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La rete a maglie larghe

Di

Editore: TEA (TEAdue ; 1086)

3.5
(443)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Sloveno , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8850202342 | Isbn-13: 9788850202348 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carmen Giorgetti Cima

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Brutta giornata per Janek Miller: i postumi di una sbornia colossale, i ricordi pochi e confusi e il cadavere della sua giovane e amatissima moglie ,Eva, nella vasca da bagno. Fin troppo scontato il verdetto: colpevole. Sei anni, la pena. Ma il commissario Van Veeteren non è convinto della sua colpevolezza e insieme alla sua squadra scava nel passato di Eva. Un passato che nasconde molti segreti: un precedente matrimonio finito dopo la morte per annegamento del figlio di quattro anni, un padre violento, un gemello sparito in Canada, un antico fidanzato morto in circostanze strane.
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  • 4

    This is the first time I read Nesser and I'm pretty sure I will read more of his books. It's a bit slow at the beginning but after the second murder things start getting faster and interesting. I can see some similarities with other Sweden authors like Larsson and Lackberg.

    ha scritto il 

  • 4

    mi è piaciuto


    è un buon giallo senza troppi fronzoli e pagine inutili, all'inizio forse un po' lento ma che man mano va prendendo ritmo come del resto sono, credo, le indagini che si effettuano nella realtà.
    VV rientra nello stereotipo del poliziotto antipatico ma almeno non ci sottopone a ...continua

    mi è piaciuto

    è un buon giallo senza troppi fronzoli e pagine inutili, all'inizio forse un po' lento ma che man mano va prendendo ritmo come del resto sono, credo, le indagini che si effettuano nella realtà. VV rientra nello stereotipo del poliziotto antipatico ma almeno non ci sottopone al supplizio di lagne parentali.

    ha scritto il 

  • 4

    Era e rimaneva un viaggio nelle tenebre

    Ciò che cresceva sempre più dentro di lui,era l'inquietudine...la preoccupazione che tutto avrebbe preso troppo tempo,che lui potesse sbagliare di nuovo direzione,che la malvagità si dimostrasse molto più potente di quanto fosse disposto a riconoscere.
    Malvagità?
    Non era un concetto con il qua
    ...continua

    Ciò che cresceva sempre più dentro di lui,era l'inquietudine...la preoccupazione che tutto avrebbe preso troppo tempo,che lui potesse sbagliare di nuovo direzione,che la malvagità si dimostrasse molto più potente di quanto fosse disposto a riconoscere. Malvagità? Non era un concetto con il quale gli piacesse doversi confrontare

    E ancora una volta i nordici hanno fatto centro! La mia seconda volta con l'autore dopo lo splendido "Il ragazzo che sognava Kim Novak", mi ha fatto conoscere il disilluso, "antipatico" commissario Van Veeteren. Sono facile ai colpi di fulmine letterali, colpita e affondata!

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha convinto. Un po' banale, un po' strumentale. "Un crimine contro il determinante" visto che tutto sembra preordinato dall'inizio della narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Niente di che...

    Un assassinio...anzi due...forse tre o anche quattro... Tutti collegati fra loro o forse no. E il solito poliziotto svedese, un po' rude, solitario, arrabbiato con il mondo.
    Il libro si legge velocemente e con piacere, ma non sembra approfondire toni o argomenti, risultando la narrazione piatta ...continua

    Un assassinio...anzi due...forse tre o anche quattro... Tutti collegati fra loro o forse no. E il solito poliziotto svedese, un po' rude, solitario, arrabbiato con il mondo. Il libro si legge velocemente e con piacere, ma non sembra approfondire toni o argomenti, risultando la narrazione piatta e monotona.

    ha scritto il 

  • 3

    Mah. E' un racconto un po' strano. A volte è "lento" ma alla fine è "velocissimo", nel senso che l'iter per arrivare al ritrovamento dell'omicida è un insieme di pezzettini di puzzle a volte troppo "spessi" e incomprensibili che in ultima si incastrano senza problema. Il tutto nella testa del det ...continua

    Mah. E' un racconto un po' strano. A volte è "lento" ma alla fine è "velocissimo", nel senso che l'iter per arrivare al ritrovamento dell'omicida è un insieme di pezzettini di puzzle a volte troppo "spessi" e incomprensibili che in ultima si incastrano senza problema. Il tutto nella testa del detective che però non ci fa partecipare alle sue elucubrazioni. Insomma, leggibile ma ho veramente letto di meglio...

    ha scritto il 

  • 4

    una scoperta

    di Hakan Nesser avevo sentito parlare.
    Non avevo ancora letto nulla e vi dirò, alla fine mi è piaciuto.
    Rispetto a Mankell, si legge in maniera meno veloce.
    L'ambientazione è in una città di fantasia, posizionata nel centro-nord europa (Svezia, Olanda, Germania, Danimarca??).
    Van Verteen, il prot ...continua

    di Hakan Nesser avevo sentito parlare. Non avevo ancora letto nulla e vi dirò, alla fine mi è piaciuto. Rispetto a Mankell, si legge in maniera meno veloce. L'ambientazione è in una città di fantasia, posizionata nel centro-nord europa (Svezia, Olanda, Germania, Danimarca??). Van Verteen, il protagonista, è un commissario solitario, ama gli scacchi, il proprio vecchi cagnaccio ed è tendenzialmente antipatico, anche se coriaceamente persegue i risultati che ci si aspetta da un detective di classe. L'intreccio del romanzo è molto interessante. Buona Lettura.

    ha scritto il