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La regina della Rosa Rossa

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(157)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 882005082X | Isbn-13: 9788820050825 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Erede del nobile casato dei Lancaster, Margaret Beaufort è una donna ambiziosa, fermamente convinta che la Rosa Rossa, simbolo della sua famiglia, sia destinata a regnare sull'Inghilterra. Ma i suoi sogni si infrangono il giorno in cui Enrico VI, amato cugino e sovrano, rifiuta di sposarla..
Delusa e amareggiata, si lascia convincere dalla madre a un matrimonio senza amore. Si ritrova così, ancora giovanissima, legata a un uomo che ha il doppio dei suoi anni e ben presto incinta di un figlio che non ha mai voluto. Margaret, però, non si arrende.
Sola, tormentata da desideri irrealizzabili, decide di trasformare i suoi fallimenti in un trionfo: se lei non è riuscita a ottenere la corona, farà di tutto perché l'ottenga il figlio. Senza lasciarsi intimidire dal crescente potere della dinastia degli York, che si contrappone ai Lancaster ogni giorno di più, Margaret chiama il bambino Enrico. Come il re. E si prepara a marciare verso il trono, tra ambigue alleanze, complotti segreti e falsi giuramenti, pronta a tutto pur di raggiungere il proprio obiettivo. Anche a costo di rinunciare per sempre all'amore.
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  • 3

    Una gran fatica arrivare alla fine...

    Finalmente siamo arrivati alla fine, anche stavolta è stata davvero una bella faticata... ma dove sta la narrazione scorrevole della saga dei Tudors? mi manca moltissimo. Certo che Lady Margaret non è di certo il personaggio più adorabile del mondo. Povera Elisabetta che se l'è ritrovata come suo ...continua

    Finalmente siamo arrivati alla fine, anche stavolta è stata davvero una bella faticata... ma dove sta la narrazione scorrevole della saga dei Tudors? mi manca moltissimo. Certo che Lady Margaret non è di certo il personaggio più adorabile del mondo. Povera Elisabetta che se l'è ritrovata come suocera. La compiango davvero! Ad ogni modo è interessante andare un po' più a fondo sulle vicende della guerra delle due rose, ma per il momento mi fermo qui, gli altri aspetteranno (e penso anche parecchio).

    ha scritto il 

  • 4

    meglio del primo...

    ... anche se non sono riuscita ad amare Margaret. L'ho trovata parecchio piatta e ipocrita. Rispetto al precedente, però, gli intrighi di corte mi sono piaciuti di più (Stanley *^*) e ho trovato interessante vedere le stesse vicende del primo libro con un punto di vista diverso. In particolare, l ...continua

    ... anche se non sono riuscita ad amare Margaret. L'ho trovata parecchio piatta e ipocrita. Rispetto al precedente, però, gli intrighi di corte mi sono piaciuti di più (Stanley *^*) e ho trovato interessante vedere le stesse vicende del primo libro con un punto di vista diverso. In particolare, la faccenda dei due piccoli principi...
    ora credo che salterò all'ultimo perché sono incuriosita da Elisabetta di York! :)

    ha scritto il 

  • 5

    Margaret R.

    Allontanandola dall'immagine di santità in cui la tradizione l'aveva relegata, con Margaret Beaufort la Gregory tratteggia un eroina straordinaria che vince a mani basse sulla bellissima ed eterea regina Elizabeth: contro ogni avversità e in barba ai propri stessi limiti, la lealtà all'ideale e u ...continua

    Allontanandola dall'immagine di santità in cui la tradizione l'aveva relegata, con Margaret Beaufort la Gregory tratteggia un eroina straordinaria che vince a mani basse sulla bellissima ed eterea regina Elizabeth: contro ogni avversità e in barba ai propri stessi limiti, la lealtà all'ideale e una volontà di ferro sono armi da regina.

    leggi tutto su: http://firstimpressions86.blogspot.it/2014/10/the-other-sister-margaret-beaufort.html

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura molto bella e scorrevole. Mi sto appassionando molto alle vicende dell'Inghilterra di quel periodo storico. Scritto bene e veramente intrigante. La protagonista poi, ti verrebbe da prenderla a sberle in continuazione, con la fissazione di essere in contatto con Dio, e per i suoi vaneggiam ...continua

    Lettura molto bella e scorrevole. Mi sto appassionando molto alle vicende dell'Inghilterra di quel periodo storico. Scritto bene e veramente intrigante. La protagonista poi, ti verrebbe da prenderla a sberle in continuazione, con la fissazione di essere in contatto con Dio, e per i suoi vaneggiamenti, sempre in nome della parola di Dio e della Madonna. Insomma, una pazza invasata, alla quale la fortuna ogni tanto sorride.

    ha scritto il 

  • 3

    Ottimo anche questo terzo episodio sulla guerra delle due rose. Interessante leggere il punto di vista della stessa storia da prospettive diverse, la Gregory fa sempre un ottimo lavoro ed è un piacere leggerla.
    Contrariamente ad altri lettori, a me il personaggio di Margaret è piaciuto molt ...continua

    Ottimo anche questo terzo episodio sulla guerra delle due rose. Interessante leggere il punto di vista della stessa storia da prospettive diverse, la Gregory fa sempre un ottimo lavoro ed è un piacere leggerla.
    Contrariamente ad altri lettori, a me il personaggio di Margaret è piaciuto molto, al di là del suo essere "bigotta" ed ossessionata dalle "voci" emerge secondo me una figura femminile atipica per l'epoca.
    Innanzi tutto perchè istruita, non era così scontato, ciò l'ha dotata di maggiori strumenti e non si è dovuta basare sulla "bellezza" e sulla "giovinezza" per farsi strada in un mondo maschile, e poi per la sua forza di carattere e la sua perseveranza nel costruire nel corso di una vita la strada per dare il regno a suo figlio Enrico.
    Gli storici dicono che il regno di Enrico fu particolarmente illuminato proprio per la presenza di Margaret e che a dare prestigio alla corte fu proprio lei, a differenza di Elisabetta di York, bellissima ma a quanto pare piuttosto imbarazzante.

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono d'accordo su con chi lo considera mal riuscito solo perchè non si aspettavano che la protagonista fosse così "bigotta". Ricordiamoci che è una storia ambientata nel medioevo, e la fede fa parte della vita e delle scelte di tutti i giorni. Personaggi come lei sono sicuramente più comuni r ...continua

    Non sono d'accordo su con chi lo considera mal riuscito solo perchè non si aspettavano che la protagonista fosse così "bigotta". Ricordiamoci che è una storia ambientata nel medioevo, e la fede fa parte della vita e delle scelte di tutti i giorni. Personaggi come lei sono sicuramente più comuni rispetto a figure come Jacquetta Woodville, libere pensatrici.. Determinata e ambiziosa, l'ho amata fino alla fine, specialmente perchè in lei c'è una grande contraddizione: la vanità e voglia di affermarsi contro l'umiltà richiesta dalla fede.

    ha scritto il 

  • 4

    La protagonista non è certo di quelle che si fanno amare. Eppure, se non ci si focalizza eccessivamente sulla sua spocchia, si riesce ad entrare in sintonia con lei in un certo qual modo. Pur avendo una visione tutta sua, tipica della sua epoca, è una donna moderna ed ambiziosa!
    So ...continua

    La protagonista non è certo di quelle che si fanno amare. Eppure, se non ci si focalizza eccessivamente sulla sua spocchia, si riesce ad entrare in sintonia con lei in un certo qual modo. Pur avendo una visione tutta sua, tipica della sua epoca, è una donna moderna ed ambiziosa!
    Sono convinta che questo libro vada letto e digerito...solo allora lo si può apprezzare del tutto!

    ha scritto il 

  • 3

    Decisamente la protagonista non mi è molto simpatica, l’ho trovata bigotta, arrivista, falsa.. nasconde dietro la volontà di Dio la sua cieca ambizione .. aspira al trono, a firmarsi Margaret R... sacrifica tutto per la sua ambizione, affetti, amore, lealtà.. una donna davvero pia e pura che per ...continua

    Decisamente la protagonista non mi è molto simpatica, l’ho trovata bigotta, arrivista, falsa.. nasconde dietro la volontà di Dio la sua cieca ambizione .. aspira al trono, a firmarsi Margaret R... sacrifica tutto per la sua ambizione, affetti, amore, lealtà.. una donna davvero pia e pura che per raggiungere i suoi obiettivi non rifugge da metodi purissimi quali la cospirazione e il tentato omicidio.. per sua stessa ammissione impara “a sorridere ai suoi nemici”. Nonostante mi appaia come una donna dedita all’inerzia (è vero che il braccio armato delle donne che vivevano in quell’epoca erano sempre gli uomini, in questo caso Jasper Tudor e lord Stanley, ma Margaret mi sembra meno attiva, intelligente e meno ricca di iniziativa di Elisabeth Woodville, regina del casato di York, non fa che pregare!) è tuttavia una donna caparbia che non si sente mai sconfitta nelle alterne vicende che caratterizzano la sua vita e alla fine riesce a trionfare.

    ha scritto il 

  • 3

    Lui aveva sorriso. «L'ho vista a Parigi. Non c'è nulla di diabolico in lei. Sembrava che Dio stesso la sorreggesse su quell'enorme destriero. Il mio signore l'aveva chiamata un fiore di nobiltà. Davvero.»
    «Era bella?» avevo chiesto. Io non sono una bella bambina, una delusione per mia madre ...continua

    Lui aveva sorriso. «L'ho vista a Parigi. Non c'è nulla di diabolico in lei. Sembrava che Dio stesso la sorreggesse su quell'enorme destriero. Il mio signore l'aveva chiamata un fiore di nobiltà. Davvero.»
    «Era bella?» avevo chiesto. Io non sono una bella bambina, una delusione per mia madre ma non per me, dal momento che sono al di sopra della vanità.
    Lui aveva scosso il capo e aveva detto esattamente ciò che volevo sentire. «No, non bella, non una cosuccia carina; ma brillava di luce interna.»

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'insopportabile che regala senso

    Margaret Beaufort non è mai dipinta, neanche nella successiva storia Tudor, come un personaggio particolarmente simpatico: questo romanzo, partendo dalla sua infanzia, approfondisce perché è, definitivamente, odiosa, ma nel suo esserlo fino in fondo, anche maledettamente interessante.
    Quest ...continua

    Margaret Beaufort non è mai dipinta, neanche nella successiva storia Tudor, come un personaggio particolarmente simpatico: questo romanzo, partendo dalla sua infanzia, approfondisce perché è, definitivamente, odiosa, ma nel suo esserlo fino in fondo, anche maledettamente interessante.
    Questo romanzo ritrova lo spirito di "The Lady of the Rivers", e in realtà va anche ad approfondire il personaggio di Elizabeth Woodville, già vista in "The White Queen" in una forma che non mi aveva convinta fino in fondo...ed invece qui mi trovo a parteggiare spudoratamente per lei, a rileggere alcuni suoi comportamenti, a sperare comunque, sapendo già come finirà la storia, che la perfida Margaret sia schiacciata ed Elizabeth vincitrice: anche se a suo modo lo è sempre.
    Eppure Margaret è affascinante: la sua convinzione che Dio volesse suo figlio sul trono ha influenzato un'intera epoca, che appare sempre più dominata, a questo punto, da un ben oscurato potere femminile...

    ha scritto il