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La rivale

Un racconto su Maria Callas

Di

Editore: edizioni e/o

3.5
(137)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 82 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876418075 | Isbn-13: 9788876418075 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alberto Bracci Testasecca

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
È la storia di Maria Callas raccontata dalla sua più acerrima rivale (nel racconto Carmela Babaldi). Questo inedito e poco celebrativo punto di osservazione consente a Schmitt di evitare la solita biografia agiografica e di regalare un racconto dissacrante e divertente, ricco di aneddoti gustosi e di osservazioni molto competenti sul mondo della lirica. Carmela Babaldi, che prima dell'avvento della Callas, era stata il soprano più amato dal pubblico, torna dall'esilio argentino a Milano dopo tanti anni di assenza. È ormai una donna anziana, inacidita dai ricordi dei successi della sua rivale (che è morta da anni). Entra alla Scala per ritrovare l'atmosfera dei suoi giorni di gloria e si trova faccia a faccia con un gruppo di turisti, ai quali la guida spiega che Maria Callas è stata la voce più bella di tutti i tempi e che non ha mai conosciuto rivali capaci di contenderle lo scettro della lirica. Per Carmela Babaldi questo è un colpo, e solo il primo, che la trascinerà in una straziante (ma anche, per i lettori, comica) rievocazione della feroce sfida tra le due primedonne della lirica. Schmitt così fa raccontare all'inferocita rivale tanti episodi pubblici e privati dell'ascesa e del trionfo di Maria Callas.
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  • 4

    Il piacere è breve

    Racconto breve quasi quanto la carriera della Callas. Ironico, pungente, cattivo, Schmitt rilegge l'eterna faida che corre tra i Callassiani e i Tebaldiani. Ho riso di piacere misto a senso di colpa quando ho letto come Renalda Tebaldi fosse stata trasformata in Carmela Babaldi. Un'operetta tragi ...continua

    Racconto breve quasi quanto la carriera della Callas. Ironico, pungente, cattivo, Schmitt rilegge l'eterna faida che corre tra i Callassiani e i Tebaldiani. Ho riso di piacere misto a senso di colpa quando ho letto come Renalda Tebaldi fosse stata trasformata in Carmela Babaldi. Un'operetta tragicomica che gli appassionati di lirica apprezzeranno sicuramente e che magari può gettare il seme della curiosità in coloro che ne sono lontani.

    ha scritto il 

  • 3

    Non é un cosí - cosí

    É qualcosa di piú. É godibile. Peró sono cinquanta paginette quindi 3 stelle e mezzo, bastano e avanzano.
    Di contenuti non si parla altrimenti é piú lungo il commento del libro :-)

    ha scritto il 

  • 3

    Il bel canto o... la Callas?

    Attraverso i ricordi dell’ottantenne Carmela Babaldi, (che certamente altro non è che Renata Tebaldi), viene descritto il personaggio Maria Callas, in cui l’arte e la presenza scenica prendono il sopravvento rispetto alla tecnica canora.
    Nella descrizione che ne fa la nemica, la “divina” Ca ...continua

    Attraverso i ricordi dell’ottantenne Carmela Babaldi, (che certamente altro non è che Renata Tebaldi), viene descritto il personaggio Maria Callas, in cui l’arte e la presenza scenica prendono il sopravvento rispetto alla tecnica canora.
    Nella descrizione che ne fa la nemica, la “divina” Callas assume un aspetto umano: conosciamo i suoi vizi e i suoi errori e capiamo che sono proprio i suoi cosiddetti errori ad averla resa così unica, immortale.

    È questo che non accetta la rivale Babaldi, superiore alla Callas nella tecnica di canto ma mancante di quella personalità che ha fatto della Callas un mito immortale. Una vita spesa a cantare e poi a insegnare canto, ma anche a denigrare la voce imperfetta della collega, assolutamente indegna di tanta popolarità e di tanto successo. Per una vita intera Carmela Babaldi si interroga sul perché di questo entusiasmo per una cantante incapace di centellinare la voce per arrivare alla fine dello spettacolo con la giusta intonazione, di interpretare i ruoli secondo ciò che la tradizione vuole.

    È interessante il contrasto evidenziato tra l’opera vista come successione di arie e cabalette da cantare rispettando unicamente la tecnica, ritenendo i costumi cosa superflua, e l’opera come unione di musica, canto e teatro veicolo di emozioni.

    Dice la Babaldi: "Un mostro, un'idra a tre teste con una bocca che emette tre registri distinti: uno alto, di testa, metallico e facilmente stridente; uno mediano, ruvido, dalla trama logora; e uno basso, troppo di petto, da donna barbuta". "La Callas? Vedrete, presto nessuno ne parlerà più... Non durerà".

    Ma è proprio la Callas a imporsi, riuscendo a stregare le platee con il suo fascino, le sue interpretazioni e i suoi difetti, mettendo in ombra tutte le rivali. Purtroppo Carmela Babaldi viene dimenticata mentre ancora in vita, mentre la Callas resta eterna anche se morta e riesce a tormentare Carmela persino durante il suo funerale.

    "Quando si parla della Callas, niente è carino, tutto è bello. Passate oltre, cultori di voci angeliche, estimatori di timbri luminosi e suoni zuccherini! Qui non troverete che passione, furore, sgomento, entusiasmo, humour, solitudine, estasi e agonia. Ascoltando la Callas proverete turbamento, fastidio, disturbo, talvolta vi sentirete stremati, spesso rinvigoriti, ma non vi scontrerete mai con la noia né con l'indifferenza".

    Schmitt rivela il segreto del fascino che dura negli anni, intatto e fantastico. Nulla di nuovo per chi ama già la lirica; il breve racconto è comunque interessante, poiché consente a tutti probabilmente di ascoltare con orecchio diverso Maria Callas.

    ha scritto il 

  • 5

    Maria Callas, la Divina

    Per questo bel racconto un 5***** perche' "tratta" la Callas, ne stimola il ricordo, ne suggerisce nuove letture.


    Inoltre molto interessante l'analisi della Discografia.


    Artista di altissimo livello nell'Arte dell'interpretazione, donna di straordinaria forza d'animo (finche' ha pot ...continua

    Per questo bel racconto un 5***** perche' "tratta" la Callas, ne stimola il ricordo, ne suggerisce nuove letture.

    Inoltre molto interessante l'analisi della Discografia.

    Artista di altissimo livello nell'Arte dell'interpretazione, donna di straordinaria forza d'animo (finche' ha potuto) e di passione, nel suo lavoro e nella vita.

    La recensione del traduttore, molto interessante:

    La rivale. Un racconto su Maria Callas
    di: Eric-Emmanuel Schmitt / editore: Edizioni e/o, 2007
    traduttore: Alberto Bracci Testasecca - Traduzione dal francese

    L’incanto continua. Il prolifico Eric-Emmanuel Schmitt non perde smalto. Anzi, nel tempo acquista sempre più scioltezza di scrittura e potere di sintesi. Il corto gli si addice: ciò è particolarmente evidente in "La rivale", racconto breve su Maria Callas dove l’io narrante è nientemeno che la sua diretta rivale, Carmela Babaldi (è chiara l’assonanza con Renata Tebaldi, la vera rivale storica della Callas), come anche nella recente raccolta Odette Toulemonde e altri racconti (Edizioni E/O), otto storie di donne alle prese con il tema dell’amore nelle sue varie sfumature. Da uno di essi, Odette Toulemonde appunto, è stato tratto un film, regia dello stesso Eric-Emmanuel Schmitt, che dovrebbe uscire nelle sale italiane intorno alla primavera del 2008.
    La rivale è un omaggio a Maria Callas nel trentennale della sua scomparsa avvenuta nel settembre del 1977.
    Attraverso i ricordi dell’ormai ottantenne Carmela Babaldi, che incontriamo prima durante un pellegrinaggio alla Scala mischiata alla folla dei turisti e poi alle prese con un giovane melomane, esce un quadro del personaggio Callas in cui il senso dell’arte e la presenza scenica predominano rispetto alla pura tecnica canora: è quello che non va giù alla rivale Babaldi, superiore alla Callas nelle tecniche del bel canto ma, giustappunto, mancante di quel “fuoco sacro” che ha fatto della Callas un mito immortale. L’accorgimento narrativo del racconto riflesso libera l’autore dal rischio del panegirico e gli permette di applicare la sua nota ironia in un ritratto distorto dal rancore che, a trent’anni dalla morte della cantante, continua a opprimere l’animo della rivale. Nella descrizione che ne fa la nemica, la “divina” Callas assume incredibilmente un aspetto umano: veniamo a conoscenza dei suoi vizi e dei suoi errori e capiamo che sono proprio i suoi cosiddetti errori ad averla resa così unica, immortale. La catarsi finale, commovente e comica insieme, restituirà alla storica rivalità tra le due vedettes il posto che spetta a tutti i conflitti personali: l’oblio del mondo. Dopo aver letto questo racconto, chi ama la lirica ascolterà con orecchio diverso Maria Callas, e forse la sentirà più vicina.
    Cosa si può dire della traduzione se non che tradurre Schmitt è la pura gioia del nostro lavoro? È divertente (e i colleghi sanno bene la differenza che c’è nell’applicarsi a un testo divertente piuttosto che a uno noioso), è facile (niente riferimenti astrusi, stilemi incomprensibili, periodi farraginosi), è conciso (le frasi “lunghe” di Schmitt sono di due, tre righe), è sofisticato (quindi gratificante), è spiritoso, è universale. Per giunta è un autore estremamente disponibile, che si diverte a discutere con arguzia e dovizia di particolari i dubbi sollevati di volta in volta dal suo puntiglioso traduttore (il sottoscritto): aspetto a cui non dubito siano sensibili quelli, tra i colleghi, che hanno avuto la sventura di imbattersi in autori biliosi per i quali le perplessità del traduttore sono un affronto personale. Ahimé, ce ne sono.

    Alberto Bracci Testasecca

    http://www.eric-emmanuel-schmitt.com/home-official-website.html

    http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89ric-Emmanuel_Schmitt

    Su YouTube si trovano molte sue interpretazioni.

    Consiglio, per capire la sua forza interpretativa ed il suo rigore:
    http://www.youtube.com/results?search_query=maria+callas+Juilliard&oq=maria+callas+Juilliard&gs_l=youtube.12..0.20214.26946.0.28564.12.12.0.0.0.0.238.1505.0j7j2.9.0...0.0...1ac.XlwfGQ7UjGs
    Lezioni tenute alla Juilliard di New York e poi raccolte nel libro:
    http://www.anobii.com/books/Maria_Callas:_lezioni_di_canto/9788830408548/0165c73409a73ca46f/
    Un vero capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    "Cantare alla Scala di Milano: per un'interprete lirica, la consacrazione di una vita... Ma cosa avevano di straordinario, rispetto agli altri teatri, l'imponente rigidità di quella sala ocra e rossa, la sua infinita sovrapposizione di ordini, quel palcoscenico troppo vasto esposto a rumori ...continua

    "Cantare alla Scala di Milano: per un'interprete lirica, la consacrazione di una vita... Ma cosa avevano di straordinario, rispetto agli altri teatri, l'imponente rigidità di quella sala ocra e rossa, la sua infinita sovrapposizione di ordini, quel palcoscenico troppo vasto esposto a rumori e correnti d'aria? Probabilmente il pubblico: esigente, severo, secondo alcuni ingiusto... E soprattutto i fantasmi... Quelle voci tanto amate che, nascoste nell'ombra, sembravano potersi rianimare da un momento all'altro."

    L'unico difetto di questo racconto di Eric-Emmanuel Schmitt, scrittore, drammaturgo, e grande appassionato ed esperto di musica classica, è di essere troppo breve.

    Proprio come la carriera di Maria Callas, il mito.

    ha scritto il 

  • 4

    <<La Callas? Vedrete, presto nessuno ne parlerà più … Non durerà!>>

    Per chi, come me, non conosce l’opera, questo libretto potrebbe essere un modo per avvicinarvisi.
    La storia raccontata da Schmitt (ma molto interessante è anche la discografia essenziale commentata dall’Autore), partendo dalla gelosia e dalla rivalità che la Callas suscitò tra le sue ...continua

    Per chi, come me, non conosce l’opera, questo libretto potrebbe essere un modo per avvicinarvisi.
    La storia raccontata da Schmitt (ma molto interessante è anche la discografia essenziale commentata dall’Autore), partendo dalla gelosia e dalla rivalità che la Callas suscitò tra le sue colleghe dell’epoca, è un omaggio ad un’interprete che seppe “reinventare la tragedia e il teatro musicale, e che si lasciava coinvolgere anima e corpo dagli intensi personaggi che incarnava”.
    Ci sono personaggi che sembrano scritti proprio per lei, come Tosca o Norma.

    “Nelle nostre storie della musica deve esserci un errore cronologico: sicuramente Puccini conosceva Maria Callas quando ha scritto la Tosca. E’ lei! Non soltanto Floria Tosca si addice talmente alla sua voce che riuscirà a cantarla anche quando non ne avrà più, ma il carattere ardente, irrazionale, appassionato e più che femminile dell’una si confonde con l’identico carattere dell’altra.”

    http://www.youtube.com/watch?v=pAqZ6TgW8AA

    dalla Discografia essenziale di Maria Callas commentata dall’Autore

    “Quando si parla della Callas, niente è carino, tutto è bello.
    Passate oltre, cultori di voci angeliche, estimatori di timbri luminosi e suoni zuccherini! Andate a sintonizzare altrove il vostro orecchio edonista che cerca solo vibrazioni opulente, incantatrici, adulatorie! Qui non troverete che passione, furore, sgomento, entusiasmo, humour, solitudine, estasi e agonia. Ascoltando la Callas proverete turbamento, fastidio, disturbo, talvolta vi sentirete stremati, spesso rinvigoriti, ma non vi scontrerete mai con la noia né con l’indifferenza.
    Maria Callas sembra uscita dritta dritta da una tragedia greca. La voce non le viene fuori dalla bocca, ma dalla pancia. Intensa, imperiosa, potente, perentoria, la Callas fa suoi i sentimenti, incarna i drammi. Mai cerca di schivare, mai prova a imbrogliare. Se la cantante resta in piedi, l’attrice si rotola per terra.
    Siamo tutti d’accordo nel riconoscere alla Callas un’estensione di voce eccezionalmente lunga, la ricordiamo musicista più che scrupolosa, ma se si continua a parlare di lei non è in quanto fenomeno vocale - ce ne sono altri - bensì in quanto fenomeno drammatico. In lei, canto e musicalità non sono altro che presupposti messi al servizio del teatro; la Callas è, prima di tutto e in fondo a tutto, un’attrice che recita la situazione, proietta i sentimenti, e per far ciò si serve di tutti i mezzi disponibili: usa le parole − dizione eccezionale −, le frasi musicali, le accelerazioni, i ritardi, colora il proprio timbro, modula il volume della voce, si fonde nell’orchestra o decide di tirarsene fuori. Persino i suoi silenzi hanno un senso: è così completamente calata in quello che fa che mi ha sempre dato l’impressione di essere l’unica cantante che canta anche i silenzi.
    Le registrazioni non deludono le aspettative. Certo, manca la sua fisicità, ma è talmente fonogenica che è come se ci fosse. Il disco non fa in tempo a iniziare, che la sua voce entra nella stanza e si impadronisce della nostra attenzione. Poche voci hanno altrettanta presenza. È un mistero, la presenza! Che si tratti di una voce o di un corpo, è un dono, una grazia inspiegabile... La Callas ce l’aveva.
    Maria Callas ha la capacità di proiettare tutta un’anima in un suono.
    Aprendo la bocca, alza il sipario sul proprio teatro: uno spettacolo dove l’umano vive, ama e soffre con intensità.
    Impossibile ascoltarla in sottofondo o come “musica d’arredo”, perché all’istante stesso in cui attraverso gli altoparlanti arriva tra noi, impone nei nostri salotti il suo clima, le sue tempeste, i suoi uragani. C’è, c’è completamente. C’è solo lei.
    Io non la ascolto sempre. Non ce la faccio. È troppo avvincente, troppo possessiva. Certe volte nei confronti della Callas mi sento come Onassis: non riesco a starle dietro giorno per giorno, ho bisogno di lasciarla e di ritrovarla, sento la necessità di incontri distanziati, di una certa intermittenza... Però torno sempre da lei.”

    http://www.youtube.com/watch?v=3T899yAHgDI

    http://www.youtube.com/watch?v=CmcG8fcVWkk

    http://www.youtube.com/watch?v=ZaKcYqos5pQ

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo breve, simpatico e divertente sulla Callas raccontata dalla sua fittizia eterna rivale nella lirica che restituisce tutta la magia e la curiosità di un personaggio diventanto leggenda.

    ha scritto il