Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La rivoluzione francese

Di

Editore: Mondadori

3.8
(52)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804426594 | Isbn-13: 9788804426592 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: M. R. Zannini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: History

Ti piace La rivoluzione francese?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 0

    E pòrtati Plutarco, sottobraccio

    I.
    Arriva in stazione alle 14.10 e ci arriva solo
    perché l'addetto ferrovieitaliane al telefono

    numero verde ha detto "sì, il treno c'è".
    Arriva in stazione e sul tabellone

    scorre la scritta CANCELLATO
    e lui ha detto delle cose che quelli seduti

    hanno ...continua

    I.
    Arriva in stazione alle 14.10 e ci arriva solo
    perché l'addetto ferrovieitaliane al telefono

    numero verde ha detto "sì, il treno c'è".
    Arriva in stazione e sul tabellone

    scorre la scritta CANCELLATO
    e lui ha detto delle cose che quelli seduti

    hanno alzato gli occhi.
    Allora, l'altro treno era alle 17.50

    perfetto
    perfetto

    allora va in un bar, e legge Gaxotte
    una domenica pomeriggio da sogno

    II.
    Alle 17.35 è di nuovo in stazione
    alle 17.38 il treno viene dato per

    CANCELLATO
    Però, c'è una freccia che passa due minuti dopo

    e lui ci balza sopra
    e non è una tigre di carta

    arriva così a Mestre

    III.
    A Meste comincia la seconda parte
    un treno è dato alle 18.50, mi pare

    alle 18.43 direi lo speaker
    dice: "andate pure a mangiare qualcosa, che

    fino alle 21.00 siete con noi"
    Lui allora va al Mc'D. Che bello.

    Al Mc in stazione.
    Mangia.

    Va in bagno.
    Alle 21.05 passa un treno per

    Bologna.
    Lui l'ha preso.

    La domenica della vita va gustata con
    calma.

    Oggi comunque è il 13 luglio. Il giorno di
    Marat. Aspetta allora che vado a farmi un

    bagno.
    Carlottaaaaa

    Carlottaaaaa

    ha scritto il 

  • 4

    La Rivoluzione Francese o meglio L'Involuzione Francese del 1789

    Libro controcorrente. Svela dei retroscena inediti della storia della rivoluzione francese. A volte prolisso nelle descrizioni fornisce delle informazioni basilari da mettere a confronto con quelle della storiografia ufficiale. Per nulla di parte è un chiaro racconto di come la Francia si sia sfa ...continua

    Libro controcorrente. Svela dei retroscena inediti della storia della rivoluzione francese. A volte prolisso nelle descrizioni fornisce delle informazioni basilari da mettere a confronto con quelle della storiografia ufficiale. Per nulla di parte è un chiaro racconto di come la Francia si sia sfasciata grazie alla Rivoluzione che ha si il merito di aver demolito l'Ancien Regime (sotto il cui "regime" la Francia era una delle nazioni più ricche dell'Europa), ma ha il demerito di aver ucciso, devastato e perpetrato un genocidio, quello vandeano, con la meticolosità tipica dei regimi comunisti: facendo "tabula rasa" dello stesso popolo che, in teoria, avrebbe dovuto difendere. La Rivoluzione francese ha decretato il primo default finanziario per come oggi noi lo conosciamo, aihmé, frutto della democrazia e del socialismo internazionale. Mai nemici a sinistra è il triste motto della Rivoluzione. Liberté Fraternité Egalité sono parole vuote senza nessun senso. E oggi noi possiamo giudicare con cognizione di causa la veridicità di quanto scritto abilmente dal Gaxotte nel secolo scorso.

    ha scritto il 

  • 5

    Le origini delle strategie di lotta politica socialista

    Cosa ha portato alla rivoluzione francese?
    Le carestie dovute al maltempo del 1788? Eppure carestie si sono avute periodicamente in tutta europa senza portare a rivoluzioni altrove ed in altri tempi.

    Cosa è successo allora in Francia nella seconda metà del '700 che porta ad un evento ...continua

    Cosa ha portato alla rivoluzione francese?
    Le carestie dovute al maltempo del 1788? Eppure carestie si sono avute periodicamente in tutta europa senza portare a rivoluzioni altrove ed in altri tempi.

    Cosa è successo allora in Francia nella seconda metà del '700 che porta ad un evento così radicale, innovativo e cruento nella storia europea?

    Lo si trova in questo libro e l'analogia con i giorni nostri, o per lo meno negli anni '70, la modernità dei comportamenti umani e politici dei protagonisti è illuminante.

    Nasce la cultura della lotta per il potere della sinistra europea; basata a parole sulla ragione e progresso ma nei fatti autoreferenziale, autoritaria, violenta fino alla strage (Vandea, Tolone, Lione). Una lotta di bande e capibanda per puro potere personale, fino all'ascesa del più bravo e pericoloso di tutti, Napoleone.

    Prende forma la lotta politica tramite i giornali, i pampleth, le assemblee, le votazioni a maggioranza, le intimidazioni e i processi sommari.

    Nasce l'esigenza del "Nessun nemico a sinistra" che ispirerà nei secoli successivi i comportamenti dei leader comunisti come Marx, Lenin, Stalin, Mao.
    Nel caso di Mao, mi viene in mente la Rivoluzione Culturale degli anni '65-'75, come epurazione interna al proprio regime, guidata dallo stesso leader contro i suoi quadri centrali e periferici disillusi dal comunismo.
    Montagnard contro Giacobini, la ghigliottina e le tricouses in pubblica piazza come anticipazione del maoista "colpirne uno per educarne cento".

    Commovente la vicenda umana di Luigi VI e Maria Teresa d'Austria. Lui è un re non all'altezza del compito, pallida ombra di suo padre e suo nonno, lei offerta in sposa da suo padre, Imperatore d'Austria, per motivi politici.

    Tra le vidende umane vi sono quelle di Montesqieu, di Robespierre, di Jean-Paul Marat (un giornalista, sobillatore di omicidi e violenze, ucciso mentre faceva il bagno nella sua casa di Montmartre da una ragazza profuga della Vandea, immortalato nel quadro di Jacques-Louis David oggi al Louvre)

    Vi si trova infine un giovane Napoleone, reduce dal vittorioso assedio di Tolone, troppo giovane generale in cerca di appoggi politici che trova sposando Josephine Beauharnaise, al tempo amante di Barras, capo del Direttorio che comandava la Francia rivoluzionaria.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro apertamente revisionista (lo dice l'autore stesso) in quanto ribalta molte nozioni che vengono comunemente insegnate sulla Rivoluzione Francese. Partendo dalla situazione economica del regno sotto Luigi XIV arriva fino all'alba dell'epoca napoleonica.
    Gauxotte si concentra molto sulle ...continua

    Libro apertamente revisionista (lo dice l'autore stesso) in quanto ribalta molte nozioni che vengono comunemente insegnate sulla Rivoluzione Francese. Partendo dalla situazione economica del regno sotto Luigi XIV arriva fino all'alba dell'epoca napoleonica.
    Gauxotte si concentra molto sulle conseguenze economiche della politica francese pre e post rivoluzione tralasciando quelle sociali, per le quali sembra avere un atteggiamento pregiudiziale e poco obiettivo. Anche le poche note biografiche dei protagonisti sono ridotte all'osso. In sostanza è un buon libro con un taglio poco accademico e insteressante per avere un nuovo punto di vista su un evento fondamentale per la storia europea.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto interessante per chi vuole conoscere in modo approfondito, nei suoi vari aspetti e nel contesto storico, economico e culturale quella serie di eventi conosciuta come "rivoluzione francese" che ha tanto influenzato il mondo contemporaneo. Al di là delle retoriche. E a proposito, i test ...continua

    Libro molto interessante per chi vuole conoscere in modo approfondito, nei suoi vari aspetti e nel contesto storico, economico e culturale quella serie di eventi conosciuta come "rivoluzione francese" che ha tanto influenzato il mondo contemporaneo. Al di là delle retoriche. E a proposito, i testi scolastici sono ridicoli o quanto meno assai carenti.

    ha scritto il 

  • 4

    ...ovvero: la Rivoluzione Francese vista da un controrivoluzionario. Pierre Gaxotte non fa mistero delle sue idee di destra: non ama la rivoluzione e cerca qua e là d'immaginare come si sarebbe potuta evolvere la Francia senza violenze, spargimenti di sangue e mutamenti repentini; si distingue da ...continua

    ...ovvero: la Rivoluzione Francese vista da un controrivoluzionario. Pierre Gaxotte non fa mistero delle sue idee di destra: non ama la rivoluzione e cerca qua e là d'immaginare come si sarebbe potuta evolvere la Francia senza violenze, spargimenti di sangue e mutamenti repentini; si distingue dai reazionari in quanto è conscio del fatto che la società e la politica francesi del tempo abbisognavano in ogni caso di cambiamenti. Dato che l'autore giuoca a carte scoperte e non si abbandona a derive polemiche e complottistiche, né manca di documentare le proprie affermazioni, l'opera è di utile lettura, tanto più che Gaxotte scrive in maniera molto scorrevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Un mattone, ma con qualche sprazzo vivace nelle descrizioni delle personalità e dei modi di vivere dei rivoluzionari più o meno famosi (Robespierre, Danton, Saint-Just, Fuché, Mirabeau e tanti altri). Stupisce la data della prima edizione- 1928!- e la modernità di alcune analisi storiche. Lo scri ...continua

    Un mattone, ma con qualche sprazzo vivace nelle descrizioni delle personalità e dei modi di vivere dei rivoluzionari più o meno famosi (Robespierre, Danton, Saint-Just, Fuché, Mirabeau e tanti altri). Stupisce la data della prima edizione- 1928!- e la modernità di alcune analisi storiche. Lo scrittore comunque appare molto critico nei confronti della rivoluzione, quasi un reazionario, e certamente non è un pensatore di scuola o ideologia socialista.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura di "destra" della Riv. francese, la prima che faccio di questo tipo. I giudizi dell'autore sono presentati schiettamente senza nessuna ipocrisia oggettivante. La scrittura è molto scorrevole e leggibile. Bello

    ha scritto il 

  • 0

    Voler smontare la retorica che accompagna la rivoluzione (che, ça va sans dire, non è stata un pranzo di gala) è cosa buona, ma a volte mi pare che l'autore esageri nel voler sminuirne la portata e nel presentarla più come un complotto di palazzo che come una rivolta popolare.


    Anche ...continua

    Voler smontare la retorica che accompagna la rivoluzione (che, ça va sans dire, non è stata un pranzo di gala) è cosa buona, ma a volte mi pare che l'autore esageri nel voler sminuirne la portata e nel presentarla più come un complotto di palazzo che come una rivolta popolare.

    Anche questa pagina di storia conferma che la natura umana aborre il vuoto di potere.

    ha scritto il