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La reina de los condenados

Cronicas vampíricas 3

By Anne Rice

(186)

| Paperback | 9788466617116

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Book Description

In this third installment of the Vampire Chronicles, Lestat greedily prowls San Francisco in search of new blood. His kiss awakens Queen Akasha, once the Queen of the Nile, from her 6,000-year sleep. Furious about male violence, she immediately Continue

In this third installment of the Vampire Chronicles, Lestat greedily prowls San Francisco in search of new blood. His kiss awakens Queen Akasha, once the Queen of the Nile, from her 6,000-year sleep. Furious about male violence, she immediately begins a wholesale slaughter of most of the world's vampires, sparing only a small group (including Lestat), who she expects will join her in a crazed crusade against male mortals.

190 Reviews

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    "Si tratta di una verità spaventosa: il dolore può renderci più profondi, può conferire un maggiore splendore ai nostri colori e una risonanza più ricca alle nostre parole."

    Conclusione ideale e perfetta per le Cronache dei Vampiri. E' ...(continue)

    "Si tratta di una verità spaventosa: il dolore può renderci più profondi, può conferire un maggiore splendore ai nostri colori e una risonanza più ricca alle nostre parole."

    Conclusione ideale e perfetta per le Cronache dei Vampiri. E' vero, come si tende sempre a ripetere: questo libro sarebbe stata la conclusione perfetta, ma le logiche di marketing, si sa...
    Ad ogni modo, dopo due romanzi stilisticamente gotici, monologanti, dall'ambientazione storica, si scopre finalmente un romanzo a più voci, con una grande varietà di personaggi, e un'azione frenetica che si dipana in pochissimi giorni nel nostro presente. Finalmente! Cominciavo a stancarmi dei lunghi racconti storici e volevo proprio un po' di azione. La Rice mi ha accontentato perfettamente.
    Una bellissima esperienza di lettura, che malgrado la sua mole, mi è sembrata leggera e molto veloce (al contrario di molti che, invece, l'hanno trovato lentissimo). E' stato bello ritrovare tutti i personaggi insieme, è stato bello seguire e cercare di unire i frammenti del "sogno delle gemelle" e scoprire infine i segreti di Akasha. Plauso alla Rice per aver mantenuto le promesse e aver regalato al lettore un universo narrativo sorprendentemente ricco, coerente e originale.
    Non che sia tutto divertissement. C'è un forte impianto dialettico in questo libro, come la Rice ha poi rivelato più e più volte: le disquisizioni filosofiche ed estetiche che hanno caratterizzato i primi due libri lasciano il posto a considerazioni etiche più pragmatiche, che coinvolgono il destino dell'Uomo e delle sue "divinità", con spunti di femminismo (soprattutto in Akasha che individua nell'uomo, e non nella donna, la causa di guerre e mali d'ogni sorta). Lo scontro con Akasha è poi allegoria di uno scontro tra il vecchio e il nuovo, tra un sistema arcaico di giustizia e uno moderno (così come, a sua volta, l'Akasha ancora umana, millenni prima, era stata protagonista di altrettanti scontri culturali ed etici): e quando la Regina invita Lestat a uccidere i propri fratelli nel suo nome si fatica a cercare di non vedervi il Dio del Vecchio Testamento. Ci sono spunti di riflessione per tutti, insomma, che impreziosiscono un romanzo gradevole che giustamente ha fatto proseliti in tutto il mondo.
    Forse dovrei fermarmi qui e raccogliere il consiglio di ignorare il proseguimento della saga: ma confesso che anch'io, come Lestat, sono voglioso di nuove avventure...

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    Tancredi said on Mar 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il volume che chiude idealmente le "Cronache dei vampiri".

    Dico la verità: ai nuovi lettori della Rice consiglio sempre di leggere soltanto la prima trilogia, "Intervista col vampiro", "Scelti dalle tenebre", "La regina dei dannati". Quello che c'è dopo, secondo me, non vale troppo la pena di considerarlo. N ...(continue)

    Dico la verità: ai nuovi lettori della Rice consiglio sempre di leggere soltanto la prima trilogia, "Intervista col vampiro", "Scelti dalle tenebre", "La regina dei dannati". Quello che c'è dopo, secondo me, non vale troppo la pena di considerarlo. Nonostante qualche scena di valore, infatti, tendo a vederlo come una semplice operazione di marketing voluta più da un editore in cerca di lucro che non dalla Rice stessa. Va bene finché investiga nel passato dei personaggi, ma avrebbe secondo me dovuto evitare di infognarsi ancora nel futuro, quando quel che era stato concluso ne "La regina dei dannati" andava più che bene.
    Premesso che il romanzo è piuttosto lento, molto più lento di come lo ricordassi, ha il grosso pregio di riprendere tutti i personaggi comparsi nei precedenti volumi, Santino, Mael e Gabrielle compresi, e chiudere le loro vicende facendole di nuovo incrociare con quella del sempre istrionico Lestat (un Lestat che ancora non è diventato la mammoletta piagnucolosa che sarà nei prossimi volumi). Ricompare addirittura il Daniel che aveva intervistato Louis nel primo volume, e la parte dedicata a lui e Armand è una delle più godibili del libro (specie per l'innocente-ma-ossessivo modo di intendere la vita che ha Armand). Non ci sono insomma troppi nuovi personaggi inutili, abbiamo protagonisti ancora coerenti con se stessi e soprattutto l'intreccio aperto nei primi due libri va a chiudersi perfettamente, con la scoperta delle origini dei vampiri e l'ascesa della regina dei dannati. Questo volume è l'ultimo di quella che chiamo "l'età d'oro della Rice" (e infatti già inizia a perdere). Ho trovato geniale la storia delle gemelle e la conseguente origine dei vampiri. Non sono dei semplici "non-morti", ma ibridi uomo-spirito, ed ecco spiegati i poteri sovrannaturali, la pelle luminescente, gli occhi iridescenti, la telecinesi e compagnia bella di virtù e difetti. Ecco, questa è una cosa che amo molto. Ed è anche ciò che contraddistingue il grosso lavoro fatto dalla Rice sulla figura del vampiro "gotico", che diviene più uno stereotipo umano che la realtà dei fatti. Molto più lenti e noiosi sono stati per me i capitoli dedicati a Lestat e Akasha, il cui piano tra l'altro aveva una sua logica anche se lei come personaggio non mi ha mai detto nulla. Non sono proprio riuscita a immaginarla, se non come un'ombra vaga. Meglio decisamente personaggi "secondari" come il già citato Daniel o lo stupendo Khayman, o la stessa Maharet.
    La prosa è sempre molto elegante, da questo punto di vista Anne, autrice pur piena di alti e bassi, rimane una garanzia.

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    Vitani Days said on Sep 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Anne Rice costruisce la sua mitologia vampiresca e la racconta in modo davvero coinvolgente.
    Ogni personaggio, sia quelli già conosciuti sia quelli che incontriamo qui per la prima volta, viene caratterizzato al meglio in tutte le sue sfaccettature e ...(continue)

    Anne Rice costruisce la sua mitologia vampiresca e la racconta in modo davvero coinvolgente.
    Ogni personaggio, sia quelli già conosciuti sia quelli che incontriamo qui per la prima volta, viene caratterizzato al meglio in tutte le sue sfaccettature e ogni vita-non vita viene spiegata senza mai risultare noiosa.
    Consigliato!

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    Wonderfra78 said on Jun 24, 2013 | Add your feedback

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