La ragazza di nome Giulio

Di

Editore: Tascabili economici Newton

3.5
(286)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 8879833634 | Isbn-13: 9788879833639 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Una giovane veneziana trascurata dalla madre e plagiata dalla cameriera e amante, accetta di fidanzarsi con giovane, ma prima vorrebbe avere un rapporto sessuale...Nel 1970 Tonino Valerìi ne ha tratto un film con S. Dionisio.
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  • 3

    Negli anni 60, i fantastici anni 60 di "gianniminiana" memoria, esisteva la censura ed una magistratura codina e fascista, vedasi ad esempio la persecuzione di Pasolini. La Milani, scrittrice ed artis ...continua

    Negli anni 60, i fantastici anni 60 di "gianniminiana" memoria, esisteva la censura ed una magistratura codina e fascista, vedasi ad esempio la persecuzione di Pasolini. La Milani, scrittrice ed artista, per questo libro fu condannata a sei mesi di reclusione per pubblicazione oscena oltraggiante il comune senso del pudore. Il libro ritirato e lei licenziata dal giornale in cui lavorava. Solo nel 1968 la Cassazione ribaltò il verdetto. Agli occhi di noi , uomini e donne del 2016, questo romanzo, che parla della confusione, della sostanziale anaffettività e della psicosi di una ragazza "libera" nelle sue relazioni fa quasi tenerezza, ma è comprensibile che l'Italia conservatrice , bigotta ed ipocrita perseguitasse, inutilmente, queste righe....

    ha scritto il 

  • 1

    Teribbbbile!
    Vedere come un secolo di Freud & Jung & vibratori sia passato invano.
    Leggere questo scimmiottamento in chiave frigida di Moravia e sbiascicata di Françoise Tristesse Sagan, che già di lo ...continua

    Teribbbbile!
    Vedere come un secolo di Freud & Jung & vibratori sia passato invano.
    Leggere questo scimmiottamento in chiave frigida di Moravia e sbiascicata di Françoise Tristesse Sagan, che già di loro non sono proprio dei capolavori indimenticabili.
    Accompagnare i borborigmi dell'anima di questo animaletto che è Jules.
    Gran titolo per un romanzetto da quattro soldi, che avrà solleticato la pruderie anni '60 degli italiani che amavano sentirsi intellettuali progrssisti.
    MM studia benissimo la trama senza lasciare intentato alcuna posizione del kamasutra emotivo-erotico: inizio lesbo, autoerotismo, seduzioni da ninfetta, casta e pura col fidanzatino mentre si fa sfrucugliare dalla qualunque. Con dovizia di dettagli emot-erotici.
    Poi arriva Franco! Ma non viene Giulio! La battuta è di bassa lega, ma riassume l'amore, il sesso, il dramma: Jules non arriva all'acme (sic). Già come una qualsiasi merlettaia di Confidenze o Intimità.
    Il titolo e il contesto fanno pensare a una presa di coscienza del proprio corpo e sentimenti in chiave libertaria "maschile": le donne negli anni '60 erano mogli/figlie/mamme/sorelle (o puttane). Invece il romanzo è l'equivalente di "la nipotina vogliosa".

    Ps: comprato sull'onda del ricordo degli echi dello scandalo. Negli anni '70 Selezione del Readers' Digest pubblicava libretti con racconti italiani, e nella bio di MM era citato il libro e il movimento che si raccolse a sua difesa (era stato messo all'indice). Ogni tanto mi imbatto in echi dell'infanzia e mediamente ci casco ….

    ha scritto il 

  • 4

    Pensavo che, rileggendolo dopo quasi vent'anni, avrei trovato manchevolezze che negli anni dell'adolescenza non avevo colto, sopraffatta dall'entusiasmo della lettura, dallo sconvolgimento che questo ...continua

    Pensavo che, rileggendolo dopo quasi vent'anni, avrei trovato manchevolezze che negli anni dell'adolescenza non avevo colto, sopraffatta dall'entusiasmo della lettura, dallo sconvolgimento che questo romanzo mi aveva lasciato.
    E infatti sotto certi aspetti è stato così.
    Eppure "La ragazza di nome Giulio" continua a stupirmi, ad attrarmi, nel suo torbido e nella sua innocenza.
    Mi piace la scrittura criptica e talvolta trasognata della Milani.
    Questo libro fu censurato, Milena Milani processata.
    Venne pubblicato nell'aprile del 1964, dopo varie peripezie editoriali.
    Solo questo una storia a sè.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro controverso

    L'ho trovato in uno scatolone di libri vecchi regalatomi da un amico, incuriosita sono andata a documentarmi prima di leggerlo. Nel 1964 quando questo romanzo uscì venne considerato "pornografia", let ...continua

    L'ho trovato in uno scatolone di libri vecchi regalatomi da un amico, incuriosita sono andata a documentarmi prima di leggerlo. Nel 1964 quando questo romanzo uscì venne considerato "pornografia", letto ai giorni nostri mi è parso un bel libro, con dei difetti, ma un bel libro. Ho avuto sensazioni contrastanti durante la lettura ma la sensazione residua lasciatami è nel complesso positiva, sì, mi è piaciuto.
    La storia si dipana dall'infanzia fino alla gioventù di Jules, gli anni sono pochi, ma le esperienze vissute dalla protagonista sono talmente tante e intense che sembra il racconto di una vita intera.
    Il linguaggio usato dalla Milani si modifica con l'evoluzione del romanzo, si adegua all'età dell'io narrante.
    La bambina Jules è un misto di candore e malizia, di ingenuità e furbizia, in eterno contrasto tra ciò che è bene e ciò che la sua natura le impone. Si può definire la storia tragica di una dicotomia interiore profonda, di una lotta con se stessa che non ha una vera evoluzione, la protagonista pur di conservare la sua interiorità al riparo dagli altri, pur di non mostrare la sua anima, arriva ad accettare che non sarà mai felice, sembra che perda in partenza, che rinunci da subito a trovare un equilibrio tra sensi e raziocinio.
    In questo romanzo ogni cosa viene esaperata, i fatti si susseguono quasi in modo paradossale ed ci si chiede " ma proprio capitano tutte a lei? Ha una calamita per certi approcci?". Ed è forse questa esasperazione reiterata che ritengo il difetto del libro, alcuni passaggi diventano ripetitivi e pesanti, tuttavia servono a rendere perfettamente l'idea di un cervello sempre in moto, di uno spirito tormentato da pensieri ossessivi e ricorrenti.
    La parte che mi è piaciuta di più e che mi ha fatto provare più vicinanza con Jules è stata quella in cui lei finalmente ama davvero, ed ho quasi sperato in una chiarificazione del suo mondo interiore, di una sua riappacificazione, in un lieto fine, che purtroppo non arriva.
    L'autrice ci lascia in compagnia di un finale allucinato e senza speranza, di un personaggio al di sopra delle righe forse in parte autobiografico."Ho sempre cercato di scrivere come se tutto fosse vero, e anche autobiografico. Amo confondere le carte. E attribuire ai miei personaggi pensieri e azioni che potrebbero appartenermi."(LA RAGAZZA DI ALBISOLA, MILENA MILANI intervistata da Alina Rizzi)
    Un vero peccato che questo romanzo sia stato etichettato come "erotico", è una casella che gli va stretta, è molto di più e merita un posto diverso nella narrativa moderna.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro da leggere o rileggere

    Si deve andare oltre la fama giudiziaria di questo libro, a suo tempo (anni 60) censurato, sequestrato, condannato e infine assolto (l'imputazione dell'autrice fu di oltraggio al pudore, un'accusa che ...continua

    Si deve andare oltre la fama giudiziaria di questo libro, a suo tempo (anni 60) censurato, sequestrato, condannato e infine assolto (l'imputazione dell'autrice fu di oltraggio al pudore, un'accusa che oggi ovviamente fa sorridere).
    In realtà si tratta di un ambizioso romanzo di formazione-iniziaizione della ragazza Jules.
    Iniziazione- ma sarebbe meglio dire, furiosa ansiosa incessante ricerca - sessuale soprattutto (ma non solo, è anche insieme iniziazione esistenziale, religiosa, erotica).
    Il romanzo è ambizioso e importante anche nello stile (mi ricorda in certe ecolalie sintattiche il Vittorini di Conversazione in Sicilia). La struttura (99 capitoli distribuiti in tre parti) ricorda, probabilmente non per caso, la Commedia dantesca. Il viaggio della demi vierge verso l'amore assoluto, inteso come realizzazione del piacere fisico completo, ma nello stesso tempo come angosciosa ricerca di una sublimazione erotica non estranea al platonismo del Simposio, si conclude con una simbolica o reale castrazione del maschio "qualunque" al quale la protagonista si consegna quasi per evitare, o sconfessare, in una continuata decostruzione del proprio sé e dei propri sentimenti, l'unico amore possibile che faticosamente era apparso all'orizzonte...

    ha scritto il 

  • 2

    Un romanzo che negli anni sessanta rappresentò un vero e proprio caso letterario.
    Pubblicato nel ‘64 da Longanesi, La ragazza di nome Giulio fu accusato, dal Tribunale di Milano, di oscenità e, dopo e ...continua

    Un romanzo che negli anni sessanta rappresentò un vero e proprio caso letterario.
    Pubblicato nel ‘64 da Longanesi, La ragazza di nome Giulio fu accusato, dal Tribunale di Milano, di oscenità e, dopo essere stato ritirato dalla vendita, l'autrice fu condannata a sei mesi di carcere oltre una pena pecuniaria. Il tema trattato aveva violato l'art. 528 del Codice Penale più comunemente conosciuto come: "offesa al comune senso del pudore”. Il dissequestro avvenne dopo il ricorso in appello e nel 1968 il titolo ritornò nelle librerie. Romanzo datato.

    ha scritto il 

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