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La rossa e il nero

Di

Editore: Mondadori

3.3
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804502770 | Isbn-13: 9788804502777 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
La prima cosa che fa arrivata in Siria è tingersi i capelli di rosso, conl'henné. Lei è biondo spento, una napoletana svizzera, trentacinquenne edivorziata da un marito milanese. Con la complicità di un'amica giornalista siè infiltrata come fotografa nella prestigiosa spedizione archeologicadell'università di Parma in Siria, e già si vede risolvere misteri. Ilritrovamento, in una camera d'albergo, di una lettera scritta da unaviaggiatrice inglese dei primi del Novecento, forse una spia, è solo l'iniziodi una catena di scoperte, intrighi, incontri affascinanti.
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  • 4

    A me è piaciuto, l'ho trovato divertente e ben scritto. Certo, non sarà chissà quale lettura impegnata, però ogni tanto leggere per divertirsi sarà pur consentito, no? E poi Cettina è proprio simpatica!

    ha scritto il 

  • 1

    Dopo averne letto più di metà l'ho abbandonato, e difficilmente lo faccio... Pessimo libro, non decolla mai, non c'è una vera trama sotto nè una forma di avventura anche minima e per di più la lettura non è scorrevole... Insomma lo sconsiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    La sorella della bruttina stagionata

    La scialba Cettina in rocambolesca missione archeologica in Siria, alla ricerca di se stessa e di un tesoro. La ricostruzione delle missioni di ricerca italiane è scritta con la vividezza di chi le ha frequentate, e così pure la Siria è ben narrata, senza stereotipi e con tocchi ben riconoscibili ...continua

    La scialba Cettina in rocambolesca missione archeologica in Siria, alla ricerca di se stessa e di un tesoro. La ricostruzione delle missioni di ricerca italiane è scritta con la vividezza di chi le ha frequentate, e così pure la Siria è ben narrata, senza stereotipi e con tocchi ben riconoscibili da chi c'è stato. Il linguaggio da "sono una scrittrice disinvolta" mostra la sua artificiosità proprio nella ricostruzione della lingua colloquiale, e io ho trovato altrettanto artefatta l'esibizione di diversi generi narrativi. Molto carine comunque le lettere pseudo-ottocentesche.
    Nel complesso il libro è carino e si fa leggere, ma resta molto in superficie.

    ha scritto il 

  • 0

    L'inizio e la fine di questo romanzo mi hanno appassionata, ma per il resto del libro ho praticamente dormito. Eppure lo sfondo archelogico e etnografico della storia era un'idea molto interessante. Rispetto a "Una bruttina stagionata" della stessa autrice, l'ho trovato un po' lento e a volte un ...continua

    L'inizio e la fine di questo romanzo mi hanno appassionata, ma per il resto del libro ho praticamente dormito. Eppure lo sfondo archelogico e etnografico della storia era un'idea molto interessante. Rispetto a "Una bruttina stagionata" della stessa autrice, l'ho trovato un po' lento e a volte un po' troppo descrittivo.

    ha scritto il