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La rosa e il serpente

Di

Editore: Piemme

3.8
(131)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 409 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838487006 | Isbn-13: 9788838487002 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: M. C. Pasetti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Oxford, XII secolo. Nei sotterranei melmosi di una taverna riecheggia, indecifrabile, il bisbiglio cospiratorio di due uomini. Un assassino e il suo mandante. Per una tariffa fissa, il primo è disposto a uccidere chiunque: sovrani e bifolchi, donne e bambini. La sua fama lo precede in tutta Europa e lo pseudonimo con cui è conosciuto - Sicarius - è sinonimo di eccellenza. Come tutti i suoi clienti, anche questo si nasconde alla sua vista, dietro una tenda di velluto rosso che però non può camuffarne la voce, che il sicario si imprimerà nella mente. Come tutti i suoi clienti, anche questo si illude di lavarsi la coscienza commissionando a lui l'esecuzione di un delitto. A varie miglia di distanza, in cima a una torre circondata da un labirinto, una giovane donna si contorce su un letto che ormai le fa da sudario. Stremata dalle convulsioni, non riesce nemmeno più a gridare. Fallito il ricorso a reliquie e invocazioni al Dio cristiano, una serva fedele decide di invocare il demonio. Più a est, un'altra donna si cimenta con un parto. Far nascere bambini non è la sua specialità. Lei è esperta di cadaveri, di cui studia l'anatomia per risalire alle cause della morte...
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  • 3

    a caccia di sicarius

    Adelia, novella kathy Reichs del XII secolo devono affrontare un assassino. Ma non uno qualsiasi! Sicarius, un assassino pagato da qualcuno. Chi è l'assassino e chi il mandante? Tra morti avvelenati e incredibili colpi di scena si dipana questa bella vicenda che purtroppo molto deve al primo libr ...continua

    Adelia, novella kathy Reichs del XII secolo devono affrontare un assassino. Ma non uno qualsiasi! Sicarius, un assassino pagato da qualcuno. Chi è l'assassino e chi il mandante? Tra morti avvelenati e incredibili colpi di scena si dipana questa bella vicenda che purtroppo molto deve al primo libro della saga.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'interessante affresco dell'Inghilterra del XII secolo

    Oxford XII secolo.
    Adelia Ortese Aguilar alla corte di Enrico II,detto il Plantageneto.
    Adelia arriva dalla libera scuola di medicina di Salerno, chiamata dal Re per indagare su alcuni misteriosi delitti.
    Questa è la seconda avventura (la terza che leggo non avendo osservato l' ...continua

    Oxford XII secolo.
    Adelia Ortese Aguilar alla corte di Enrico II,detto il Plantageneto.
    Adelia arriva dalla libera scuola di medicina di Salerno, chiamata dal Re per indagare su alcuni misteriosi delitti.
    Questa è la seconda avventura (la terza che leggo non avendo osservato l'ordine cronologico) che la vede protagonista insieme a fidi amici e infidi nemici.
    La meticolosa ricerca dell'autrice riporta una raffigurazione dell'epoca che insieme affascina e spaventa. Personaggi, luoghi,costumi sono vividi e palpitanti.
    Qui, spicca su tutti una figura coraggiosa,moderna,forte, indimenticabile : la regina Eleonora d'Aquitania, la cui presenza vive intensa per tutto il romanzo.
    E poi come scordare Mansur, Gyltha, il vescovo Rowley, la piccola Allie,la sfortunata servetta, Sicarius (fino alla fine a me ignoto!).
    Ironico,divertente,incalzante,storico (in particolare, la vita nel convento, ben riportata e il modo in cui venivano trattate le donne...passa il tempo...), l'autrice ci regala un altro momento intenso riportandoci indietro di novecento e più anni, in un mondo che non c'è più ma che non verrà mai dimenticato.

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelline e mezzo

    Non arrivo a 4 perchè non l'ho trovato all'altezza del primo, La Signora dell'arte della morte, che mi aveva coinvolto sin dalla prima pagina. Anzi devo dire che nelle prime pagine Adelia la trovavo veramente insopportabile, tutte le cose che avevo apprezzato di lei nel primo libro (l'indipendenz ...continua

    Non arrivo a 4 perchè non l'ho trovato all'altezza del primo, La Signora dell'arte della morte, che mi aveva coinvolto sin dalla prima pagina. Anzi devo dire che nelle prime pagine Adelia la trovavo veramente insopportabile, tutte le cose che avevo apprezzato di lei nel primo libro (l'indipendenza, l'amore per la sua 'arte') lasciavano il posto a una donna rancorosa nei confronti dell'uomo che le aveva dato una figlia e del re che in qualche modo la tiene 'prigioniera' in Inghilterra. Per fortuna poi le vicende prendono una piega diversa e il romanzo prende il via. La lettura di questi gialli storici è sempre piacevole, ma credo che il primo abbia qualcosa in più.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello anche questo romanzo:ammirevole l'arguzia e la sagacia di questa donna dal temperamento indomito ma dolcissimo al tempo stesso. Prezioso il senso di fedeltà e sacrificio che lega Adela a Mansur e poi a Gyltha. Disperato ed intenso l'amore che lega Adela al suo Rowley.

    ha scritto il 

  • 4

    I personaggi di Adelia, Mansur e Ghylta sono ottimi e l'ambientazione storica perfetta, ma il finale è troppo precipitoso, tutte le rivelazioni (benchè prevedibili) vengono fatte nel giro di una pagina e mezza... eppoi questo re Enrico Plantageneto è davvero troppo mitizzato!
    La bufera di n ...continua

    I personaggi di Adelia, Mansur e Ghylta sono ottimi e l'ambientazione storica perfetta, ma il finale è troppo precipitoso, tutte le rivelazioni (benchè prevedibili) vengono fatte nel giro di una pagina e mezza... eppoi questo re Enrico Plantageneto è davvero troppo mitizzato!
    La bufera di neve sul Tamigi paralizza i personaggi e pure la storia rendendola leggermente inferiore rispetto al primo volume.

    ha scritto il 

  • 3

    dopo il primo della serie (la signora dell' arte della morte) è un po' deludente...manca la tensione del primo libro, i personaggi sono meno tracciati (si dà per scontato che si conoscano dal primo libro, evidentemente) e la storia è meno appassionante. è comunque un libro discreto, parlo così so ...continua

    dopo il primo della serie (la signora dell' arte della morte) è un po' deludente...manca la tensione del primo libro, i personaggi sono meno tracciati (si dà per scontato che si conoscano dal primo libro, evidentemente) e la storia è meno appassionante. è comunque un libro discreto, parlo così solo perchè avevo aspettative troppo alte dopo il primo, che mi ha preso tantissimo, tanto da iniziare immediatamente il seguito. forse se avessi atteso un po' mi sarebbe piaciuto maggiormente.

    ha scritto il 

  • 4

    Adelia rimase un momento distesa là sopra. Non importava che cos’altro era stato detto; due assassini avevano confessato il loro delitto, incuranti della vita che avevano ordinato di eliminare come un’erbaccia da strappare. “Oh, Emma.” Pensò alla freccia che aveva trafitto il cuore della giovane ...continua

    Adelia rimase un momento distesa là sopra. Non importava che cos’altro era stato detto; due assassini avevano confessato il loro delitto, incuranti della vita che avevano ordinato di eliminare come un’erbaccia da strappare. “Oh, Emma.” Pensò alla freccia che aveva trafitto il cuore della giovane vittima, impedendo per sempre a quell’organo meraviglioso di battere; pensò all’indifferenza dell’arciere che l’aveva scoccata dentro quell’infinità complessità di vene e muscoli; al cugino che aveva ordinato di scagliarla e al lord che aveva pagato per farlo. “Emma, Emma.”

    ha scritto il 

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