La ragazza di Bube

Di

Editore: Mondadori (Oscar, 2)

3.8
(5078)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Danese

Isbn-10: A000014390 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Che fare quando troviamo il modo per essere felici, ma sappiamo anche che questo modo farà inevitabilmente soffrire qualcuno?
    Bella domanda.
    Bella, bella domanda.

    ha scritto il 

  • 4

    NON E' LIALA

    E stato uno dei libri icona della mia adolescenza, parte di un poker d’assi che comprendeva Cent’anni di solitudine, Lo straniero e il giovane Holden. I primi due hanno superato brillantemente l’esa ...continua

    E stato uno dei libri icona della mia adolescenza, parte di un poker d’assi che comprendeva Cent’anni di solitudine, Lo straniero e il giovane Holden. I primi due hanno superato brillantemente l’esame rilettura e l’ultimo è in lista d’attesa nella nuova traduzione,
    Dei quattro, questo è quello che mi dava più pensiero, non per gli anni (decenni!) intercorsi dalla prima lettura (questo vale anche per gli altri tre), quanto per il particolare destino del suo autore, sul quale è caduto, come è noto, l’anatema del gruppo ’63 che lo ha tacciato sprezzantemente di essere una ‘Liala’. La stessa condanna, anche se con meno veemenza, è stata pronunciata anche contro Bassani (a sua volta da rileggere…). Cassola, si sa, ha profondamente sofferto per questa sentenza sommaria e senza appello, che lo ha colpito nel profondo, avvelenandogli la vita. Riletto oggi, cercando di lasciare da parte il peso di questa lunga e brutta polemica, questo mi è parso ancora un gran bel libro. E ne sono felice, non tanto per la riconferma della mia valutazione adolescenziale, che certo non valeva granché, ma perché mi sono convinta di quanto ingiusto e inutilmente spregiativo sia stato il giudizio di chi ha ridotto al silenzio Cassola in questo modo. Del resto, quali capolavori immortali ci hanno consegnato i famosi componenti del gruppo ’63? Forse i romanzi di Umberto Eco? (fine intellettuale certamente, ma grande romanziere proprio no!)
    Questo è invece un bel romanzo, soprattutto nella prima parte nella quale sono magnificamente tratteggiate le figure di Bube e Mara. Bube è ‘l’altro’ partigiano, ‘altro’ rispetto al Johnny di Fenoglio o ai ‘piccoli maestri’ di Meneghello. La differenza non è tanto regionale quanto di formazione e di atteggiamento. Bube è ‘altro’ perché non è un intellettuale, ma soprattutto perché a differenza degli altri suoi ‘fratelli’ letterari non è maturato attraverso l’esperienza partigiana e si è invece avvitato, in parte anche suo malgrado, in una spirale di violenza che ha finito per travolgerlo. C’è stato indubbiamente anche questo nella lotta partigiana e Cassola ha colto con molta finezza questo aspetto. Bube paga cara la sua superficialità e la sua colpevole leggerezza, più da balordo di paese che da adulto politicamente e umanamente maturo, e la paga anche la sua ragazza, Mara, una sedicenne sveglia, consapevole della propria femminilità e destinata a maturare in fretta. Tanto è fragile Bube, arrogante e timidissimo al tempo stesso, tanto è solare e forte Mara, che non si fa travolgere e resta, pur con umani tentennamenti, al suo fianco Un bel personaggio.
    La parte migliore del romanzo è la prima, fino a quando Bube resta sulla scena prima della fuga. Sullo sfondo c’è l’Italia, (la Toscana) dell’immediato dopoguerra, poverissima e semplice, un’Italia perduta con i suoi personaggi di paese, vivaci ma non macchiette. La narrazione, con linguaggio molto toscaneggiante, è tutta giocata sui dialoghi che hanno una freschezza e un’immediatezza davvero pregevoli.
    Sono contenta di averlo riletto e di essere riuscita anche a ritrovare la stessa bellissima edizione Einaudi di allora. Solo l’immagine di sopracopertina mi ha lasciata interdetta: che cosa c’entri Zandomeneghi con Bube e Mara forse allora non me l’ero chiesto, ma oggi sì e proprio non riesco a capirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    affascinante storia

    Affascinante la storia e le umane conclusioni cui arriva. Bube è un ragazzo che fa il partigiano e finita la guerra continua a combattere a modo suo, Mara inizia con lui una storia per vezzo, per gioc ...continua

    Affascinante la storia e le umane conclusioni cui arriva. Bube è un ragazzo che fa il partigiano e finita la guerra continua a combattere a modo suo, Mara inizia con lui una storia per vezzo, per gioco, ma dedicherà a lui gran parte della propria vita.

    ha scritto il 

  • 4

    La ragazza di Bube e la sua lezione

    Amo questa letteratura italiana, opere come questa capaci di ricostruire importanti periodi storici per il nostro Paese ma anche di sondare con acume l’animo umano.
    Ed è soprattutto quest’ultimo aspet ...continua

    Amo questa letteratura italiana, opere come questa capaci di ricostruire importanti periodi storici per il nostro Paese ma anche di sondare con acume l’animo umano.
    Ed è soprattutto quest’ultimo aspetto che mi ha colpito, il percorso di crescita, di maturazione, se vogliamo obbligata, che caratterizza la protagonista, Mara, la ragazza di Bube appunto.

    Mara ha sedici anni e all’inizio ci appare come una ragazzina spensierata, vivace e vitale, a volte un po’ civettuola e superficiale. Subito dopo l’armistizio e al termine dell’occupazione tedesca, Mara si fidanza con Bube un giovane partigiano tornato dalla clandestinità della Resistenza, e intraprenderà così il suo personale viaggio di iniziazione, di crescita. In un periodo caratterizzato da regolamenti di conti, vendette, violenza e tradimenti, Mara diventerà grande e responsabile e lo dimostrerà con una scelta di vera abnegazione, di estremo sacrificio che sceglierà di sua spontanea volontà senza imposizioni ma che anzi farà valere con caparbietà e determinazione.

    Mara è giovanissima ma ci restituisce grandi e profondi ideali, ancor più preziosi oggi, tempo caratterizzato da personalismi ed egoismi, dove parole come sacrificio, responsabilità, privazione, fatica sono diventate scomode, valori inutili quando tutto ciò che conta è la propria soddisfazione personale.

    La protagonista di Cassola, tratteggiata con grande maestria da dialoghi serrati e avvincenti, è un personaggio indimenticabile perché è anche una splendida metafora della dura disillusione dei grandi ideali nati durante la Resistenza e traditi o delusi nell’immediato dopoguerra.

    Un personaggio magnifico.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto un secolo fa ma ancora vivido nella memoria,per la storia in sè,per la scrittura,semplice e lineare,per il quadro degli avvenimenti che l'autore sa dipingere con maestria,per i personaggi,realis ...continua

    Letto un secolo fa ma ancora vivido nella memoria,per la storia in sè,per la scrittura,semplice e lineare,per il quadro degli avvenimenti che l'autore sa dipingere con maestria,per i personaggi,realistici e vitali.

    ha scritto il 

  • 4

    La ragazza di Bube è un romanzo scritto da Carlo Cassola tra il 1958 e il 1959 in cui vengono tra l'altro illustrati, attraverso la storia di ragazzi innamorati, i problemi politici e sociali del dopo ...continua

    La ragazza di Bube è un romanzo scritto da Carlo Cassola tra il 1958 e il 1959 in cui vengono tra l'altro illustrati, attraverso la storia di ragazzi innamorati, i problemi politici e sociali del dopoguerra.
    Venne insignito del Premio Strega nel 1960, anno in cui era stato pubblicato dalla casa editrice Einaudi; tre anni più tardi ne fu realizzato anche un adattamento cinematografico per la regia di Luigi Comencini e come interpreti principali attori della caratura di Claudia Cardinale e George Chakiris.
    Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d'Elsa, che all'indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l'amato con animo fedele e ostinato.
    "La ragazza di Bube" segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. "Il romanzo" sostiene infatti Cassola "viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua della verità degli uomini."
    Un libro che racconta dell’amore e della politica e di come questi due mondi possono incontrarsi, ma racconta anche della crescita dei sentimenti, dell’iniziale infantilità nell’affrontarli, per poi restarne inevitabilmente coinvolti. Bube, questa ragazzetta è la protagonista di tutto il romanzo, forse nella prima parte troppo vanitosa e poco sensibile, successivamente diventerà e mostrerà tutta la sua forza, una forza che raramente ho letto con tanto ardore nelle pagine della letteratura del ‘900.

    ha scritto il 

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