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La scienza impossibile

Il meglio degli «Annals of Improbable Research»

Di

Editore: Garzanti (Saggi rossi)

3.6
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8811592917 | Isbn-13: 9788811592914 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvie Coyaud ; Curatore: Marc Abrahams

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Descrizione del libro
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  • 4

    Libro interessante, grazie ad esso ho scoperto che esiste anche un premio Ig Nobel oltre che al famoso premio nobel, ed è stato interessante leggere gli esperimenti o simili di scienziati che hanno vinto appunto il premio Ig Nobel; alcune descrizioni le ho trovate pesanti ma per il resto scorre t ...continua

    Libro interessante, grazie ad esso ho scoperto che esiste anche un premio Ig Nobel oltre che al famoso premio nobel, ed è stato interessante leggere gli esperimenti o simili di scienziati che hanno vinto appunto il premio Ig Nobel; alcune descrizioni le ho trovate pesanti ma per il resto scorre tranquillamente. Senza contare che credo sia l'unico libro italiano che parla del prenio Ig Nobel :)

    ha scritto il 

  • 3

    IGNOBEL MA NON ...IGNOBELLISSIMO

    Abbonato negli anni '70 al "Journal of Irreproducible Results", avevo un ricordo diverso del rituale esorcistico utilizzato da illustri accademici nell'intento di convincere la gente [quella cosidetta "comune", ben distinta da quella che comune non era o non si sentiva] che, dietro l'austera facc ...continua

    Abbonato negli anni '70 al "Journal of Irreproducible Results", avevo un ricordo diverso del rituale esorcistico utilizzato da illustri accademici nell'intento di convincere la gente [quella cosidetta "comune", ben distinta da quella che comune non era o non si sentiva] che, dietro l'austera facciata del palazzo della Scienza, abitavano spiritosissimi individui capaci persino di ridere di loro stessi.
    In realtà la gente comune non c'entrava nulla. Il giornale si riceveva solo per abbonamento, era bimestrale, di una cinquantina di pagine e, soprattutto, destinato agli stessi inquilini del palazzo. D'altra parte, una parodia dell'equazione di Schrodinger, per quanto esilarante, può avere come "utilizzatore finale" solo chi si è lasciato centrifugare i neuroni, per anni, nel nobilissimo intento di maneggiare abilmente ( ma con cura) equazioni differenziali alle derivate parziali o in quello di evitare di cadere in pozzi di energia.
    Era una ventata di follia in un mondo di folli! Difficile eh?
    Facezie a parte, si leggeva con piacere e ci si divertiva [ "così ridevano!" avrebbe titolato la Domenica del Corriere], anzi a volte si sghignazzava.
    Quando Marc Abrahms, lasciò il JIR per fondare AIR ( Annals of Imbrobable Reserch ) e istituire il premio Ig-Nobel le cose cambiarono.
    Si cercò di uscire dal palazzo eliminando quella deliziosa patina di snobismo per democratizzare un umorismo che sopportava solo l'oligarchia.
    Il risultato è che nel palazzo non si ride più, e fuori si continua a non ridere.
    La cosa più divertente è l'ndice dei capitoli, e quindi degli articoli. Eccone qualcuno:

    - Le nanotecnologie al confine fisico del tostabile.
    - Aereodinamica della patatina.
    - Correlazione tra tornado e case mobili.
    - Effetti del burro di arachide sulla rotazione terrestre.
    - Interpretazione quantistica del quoziente di intelligenza
    (IQ del QI)
    - Festival estivo degli usi e costumi da bagno.
    - Longevità della capra sopra e sotto la panca.
    - Nematodi e geroglifici.
    - Gli effetti terapeurici del bacino sulla bua.

    il resto, esclusa qualche pagina pregevole, può essere lasciato all'inaridita vena umoristica di una schiera di scienziati sempre meno pazzi e sempre più menager.

    ha scritto il 

  • 4

    A tratti straordinario, è una raccolta semi-seria di articoli scientifici et similia che spesso regge le analisi attente e serie mentre altre volte scimmiotta la realtà o spinge ad un sorriso a palato arieggiato. Merita sicuramente una lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli articoli sono insieme assurdi e serissimi.
    Mi ha fatto realizzare che forse non avrei dovuto abbandonare gli srudi scientifici per darmi a quelli umanistici: mi sarei divertita sicuramente di più!
    Peccato che l'edizione non sia all'altezza: le foto sono sgranate e spesso non si ries ...continua

    Gli articoli sono insieme assurdi e serissimi.
    Mi ha fatto realizzare che forse non avrei dovuto abbandonare gli srudi scientifici per darmi a quelli umanistici: mi sarei divertita sicuramente di più!
    Peccato che l'edizione non sia all'altezza: le foto sono sgranate e spesso non si riesce a capire cosa dovrebbero rappresentare e la traduzione a volte è troppo zelante: che bisogno c'è di tradurre "BigFoot" con "Piedegrosso" e "UFO" con "OVNI" (mi ci è voluto un po' per capire cosa fosse un OVNI...)?
    Credo che l'intero spirito degli Annales sia facilmente riassumibile con la conclusione del saggio di Wu su la "Correlazione tra Tornado e case mobili":
    "Si possono usare statistiche vere per dimostrare qualsiasi fola..."

    ha scritto il