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La ruggine

Di

Editore: A&B

4.5
(55)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8877282886 | Isbn-13: 9788877282880 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Questa storia, densa di delicatissima poesia, racconta di un paese tutto bianco su una costa che riflette il mare. Quel paese si chiama Sirolo. Davanti a Sirolo c’era un’isola che adesso non c’è più. Per arrivare là, si incontrava un ponte di barche su cui Nicola raccoglieva le sabbie del mondo. Anche quel ponte adesso non c’è più. Questa storia è il sogno di Filippo che voleva salvare l’isola, a costo di spostarla da un’altra parte, a costo di spingere la riva più indietro. È anche la storia di Nicola, che faceva il custode del ponte e custodiva il colore della terra. È soprattutto la storia di Teresa, di quando, a ridosso della guerra, ha imparato a leggere sul nome dei morti per scegliere la strada che non porta a casa.
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  • 4

    Teresa non sa leggere,
    non ha mai visto il mare,
    nelle ore in cui l’Italia entra in guerra, decide di inseguire il suo sogno e parte, lasciando tutto: la casa, il marito, le persone ed i luoghi dai quali non si è mai allontanata.
    Apparentemente un gesto di vera e propria follia. ...continua

    Teresa non sa leggere,
    non ha mai visto il mare,
    nelle ore in cui l’Italia entra in guerra, decide di inseguire il suo sogno e parte, lasciando tutto: la casa, il marito, le persone ed i luoghi dai quali non si è mai allontanata.
    Apparentemente un gesto di vera e propria follia.
    Teresa vuole raggiungere il suo vecchio amore Filippo che partendo, le ha lasciato una cosa, una soltanto.
    Una lettera.
    Per poterla leggere, lei ha dovuto imparare da sola a riconoscere vocali e consonanti, ricopiando i nomi dei morti dalle lapidi del cimitero.
    C’è un po’ della genialità di Baricco in questo sorprendente romanzo di Devis Bellucci.
    Un’isola che sta per scomparire inghiottita dal mare e che può essere salvata solo spostandola più in là o portando lì dell’altra sabbia.
    Un ponte di barche, di quel genere che non esistono più, ed il suo guardiano che non ha mai viaggiato e che conserva un pugno di tutte le terre che gli portano i passanti, perché pensa che mischiandole renderà possibile scoprire “il colore” della Terra.
    Si può viaggiare anche così,
    come si possono leggere ad occhi chiusi lettere mai scritte.
    Il tabaccaio del paese non poteva sapere dell’altra Teresa, quella con gli occhi secchi che guarda verso il mare.
    La Teresa di De Andrè.
    Ma l’azzurro è lo stesso quando entra dentro un amore puro.
    Cercare, continuare a cercare qualcuno per poter sopravvivere…
    Teresa continuava a comprare solo fogli da quel tabaccaio, perché le buste non servono se non si spediscono parole scritte.
    Teresa non lo sa,
    ma si può essere poeti,
    anche senza saper scrivere.

    ha scritto il 

  • 4

    Poeticamente suggestivo,un libro che viene dal cuore e che arriva diretto a quello di chi legge. Uno scrittore che si conferma straordinariamente brillante e dotato.

    ha scritto il 

  • 5

    La protagonista di questo racconto si chiama Teresa, è "una donna fatta di poesia", ha un vuoto da riempire e la consapevolezza di dover compiere un lungo viaggio per colmarlo. Un viaggio che richiede il coraggio di abbandonare un percorso tracciato per inerzia, una vita fatta di giorni vissuti " ...continua

    La protagonista di questo racconto si chiama Teresa, è "una donna fatta di poesia", ha un vuoto da riempire e la consapevolezza di dover compiere un lungo viaggio per colmarlo. Un viaggio che richiede il coraggio di abbandonare un percorso tracciato per inerzia, una vita fatta di giorni vissuti "a motore spento" che si susseguono, scialbi e immobili, lentamente. Ad un certo punto Teresa trova coraggio e lascia tutto, avvertendo forte, dentro di sé, il richiamo dell'assenza di qualcuno o di qualcosa di indefinito per partire alla ricerca. Per divenire una donna libera dovrà: imparare a guardare bene dentro di sé, ascoltare con attenzione le voci del passato e compiere una missione quasi impossibile.
    Mentre il percorso da fare diventa via via più chiaro, cresce dentro alla protagonista la consapevolezza che il viaggio da compiere dovrà portarla più lontano possibile; lontano dalle dicerie della gente del paese in cui ha vissuto, lontano dalla guerra appena scoppiata, lontano, soprattutto e finché è possibile, dal potere della ruggine che tutto corrode, lontano -infine- dai "giorni congelati" che fanno rumore mentre passano e da una vita che al tempo stesso protegge e condanna.
    Nel suo percorso incontrerà - tra gli altri - una donna che, mentre simula un vistoso disinteresse per le ragioni che spingono gli esseri umani ad affrancarsi da destini sbiaditi per cercare la libertà, riesce a leggere con estrema abilità nel cuore e nelle intenzioni altrui e un uomo che aspetta, prigioniero di un racconto, vivendo sospeso tra la terra e l'acqua.
    Non sempre, però, basta avere un desiderio tenace e un sogno che illumina la strada per afferrare al volo l'unica, vera, profonda occasione di felicità. E dicendo questo non svelo assolutamente niente del finale perché questa storia è assolutamente imprevedibile e sorprendente, assolutamente da scoprire, pagina dopo pagina.
    Dopo aver letto "L'inverno dell'alveare" ero davvero piena di aspettative su questo libro. Oltretutto la storia parla di "un paese tutto bianco su una costa che riflette il mare", Parla di Sirolo, un posto magnifico che conosco bene e che sento a me vicino, sia geograficamente, sia affettivamente.
    "La ruggine" è riuscito ad andare ben oltre alle mie (alte) aspettative. E' un racconto pieno di poesia, intenso, originale, splendidamente spiazzante, che arriva dritto al cuore e ci rimane.

    ha scritto il 

  • 0

    Che dire di questo libro? Bello bello bello. Bello, non tanto per la storia che racconta (che è comunque una Signora storia, interessante, coinvolgente, delicata, triste, ma ben sviluppata, credibile e decisamente particolare)(è solo che apprezzo di più le storie non tristi, anche se questa è una ...continua

    Che dire di questo libro? Bello bello bello. Bello, non tanto per la storia che racconta (che è comunque una Signora storia, interessante, coinvolgente, delicata, triste, ma ben sviluppata, credibile e decisamente particolare)(è solo che apprezzo di più le storie non tristi, anche se questa è una storia che merita di essere letta), ma per la poesia con cui questa storia ci viene raccontata. Una poesia delicata, che ci porta all'interno della vita dei protagonisti, come spettatori ai margini, spettatori che vengono lentamente coinvolti nel racconto e che si trovano a pendere dalla "penna" dello scrittore, bevendo le parole che lui mette sulla pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Una deliziosa poesia, in cui i personaggi sono alla ricerca di se stessi: Filippo vuole salvare un'isola di nome Sirolo che sta scomparendo, Teresa che impara a leggere sui nomi dei morti per riuscire a trovare la strada che porta a casa e infine Nicola che fa il custode di un ponte e custodisce ...continua

    Una deliziosa poesia, in cui i personaggi sono alla ricerca di se stessi: Filippo vuole salvare un'isola di nome Sirolo che sta scomparendo, Teresa che impara a leggere sui nomi dei morti per riuscire a trovare la strada che porta a casa e infine Nicola che fa il custode di un ponte e custodisce il colore della terra.
    Un libro che si legge così, senza chiedersi il perchè delle cose scritte e che si spiega con il finale.
    E' il secondo libro che leggo di Devis Bellucci e devo dire che ha il dono di una scrittura originale, di pura poesia.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è molto poetico e si legge tutto d'un fiato, molto bello uno dei libri migliori di quelli che ho letto in catena. Teresa analfabeta che per amore impara a leggere dai nomi scritti sulle lapidi del suo paese, per poter leggere una lettera lasciatale dal suo amore, come dice una scrit ...continua

    Questo libro è molto poetico e si legge tutto d'un fiato, molto bello uno dei libri migliori di quelli che ho letto in catena. Teresa analfabeta che per amore impara a leggere dai nomi scritti sulle lapidi del suo paese, per poter leggere una lettera lasciatale dal suo amore, come dice una scrittrice italiana " Va dove ti porta il cuore" e lei va alla ricerca di questo amore, andato via per cercare di salvare un isola che viene corposa dal mare un pò alla volta, da regalare alle amiche per Natale:-)..

    ha scritto il 

  • 4

    dove ti porta il cuore?

    l'amore può fare dei piccoli miracoli: una donna analfabeta impara a leggere sillabando sulle lapidi di un cimiterino di campagna, un uomo cerca di salvare un'isola che affonda , un ragazzo mescola le terre del mondo in una bottiglia. poetico e suggestivo viaggio alla ricerca della strada che non ...continua

    l'amore può fare dei piccoli miracoli: una donna analfabeta impara a leggere sillabando sulle lapidi di un cimiterino di campagna, un uomo cerca di salvare un'isola che affonda , un ragazzo mescola le terre del mondo in una bottiglia. poetico e suggestivo viaggio alla ricerca della strada che non porta a casa ma apre alla scoperta di sè e della vita.

    ha scritto il