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La scatola nera

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(754)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 230 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Olandese , Francese , Tedesco , Ebraico

Isbn-10: 8807817772 | Isbn-13: 9788807817779 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Elena Loewenthal

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Alec e Ilana non si parlano da sette anni. Il divorzio è stato brutto, le emozioni in gioco crudeli. Lui si è trasferito negli Stati Uniti ed è diventato famoso per i suoi studi sul fanatismo religioso; lei è rimasta in Israele e si è risposata con un ortodosso. Alec e Ilana hanno un figlio, Boaz, disconosciuto dal padre per un’estrema offesa verso la moglie. Boaz ormai è un adolescente irrequieto, chiama la madre “puttana” e, dopo ripetuti scatti di violenza, si fa buttare fuori da scuola. Ilana, dopo anni di silenzio, scrive ad Alec per chiedergli aiuto. Come nella scatola nera che contiene le spiegazioni dei disastri aerei, così nelle lettere scambiate tra i diversi personaggi si trovano le ragioni della loro catastrofe. La crudeltà delle parole cela una profonda sofferenza. La moglie infedele, il marito arrogante, il figlio ribelle, l’ortodosso: tutti feriscono se stessi e gli altri nella lotta per l’esistenza, in un paese senza compassione. La scatola nera è uno dei migliori romanzi di Amos Oz e rivela un ricchissimo spettro di emozioni, dispiegato senza pudori.
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  • 4

    Gentilissimo Amos Oz,
    Non sono solito indirizzare una missiva all’autore di un libro, ma sono stato più o meno costretto: il Suo primo libro che ho avuto la fortuna di affrontare è stato “La scatola nera”, un romanzo epistolare. E la forma di comunicazione andava dunque, in qualche misura, ...continua

    Gentilissimo Amos Oz,
    Non sono solito indirizzare una missiva all’autore di un libro, ma sono stato più o meno costretto: il Suo primo libro che ho avuto la fortuna di affrontare è stato “La scatola nera”, un romanzo epistolare. E la forma di comunicazione andava dunque, in qualche misura, soddisfatta.
    Prima di tutto, mi consenta (si, lo so, in Italia è formula piuttosto abusata…) di farLe i miei migliori complimenti per il titolo: l’idea di associare lo sviluppo delle vicende dei protagonisti all’aggeggio dedicato alla raccolta dei dati di rotta e navigazione di un aeroplano ha del geniale. E siccome la scatola nera viene cercata in particolare dopo un incidente, ecco la connessione: la storia di Alec e Ilana è quella tipica di un matrimonio finito tra avvocati e rancori terribili, a cui sono seguiti sette anni di totale silenzio.

    Il filo di un dialogo interrotto, come ben sa, si riannoda in virtù delle difficoltà che occorrono al figlio della coppia, divenuto uno sbandato adolescente nonostante le cure della madre e del suo nuovo compagno; ecco quindi che il concetto di navigazione si estende, e che la sctola nera prende a registrare non soltanto il volo dei due protagonisti ma una infinità di altre tracce, ognuna con la sua rilevanza e la sua dignità.

    Mi premeva comunicarLe come, secondo il mio modestissimo parere, ci siano libri buoni per tutte le stagioni, e ci siano anche romanzi che andrebbero letti soltanto in ben precise condizioni. Questa Sua opera non va letta in un periodo di tristezza o pessimismo cosmico, perché son pagine che ti scavano dentro. A lungo. Ma sono pagine che mi hanno cresciuto, e che mi sento di consigliare.
    Mi accingo a mettere gli occhi su un ulteriore capitolo della Sua produzione letteraria, con la speranza di ritrovarmi – fra qualche giorno – ad indirizzarle una nuova missiva.

    RingraziandoLa per l’attenzione, e per le Sue parole
    Alfonso

    ha scritto il 

  • 4

    I romanzi di Oz sono sempre sorprendenti, riescono a toccare corde profonde dell'animo, la scrittura talvolta è complessa ma sempre di altissimo livello letterario.
    Questo è un romanzo d'amore, non convenzionale, i personaggi sono talvolta eccessivi ma perfetti nel contesto in cui sono coll ...continua

    I romanzi di Oz sono sempre sorprendenti, riescono a toccare corde profonde dell'animo, la scrittura talvolta è complessa ma sempre di altissimo livello letterario.
    Questo è un romanzo d'amore, non convenzionale, i personaggi sono talvolta eccessivi ma perfetti nel contesto in cui sono collocati. Bellissima la figura del figlio conteso, così come mi è piaciuta molto la madre, con tutti i suoi errori e con le sue mancanze, è un personaggio femminile autentico.
    Tutto si svolge attraverso il carteggio, e ci sono degli scambi che sono persino esilaranti.
    Grande, grandissimo Oz!

    ha scritto il 

  • 3

    Per lettori molto allenati e amanti del medioriente (2,5 stelle)

    Questa “scatola nera” è un esecizio di stile notevole, Amos Oz sfodera tutta la sua capacità letteraria in un romanzo epistolare che disvela pian piano le pieghe più nascoste dei vari personaggi.
    Premesso ciò mi sento però di affermare che si tratta di un libro stancante, pedante e deprimen ...continua

    Questa “scatola nera” è un esecizio di stile notevole, Amos Oz sfodera tutta la sua capacità letteraria in un romanzo epistolare che disvela pian piano le pieghe più nascoste dei vari personaggi.
    Premesso ciò mi sento però di affermare che si tratta di un libro stancante, pedante e deprimente.
    Le prime cento pagine circa, forse per la novità, mi sono apparse interessanti e seppur considerandole un po’ faticose le ritenevo meritevoli di essere lette. Ad un certo punto tuttavia la pesantezza ha preso il sopravvento, il libro è diventato ripetitivo e troppo “ebraico” allontanadosi eccessivamente da quelli che sono i miei interessi, se poi si aggiunge che nessuno dei protagonisti mi ha ispirato un briciolo di simpatia il patatrac è fatto.
    Ho portato a termine il libro saltando qualche riga, quando ciò di cui si parlava mi risultava faticoso ma soprattutto assopiva il mio interesse, per arrivare ad un finale che non sono certa di aver compreso bene...
    Nel complesso non posso dire che il libro mi sia piaciuto, nonostante apprezzi la capacità letteraria di Oz, non mi ha dato nulla, non vi ho letto niente che valga la pena ricordare.

    ha scritto il 

  • 4

    Quante convinzioni esistono a questo mondo? Quanti modi diversi di condurre la propria esistenza? Davvero i fondamentali come mangiare-dormire-procreare sono ben poca cosa rispetto a tutto il resto del peso che la razza umana mette sulla crosta terrestre.
    Non c’è niente meglio di un buon li ...continua

    Quante convinzioni esistono a questo mondo? Quanti modi diversi di condurre la propria esistenza? Davvero i fondamentali come mangiare-dormire-procreare sono ben poca cosa rispetto a tutto il resto del peso che la razza umana mette sulla crosta terrestre.
    Non c’è niente meglio di un buon libro per far conoscere intimamente una vita estranea a chi non l’ha mai frequentata neanche di striscio. Né la tv né i social-network possono competere con il potere della parola scritta e letta nel silenzio di una testa.
    Attraverso Amos Oz nella mia casa ciociara è entrata la vita di un ottuso, presuntuoso e venale ebreo ortodosso con il suo provincialismo così simile al mio nelle piccole cose ma così diverso nelle grandi energie profuse in battaglie diverse dalle mie. I tormenti della sua passionale moglie in qualcosa assomigliano ai miei ma i suoi panorami e la sua famiglia mi sono totalmente estranei. Più simile al mio mondo il suo ex marito, forse perché emigrato in America o forse perché libero da fanatismi religiosi.
    Alla fine di questo gioco di riconoscimenti e/o stupori ho chiuso il libro con la sensazione di aver fatto un viaggio a Gerusalemme (mio vecchio sogno) alloggiando non in un albergo ma a casa di gente del posto.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro mi è stato prestato da mia madre accompagnato dalle parole “E’ terribile, ti piacerà” (il che in effetti non depone propriamente a favore dell’opinione di mia madre su di me..), ma la cosa inquietante è che non l’ho trovato affatto terribile. (E forse per questo non mi è piaciuto?? U ...continua

    Questo libro mi è stato prestato da mia madre accompagnato dalle parole “E’ terribile, ti piacerà” (il che in effetti non depone propriamente a favore dell’opinione di mia madre su di me..), ma la cosa inquietante è che non l’ho trovato affatto terribile. (E forse per questo non mi è piaciuto?? Urge psicanalisi…!). Più che altro, l’ho trovato poco credibile, ecco. Intanto, la forma epistolare. Che sarebbe un’idea interessante per riportare a galla sentimenti sepolti e svelare l’intimità più profonda dei personaggi, ma che di fatto si perde totalmente nella costruzione di lettere che non sono più lettere, ma lunghissimi resoconti narrativi con tanto di dialoghi riportati parola per parola, in uno stile troppo letterario per essere davvero quello di una corrispondenza personale. E poi, il contenuto. C’è un lui che è una “misteriosa combinazione di crudeltà e impotenza” e una lei isterica e ninfomane, che si sono amati (?), picchiati, traditi e lasciati con cattiverie di vario genere, calpestando un figlio che – questo sì, realisticamente – diventa un disadattato, e sacrificando tutte le persone a loro vicine, altra bambina compresa, in una spirale di autodistruzione che improvvisamente, però, si trasforma in un percorso di riconciliazione tanto mieloso quanto posticcio, di fatto la premessa di ulteriori sofferenze. Insomma, sarà che sono una persona pragmatica, sarà che sono mamma e trovo assurdo il modo in cui i figli in questa storia vengono immolati sull'altare di un sentimento così negativo, sarà che la sofferenza espressa nel libro a me ha dato la sgradevole sensazione di pura letterarietà, fatto sta che non sono riuscita ad empatizzare con nessuno dei personaggi o delle situazioni presentate. E restituendo il libro a mia madre le dirò: “Grazie mamma, la prossima volta facciamo che presto io un libro a te. Niente di terribile, ok?”.

    ha scritto il 

  • 0

    La mia voce fuori dal coro. Abbandonato. Noioso, prolisso. Mi sono violentata nel leggerlo ma a pagina 120 mi son chiesta perchè farmi volontariamente così male. Ho odiato tutti i personaggi, lei in particolare.

    ha scritto il 

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