La religione del mio tempo

Di

Editore: Garzanti

4.0
(167)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 170 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000006426 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Non-narrativa

Ti piace La religione del mio tempo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il presente volume è inserito in un cofanetto edito da Garzanti e intitolato Opere di Pier Paolo Pasolini che comprende anche Ragazzi di vita, Una vita violenta, Le ceneri di Gramsci, Poesia in forma di rosa, Trasumanar e organizzar
Ordina per
  • 0

    "Lo sapevi, peccare non significa fare il male: non fare il bene, questo significa peccare"

    I sensi di un ragazzo, il cuore di un uomo, la mente caricata dell'intelligenza di un vecchio, antica come il mondo e come il mondo traboccante di contraddizioni e di bellezza (disperazione/speranza, ...continua

    I sensi di un ragazzo, il cuore di un uomo, la mente caricata dell'intelligenza di un vecchio, antica come il mondo e come il mondo traboccante di contraddizioni e di bellezza (disperazione/speranza, vendetta/perdono, violenza - anche se soltanto di parole - /cura, mestizia/gioia).
    E nei sensi, nel cuore, nella mente il sogno piccolo d'un balcone incolto nel quale possano crescere, liberi, intrecciati, limoni e rose.

    IV
    Al principe

    Se torna il sole, se discende la sera,
    se la notte ha un sapore di notti future,
    se un pomeriggio di pioggia sembra tornare
    da tempi troppo amati e mai avuti del tutto,
    io non sono più felice, né di goderne né di soffrirne:
    non sento più, davanti a me, tutta la vita...
    Per essere poeti, bisogna avere molto tempo:
    ore e ore di solitudine sono il solo modo
    perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono,
    vizio, libertà, per dare stile al caos.
    Io tempo ormai ne ho poco: per colpa della morte
    che viene avanti, al tramonto della gioventù.
    Ma per colpa anche si questo nostro mondo umano,
    che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace.

    ha scritto il 

  • 5

    Frotte di sbandata ragazzaglia

    [...] ecco... la Casilina,
    su cui tristemente di aprono
    le porte della città di Rossellini...
    ecco l'epico paesaggio neorealista,
    coi fili del telegrafo, i selciati, i pini,
    i muretti scrostati, la mi ...continua

    [...] ecco... la Casilina,
    su cui tristemente di aprono
    le porte della città di Rossellini...
    ecco l'epico paesaggio neorealista,
    coi fili del telegrafo, i selciati, i pini,
    i muretti scrostati, la mistica
    folla perduta nel daffare quotidiano,
    le tetre forme della dominazione nazista...
    Quasi emblema, ormai, l'urlo della Magnani,
    sotto le ciocche disordinatamente assolute [...]

    ha scritto il 

  • 4

    La vita di Pasolini è stata complessa sin dalla sua infanzia ed il suo pensiero si è sviluppato attraverso le esperienze che in primis ha vissuto in Friuli o nei quartieri romani. In questa raccolta d ...continua

    La vita di Pasolini è stata complessa sin dalla sua infanzia ed il suo pensiero si è sviluppato attraverso le esperienze che in primis ha vissuto in Friuli o nei quartieri romani. In questa raccolta di poesie del 1961 dedicate ad Elsa Morante, si sente tutta la complessità e il desiderio del poeta di comunicare tutto di se stesso, la sua vita passata e presente, i suoi ideali, le sue giornate, i suoi pensieri che sono profondi e disarmanti per argomento e sincerità. Tra capitalismo e comunismo mancato. Pasolini è sempre se stesso all'interno di ogni pezzo della sua espressione artistica, la poesia è forse quella più intima ed autobiografica. Vario ed imprevedibile, sempre diretto.

    Alla mia nazione
    Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
    ma nazione vivente, ma nazione europea:
    e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
    governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
    avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
    funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
    una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
    Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
    pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
    tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
    Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
    proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
    E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
    che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
    Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

    ha scritto il 

  • 0

    scoperto e letto attraverso un amico per un suo spettacolo teatrale.Un viaggio straordinario nell'italia del dopoguerra e boom economico con arrivo nel cuore di roma meno conosciuto di altri libri di ...continua

    scoperto e letto attraverso un amico per un suo spettacolo teatrale.Un viaggio straordinario nell'italia del dopoguerra e boom economico con arrivo nel cuore di roma meno conosciuto di altri libri di pasolini,ma estramente significativo

    ha scritto il 

  • 4

    Luminoso

    E' dedicata a Elsa Morante, questa splendida raccolta di poesie, luminose, realiste, oneste, personali, romane. Non proprio il capolavoro "Ceneri di Gramsci", ma punto di svolta fra il passato e il fu ...continua

    E' dedicata a Elsa Morante, questa splendida raccolta di poesie, luminose, realiste, oneste, personali, romane. Non proprio il capolavoro "Ceneri di Gramsci", ma punto di svolta fra il passato e il futuro (preconizzato), in un tempo presente analizzato magistralmente.

    ha scritto il 

  • 4

    La religione del mio tempo ovvero: quando un libro diventa un quadro. Ad ogni riga, ermetica o esplicita, paesaggistica o d'attualità, sensibile o razionale, la rappresentazione grafica e il rimando v ...continua

    La religione del mio tempo ovvero: quando un libro diventa un quadro. Ad ogni riga, ermetica o esplicita, paesaggistica o d'attualità, sensibile o razionale, la rappresentazione grafica e il rimando visivo sono costanti. Una visione, un dipinto che schiaccia Pasolini, annienta e rinvigorisce l'amore e la pietà, fino al desiderio di morte. E' uno scontro fra presa di coscenza e sensibilità, in un contesto che avendo l'abitudine d'essere epifenomenico finisce per diventare reale realtà. E questo desiderio di morte finisce per essere amore infinito per il mondo e per l'umanità, che Pasolini vorrebbe migliore e che sente schiacciata e riportata entro i confini del Nuovo Capitale. Un amore infinito dunque, "Eppure, primo e unico figlio non nato, non ho dolore/che tu non possa mai esser qui, in questo mondo". Una tenerezza disperata, un'invettiva piena d'odio e d'amore parlano in questo dipinto scritto.

    "Nella facilità dell'amore
    il miserabile si sente uomo:
    fonda la fiducia nella vita, fino
    a disprezzare chi ha altra vita.
    I figli si gettano nell'avventura
    sicuri di essere in un mondo
    che di loro, del loro sesso, ha paura.
    La loro pietà è nell'essere spietati,
    la loro forza nella leggerezza,
    la loro speranza nel non avere speranza."

    ha scritto il