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La recita di Bolzano

Di

Editore: Adelphi

3.7
(663)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000039700 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    "SOLTANTO TE E PER SEMPRE"

    Un capolavoro.
    Gli ultimi capitoli sono di una bellezza persino commovente. Non esagero se arrivo a paragonarlo (diversi gli ambienti, il tempo, il contesto, naturalmente) a "La Certosa di Parma" di S ...continua

    Un capolavoro.
    Gli ultimi capitoli sono di una bellezza persino commovente. Non esagero se arrivo a paragonarlo (diversi gli ambienti, il tempo, il contesto, naturalmente) a "La Certosa di Parma" di Stendhal. E non certo perché la vicenda si svolge a Parma, ma perché qui -come nella Certosa- tra i protagonisti campeggia davvero l'amore assoluto, eterno, invincibile e inarrivabile.
    La Recita si conclude con una risata di uno dei due unici "spettatori", ma non è una risata liberatoria. Un espediente retorico, semmai.
    Non mi sarei invece stupita se, a suggello/dedica del libro, avessi letto, ancora una volta, TO THE HAPPY FEW.
    -------------
    Rilevo per dovere di cronaca solo un "errore" contenuto nel libro (segno di quanto l'autore vi si sia identificato, senza nemmeno avvedersene, forse).
    C'è una lettera, un messaggio di solo tre parole, intorno a cui ruota gran parte del romanzo: è il "core" della vicenda. L'autrice, Francesca, prende appositamente lezioni di scrittura per poter raggiungere l'uomo che ama. Verosimilmente è analfabeta.
    Eppure, durante il suo lungo monologo-dichiarazione, la stessa confessa all'amato: "Se avrai bisogno di essere dominato da me, sarò crudele e spietata, come ho letto nei libri che il conte di Parma si è fatto mandare da Amsterdam. Conosco certi segreti, Giacomo!".
    Che dite: avrà guardato solo le figure, come fanno i bambini non ancora scolarizzati? ;-)

    ha scritto il 

  • 4

    «troppe note, mio caro Mozart»

    Anche quest'opera più che scritta mi sembra suonata, per me questa è diventata una costante con questo autore. Non me ne vogliano critici letterari e musicali, ma da povero profano di entrambe le cate ...continua

    Anche quest'opera più che scritta mi sembra suonata, per me questa è diventata una costante con questo autore. Non me ne vogliano critici letterari e musicali, ma da povero profano di entrambe le categorie, io quando leggo un suo romanzo sento Mozart che si diverte.

    Questa "recita" per me è una lettura tosta.
    Marai è sempre impegnativo, ma qui a Bolzano, con me, vuole strafare, sembra che si sia messo in testa di mettermi alla prova. "io so scrivere, ma tu sai leggere?'" mi dice sadico, ad ogni fine capitolo faticosamente raggiunta.
    Prende a prestito Casanova e da seduttore lo millanta scrittore. E' un'ode alla parola, all'esattezza della parola. ""Le parole devono essere quelle giuste"" fa dire a turno ai protagonisti, giuste come le note in una sinfonia.
    Mi sembra che ogni dialogo venga dal palco di un teatro, dove l'orchestra e gli attori ripetono ogni tema in tutte le varianti, varianti mai uguali ma troppo simili, che mi inducono al sonno dello zappatore, quando non trova svago, quando si pretende troppo.
    Duro fatica a seguire, mi distraggo, arrivo col fiatone fino a metà libro e son tentato di arrendermi dando lo stesso verdetto becero che Giuseppe II° Imperatore emise al Burgtheater di Vienna: «troppe note, mio caro Mozart» io lo trasformerei volentieri in "troppe parole, caro Marai".

    Ma mi vergogno e avanzo...
    E col contagocce arrivano le prime soddisfazioni, rare e sudate.
    Sembra che la cura che lui ha messo nel comporre ogni frase me la venda a prezzi da strozzino, se la voglio ascoltare e capire.
    Ma anche i personaggi si sudano il loro ruolo:
    Casanova deve trovare uno scopo nella vita, il trombeur de fammes, il suprfigo, deve evolversi e maturare se vuol misurarsi con un amore degno di chiamarsi tale, qualcosa di diverso dall'infatuazione, dall'avventura o dalla solita porcata.
    Come ogni uomo deve scegliere se limitarsi a fare lo scosciagalline o accettare un amore pieno, consapevole e assoluto che solo una donna pienamente, assolutamente e consapevolmente innamorata gli può dare.

    Non svelo trame, non sarebbe corretto; anticipo soltanto che ognuno viene trattato come egli stesso crede di meritare, ognuno elabora una proposta indecente per gli altri, perché ognuno vorrebbe uno sconto sulle proprie manchevolezze pagandole come moneta con quelle altrui.
    Anch'io, lettore, faccio la mia proposta indecente: ti seguirò Marai fino alla fine di questo romanzo, dove tu mi dovrai dimostrare che conosci le parole quanto conosci l'animo di chi le proferisce, di più: dovrai dimostrarmi che qualcosa mi appartiene, come posso capirle altrimenti?

    Ma ad ognuno Marai darà uno specchio, e ognuno, compreso il lettore, dovrà fare i conti con se stesso, attraverso l'immagine di se che proietta nella vita, e quella lo specchio impietoso gli rimanda.
    Ogni personaggio è una parte di noi, seduttore e sedotto, traditore e tradito, ma anche amante e amato.

    ...e a 20 pagine dalla fine Marai mi ha già reso con gli interessi quello che mozart rispose all'imperatore:
    «Nemmeno una più del necessario, maestà».

    ha scritto il 

  • 0

    Come nelle Braci , Marai raggiunge un picco nel chiuso di una stanza, uno sfondo senza tempo e senza spazio di una scena di teatro, davanti il fuoco di un camino, pochi personaggi principali lanciati ...continua

    Come nelle Braci , Marai raggiunge un picco nel chiuso di una stanza, uno sfondo senza tempo e senza spazio di una scena di teatro, davanti il fuoco di un camino, pochi personaggi principali lanciati in lunghi monologhi nei quali, accompagnati dal silenzio del/la compagno/a, parlano con meravigliosa maestria della loro vita, danno un senso a quella che nelle mani di un altro scrittore avrebbe potuto essere solo una storia banale, una trama trita di poche righe: lui lei l'altro, tutto qui. Eppure che ricchezza nelle parole di Marai!

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso. Non posso aggiungere altro. Non c'è nient'altro che si possa dire di questo romanzo se non, appunto, meraviglioso. Leggetelo, leggetelo e rileggetelo!

    ha scritto il 

  • 5

    L'essenza di tutte le sfumature

    E tre! Le braci - L'eredità di Eszter - La recita di Bolzano -
    E' Marai il maestro di tutte le sfumature della passione e del tradimento.

    ha scritto il 

  • 3

    giacomo (casanova?) fugge dalle prigioni veneziane con il suo amico (?) balbi e si trova a bolzano, qui ottenuti dei soldi ricomincia la sua vita dissoluta. Scopre che anche la contessa di parma risie ...continua

    giacomo (casanova?) fugge dalle prigioni veneziane con il suo amico (?) balbi e si trova a bolzano, qui ottenuti dei soldi ricomincia la sua vita dissoluta. Scopre che anche la contessa di parma risiede a bolzano con il marito e che l'antica passione non è sopita, ma per chi dei tre?

    ha scritto il 

  • 4

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    Di Márai avevo già letto "Le braci". Circostanza sfortunata perchè questo suo Casanova, interessante, un po' folle, a volte troppo filosofo (tanto quanto 'scrittore') secondo me non regge il confronto ...continua

    Di Márai avevo già letto "Le braci". Circostanza sfortunata perchè questo suo Casanova, interessante, un po' folle, a volte troppo filosofo (tanto quanto 'scrittore') secondo me non regge il confronto con "Le braci" e mi ha lasciato - ingiustamente - un senso di delusione. La mia è una reazione umorale e in definitiva sbagliata, quindi lo consiglio senz'altro. Nota a mio uso: prima di leggere il prossimo M., fai passare un tempo sufficiente a dimenticare gli altri!

    ha scritto il 

  • 5

    CA-PO-LA-VO-RO!!!

    un capolavoro, un libro assolutamente straordinario..
    forse il più coinvolgente che abbia mai letto..
    stiamo parlando di "LETTERATURA"..
    per cui i ritmi, il lessico, le frasi, lo sviluppo della storia ...continua

    un capolavoro, un libro assolutamente straordinario..
    forse il più coinvolgente che abbia mai letto..
    stiamo parlando di "LETTERATURA"..
    per cui i ritmi, il lessico, le frasi, lo sviluppo della storia non sono istantanei, come d'altra parte non è in generale istantanea un po' tutta la produzione di Marai..
    ma ragazzi..
    se si riesce ad entrare in questa storia, la storia di un Casanova oramai "maturo", un Casanova che vive del suo stesso mito.. se ci si lascia coinvolgere dai flash-back dell'esistenza di questo "sciupafemmine" in fuga, da un Casanova "vecchio commediante, illusionista avvizzito"..
    Allora ecco che si apre la parte finale di questo CAPOLAVORO...
    STRAORDINARIA.. ancora una delle triangolazioni alla Marai, la più romantica, la più teatrale...
    Casanova, Francesca e il Conte di Parma.
    L'amore, la passione, i ricordi, le illusioni, l'attesa, il "possesso", l'egoismo, la rinuncia.. tutto a concludersi nella lettera dettata da Casanova per il Conte.. standing ovation!

    ha scritto il 

  • 4

    La scrittura è il potere

    “Sai che nella realtà non esiste il “tutto o niente”, esiste soltanto una via di mezzo fra il “tutto” e il “niente”, il “qualcosa”, che però a volte può significare moltissimo.”

    Marai è bravissimo a r ...continua

    “Sai che nella realtà non esiste il “tutto o niente”, esiste soltanto una via di mezzo fra il “tutto” e il “niente”, il “qualcosa”, che però a volte può significare moltissimo.”

    Marai è bravissimo a rappresentare personaggi. Li presenta in un modo e poi lentamente li analizza profondamente fino a mostrarci ogni risvolto psicologico, ogni sfumatura.
    Questa analisi normalmente avviene tramite lunghi monologhi, che sono poi il cuore dei suoi romanzi. Anche “La recita di Bolzano” non fa eccezione. Il protagonista, Casanova, non viene rappresentato e giudicato in modo convenzionale in quanto donnaiolo e avventuriero. Al centro del romanzo c’è soprattutto l’essere umano, con le sue aspirazioni, con le sue infelicità, il suo amore, la sua natura, le sue illusioni. E anche in questo caso il romanzo si basa su monologhi lunghissimi (forse troppo) e su frasi folgoranti che valgono l’intero libro. Molto bella la rappresentazione finale in cui l’uomo si maschera da donna per sedurre una donna che a sua volta si maschera da uomo per sedurre l’uomo; entrambi costretti a recitare e a fingere di essere quello che non sono.

    “La vita sono un uomo e una donna che si incontrano perché sono fatti l'uno per l'altro, perché sono, l'uno per l'altro, ciò che la pioggia è per il mare: l'uno torna sempre a cadere nell'altro, si generano a vicenda, l'uno è la condizione dell'altro. Da tale pienezza nasce l'armonia, e in questo consiste la vita. una cosa rarissima fra gli esseri umani”

    Lo stile di Marai, come al solito, è raffinato, la scrittura è elegante. Ma il romanzo è meno scorrevole e coinvolgente, perché forse in certe parti un po’ ridondante ed “eccessivo”.

    “Credo nell’amore e nella mutevolezza della fortuna. E credo nella scrittura, perché la scrittura ha potere sul destino e sul tempo. Nulla di ciò che fai, desideri, ami e dici è destinato a durare. Passano le donne, tramontano gli amori. Sfumano le emozioni, e la polvera del tempo ricopre le tracie delle azioni compiuti. Ma la scrittura rimane.”

    ha scritto il 

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