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La realtà inventata

Contributi al costruttivismo

By Paul Watzlawick

(228)

| Others | 9788807819056

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Book Description

In che modo si conosce ciò che si crede di conoscere? Si è abituati a pensareche la realtà può essere "scoperta". Al contrario, il costruttivismo sostieneche ciò che viene chiamato realtà è u Continue

In che modo si conosce ciò che si crede di conoscere? Si è abituati a pensareche la realtà può essere "scoperta". Al contrario, il costruttivismo sostieneche ciò che viene chiamato realtà è un'interpretazione personale, un modoparticolare di osservare e spiegare il mondo che viene costruito attraverso lacomunicazione e l'esperienza. La realtà non verrebbe quindi scoperta, ma"inventata". In questo volume si discute dell'utilità e della necessità disostituire la tradizionale concezione della conoscenza come rappresentazionedi una realtà esterna al soggetto con una epistemologia che interpreta larelazione fra conoscenza e realtà nei termini della relazione di "adatto" nelnuovo senso delle scienze evolutive.

9 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Se vuoi sopravvivere, pensaci. Se vuoi vivere: ragiona. Per volare avrai sempre l'immaginazione.

    C'è un paradosso, in ogni cosa.

    Questo paradosso dice: per quanto ampia possa essere la tua visione d'insieme, da questo insieme manchi tu, cioè chi-guarda.

    Questo significa che tu ne saprai sempre meno di chi include te nel suo sguardo d'insie ...(continue)

    C'è un paradosso, in ogni cosa.

    Questo paradosso dice: per quanto ampia possa essere la tua visione d'insieme, da questo insieme manchi tu, cioè chi-guarda.

    Questo significa che tu ne saprai sempre meno di chi include te nel suo sguardo d'insieme.

    D'altronde, tu ne saprai più di lui, perché lui nel suo sguardo d'insieme non c'è, ma nel tuo sì.

    E se anche doveste decidere di allearvi, ci sarà comunque un terzo che vi contiene entrambi.

    Insomma, anche se tutte le cose si unissero, ci sarebbe qualcosa che continua a sfuggire alla loro rete.

    La realtà - e la verità alla quale la si vorrebbe far coincidere - è sempre più in là.

    Alcuni questa evidenza la rigettano, e impazziscono.

    Molti altri la rigettano e decidono che i pazzi sono quelli che invece questa evidenza, irresolvibile, la accettano.

    Molti, se riconoscono che la verità - di fatto - non esiste, e che tutt'al più ce la si costruisce, da soli o con gli altri, un pezzo alla volta e mai per sempre - si deprimono, e pensano che allora niente più abbia senso e che, messa così, messo fuori gioco anche dio, allora tanto vale distruggere ogni cosa.

    Gli altri questa imperfezione congenita di tutte le cose la chiamano libertà.

    E io voglio stare con loro.

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    Coda said on Oct 31, 2012 | 3 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    "Questa affermazione è falsa"

    A parte un paio di scritti un po' più più tecnici degli altri - non è semplice seguire la discussione sulla trilogia di Becket senza averla letta, così come un po' di infarinatura sulla logica matematica aiuta a leggere i saggi di Elster e di Stolzen ...(continue)

    A parte un paio di scritti un po' più più tecnici degli altri - non è semplice seguire la discussione sulla trilogia di Becket senza averla letta, così come un po' di infarinatura sulla logica matematica aiuta a leggere i saggi di Elster e di Stolzenberg - questa raccolta di scritti sul costruttivismo è godibilissima e feconda di spunti di approfondimento.
    Lo scritto di Riedl sulle conseguenze del pensiero causale è per certi versi illuminante:

    "Forse allora, la nostra aspettativa che esista qualcosa come la causalità e la finalità è certamente un bisogno, ma anche una proiezione del tutto arbitraria della nostra mente. La dottrina tradizionale della conoscenza non è in grado di spiegare i suoi stessi fondamenti; tale compito spetta alla dottrina evoluzionistica della conoscenza"

    Uno dei due contributi di Watzlawick riguarda le profezie che si autodeterminano di cui ogni essere umano che pretende incautamente di giudicare (e punire) se stesso dovrebbe sempre tener presente. Molto attuali i due scritti che analizzano l'autoreferenzialità in cui cadono tutte le ideologie e da cui si originano tutte le loro aberrazioni violente e totalitarie: fondamentalmente tutto ha origine dalla pretesa di possedere la verità per intero (accettando implicitamente che esiste una verità assoluta e che è possibile conoscerla oggettivamente). Invece la coscienza dell'impossibilità di conoscere la verità per intero e definitivamente (ammesso che esista) congiuntamente alla consapevolezza che la visione che ogni uomo ha della realtà è più che altro "adatta" che "esatta" dovrebbe indurre ad un atteggiamento più aperto, più attento alle insidie dei pregiudizi e, possibilmente, più responsabile e libero.
    Da Epimenide di Creta fino a Wittgenstein molto si può riassumere nel famoso teorema di incompletezza di Gödel che parafrasato suona così: ogni sistema formale sufficientemente interessante da formulare la propria consistenza può provarla se e solo se è inconsistente ( http://mathworld.wolfram.com/GoedelsIncompletenessTheor… )

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    Cosmo said on Sep 14, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Oltre a contributi classici del costruttivismo per l'interpretazione e costruzione del reale, tra cui il fondamentale saggio dello stesso Watzlawick sulle profezie autoverificantesi, molto interessanti contributi esterni di Stolzenberg e Varela. Ques ...(continue)

    Oltre a contributi classici del costruttivismo per l'interpretazione e costruzione del reale, tra cui il fondamentale saggio dello stesso Watzlawick sulle profezie autoverificantesi, molto interessanti contributi esterni di Stolzenberg e Varela. Questo saggetto di Varela, che affianca Escher e Godel nella sua descrizione della storia naturale della circolarità, trova una bella (e lunga) continuazione nel limpido "Godel, Escher, Bach" di Hofstadter, che in questi giorni si trova pressochè in tutte le librerie.

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    Alberto said on Jan 5, 2010 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Uno sguardo introduttivo e caleidoscopico su un pensiero, quello costruttivista, che solo in appaerenza può sembrare arido ed etereo. In realtà, attraverso un'analisi che spazia dalla filosofia alla letteratura, dalla matematica alla storia naturale, ...(continue)

    Uno sguardo introduttivo e caleidoscopico su un pensiero, quello costruttivista, che solo in appaerenza può sembrare arido ed etereo. In realtà, attraverso un'analisi che spazia dalla filosofia alla letteratura, dalla matematica alla storia naturale, il libro fornisce un primo abbozzo di quella teoria dell'autoreferenzialità del processo conoscitivo che se da un lato mostra come la realtà spesso non può semplicemente essere ridotta al rapporto causa-effetto o al semplice principio di non-contraddizione (il che crea una specie di "complicazione" al procedere dell'analisi gnoseologica tradizionale), dall'altro apre una fessura attraverso la quale si intravede la possibilità di un nuovo tipo di sguardo sulla realtà, affascinante quanto ricco di fantasia e, almeno a volte, di profondità inaspettata.
    Da approfondire.

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    Piega27 said on Jun 16, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Watzlawick Management 3

    (v. anche Watzlawick Management 1)

    Qui si trova il contributo su 'Le profezie che si autodeterminano' (pp. 87-104).

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    adriano said on May 12, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "L'imperativo etico: Agisci sempre in modo da aumentare il numero delle scelte;
    L'imperativo estetico: Se vuoi vedere, impara ad agire" (HVF)

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    Leonardo Previ said on Feb 13, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Others 281 Pages
  • ISBN-10: 8807819058
  • ISBN-13: 9788807819056
  • Publisher: Feltrinelli
  • Publish date: 2006-01-01
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