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La regina disadorna

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(491)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807015439 | Isbn-13: 9788807015434 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Un prete ragazzo e una regina bambina. Lo scenario solennemente operaio delporto di Genova e quello solennemente primitivo di un'isola sperduta nelPacifico. Due vite si sfiorano alle miracolose altezze dell'innocenza e dellagiovinezza sopra i paesaggi del secolo, le ferite della storia, l'invadenzadel caso. E a segnare l'umana avventura della moltitudine di personaggi che simuovono intorno, il passo inconfondibile della speranza.
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  • 0

    Incipit

    Oltre la Persia dei Re, sui primi contrafforti calcarei delle montagne dell’Oxiana, cresce un piccolo bulbo, il croco sativo.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/r/la-regina-disadorna-maurizio-maggiani/

    ha scritto il 

  • 4

    Terminato dopo una estenuante lettura a frammenti, mi sono trovato lì, sulla banchina del porto di Genova, dove la storia in qualche modo era cominciata tanto tempo prima. Mi sono ritrovato in quel luogo che mi aveva affascinato e lentamente ipnotizzato e sedotto. Mi sono ritrovato su quell'accio ...continua

    Terminato dopo una estenuante lettura a frammenti, mi sono trovato lì, sulla banchina del porto di Genova, dove la storia in qualche modo era cominciata tanto tempo prima. Mi sono ritrovato in quel luogo che mi aveva affascinato e lentamente ipnotizzato e sedotto. Mi sono ritrovato su quell'acciottolato gremito di gente con un senso di solitudine, un tangibile scoramento, in bocca quel sapore amaro delle delusioni. Sì, in fondo deluso. Questo La regina disadorna doveva essere il regalarmi estivo di uno scrittore amato, un piccolo omaggio, un dedicarmi una lenta passeggiata nella selva di emozioni ed atmosfere che Maggiani sa costruire e donare. Invece, e lo hanno detto bene Fedefede ed altri, rimango con due libri, due storie, che in qualche modo hanno dovuto incontrarsi, hanno dovuto trovare viluppi e tentacoli per aggrapparsi l’una all’altra. Maggiani ha regalato uno squarcio di Genova, ha dipinto un affresco con tutti i colori della sua penna, vi ha riversato l’amore e la forza della sua scrittura fortemente affettiva; ha ricostruito Genova e dei giorni, dei volti ed un intrico di vicoli e vicende che avrebbero dovuto rimanere soli. La storia di Sascia, il suo arrivo ed il suo stare, muta regina di bellezza, chiedeva di rimanere come un omaggio a Genova. E quel periodare così attento e morbido, ricco e sfumato, intriso di una andamento fluido e lento, che pare risentire delle correnti, dei venti e dei refoli che dalle alture scivolano al porto o che conducono il saturo vento di mare fin dentro ai carrugi….
    La seconda parte preferisco velarla, vive forse in un segreto complesso di rimandi in Maggiani stesso, ha di certo una sua costruzione globale, ma…è un corpo morto, qualcosa porta a fondo, una promessa di naufragio.
    E così è stato: di fronte al porto, tra la gente al molo, rimango con le pagine al vento, rimpiangendo l’occasione mancata.
    NB: Solo perché è Maggiani gli regalo una stella per il suo periodare meraviglioso…
    La parte su Genova la dedico idealmente ad Antonio R., comandante di navi e narratore insuperato.

    ha scritto il 

  • 4

    Maggiani non delude, dopo "Il coraggio del pettirosso".


    La storia di umili e disadattati, forti e potenti nel loro vuoto, nella loro condanna all'oblio, schiacciati e perduti da una vita più grande di loro, che cercano in ogni modo di afferrare, affrontando la paura e le ingiustizie. ...continua


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    Maggiani non delude, dopo "Il coraggio del pettirosso".

    La storia di umili e disadattati, forti e potenti nel loro vuoto, nella loro condanna all'oblio, schiacciati e perduti da una vita più grande di loro, che cercano in ogni modo di afferrare, affrontando la paura e le ingiustizie.

    Dal porto di Genova con furore, fino ad un'isola sperduta nel pacifico, un romanzo non facile all'impatto, ma una volta entrati nel mondo dell'autore non si vorrebbe più uscirne.

    ha scritto il 

  • 4

    A tratti, specialmente nella prima parte, suggestivo, ma indubbiamente pesante! Una storia che sembra sempre all'inizio, e che decolla faticosamente solo verso la fine! Comunque 4 stelle per la bellezza della scrittura!

    ha scritto il 

  • 5

    Una piccola saga familiare, dove il sapore dell'esotico si ritrova anche nei vicoli di una Genova fuori da tempo. Bello il modo di scrivere di Maggiani, bello come riesca a trattare con delicatezza avvincente sia l'amore che la morte, facendoti partecipare in silenzio al dramma dei personaggi. ...continua

    Una piccola saga familiare, dove il sapore dell'esotico si ritrova anche nei vicoli di una Genova fuori da tempo. Bello il modo di scrivere di Maggiani, bello come riesca a trattare con delicatezza avvincente sia l'amore che la morte, facendoti partecipare in silenzio al dramma dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato...

    Peccato! Avrebbe fatto meglio a scrivere due libri distinti. La votazine è purtroppo una media tra un libro che inizia col farti volare e poi delude moltissimo...

    ha scritto il 

  • 4

    Parole morbide e seducenti quelle di Maggiani per questo libro, accostate una all'altra con una delicatezza che può avere residenza solamente nei sogni. Una strana alchimia tra semplicità e misura che suggestiona il lettore trascinandolo in un'atmosfera fiabesca. E' proprio il linguaggio che ci f ...continua

    Parole morbide e seducenti quelle di Maggiani per questo libro, accostate una all'altra con una delicatezza che può avere residenza solamente nei sogni. Una strana alchimia tra semplicità e misura che suggestiona il lettore trascinandolo in un'atmosfera fiabesca. E' proprio il linguaggio che ci fa muovere dentro i colori della favola, una favola che parla di fatalità, di morte, di paesi esotici, dove si insegue il niente e il niente si raccoglie riportandoci alla memoria l'Herzog de "La conquista dell'inutile". Il libro si stacca dalla Sardegna per approdare a Genova, fa una svolta per le isole del Pacifico e infine ritorna a Genova affinché la sorte possa chiudere il cerchio dopo aver raccontato le vicende di tre generazioni. Molti i personaggi le cui storie si aprono e si chiudono acquistando senso una per l'altra unicamente nei momenti e negli spazi di tangenza, un senso che accosta e lega ciò che solamente il caso, con le sue astruse equazioni, sa accostare e legare. Bello e tenero, duro e crudele, dove il destino si mostra con una consistenza fluida che ricopre le vite degli uomini e le ingloba trascinandole con sé.

    ha scritto il 

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