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La sala da ballo e altri racconti

Racconti d'autore, 58

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.5
(67)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 79 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Pignatti

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Una donna non più giovane cerca marito in una sala da ballo.
Un ragazzo che ha appena perso il padre ne scopre i segreti in un albergo di Dublino.
Un giovanotto di campagna sposa la ragazza dei suoi sogni in seguito a una misteriosa gravidanza.
Tre storie irlandesi animate da una malinconica tensione, mentre la vita scorre in queste esistenze all'apparenza ordinarie.
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  • 4

    The Ballroom of Romance (1972) / Mr McNamara (1983) / Honeymoon in Tramore (1989)

    Non avevo mai letto niente di Trevor e questo assaggio mi è piaciuto moltissimo: cercherò sicuramente Notizie dall'Irlanda , da cui sono tratti questi tre racconti, che non mancano di amarezza e ottima caratterizzazione

    ha scritto il 

  • 4

    Tre storie, tre segreti

    I tre racconti contenuti in questo volume sono tratti da Notizie dall'Irlanda di William Trevor: si tratta di storie semplici, come potrebbero succedere a chiunque, ma accomunate da un elemento centrale, il segreto, il non detto, che le fa assurgere ad emblemi di una vita eccezionale, pur ...continua

    I tre racconti contenuti in questo volume sono tratti da Notizie dall'Irlanda di William Trevor: si tratta di storie semplici, come potrebbero succedere a chiunque, ma accomunate da un elemento centrale, il segreto, il non detto, che le fa assurgere ad emblemi di una vita eccezionale, pur nella sua dimensione quasi banale.
    Birdie, protagonista del racconto La sala da ballo, ha un segreto: sogna il futuro che le si prospetterebbe se sposasse uno degli uomini con cui balla ogni sabato sera; sono sogni innocenti, ma rappresentativi della sua paura di rimanere sola, di un destino di abbandono e malinconia.
    Il narratore del secondo racconto (Il signor McNamara) diventa depositario, suo malgrado, del grande segreto che macchia la vita di suo padre, alla morte di quest'ultimo; un segreto che non si può rivelare, pena il crollo del castello di carte su cui si reggono i ricordi di famiglia.
    Ed, infine, Luna di miele a Tramore, in cui un uomo cresciuto in orfanotrofio e senza alcuna speranza nella vita corona il suo grande sogno di sposare una donna benestante e affascinante, anche a prezzo di accettare il suo terribile segreto.
    Tre storie che sono tre piccoli capolavori, raccontate in modo delicato e senza alcun giudizio morale da un narratore che è mero osservatore dei fatti, che li registra e li restituisce al lettore, nudi e crudi.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/08/la-sala-da-ballo-e-altri-racconti-anno.html

    ha scritto il 

  • 2

    L'infelicità, tenera!, fa un'audience spietata, ma per fare letteratura ci vuole la cattiveria della felicità, così insolentemente dolorosa da ascoltare.

    I racconti - tutt'e tre - sono scritti veramente bene, ma questa è una dicitura da scuola, da voto a fondo pagina, quindi non potrebbe, e non dovrebbe, fregar di meno: se uno scrittore è bravo, le sue responsabilità aumentano a dismisura, e non ci si può accontentare più di come scrive - ok, scri ...continua

    I racconti - tutt'e tre - sono scritti veramente bene, ma questa è una dicitura da scuola, da voto a fondo pagina, quindi non potrebbe, e non dovrebbe, fregar di meno: se uno scrittore è bravo, le sue responsabilità aumentano a dismisura, e non ci si può accontentare più di come scrive - ok, scrive bene - : il cosa diventa importante, perché sarà il cosa poi ad attaccare finalmente e dover modificare di nuovo il come.

    Questi racconti - tutt'e tre - ricavano il materiale dallo squallore di tre vite relativamente innocenti rispetto ai fallimenti pratico-esistenziali che sono crollati loro addosso.

    Però - ne sono sempre più convinto - di veramente arduo, per uno scrittore, c'è il sapere raccontare l'invidiabile squallore delle vite convintamente colpevoli dei successi pratici che ottengono in barba a qualsiasi esistenzialismo consolatorio.

    Raccontare le vite-felici di coloro che, invece, "dovrebbero" essere infelici secondo i dettami delle rivincite esistenziali di chi, non avendo avuto successo, pretende di avere almeno una morale! - è la messa alla prova degli scrittori che sopravviveranno a tutti gli altri, perché sanno fanno leggersi anche se leggerli non consola, anzi: è una offesa.

    Come tante volte è un'offesa la vita. Non perché la letteratura debba essere scuola-di-vita: orrore! Ma se diventa consolazione-alla-vita è parecchie volte peggio.

    ha scritto il 

  • 3

    Io vorrei sapere chi sceglie le copertine di questa collana. Ho letto i racconti per non avere più sotto gli occhi questa orrenda copertina e ho trovato in realtà delle storie molto belle, piene d'Irlanda, con un retrogusto amaro, scritte bene e attuali. Trevor è bravo ad andare a fondo nella per ...continua

    Io vorrei sapere chi sceglie le copertine di questa collana. Ho letto i racconti per non avere più sotto gli occhi questa orrenda copertina e ho trovato in realtà delle storie molto belle, piene d'Irlanda, con un retrogusto amaro, scritte bene e attuali. Trevor è bravo ad andare a fondo nella personalità dei personaggi pur scrivendo in maniera semplice.

    ha scritto il 

  • 4

    La sala da ballo e altri racconti

    Tre bei racconti irlandesi amari, malinconici e tristissimi. La descrizione di una vita priva di opportunità di crescita e di riscatto, ma fatta solo di rassegnazione e riperpetuazione dell'esistente. Trevor si conferma un ottimo scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    Dall'autore de "Il viaggio di Felicia" quello che ci si poteva aspettare: tre storie di gente dall'esistenza consapevolmente e dignitosamente squallida. Ma uno si chiede se ci sia stato un qualche scarto degno di nota rispetto alla letteratura naturalistico-veristica dell'Ottocento, e se in fondo ...continua

    Dall'autore de "Il viaggio di Felicia" quello che ci si poteva aspettare: tre storie di gente dall'esistenza consapevolmente e dignitosamente squallida. Ma uno si chiede se ci sia stato un qualche scarto degno di nota rispetto alla letteratura naturalistico-veristica dell'Ottocento, e se in fondo non si trovi di molto meglio, letterariamente parlando, non dirò in Maupassant, ma anche nei nostri Capuana, Verga e De Roberto (quello dei racconti). E, benché il campione sia un po' troppo ridotto per trarre conclusioni minimamente fondate, si affaccia anche il sospetto che nell'autore, anglicano d'Irlanda, ci sia un certo senso di superiorità rispetto alla maggioranza cattolica del paese.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto belli questi racconti, specie il primo, pervasi di quella lieve tristezza accettata come normale condizione di vita presente in tanti racconti italiani del dopoguerra.
    Aria ritrovata veritiera in storie di vita vissuta da persone conosciute nella mia infanzia e solo in età adulta capi ...continua

    Molto belli questi racconti, specie il primo, pervasi di quella lieve tristezza accettata come normale condizione di vita presente in tanti racconti italiani del dopoguerra.
    Aria ritrovata veritiera in storie di vita vissuta da persone conosciute nella mia infanzia e solo in età adulta capite.

    ha scritto il 

  • 2

    non fa per me

    M'informerò sullo strillo in quarta:il più grande scrittore in lingua inglese contemporaneo.fonte New Yorker.dove per inglese spero almeno ci si limiti a UK.
    Io nn mi sono appassionata nemmeno un minuto a queste storie.tre racconti di una tristezza tanto profonda...ieri lo psicologo mi face ...continua

    M'informerò sullo strillo in quarta:il più grande scrittore in lingua inglese contemporaneo.fonte New Yorker.dove per inglese spero almeno ci si limiti a UK.
    Io nn mi sono appassionata nemmeno un minuto a queste storie.tre racconti di una tristezza tanto profonda...ieri lo psicologo mi faceva notare che sempre e mai nn esistono.Ecco,appunto.Qui nn solo nn vedi i grigi.Vedi solo grigio.Che paranoia,mamma mia.

    ha scritto il 

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