube è appena sedicenne e gli giura amore eterno prima che lui si dia alla macchia per evitare di essere incriminato per un crimine commesso. Per molto tempo Mara non saprà dov'è Bube e se tornerà, si troverà a dover lottare tra la passione per un ragazzo con cui stringe un legame profonodo e la promessa fatta a Bube, idecisa se abbandonarsi ad un presente di felicità o restare in attesa di un futuro incerto. Mara alla fine si sentirà moralmente obbligata a fare la scelta più sofferta.

    ha scritto il 

  • 4

    “Forse che uno fa quello che veramente si sente di fare ? No , uno fa quello che gli altri si aspettano che faccia... “

    Un amore d'altri tempi quello sbocciato faticosamente fra la schietta ed esuberante Mara ed il ruvido ed introverso Arturo Cappellini , meglio conosciuto col nomignolo partigiano di Bube , e descritt ...continua

    Un amore d'altri tempi quello sbocciato faticosamente fra la schietta ed esuberante Mara ed il ruvido ed introverso Arturo Cappellini , meglio conosciuto col nomignolo partigiano di Bube , e descritto in questa storia che fotografa anche con grande efficacia un momento di passaggio negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale.
    Due giovani che , come molti in quegli anni , assisteranno per ragioni diverse all'implacabile sfumare della stagione più bella della loro vita , ritrovandosi entrambi adulti senza mai essere stati ragazzi , ingabbiati in ruoli inappropriati da un destino che lo svolgersi di circostanze hanno reso inevitabile .
    Una storia dal fascino antico costruita essenzialmente su dialoghi , bella proprio per la sua semplicità , resa ancora più suggestiva dalla irresistibile malia del tempo passato , come quello di questo volumetto degli “Oscar Mondadori” venduti al prezzo di 350 lire , dalle pagine ingiallite e con quell'inconfondibile odore regalato da decenni trascorsi in uno scaffale , leggendo il quale non ho potuto non ritornare con la mente agli anni in cui il romanzo fu pubblicato , al modo di vivere , ai corteggiamenti maldestri ed incerti alle ragazze , alle risate sui “calcinculo” o sugli autoscontri dei “baracconi” , oppure alle ore passate in cinema fumosi dove si entrava a qualunque ora infischiandocene se la proiezione fosse già iniziata o meno e dove i film si rivedevano almeno due volte prima che la maschera se ne accorgesse e ci cacciasse via …
    “Nostalgia canaglia” , come diceva una canzone anch'essa d'altri tempi .

    ha scritto il 

  • 0

    Fedeltà e abnegazione

    E' un romanzo di formazione in cui la crescita della protagonista femminile è davvero evidente, la ragazza, una vanitosa sedicenne, inizia questa storia un po' per gioco, un atto di civetteria che pag ...continua

    E' un romanzo di formazione in cui la crescita della protagonista femminile è davvero evidente, la ragazza, una vanitosa sedicenne, inizia questa storia un po' per gioco, un atto di civetteria che pagina dopo pagina si trasforma in una causa a cui dedicare tutta la propria vita, una causa per cui lottare e sacrificarsi, una scelta di abnegazione spontanea che diventerà l'emblema della determinazione di una Mara ormai matura e disillusa.
    Leggi tutto su http://pistacchidicarta.blogspot.it/2016/02/libri-al-buio.html

    ha scritto il 

  • 4

    Bistrattato

    Devo ammettere di aver già letto questo libro nella mia adolescenza; solo durante la lettura me ne sono resa conto e ho cercato di capire perchè non mi avesse colpito. Bube è un personaggio ben riusci ...continua

    Devo ammettere di aver già letto questo libro nella mia adolescenza; solo durante la lettura me ne sono resa conto e ho cercato di capire perchè non mi avesse colpito. Bube è un personaggio ben riuscito e sicuramente è la chiave del romanzo: potremmo definire Bube un ingenuo, un semplice, un debole facile da manipolare, ma nessuno di questi aggettivi lo inquadra veramente; ho apprezzato meno il personaggio di Mara, in effetti un po' romanzesco; notevolmente migliore la prima parte, più "nuda", più "dura", più neorealista. Un vortice di emozioni ti attraversa leggendo questo libro: più volte ti si stringe il cuore per la pena, più volte il tuo cuore si infervora per la rabbia, più volte un nodo alla gola ti attanaglia per l'ingiustizia. Nel complesso non definerei affatto Cassola un Liala, ma nemmeno credo che ci sia una forte lettura politica in questo libro; semplicemente una bella storia, con tanti spunti di riflessione politici e psicologici, e perchè no, anche una bella storia d'amore.

    ha scritto il 

  • 4

    Che fare quando troviamo il modo per essere felici, ma sappiamo anche che questo modo farà inevitabilmente soffrire qualcuno?
    Bella domanda.
    Bella, bella domanda.

    ha scritto il 

  • 4

    NON E' LIALA

    E stato uno dei libri icona della mia adolescenza, parte di un poker d’assi che comprendeva Cent’anni di solitudine, Lo straniero e il giovane Holden. I primi due hanno superato brillantemente l’esa ...continua

    E stato uno dei libri icona della mia adolescenza, parte di un poker d’assi che comprendeva Cent’anni di solitudine, Lo straniero e il giovane Holden. I primi due hanno superato brillantemente l’esame rilettura e l’ultimo è in lista d’attesa nella nuova traduzione,
    Dei quattro, questo è quello che mi dava più pensiero, non per gli anni (decenni!) intercorsi dalla prima lettura (questo vale anche per gli altri tre), quanto per il particolare destino del suo autore, sul quale è caduto, come è noto, l’anatema del gruppo ’63 che lo ha tacciato sprezzantemente di essere una ‘Liala’. La stessa condanna, anche se con meno veemenza, è stata pronunciata anche contro Bassani (a sua volta da rileggere…). Cassola, si sa, ha profondamente sofferto per questa sentenza sommaria e senza appello, che lo ha colpito nel profondo, avvelenandogli la vita. Riletto oggi, cercando di lasciare da parte il peso di questa lunga e brutta polemica, questo mi è parso ancora un gran bel libro. E ne sono felice, non tanto per la riconferma della mia valutazione adolescenziale, che certo non valeva granché, ma perché mi sono convinta di quanto ingiusto e inutilmente spregiativo sia stato il giudizio di chi ha ridotto al silenzio Cassola in questo modo. Del resto, quali capolavori immortali ci hanno consegnato i famosi componenti del gruppo ’63? Forse i romanzi di Umberto Eco? (fine intellettuale certamente, ma grande romanziere proprio no!)
    Questo è invece un bel romanzo, soprattutto nella prima parte nella quale sono magnificamente tratteggiate le figure di Bube e Mara. Bube è ‘l’altro’ partigiano, ‘altro’ rispetto al Johnny di Fenoglio o ai ‘piccoli maestri’ di Meneghello. La differenza non è tanto regionale quanto di formazione e di atteggiamento. Bube è ‘altro’ perché non è un intellettuale, ma soprattutto perché a differenza degli altri suoi ‘fratelli’ letterari non è maturato attraverso l’esperienza partigiana e si è invece avvitato, in parte anche suo malgrado, in una spirale di violenza che ha finito per travolgerlo. C’è stato indubbiamente anche questo nella lotta partigiana e Cassola ha colto con molta finezza questo aspetto. Bube paga cara la sua superficialità e la sua colpevole leggerezza, più da balordo di paese che da adulto politicamente e umanamente maturo, e la paga anche la sua ragazza, Mara, una sedicenne sveglia, consapevole della propria femminilità e destinata a maturare in fretta. Tanto è fragile Bube, arrogante e timidissimo al tempo stesso, tanto è solare e forte Mara, che non si fa travolgere e resta, pur con umani tentennamenti, al suo fianco Un bel personaggio.
    La parte migliore del romanzo è la prima, fino a quando Bube resta sulla scena prima della fuga. Sullo sfondo c’è l’Italia, (la Toscana) dell’immediato dopoguerra, poverissima e semplice, un’Italia perduta con i suoi personaggi di paese, vivaci ma non macchiette. La narrazione, con linguaggio molto toscaneggiante, è tutta giocata sui dialoghi che hanno una freschezza e un’immediatezza davvero pregevoli.
    Sono contenta di averlo riletto e di essere riuscita anche a ritrovare la stessa bellissima edizione Einaudi di allora. Solo l’immagine di sopracopertina mi ha lasciata interdetta: che cosa c’entri Zandomeneghi con Bube e Mara forse allora non me l’ero chiesto, ma oggi sì e proprio non riesco a capirlo.

    ha scritto il 

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