La rivoluzione della luna

Di

Editore: Sellerio (La Memoria, 919)

4.2
(637)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838930147 | Isbn-13: 9788838930140 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

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Descrizione del libro
«Anche se solo per ventisette giorni, a partire dal 16 aprile 1677 la Sicilia vivrà l’esperienza di essere governata da una donna, la Viceregina donna Eleonora de Moura, vedova del Viceré Aniello de Gusman marchese di Castel Roderigo, il quale in punto di morte nomina suo successore la giovane moglie».
Questa la notizia storica nella quale Camilleri si è imbattuto, appassionandosi alla figura di donna Eleonora, che assolse al suo compito con eccezionali capacità e senso dello stato. Era una donna intelligente e indipendente e dei giorni in cui rimase alla guida della Sicilia approfittò per varare dei provvedimenti clamorosi: la riduzione del prezzo del pane, la creazione del magistrato del commercio, l’alleggerimento delle tasse per chi aveva una famiglia numerosa. Rivoluzionarie furono le misure a favore delle donne: rimise in piedi il conservatorio delle vergini pericolanti e quello delle «repentite», ex prostitute che volevano cambiare vita, creando anche una dote regia per le ragazze di famiglia povera che si sposavano. Un simile atteggiamento non poteva che scontrarsi con gli interessi locali e con il potere della Chiesa che sentiva minacciata la propria supremazia.
Ma il fatto storico è solo il punto di partenza per Camilleri che costruisce attorno alla figura della Viceregina un romanzo pieno di suspense. Ci ritroviamo così immersi nel clima della Palermo del 1676, città decimata dalla miseria e dalla carestia, teatro di feroci rivolte contro la corona. «Questo regno non riconosce né Dio né la Vostra Maestà, - aveva scritto il Viceré D’Ossuna al re di Spagna agli inizi del secolo - tutto si vende per denaro, comprese le vite e i beni del povero, e persino la Giustizia».
Così tra intrighi di palazzo, tentativi di delegittimare la Viceregina, delitti che si consumano nel parco della Favorita, passaggi segreti nel Palazzo Reale, tradimenti e corruzioni, si dipana il romanzo. Sono soprattutto i potenti feudatari, il vescovo della città e il Tribunale del Santo Uffizio a tramare, trovando alla fine un appiglio giuridico che segnerà la fine di quella brevissima stagione e costringendo il re di Spagna a richiamare in patria donna Eleonora. Con il suo allontanamento da Palermo, finisce quel momento rivoluzionario durato il tempo di un ciclo lunare.
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  • 5

    Camilleri major

    Molti credevano (quorum ego), delusi dagli ultimi stanchi farraginosi quasi illeggibili Montalbano, che Camilleri avesse smesso di saper scrivere. Per niente. In questo romanzo storico rifulge la sua ...continua

    Molti credevano (quorum ego), delusi dagli ultimi stanchi farraginosi quasi illeggibili Montalbano, che Camilleri avesse smesso di saper scrivere. Per niente. In questo romanzo storico rifulge la sua bravura la sua immaginazione e la sua ironia. Insomma, rifulgono. Capo d'opera.

    ha scritto il 

  • 5

    OMAGGIO A UNA VICERE' DONNA DIMENTICATA DALLA STORIA UFFICIALE - GRANDE POESIA TRA LE PIEGHE DELL'IRONIA!!!!

    Si vede che il nome Eleonora porta bene alle donne che nella sciagurata storia degli uomini si sono trovate ad avere un qualche ruolo politico sempre migliorando le cose: è il caso di Eleonora d’Aquit ...continua

    Si vede che il nome Eleonora porta bene alle donne che nella sciagurata storia degli uomini si sono trovate ad avere un qualche ruolo politico sempre migliorando le cose: è il caso di Eleonora d’Aquitania,o di Eleonora d’Arborea, figura splendida della storia sarda, esempio di coraggio e virtù civili che andrebbe studiata in tutte le scuole italiane.
    Eleonora di Mora, nobile spagnola vedova di don Angel de Guzmán, che alla morte del marito per lascito testamentario si trovò a governare la Sicilia nel 1677, sebbene per soli ventotto giorni, giusto il tempo di una rivoluzione lunare (da cui il titolo del romanzo) sufficienti però a portare una serie di benefici, di piccole rivoluzioni a quella bellissima e così spesso maltrattata terra: calmierò e abbassò il prezzo del pane, istituì il Magistrato del Commercio per mettere ordine nelle maestranze palermitane, si occupò delle ragazze senza dote, delle orfane e di quelle costrette a prostituirsi o non più in grado di farlo, oltre a ridurre il “numero dei figli per ottenere i benefici concessi ai «padri onusti»”
    Venne sostituita solo per un cavillo legale trovato dal vescovo di Palermo (a sua detta “perseguitato” da donna Eleonora).
    Andrea Camilleri, da quel mago della narrazione che a tutti gli effetti è ( a mio modesto parere nei romanzi storici e civili, come nel capolavoro Il re di Girgenti o nei coinvolgenti e divertenti "La concessione del telefono", "La stagione della caccia", "Il birraio di Preston" e tanti altri, è sempre un passo avanti ai Montalbano, specie a quelli degli ultimi anni), prende spunto dalle scarne notizie su questo personaggio e ci costruisce uno dei suoi racconti più belli di sempre, un elogio all’intelligenza, all’onestà e alla giustizia femminile, parole femminili anche nel genere.
    L'uso del siciliano,pseudo spagnolo,italiano che dovrebbe causare confusione e difficoltà da alla lettura un tocco di leggerezza un certo non so chè di fiaba affascinante!! Se il libro non fosse scritto in questo modo perderebbe metà della sua bellezza e della forza di immersione in un mondo come quello della Sicilia del 1600.
    Cosa ho amato di più nel romanzo di Camilleri?
    Tutto il libro, in realtà. Ci sono episodi raccontati in modo così coinvolgente che ti sembra di essere dentro la storia, proprio nel momento in cui le cose stanno succedendo.
    Ma soprattutto amo aver conosciuto questa figura di donna, resa alla Storia che l’aveva trascurata.

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro che dovrebbe far riflettere la casta politica e tutta la sporcizia che gira intorno a loro, ONESTA' , un libro che fa riflettere, dovrebbero secondo me farlo leggere al posto dei promessi spo ...continua

    Un libro che dovrebbe far riflettere la casta politica e tutta la sporcizia che gira intorno a loro, ONESTA' , un libro che fa riflettere, dovrebbero secondo me farlo leggere al posto dei promessi sposi nelle scuole, se questo commento arriva a qualche insegnante, consiglio di leggerlo e pensare alla mia riflessione di farlo girare tra i banchi di scuola.......

    ha scritto il 

  • 5

    Libro molto bello di Camilleri, scritto da un siciliano che descrive bene la sua Sicilia e i suoi abitanti. Omaggio anche a tutte le donne. In meno di un mese una donna lascia un'impronta pesante che ...continua

    Libro molto bello di Camilleri, scritto da un siciliano che descrive bene la sua Sicilia e i suoi abitanti. Omaggio anche a tutte le donne. In meno di un mese una donna lascia un'impronta pesante che arriva anche fino ai giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 5

    Il “contastorie” Camilleri colpisce ancora

    La protagonista di questo romanzo, ispirato a una storia vera, è Donna Eleonora che diviene viceré di Spagna in Sicilia, verso la fine del 1600, in seguito alla morte del marito. Donna straordinaria, ...continua

    La protagonista di questo romanzo, ispirato a una storia vera, è Donna Eleonora che diviene viceré di Spagna in Sicilia, verso la fine del 1600, in seguito alla morte del marito. Donna straordinaria, bella, intelligente e decisa, porta avanti una politica rivoluzionaria, cercando di estirpare corruzione e malaffare, imperanti in quel periodo storico. Il suo governo dura poco meno di un mese, ma anche questo poco tempo è sufficiente per mettere in mostra la sua grande sensibilità verso gli ultimi e un altissimo senso di giustizia sociale. Protagonista e comprimari ben tratteggiati, stile brillante, narrazione agile.

    ha scritto il 

  • 5

    Camilleri denuncia le oscenità della chiesa e del potere in generale, incrollabili in qualsiasi luogo o periodo storico.
    Allo stesso tempo questo romanzo storico è un omaggio alle donne, alla loro int ...continua

    Camilleri denuncia le oscenità della chiesa e del potere in generale, incrollabili in qualsiasi luogo o periodo storico.
    Allo stesso tempo questo romanzo storico è un omaggio alle donne, alla loro intelligenza e grazia, impersonate nella figura di Doña Eleonora.
    "Nivùra di capilli, avuta, slanciata, aliganti, vistuta alla spagnola", diviene diviene viceré di Spagna in Sicilia in seguito alla morte del marito Don Angel, sotto gli occhi increduli dei consiglieri, che passano in pochi giorni dal sottovalutarla al temerla e poi allo sfidarla.
    Doña Eleonora però è di gran lunga più intelligente e onesta, e ha sempre una mossa vincente a disposizione.
    L'ignoranza e il bigottismo vogliono però che la donna stia al suo posto, così come la disonestà vuole che chi non fa gli interessi propri, rimanga schiacciato dal potere.
    La storia va avanti in modo molto avvincente e scorrevole.
    Lo spagnolo di doña Eleonora non è per nulla difficile e anzi dà colore al testo. Naturalmente il siciliano di Camilleri non è da meno e rende i dialoghi divertenti e mai banali:

    "La nostra arma è la fede!" replicò duro il vescovo.
    "Vabbeni, però con la fidi potemo sulo moriri, ma nn potemo sbattirla 'n testa a un sordato", replicò lo stisso parrino.

    ha scritto il 

  • 5

    LA RIVOLUZIONE DELLA LUNA

    Il Maestro Andrea Camilleri con “La rivoluzione della luna”, edito da Sellerio nel 2013, ci propone un altro libro storico-romanzato.
    Lo spunto per la stesura del libro viene da una “omissione storica ...continua

    Il Maestro Andrea Camilleri con “La rivoluzione della luna”, edito da Sellerio nel 2013, ci propone un altro libro storico-romanzato.
    Lo spunto per la stesura del libro viene da una “omissione storica” inspiegabilmente, o troppo inspiegabilmente come dice Camilleri, commessa. Nel 1677 muore a Palermo il Vicerè Don Angel de Guzmàn a cui succederà nella carica il Cardinale Luis Fernando de Portocarrero. Ciò che non viene detto, e che invece si trova in poche righe del “Dizionario delle figure, delle istituzioni e dei costumi della Sicilia storica” del Castiglione e in pochi accenni nella “Storia cronologica dei Vicerè” del Di Blasi, è che per ventisette giorni la Sicilia fu governata da una donna. Don Angel infatti, aveva lasciato uno scritto in cui, in caso di morte improvvisa, la moglie gli sarebbe succeduta sul trono. E fu così che la bellissima Eleonora di Mora Guzmàn, Marchesa di Castel de Roderigo, divenne uno dei Vicerè della Sicilia, una carica importantissima e inusitata per una componente del sesso femminile. Nera di capelli, alta, slanciata, elegante nei suoi abiti spagnoli, aveva gli occhi anch’essi scuri come l’inchiostro, occhi nei quali ognuno sarebbe stato felice di perdersi per l’eternità. Ma non fu la sua indiscussa avvenenza a farle avere ragione di una classe politica corrotta e laida, abituata al sopruso, al vizio, alle leggi ad personam, all’illegalità, al latrocinio, alla violazione delle leggi, ai complotti e ai favoreggiamenti, quanto la sua viva intelligenza, la sua determinazione, le sue grandi capacità politiche e gestionali condotte con grande onestà e tutte a favore del popolo, soprattutto di quella parte più debole oggetto di continue vessazioni. In un “giro di luna” Eleonora tentò di risollevare Palermo già tanto provata dalla carestia e dalla furia della pestilenza che aveva messo in ginocchio la sua gente negli anni precedenti. In quel breve lasso di tempo, Donna Eleonora promulgò leggi importantissime riguardanti soprattutto, come si direbbe oggi, il welfare: abbassò il prezzo del pane, alleggerì la tassazione delle famiglie numerose, creò un Magistrato del Commercio che riunisse tutte le maestranze della città e promulgò leggi a favore delle donne che per sopravvivere erano obbligate a sfruttare il proprio corpo e a prostituirsi. Con intuizione straordinaria riuscì a sventare tutte le congiure dirette all’annientamento della sua persona e fu una vera e propria “rottamatrice” di corrotti che riuscì, con l’astuzia, a sostituire con persone di specchiata onestà. Ma un cavillo giuridico, invocato dai suoi avversari che miravano a disfarsi di un personaggio politicamente tanto scomodo, fece sì che questa parentesi di giustizia governante ebbe a chiudersi anzitempo. Ma Eleonora rimase nel cuore della gente come una piccola luna splendente, una piccola luna che con così poco tempo a disposizione riuscì a rendere meno amaro il dolore del popolo e a rendere la notte simile ad un giorno chiaro, illuminato dalla speranza di un cambiamento possibile, un cambiamento che invano, ancora oggi, tutti attendiamo e auspichiamo sapendo che la buona politica potrebbe davvero esistere.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    La siduta del Sacro Regio Consiglio che il Viciré don Angel de Guzmán, marchisi di Castel de Roderigo, tiniva a Palazzo ogni matina di mircoldì alle deci spaccate.....

    http://www.incipitmania.com/inci ...continua

    La siduta del Sacro Regio Consiglio che il Viciré don Angel de Guzmán, marchisi di Castel de Roderigo, tiniva a Palazzo ogni matina di mircoldì alle deci spaccate.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/r/la-rivoluzione-della-luna-andrea-camilleri/

    ha scritto il 

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