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La rivincita di Yanez

By Emilio Salgari

(275)

| Mass Market Paperback | 9788881830725

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Book Description

L'usurpatore Sindhia è riuscito a spodestare la regina Surama dal trono dell'Assam, mentre Yanez tenta l'ultima disperata resistenza con un drappello di fedeli. L'intervento di Sandokan in soccorso del vecchio amico salva Yanez e così la celebre copp Continue

L'usurpatore Sindhia è riuscito a spodestare la regina Surama dal trono dell'Assam, mentre Yanez tenta l'ultima disperata resistenza con un drappello di fedeli. L'intervento di Sandokan in soccorso del vecchio amico salva Yanez e così la celebre coppia di eroi riprende la lotta insieme. Ma lo scontro finale deve ancora venire, e questa volta per ribaltare le sorti degli eventi servirà il concorso di più fattori, come l'uso di una modernissima mitragliatrice o addirittura la possibilità di impiegare i bacilli del colera, messi a disposizione di Sandokan dal dottore olandese Wan Horn allo scopo di decimare gli avversari. Tuttavia - al di sopra di strumenti che anticipano le armi batteriologiche - risulterà decisivo l'elemento umano rappresentato dal prode Kammamuri che riuscirà a far sopraggiungere i montanari di Khampur devoti a Surama sbaragliando definitivamente i nemici. Con La rivincita di Yanez si conclude l'appassionante epopea dei pirati della Malesia, che ha fatto di Sandokan e Yanez due eroi immortali della narrativa di avventura.

7 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Bello, ma il titolo non è esatto :D

    Più che "La rivincita di Yanez" avrebbero dovuto intitolarlo "L'avventura di Kammamuri", dato che il 90% del libro è incentrato proprio su di lui :D
    Libro molto bello, pieno di colpi di scena, fantastiche ambientazioni piene di dettagli.
    Uno dei migl ...(continue)

    Più che "La rivincita di Yanez" avrebbero dovuto intitolarlo "L'avventura di Kammamuri", dato che il 90% del libro è incentrato proprio su di lui :D
    Libro molto bello, pieno di colpi di scena, fantastiche ambientazioni piene di dettagli.
    Uno dei migliori, anche se frutto della pubblicazione di una bozza, dato che Salgari non riuscì a rifinirlo bene e manca un piccolo pezzo...

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    Noor Paree said on Dec 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Fine del ciclo: Sandokan e Yanez finalmente trovano la pace

    E’ ancora l’India a far da sfondo alle ultime avventure di Yanez e Sandokan, infatti dopo che Sindhia, l’ex rajah dell’Assam, è riuscito a sconfiggere le truppe di Yanez e Surama, scacciandoli dalla capitale e costringendo il marajah a ...(continue)

    E’ ancora l’India a far da sfondo alle ultime avventure di Yanez e Sandokan, infatti dopo che Sindhia, l’ex rajah dell’Assam, è riuscito a sconfiggere le truppe di Yanez e Surama, scacciandoli dalla capitale e costringendo il marajah a distruggerla completamente con un enorme incendio, finalmente giunge Sandokan (che mancava da due libri) in aiuto del suo amato fratellino bianco, e grazie all’aiuto dei montanari, ma soprattutto a nuove armi mai sperimentate prima d’ora (le nuove e moderne mitragliatrici, e addirittura armi batteriologiche, ovvero le terribili bottiglie contenenti i bacilli del colera del medico olandese) i due sconfiggono finalmente l’usurpatore, garantendo un futuro di pace e prosperità alla famiglia di Yanez e a tutto l’Assam.

    Il romanzo in sé è purtroppo però piuttosto deludente: infatti se le battaglie della Tigre contro i ribelli sono avvincenti come sempre, la maggior parte della vicenda è occupata da Kammamuri (in compagnia del gigantesco rajaputo) impegnati a raggiungere le montagne in cerca di soccorsi, costretti ad attraversare la jungla ed affrontare fiere e banditi. Questa vicenda (lunga ben più di metà libro) si rivela essere piuttosto noiosa e ripetitiva, Kammamuri non è un personaggio troppo affascinante, ma soprattutto Salgari da il peggio di sé con le sue classiche “sviste” (il guru della pagoda che non sa usare nessun arma perché da sempre sacerdote, e mezza pagina dopo afferma di avere il corpo pieno di cicatrici perché una volta fu un grande guerriero; il maharatto che insegue una tigre per qualche centinaio di metri e si ritrova sfinito perché ha corso per ora; ma la peggiore, a mio parere causata dal taglio di molte pagine originali da parte dello stesso autore, è la comparsa dal nulla di Timul, mai apparso prima in questo romanzo, legato e prigioniero accanto a Kammamuri ed al rajaputo, con il narratore che dice di non spiegare il perché si trovi lì in quanto i lettori l’hanno certamente capito da soli… ma anche no!) che rendono a tratti addirittura fastidiosa la lettura, peggiorando notevolmente la qualità del libro, che fortunatamente si riprende nel finale, sicuramente non epico, ma nemmeno banale e striminzito come altri già visti.

    Con questo libro si chiude così il ciclo dei Pirati dell Malesia, con i protagonisti ormai invecchiati (vicino alla sessantina), sovrani di due grandi stati in India e nel Borneo, innamorati (Yanez ha un figlio e Sandokan una misteriosa amica olandese che a memoria dovrebbe essere quella incontrata ne La riconquista di Mompracen) e finalmente senza nemici (con un po’ di dispiacere di Sandokan che non manca mai di lamentarsi per la noia dovuta alla mancanza di combattimenti) con la possibilità di godersi in pace gli ultimi anni della loro avventurosa e straordinaria esistenza.

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    Cloto said on Aug 28, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il primo amore non si scorda mai...


    I libri di Sandokan sono, fra tutti quelli che ho in libreria, quelli a cui sono più affezionato.
    Essi sono stati assolutamente fondamentali per far nascere in me la passione per la lettura, questo cofanetto pagato un’inezia su una bancarella par
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    I libri di Sandokan sono, fra tutti quelli che ho in libreria, quelli a cui sono più affezionato.
    Essi sono stati assolutamente fondamentali per far nascere in me la passione per la lettura, questo cofanetto pagato un’inezia su una bancarella parecchi anni fa rappresentò il passaggio fra i libricini per bambini (quelli con tante belle figure, gli splendidi racconti di Roald Dahl o i classici del Battello a vapore) ai libri “veri”.
    Non saprei neanche dire quante ore ho trascorso su queste pagine, quante volte ho letto ogni singolo libro (sicuramente più di cinque\sei volte ognuno degli undici), quanto tempo ho passato a fantasticare sui luoghi e personaggi così magnificamente descritti da Salgari.
    E così, nonostante abbia ormai rimpiazzato questa edizione con una di maggior pregio, il valore affettivo di questi libri è così alto che probabilmente non riuscirò mai a separarmene, a buttarli, venderli, o chiuderli in qualche scatola da relegare in cantina od in solaio, no, credo che rimarranno sempre in bella vista sullo scaffale, a ricordo di tutti quegli splendidi momenti passati in loro compagnia.

    Recensione del romanzo nell'edizione:
    http://www.anobii.com/books/La_rivincita_di_Yanez/01533…

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    Cloto said on Apr 21, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non sono 5 stelle solo perché non è l'edizione integrale. Il libro in sé, invece, merita come tutti gli altri del ciclo di Sandokan.

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    Ale5875 said on Dec 13, 2010 | Add your feedback

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