UNIVERSALE ECONOMICA FILM
in collaborazione con l'AIACE di Torino
La collana vuole proporre autori e film che incarnano alcune tendenze di punta nell'attuale ricerca e discussione su caratteri e ruolo del cinema. Vi si ritroveranno opere che sono riflesso di tendenze, scuole, paesi, ricerche personali diverse, aventi in comune un'ansia di praticare con l'incisività tematica e con il furore formale rapporti problematici, cioè critici e dialettici, con il reale. Ai "testi" di nuovi film saranno affiancati "classici", ricchi ancor oggi di lezioni e insegnamenti, documento e proposta di certe radici nel cinema passato. I "testi", desunti alla moviola dalla versione definitiva del film, sono filologicamente curati (divisione in piani, movimenti di macchina, tempi, ecc) e non sceneggiatyure che lo procedono, di dubbia rilenvanza sia metodologica sia come testo autonomo.
Accolta unanimamente come opera eccezionale, La recita di Anghelopulos è il più importante film europeo di questi anni, un film modello, un film da studiare e analizzare in profondità per gli insegnamenti ricchissimi che è possibile trarne. Vi si concentrano una seire di ricerche, dalle particolarità "greche" a quella di un linugaggio in grado di dare corpo e forma a figure, eventi capitali di una fase essenziale della storia. Riesce insomma ad Anghelopulos ciò che, dopo la grande epoca sovietica, non è più riuscito a nessuno: un cinema epico, marxista, costruito con i fulcri brechtiani ridiscussi in funzione del cinema e delle sue capacità. Egli collega mito, teatro, storie e storia, in un film che è il punto di arivo - nel senso di sintesi e di riscrittura cosciente - di tutto il cinema degli anni Sessanta. La recità è il più alto punto di arrivo della ricerca cinematografica di sinistra in questi anni. Qualsiasi nuovo tentativo politicamente altrettanto orientato dovrà partire di qui.