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La schiava di Granada

Di

Editore: Nord

3.3
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8842916978 | Isbn-13: 9788842916970 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Patrizia Spinato , Giorgia Di Tolle

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Spagna, 1587. Nella sua lunga carriera d'inquisitore, Lope de Mendoza ha condannato peccatori di ogni genere, eppure mai aveva affrontato un simile enigma: chi è la persona che ha davanti? Chi è in realtà Céspedes? Secondo alcuni, il suo nome è Elena ed è la figlia illegittima di una schiava nera. Dopo un'infanzia segnata dalla povertà e dalla violenza, è stata costretta a sposare un uomo brutale da cui ha avuto un figlio. Quindi ha deciso di abbandonare la famiglia e ha cominciato a peregrinare di città in città, trovando lavoro come sarta o domestica. Ma, d'un tratto, di lei si sono perse le tracce... Secondo altri, il suo nome è Eleno ed è un uomo affascinante e dal passato oscuro. Distintosi durante la rivolta delle Alpujarras, l'ultimo atto della conquista cattolica del regno di Granada, ha vissuto a Madrid, è stato apprendista di un cerusico, ha esercitato la professione di chirurgo ambulante e ha conosciuto Maria del Cano, che poi è diventata sua moglie. Ed è proprio a causa di Maria che è stato imprigionato dalla Santa Inquisizione... Chi è dunque Céspedes?
Basato su una storia realmente accaduta e ambientato in una Spagna dilaniata dalle guerre di religione, questo romanzo ripercorre le incredibili vicende di un individuo che ha sfidato una società ostile e bigotta pur di affermare il proprio diritto alla felicità.
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  • 3

    Non consigliato

    Sicuramente se questo libro fosse stato narrato in modo diverso, sarebbe stato un bellissimo libro, ma sfortunatamente l'autore ha deciso di scrivere il libro in modo lento e noioso a tratti. Ogni finale di capitolo sembra la fine di una puntata di un telefilm con frasi del tipo: non poteva immag ...continua

    Sicuramente se questo libro fosse stato narrato in modo diverso, sarebbe stato un bellissimo libro, ma sfortunatamente l'autore ha deciso di scrivere il libro in modo lento e noioso a tratti. Ogni finale di capitolo sembra la fine di una puntata di un telefilm con frasi del tipo: non poteva immaginare che cosa le sarebbe successo! Non c'è bisogno di "vendere" ogni singolo capitolo per poi leggerlo e rimanere uguale. Il racconto è lento all’inizio e verso la fine migliora un po' per poi chiudersi come cominciava, lento.
    Non è male, ma di sicuro c'è molto di meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia (basata su un fatto vero) è molto interessante, ma purtroppo manca di quella capacità evocativa, quella vis narrativa che fa di una storia un romanzo avvincente. Le emozioni del protagonista sono espresse in modo blando e superficiale, quindi la narrazione si esplicita in una cronaca de ...continua

    La storia (basata su un fatto vero) è molto interessante, ma purtroppo manca di quella capacità evocativa, quella vis narrativa che fa di una storia un romanzo avvincente. Le emozioni del protagonista sono espresse in modo blando e superficiale, quindi la narrazione si esplicita in una cronaca descrittiva degli accadimenti. Tale stile non fa, secondo me, di un libro un buon romanzo: faccio riferimento a Falcones o a Llorenz, nei cui libri c'è oltre ad una mole non indifferente di fatti e persone, una forza emotiva tale da tenere il lettore avvinto dalla prima all'ultima pagina. Così dovrebbe essere sempre, altrimenti uno scrittore resta solo un buon cronista.

    ha scritto il 

  • 2

    Delusa

    La trama mi aveva veramente catturata, ma ho trovato lo stile della narrazione confuso e indefinito, il libro non mi ha coinvolto. La prima parte, quella "biografica", mi è sembrata una fredda sequenza di fatti. Pur andando avanti nella lettura con una certa attenzione, non sono proprio riuscita ...continua

    La trama mi aveva veramente catturata, ma ho trovato lo stile della narrazione confuso e indefinito, il libro non mi ha coinvolto. La prima parte, quella "biografica", mi è sembrata una fredda sequenza di fatti. Pur andando avanti nella lettura con una certa attenzione, non sono proprio riuscita a determinare il personaggio di Elen@, e, quando l'attenzione è iniziata a calare, ho faticato a riconoscere gli altri personaggi che si riproponevano nella storia. La parte del processo è un po' più rapida e avvincente, ma nei capitoli finali si ha la sensazione di leggere in forward: una serie di avvenimenti stilati senza darci il tempo di comprenderli e visualizzarli. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto molto bene, racconta la storia di un ermafrodita ai tempi dell'Inquisizione spagnola. Devo dire che a volte i dettagli intimi sono difficili da affrontare e da digerire, ma il romanzo alla fine risulta interessante e ti fa porre molte domande sulla natura dell'essere umano.

    ha scritto il 

  • 3

    15.07.2012 - I like polpettons.
    22.07.2012 - In realtà andando avanti nella lettura il mio apprezzamento è un po' diminuito. Trattasi di storia vera e il libro è scritto basandosi sui resoconti del processo e spesso si sente, manca di quella capacità di rendere per vere che anche le cose pi ...continua

    15.07.2012 - I like polpettons.
    22.07.2012 - In realtà andando avanti nella lettura il mio apprezzamento è un po' diminuito. Trattasi di storia vera e il libro è scritto basandosi sui resoconti del processo e spesso si sente, manca di quella capacità di rendere per vere che anche le cose più assurde; e pensare che qui, invece, è tutto vero. Naturalmente l'autore ha dovuto inventare tutti i sentimenti e molti episodi della vita del/la protagonista ma anche in questi casi manca di partecipazione, coinvolgimento, fa sembrare tutto solo un resoconto inoltre ci sono salti temporali importanti che oltre a non essere raccontati (vabbè mica si può dire tutto) non sono nemmeno accennati, spesso inizia una parte nuova della vita del/la protagonista e non si sa se è il giorno dopo o 5 anni dopo e questo rende ancora più difficile la lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    eccerto perchè questo povero crista/o gira tutta la Spagna, ma, da non credersi, incontra sempre le stesse 10 persone più o meno, che le/gli tornano sepre tra i piedi e le/gli rovinano la vita.
    mappperfavore daiiiii!
    a parte questo, storia raccontata più algidamente di una cronaca nel ...continua

    eccerto perchè questo povero crista/o gira tutta la Spagna, ma, da non credersi, incontra sempre le stesse 10 persone più o meno, che le/gli tornano sepre tra i piedi e le/gli rovinano la vita.
    mappperfavore daiiiii!
    a parte questo, storia raccontata più algidamente di una cronaca nella prima parte (che dovrebbe essere il racconto drammatico di tutte le sue sventure, e invece pare di stare a quark durante un asettico documentario).
    si risolleva nella parte finale, il processo , più vivace e bene descritto nelle procedure.

    ha scritto il 

  • 5

    Assolutamente consigliato dopo la lettura de 'La mano di Fatima'!

    Una vera sorpresa!
    Non solo per la storia molto avvincente e reale, ma soprattutto perchè non molto tempo fa ho letto 'La mano di Fatima': in questo si vive la persecuzione dei cristiani verso i musulmani di Spagna attraverso la visione dei musulmani, mentre in 'La schiava di Granada' si vi ...continua

    Una vera sorpresa!
    Non solo per la storia molto avvincente e reale, ma soprattutto perchè non molto tempo fa ho letto 'La mano di Fatima': in questo si vive la persecuzione dei cristiani verso i musulmani di Spagna attraverso la visione dei musulmani, mentre in 'La schiava di Granada' si vive lo stesso evento storico schierati dalla parte opposta, ovvero dei cristiani e dei moriscos!
    La storia personale di Elen@ poi viene fuori dall'evento storico in tutta la sua singolarità e il fatto che anche questa sia realmente accaduta rende il libro da non perdere!

    ha scritto il