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La regina dei sogni

Di

Editore: Einaudi

3.8
(96)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806175718 | Isbn-13: 9788806175719 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Oddera

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La madre di Rakhi ha un dono: sa interpretare i sogni delle persone e leggereil loro destino. Rakhi invece, nata e cresciuta in America, si sente esclusada tutto ciò che è indiano. Combatte ogni giorno con l'ex marito per l'affettodella figlioletta Jona, combatte per far sopravvivere il ristorante che haaperto con l'amica Belle. Ma le sue battaglie sembrano di colpo superate difronte agli eventi tragici della Storia, che la guidano verso una comprensionepiù profonda di sé e del proprio destino.
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  • 4

    “Il modo migliore per amare qualcuno è non averne bisogno. E’ questa la forma d’amore più pura.”

    Questo romanzo parla di appartenenza e del dolore del non appartenere.
    Parla di tutti coloro che hanno origini in un posto ma ne crescono lontani, spesso non riuscendo a portarsene ...continua

    “Il modo migliore per amare qualcuno è non averne bisogno. E’ questa la forma d’amore più pura.”

    Questo romanzo parla di appartenenza e del dolore del non appartenere.
    Parla di tutti coloro che hanno origini in un posto ma ne crescono lontani, spesso non riuscendo a portarsene dietro i colori, i sapori, gli odori, la cultura.
    Parla di tutti coloro che non sentendosi “figli” di un luogo, non riescono nemmeno più a sentirsi figli, perché l’espressione “madre terra” ha un significato immenso.
    Parla delle radici, del bisogno che ciascuno di noi ha di riconoscere e conoscere le sue e del dolore che si traduce quasi in uno stordimento del vivere, quando non si riesce ad appropriarsene.
    Parla di come sia difficile diventare madri, mogli e compagne quando non si è sperimentato un legame primario con la propria madre, quando non ci si è sentiti voluti bene, quando ci si è sentiti spettatori della sua vita ma non la vita stessa.
    Parla dell’importanza del legame col padre, di come il suo amore abbia immensi poteri di restauro, di cicatrizzazione, pur non potendo sostituire il legame materno.
    E infine parla di sogni, perché questa è un’autrice “magica” che si porta connotata nei cromosomi l’appartenenza all’India che le ha dato i natali e l’incantesimo di quella cultura la pervade.

    Il romanzo racconta di una famiglia, in cui la madre è una lettrice di sogni, li sa interpretare, li vive come fossero propri e questo dono diviene contemporaneamente la sua condanna quasi a dire che riuscire a leggere il futuro, riuscire a prevedere cosa accadrà diviene una pena, quasi una punizione per non riuscire ad essere pienamente centrati sul presente.
    Rakhi, la figlia, è invece nata e cresciuta in America, non ha ereditato il dono della madre e si è sempre sentita spettatrice della sua vita, mai parte integrante, ed è sempre stata divisa tra la cultura indiana cui sente di appartenere ma che non conosce, e quella americana che la pervade ma da cui si sente respinta.
    Rakhi è separata, ha una figlia piccola, un rapporto complicato e conflittuale con l’ex marito, fatica a far decollare l’attività che gestisce con la sua amica perché non riesce a portare avanti una scelta di campo e connotare il locale che dirige come indiano.
    Si rifugia nella pittura unica consolazione, unica via d’uscita dalla realtà, ma la sua è un’esistenza rabbiosa, un’esistenza rispetto alla quale avrebbe voglia di “sentirsi di..” e non si sente di niente e di nessuno, non riuscendo a sua volta ad appropriarsi di qualcosa o di qualcuno. E’ una vita in conflitto la sua, una vita che deve combattere, da cui si sente aggredita.
    Un romanzo molto intimista, che salta di continuo da Rakhi alla madre, dalla realtà al sogno, e che presenta il tema dell’importanza del conoscere chi siamo e da dove veniamo come strada per la serenità, che mi ha fatto spesso tornare alla mente un brano del Piccolo Principe in cui De Saint-Exupéry dice più o meno:

    “Gli uomini? Ne conosco credo sei o sette. Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli. Il vento li spinge qua e là. Non hanno radici e questo li imbarazza molto.”

    ha scritto il 

  • 4

    La regina dei sogni possiede molta della magia de La maga delle spezie, sebbene sia più ancorata alla realtà e fortemente legata ad avvenimenti d'attualità che hanno sconvolto non solo l'America, ma il mondo intero ed il suo modo di pensare e rapportarsi con il "diverso da sè".
    La Divakarun ...continua

    La regina dei sogni possiede molta della magia de La maga delle spezie, sebbene sia più ancorata alla realtà e fortemente legata ad avvenimenti d'attualità che hanno sconvolto non solo l'America, ma il mondo intero ed il suo modo di pensare e rapportarsi con il "diverso da sè".
    La Divakaruni anche qui da un ottimo esempio delle sue doti scrittorie, trascinando il lettore in un mondo a cavallo tra la quotidianità e la magia di rara bellezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro della Divakaruni è il più bel regalo che si possa ricevere... Non lo so, la sua scrittura rapisce e trascina nelle trame sottili che tesse abilmente.
    Di nuovo alle prese con poteri soprannaturali, una madre e una figlia, un padre che si riscoprirà nel ruolo solo dopo una grave perd ...continua

    Un libro della Divakaruni è il più bel regalo che si possa ricevere... Non lo so, la sua scrittura rapisce e trascina nelle trame sottili che tesse abilmente.
    Di nuovo alle prese con poteri soprannaturali, una madre e una figlia, un padre che si riscoprirà nel ruolo solo dopo una grave perdita. Un progetto di vita. Una protagonista a suo modo speciale.
    Da leggere!!

    ha scritto il 

  • 2

    amara delusione. La mia scrittrice preferita, colei che ha dato vita alla maga delle spezie sembra affogata in un mare di qualunquismo.
    Il tema delle torri gemelle poi mi ha fatto rimpiangere di aver iniziato il libro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    avere una madre indiana che sa leggere i sogni degli altri è affascinante, ma per una bambina che ha fortemente desiderato essere come lei, avere lo stesso dono e non possederelo può diventare una tortura.. un racconto che passa tra passato e presente, tra l'india magica e la new york poco prima ...continua

    avere una madre indiana che sa leggere i sogni degli altri è affascinante, ma per una bambina che ha fortemente desiderato essere come lei, avere lo stesso dono e non possederelo può diventare una tortura.. un racconto che passa tra passato e presente, tra l'india magica e la new york poco prima dell'attentato delle torri gemelle, tra sentirsi esclusi dagli americani e dalla vita della persona che ti ha dato la vita.. per poi scoprire qualcosa di inaspettato alla fine!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Una Divakaruni tornata alle sue origini, dopo aver intrapreso la saga di Anand -nella quale appare decisamente meno a suo agio.
    Il suo elemento è questo: il tema dello sradicamento culturale visto attraverso gli occhi di una donna.
    In questo libro, è Rakhi che fa da principale voce narr ...continua

    Una Divakaruni tornata alle sue origini, dopo aver intrapreso la saga di Anand -nella quale appare decisamente meno a suo agio.
    Il suo elemento è questo: il tema dello sradicamento culturale visto attraverso gli occhi di una donna.
    In questo libro, è Rakhi che fa da principale voce narrante: figlia della "Regina dei sogni" che dà titolo al libro, nata in America, Rakhi prova da sempre un desiderio mai realizzato e spesso doloroso di conoscere la sua madre terra, l'India.
    Il fatto che sua madre sia un'indovina dei sogni, con una storia misteriosissima alle spalle che non le è concesso di scoprire, e che lei non ne abbia ereditato il dono, la allontana dalla sua genitrice in un modo contro il quale lotta in vano per tutta la vita.
    Intanto Rakhi è occupata a lottare contro le piccole grandi avversità di tutti i giorni, cercando di conquistarsi l'affetto della figlia, di dimenticare le ferite infertele in passato dal suo ex marito, e tentando di menare avanti la caffetteria aperta con tanta fatica con la sua migliore amica, facendo assieme a lei fronte alla spietata concorrenza di un locale facente capo ad una catena.

    Forse, diversamente dai precedenti romanzi, questo scorre più lentamente per le prime duecento pagine.
    Fino alla morte della madre di Rakhi, tutto si limita alla descrizione della quotidianità -che pure la Divakaruni descrive abilmente, dando fondo alla sua bravura introspettiva.
    La svolta avviene da quel momento, quando l'auto in cui la Signora del sogni è assieme a suo marito esce di strada in circostanze incerte.
    Allora la vita di Rakhi ha una scossa.
    E, mettendo a posto i vestiti di sua madre, trova i suoi diari dei sogni.
    L'inserzione delle pagine dei diari è quanto di più incredibile abbia mai letto: favole e leggende s'intrecciano col racconto di una donna, maga e umana oltre ogni dire, che è sempre rimasta coperta dal velo della lontananza per le persone che, in teoria, avrebbero dovuto essere quelle a lei più vicine: sua figlia e suo marito.

    Malgrado il difetto di scorrevolezza di inizio romanzo, la Divakaruni ci ha regalato un altro capolavoro.
    Davvero una lettura meravigliosa.

    ha scritto il 

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