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La ricerca dell'assoluto

Di

Editore: Garzanti

4.0
(109)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 193 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8811585694 | Isbn-13: 9788811585695 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Andrea Zanzotto ; Prefazione: Ferdinando Camon

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La ricerca dell'assoluto, romanzo pubblicato nel 1834, confluisce nella Comédie humaine tra gli "Studi filosofici". Protagonista è un nobile fiammingo. Affascinato dall'ipotesi dell'unità della materia e dagli studi chimici, dedica tutto se stesso a questi studi, assente a tutto ciò che si svolge attorno a lui: la moglie muore di dolore, la casa precipita in rovina finché la figlia maggiore non la risolleva con eroica tenacia. Ma lo studioso rimane assorto fino all'ultimo nella sua idea, che lo porterà fatalmente al fallimento.
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  • 4

    Tra le opere di Balzac"La ricerca dell'assoluto"ha destato sempre meraviglia per la sua coerenza nelle idee,per la sua lucidità per il suo stile lineare.Ogni tanto mi son chiesto perchè Kubrick non ne avesse fatto un film,gli ingredienti per il suo genere così etereo e inquietante c'erano tutti.L ...continua

    Tra le opere di Balzac"La ricerca dell'assoluto"ha destato sempre meraviglia per la sua coerenza nelle idee,per la sua lucidità per il suo stile lineare.Ogni tanto mi son chiesto perchè Kubrick non ne avesse fatto un film,gli ingredienti per il suo genere così etereo e inquietante c'erano tutti.La sequenza narrativa principale è un dualismo da definire se antitetico o meno:la famiglia e la scienza.il romanzo è l'epico scontro di questi due giganti dell'esistenza dell'essere umano.Il trionfo dell'una esige la distruzione dell'altra e come ad una partita a scacchi la prima mossa tocca a Balthazar Claes,chimico discendente di una nobile famiglia fiamminga,discepolo e testimone di complesse teorie lasciateli da un ricercatore polacco durante le campagne napoleoniche.Le teorie si chiedono il perchè la natura organica,quella più complessa a cui appartengono animali e vegetali,siano composte di quattro corpi semplici,mentre la natura inorganica,molto meno complessa,priva di movimento,di variazioni importanti, di sensibilità e di perfezione ne abbia cinquantatrè.La verità deve essere sicuramente diversa da ciò che fin d'ora abbiam creduto:c'è stato un principio comune, modificato da una potenza oggi andata estinta che però il genio può far rivivere.Quel principio,concetto"rivoluzionario"nell'universo dovrebbe essere,è,l'assoluto.Intanto che la partita è virtualmente cominciata,Josephine imposta già,nella metaforica scacchiera,la difesa perchè nel trionfo della scienza sulla famiglia la prima vittima sacrificale dovrebbe essere lei,la regina.Balthazar comunque vuole trovare l'assoluto e convinto dell'esattezza delle teorie trasforma la sua casa in laboratorio,convinto alchimista dalle potenzialità infinite fino a quella di ricreare i metalli preziosi.Qui Balzac ci dà una prima traccia del delirio e della complessità dei personaggi,già convinti,senza alcun dubbio di sorta di potersi sostituire anche a Dio,trasformandosi in un moltiplicatore non di pane o pesce ma di ricchezze materiali,il dio-denaro è già qui e senza troppi travagli di coscienza...un altro messaggio interessante è il fatto che di fronte ai reclami difensivi della famiglia per proteggere i propri bisogni,la scienza non porta valori antitetici ma sono più o meno gli stessi soltanto conquistati in altri modi:il benessere,le proprietà,i ricevimenti,la vita agiata e senza affanni.La famiglia ha usato i mezzi più classici la scienza metodi più spregiudicati,legati anche al detto"genio e sregolatezza"E' da queste piccole discrepanze che il contrasto tra moglie e marito comincia ad alimentarsi.Da qui parte una vicenda fatta di sconfitte e v ittorie senza esclusione di colpi e chi legge si domanda chi sta vincendo e chi sta agonizzando,ognuno per realizzarsi deve far fuori l'altro definitivamente ma di definitivo non c'è mai nulla.Se la prima vittoria appartiene allo scienziato,conla morte della moglie,come in un racconto epico c'è sempre qualche membro familiare a portare avanti la battaglia della famiglia.E' la figlia,per prima ad affrontare il padre e a sostituire la madre la quale le ha dato istruzioni per ritrovare 170.000 franchi ben nascosti e di lasciare il padre in balia delle sue difficoltà che lo porteranno in prigione per debiti.Nella scacchiera ipotetica la scienza attaccando si è scoperta troppo non pensando al contropiede dei fanti e degli alfieri e così il padre accetta le condizioni della famiglia:o scienziato senza di loro o capofamiglia senza scienza.Qui Balzac fa sfarzo di tutte le sue doti che vanno dall'estensione della sua idea oggettivamente unica anche se incompleta(ricordo che morì cinquantenne per una peritonite curata malamente)alla rilevanza che portò nel romanzo moderno il prima e il dopo Balzac.Nel proseguo de"La ricerca dell'assoluto"senza la ricerca il padre assume un atteggiamento così passivo da non voler salvare nessuno e invece di raggiungere una tematica metafisica l'autore non dimentica che"sebbene dai diamanti non nasce niente"è questa l'ossessione dello scienziato che schiaccia la stessa idea di ricerca.Nel letto di morte la scienza è circondata dalla famiglia,due soggetti che inconsapevolmente,parlano la stessa lingua,quella dell'ottusa avidità che non guarda al futuro.Nel tempo è la famiglia che vince,in quanto istituzione,ha vita più lunga del padre -scienziato perchè nella scacchiera si tratta ormai di fare un buon scacco...lo scienziato può solo non arrendersi affinchè una mossa-formula lo salveranno dal"matto".Attorno al letto di lui agonizzante,la scienza non sa se ci sia mai stato un esito finale,la famiglia è attorno al capezzale come un esercito vincitore...ad un certo punto da un macchinario lasciato acceso da anni appare un diamante,non si sa come...se ce l'abbiano messo se e con che fattori si è creato,se si è effettivamente creato...la scienza non può smentire il caso ma nemmeno farlo suo...nel romanzo di un realismo visionario,dalle tematiche quasi futuriste se non cyborg,Balzac crea i suoi personaggi più monomaniaci di tutta la saga:nulla infatti distrae dal perseguimento delle proprie idee fisse che possiamo chiamare anche nevrosi;Il grande maestro fu il primo a descriverle,nei focolari domestici come nelle grandi fabbriche o città.La critica non gli ha mai fatto passare del tutto certe questioni di stile mentre grandi artisti dopo di lui mai smisero di citarlo o di trarlo come fonte d'ispirazione:Baudelaire,Zola,Flaumbert,Proust,Dostoevskij,Mann,Hesse e tanti altri...NB.la storia della scacchiera è frutto di una mia improvvisazione,forse meglio di Kubrick avrebbe fatto Pasolini nel suo secondo periodo di regia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Quando la rovina viene dalla chimica

    Rispetto a quelli contenuti nei due precedenti volumi da me letti, questo romanzo di Balzac è meno incentrato sugli aspetti sociali e politici della Francia dell'inizio del XIX secolo, e apparentemente si focalizza più su tematiche personali e familiari.
    Nella Fiandra francese l'antica fami ...continua

    Rispetto a quelli contenuti nei due precedenti volumi da me letti, questo romanzo di Balzac è meno incentrato sugli aspetti sociali e politici della Francia dell'inizio del XIX secolo, e apparentemente si focalizza più su tematiche personali e familiari.
    Nella Fiandra francese l'antica famiglia dei Van Claës è una delle più stimate della cittadina di Douai, ed unisce alle solide tradizioni borghesi della regione il lustro di apparentamenti con l'aristocrazia spagnola. Balthazar Van Claës ha sposato Josephine, non bella di aspetto (è zoppa) ma di animo superiore, e per quindici anni la coppia ed i figli che ne sono nati hanno vissuto una felicità perfetta.
    All'inizio della storia Balthazar è già stato preso dal demone che porterà lui e la sua famiglia sull'orlo della rovina finanziaria: la giovanile passione per la chimica lo spinge a ricercare l'Assoluto, principio unificatore della materia. Per tale ricerca, che si protrarrà sino alla fine del libro in un susseguirsi di alti e bassi, dilapiderà l'ingente patrimonio, comprometterà il rapporto con la moglie e i figli e perderà il suo ruolo privato di capofamiglia e quello pubblico di stimato cittadino.
    Balzac inserisce questo romanzo tra gli Études philosophiques della Comédie humaine, ovvero tra i romanzi che esplorano comportamenti e personalità degli uomini.
    Il romanzo è ovviamente bellissimo, con tratti di una straordinaria modernità nell'analisi della mania del protagonista e dei rapporti con chi lo circonda. Anche in questo romanzo non specificamente sociale Balzac sa tratteggiarci dei tipi umani che rappresentano un'epoca ma che hanno il dono dell'universalità: su tutti spicca il notaio Pierquin, quasi commovente nei suoi tentativi di giungere al patrimonio e ai titoli dei Van Claës sposandone una delle figlie.
    Bella ed illuminante la prefazione di Ferdinando Camon, che come al solito consiglio di leggere dopo il romanzo. La traduzione è nientedimeno che di Andrea Zanzotto.

    ha scritto il 

  • 3

    Balzac non al suo massimo.
    "Excusatio non petita, accusatio manifesta": si parte con una dichiarazione sulla necessità delle "premesse didascaliche" a cui segue una spropositata premessa didascalica, con descrizione di ambienti, storie e personaggi lunga una ventina di pagine - roba che un ...continua

    Balzac non al suo massimo.
    "Excusatio non petita, accusatio manifesta": si parte con una dichiarazione sulla necessità delle "premesse didascaliche" a cui segue una spropositata premessa didascalica, con descrizione di ambienti, storie e personaggi lunga una ventina di pagine - roba che un editor di oggi avrebbe cestinato alla ventesima riga - forse si è voluto giustificare perché non è riuscito a fare qualcosa di più originale, eppure uno come lui non era certo di primo pelo quando ha scritto questo romanzo. Una ciambella col buco non proprio nel mezzo ma pur sempre una ciambella della premiata pasticceria "de Balzac"!

    ha scritto il 

  • 4

    E' la storia di una ricerca, di una passione, per il raggiungimento del quale il protagonista, Balthazar Claes, metterà tutto il resto apparentemente in secondo piano. A tratti ho odiato questo personaggio, a tratti l'ho amato ma la figura che mi è piaciuta di più fra tutte è stata quella della m ...continua

    E' la storia di una ricerca, di una passione, per il raggiungimento del quale il protagonista, Balthazar Claes, metterà tutto il resto apparentemente in secondo piano. A tratti ho odiato questo personaggio, a tratti l'ho amato ma la figura che mi è piaciuta di più fra tutte è stata quella della moglie, Josephine. E' il mio primo Balzac e dico che questo autore mi si è rivelato come un profondo conoscitore dell'animo umano, di quelli che forse sono i sentimenti universali dell'uomo di qualsiasi epoca.

    ha scritto il 

  • 0

    Stallo letterario

    Da quando sono in attesa della mia partenza per il Nord Europa, non riesco più a prendere un libro in mano.. difficile seguire Balthazar Claës, quando io stesso a momenti sono Balthazar Claës.

    ha scritto il 

  • 5

    Originale, nell'ambito della produzione di Balzac, l'espediente narrativo che ritrae la monotona esistenza di un facoltoso capofamiglia fiammingo di nobili natali, immerso nell'agiata tranquillità della sua graziosa dimora e nella serenità dei suoi affetti familiari, improvvisamente sconvolti da ...continua

    Originale, nell'ambito della produzione di Balzac, l'espediente narrativo che ritrae la monotona esistenza di un facoltoso capofamiglia fiammingo di nobili natali, immerso nell'agiata tranquillità della sua graziosa dimora e nella serenità dei suoi affetti familiari, improvvisamente sconvolti da una repentina, fortissima ossessione, che non tarderà ad evolversi in monomania: la ricerca dell'Assoluto.
    L'occasione è propizia per scandagliare ancora una volta l'animo umano in relazione a temi da sempre cari all'autore, quali la ricchezza spirituale in contrapposizione a quella materiale e l'arrampicata sociale nell'eterno conflitto tra borghesia e nobiltà, ma permette inoltre una ulteriore analisi delle dinamiche insite nel contratto matrimoniale e la presentazione di archetipi femminili fortemente significativi.
    L'elemento di forza del romanzo resta però lo stile che, in questo caso ancor più che in altri, raggiunge la sua massima espressione nelle ricorrenti descrizioni di ambienti e personaggi.
    Sublime la rappresentazione della casa nelle Fiandre, in apertura, in particolare nella restituzione degli effetti cromatici che avvolgono la figura femminile sorpresa in poltrona in atteggiamento di tragico abbandono.

    Per un fenomeno inspiegabile, molti hanno speranza senza aver fede.
    La speranza è il fiore del Desiderio, la fede è il frutto della Certezza.


    Rilasciato da .•.•´*`•.•. LaFigliaDelPittore .•.•´*`•.•. con licenza CC Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

    ha scritto il 

  • 5

    Gran bel libro. Dopo tanti romanzi più o meno attuali, un tuffo nel "classico" non delude quasi mai. Una storia molto intensa di famiglia, d' amore e di pazzia (la ricerca dell' assoluto è, per il protagonista la possibilità di creare con l' uso della chimica i diamanti). Non dimentichiamo che il ...continua

    Gran bel libro. Dopo tanti romanzi più o meno attuali, un tuffo nel "classico" non delude quasi mai. Una storia molto intensa di famiglia, d' amore e di pazzia (la ricerca dell' assoluto è, per il protagonista la possibilità di creare con l' uso della chimica i diamanti). Non dimentichiamo che il libro è ambientato nei primi decenne del 1800. Una moglie che ama intensamente e che è riamata, dei figli molto affettuosi e un ambiente borghese ben rappresentato, anche nel rapporto, non sempre facile, tra borghesia e nobiltà. Consigliatissimo.

    ha scritto il