La rosa di Brod

Di

Editore: Einaudi

4.0
(51)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806136755 | Isbn-13: 9788806136758 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Uno scrittore alle prese con un suo nuovo romanzo decide di ritirarsi in campagna da solo per qualche settimana. Prima di salutarlo la moglie gli affidacinque lettere da leggere una alla settimana. Lo scrittore comincia a scrivere il romanzo e alla fine di ogni settimana di lavoro legge una lettera dellamoglie. La prima riguarda il loro innamoramento, la seconda il loro rapportocon l'arte, la terza è piena di erotismo, la quarta è il ricordo di una figliamorta bambina. Un carteggio di amor coniugale che scandisce le fasi delromanzo fino alla sua conclusione, modificandone la prospettiva, forse ilsignificato stesso.
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  • 4

    Fiaba per grandi

    Di questo libro ricordo l’animazione sospesa della lettura seduta scomodamente nel corridoio di un sito istituzionale, del tutto immersa nella storia e dimentica del resto, nell’attesa di essere convo ...continua

    Di questo libro ricordo l’animazione sospesa della lettura seduta scomodamente nel corridoio di un sito istituzionale, del tutto immersa nella storia e dimentica del resto, nell’attesa di essere convocata, chiamata o che so io. E, in precedenza, ricordo la sorpresa di un libro scovato per caso in una libreria sistemata in un hangar, enorme, due piani, corridoi strettissimi ché altrimenti i libri non ci stavano tutti, pile e pile di volumi, volumi nuovi, nuovissimi e vecchissimi cacciati nei loro scaffali. Ma come?, mi dicevo, Piumini scrive anche per grandi? Sì, Piumini scrive anche per grandi, e per neonati, e per bambini e per elementari e medie e vecchi; scrive racconti, romanzi, filastrocche, poesiole, poemetti, classici, ballate e così via, in un profluvio di produzione così ampia e vasta che c’è stato un periodo in cui mi persino ha dato fastidio.
    Non “La Rosa di Brod”, che ho iniziato, ai tempi, soltanto con qualche incertezza davanti a uno scrittore che racconta la storia di uno scrittore che racconta una storia inframmezzata alla sua vita. Poi, invece, sono stata catturata dal mistero maligno di questa rosa, dalla delicatezza erudita di uno dei comprimari, dalle ghignatine sbilenche e streghesche di altre due, dalla passione poco misticamente strabordante di un’altra ancora, dalle lettere centellinate dal protagonista durante la scrittura, che costruiscono pause di una vita, una vita vera, al di là del racconto che lo scrittore cerca dentro di sé, e poi scrive, mostrandocelo mentre nasce e cresce.
    La scrittura è quella di Piumini, che a qualcuno può non piacere talmente pare ricca e ricercata, a volte: parole inanellate esattamente come vuole lui, non usuali, talvolta con guizzi inventivi che non noti soltanto perché non capisci che cosa sta succedendo e sei impegnata a capire, collegare, fare ipotesi (soprattutto se sei stata così fortunata da non leggere recensioni o descrizioni che rivelano vigliaccamente almeno qualche particolare che sarebbe bello, che è stato bello scoprire soltanto al momento giusto).
    Perché ogni volta che superi un capitolo, o una lettera, o l’ultimo capitolo, o l’ultima lettera, ti accorgi che devi aggiustare la prospettiva, e la visione e il significato di quello che stai leggendo. Fino ad accorgerti soltanto a libro chiuso che niente di ciò che hai letto è esistito, se non nella mente dell’autore, e nella tua. Perché fino a un minuto prima, Piumini ti aveva convinta che almeno una parte della storia fosse la realtà vera e viva.

    ha scritto il 

  • 5

    una rosa rossa come il peccato e la tentazione, che diventa sempre più forte e bella...(e sarà magnifica)...e tutto il resto perde colore e sostanza.
    il trionfo del male sul bene o meglio del profano ...continua

    una rosa rossa come il peccato e la tentazione, che diventa sempre più forte e bella...(e sarà magnifica)...e tutto il resto perde colore e sostanza.
    il trionfo del male sul bene o meglio del profano sul sacro, la vittoria della fisicità e del proibito...

    libro letto da adolescente e riletto dieci anni dopo conserva tutta la sua forza. pagina dopo pagina aumenta l'intensità e il senso di disagio...

    ha scritto il 

  • 4

    Sono arrivata quasi arrancando alla fine di questo libro, con la netta sensazione di avere perso tempo e, soprattutto, di non avere capito niente, dato che mi era stato prestato e descritto come un gr ...continua

    Sono arrivata quasi arrancando alla fine di questo libro, con la netta sensazione di avere perso tempo e, soprattutto, di non avere capito niente, dato che mi era stato prestato e descritto come un gran bel libro. Per ovvi motivi, non mi era stato aggiunto altro. Questi “ovvi motivi” mi si sono rivelati improvvisamente a poche pagine dalla fine. Cosa che, non essendo un giallo, è di per sé una novità e una sorpresa di tutto rispetto che va totalmente a favore di questo autore per me sconosciuto.
    Il protagonista fa capolino all’inizio e alla fine del libro, dopodiché sparisce, non si sa dove… riappare di tanto in tanto come destinatario di cinque lettere che la moglie gli affida, un patto d’amore in cinque lettere; cinque lettere, bilancio di una vita e di una bellissima e intensa e completa storia d’amore; cinque lettere la cui lettura, scandita in un tempo ben preciso e stabilito dalla moglie stessa, gli farà compagnia durante una lontananza forzata, un viaggio in cerca di ispirazione per la scrittura di un romanzo.
    Intorno a lui una girandola di personaggi dai nomi improbabili, che vivono in un paesino sperduto in chissà quale dimensione ai confini della realtà, protagonisti di sgangherate quotidianità… e in mezzo a tutto ciò, sopra a tutto ciò… sovrana regina di ogni metafora… una rosa rossa in mezzo a un roseto bianco e giallo, spuntata dal nulla lì dove non ha ragion d’essere. Passione, tentazione, rivelazione, perdizione… la follia di tutto ciò, rende assolutamente necessario arrivare al finale per vedere ciò che è evidente, ciò che sta dentro di noi… perché noi sappiamo. Dobbiamo solo comprendere. E questo l’autore lo sapeva fin dall’inizio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ero gelosa di quella carta materiale, di quel corpo fisico con cui tu tanto a lungo ti intrattenevi, che così a lungo avevi toccato. Ma poi la cosa si trasformò. Imparavo nel tempo che, in qualche mo ...continua

    "Ero gelosa di quella carta materiale, di quel corpo fisico con cui tu tanto a lungo ti intrattenevi, che così a lungo avevi toccato. Ma poi la cosa si trasformò. Imparavo nel tempo che, in qualche modo, quei fogli, quelle immagini nascoste e progressive, quelle rivelazioni, non erano qualcosa di estraneo, di terzo: capii che in nessun modo erano un "oggetto", capii che erano gran parte, o lameno una parte necessaria della tua persona, del tuo nome, del tuo corpo umano. Capii che, come era sbagliato, ammirarle sotto la specie del prodotto, giacchè erano una specie di appendice vivente, così lo era esserne gelosa, perchè erano quello che tu sei. (...)E siccome poi, quando erano state migliorate e rifinite e tu me le consegnavi da leggere (o tu stesso me le leggevi, testimoniandole con la tua voce che amo) io vi ritrovavo sempre più di frequente immagini , dettagli, sapori della nostra vita o addirittura di me, del mio modo di essere, infinite risonanze di noi, allora cominciai a non sentirle più come altro, ma come parte di me" pp.71-72

    ha scritto il 

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