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La scimmia pensa, la scimmia fa

Quando la realtà supera la fantasia

By Chuck Palahniuk

(2116)

| Others | 9788804559221

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Book Description

In questo nuovo libro di Palahniuk si legge di un'orgia gigantesca in unlocale in mezzo al nulla del West di oggi, di un torneo di combattimenti traenormi mietitrebbiatrici, di una spedizione su un sottomarino nucleare, di unfaccia a faccia improbabi Continue

In questo nuovo libro di Palahniuk si legge di un'orgia gigantesca in unlocale in mezzo al nulla del West di oggi, di un torneo di combattimenti traenormi mietitrebbiatrici, di una spedizione su un sottomarino nucleare, di unfaccia a faccia improbabile con Marilyn Manson, degli allenamenti feroci (e leorecchie a cavolfiore) dei lottatori e molto altro ancora. Ma la parte piùsconvolgente è quella che racconta le vite passate e presenti dell'autore: isuoi anni spesi tra lavori pesantissimi di giorno, volontariato in ospedali dinotte, le circostanze terribili dell'assassinio di suo padre e del processo alkiller.

211 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    probabilmente non ho scelto i titoli migliori, ma direi che con Palahniuk la finiamo qua

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    vinc said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un sacco di aneddoti sulla vita di Chuck. certi si potevano anche evitare..

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    marco z said on Apr 26, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Ma chi è questa scimmia? Si comporta meglio di un umano? prima pensa e poi fa?, che bellezza! Che sia un’altra provocazione di Palahniuk? Forse, perché quello che mi sono ritrovato a leggere non è stato uno dei suoi romanzi, ma una raccolta di artico ...(continue)

    Ma chi è questa scimmia? Si comporta meglio di un umano? prima pensa e poi fa?, che bellezza! Che sia un’altra provocazione di Palahniuk? Forse, perché quello che mi sono ritrovato a leggere non è stato uno dei suoi romanzi, ma una raccolta di articoli ed interviste pubblicati in vari quotidiani.
    Viene “svelato” un mondo strano, ma così strano, che la “fiction” e le trovate a cui mi ha abituato iniziano ad avere (per me) un senso compiuto: sono una fotocopia in bianco e nero (carta e inchiostro) della società i cui ci muoviamo. È proprio vero, la realtà supera l’immaginazione, anche quella ipertrofica di Palahniuk.
    Un po’ invidio Chuck, vive in un posto che è un vero e proprio paese dei balocchi per la sua creatività.

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    Maxx said on Dec 6, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/09/impressioni-f…

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    Il titolo originale è Stranger Than Fiction: True Stories, e la ...(continue)

    Recensione tratta dal mio blog, link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/09/impressioni-f…

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    Il titolo originale è Stranger Than Fiction: True Stories, e la scimmia io me la sarei risparmiata benissimo, fossi stato il traduttore.
    Non si tratta di un romanzo, ma di una raccolta di interviste, racconti brevi, saggi, vita privata di Palahniuk. In pratica è un po' come leggere dei post di un blogger scrittore che mette impegno narrativo pure nei post e produce piccole opere da fatti personali.
    Sarò sincero, certi racconti avevano quell'impronta palahniukiana troppo pesante, che non funziona sempre (su di me, almeno). Certi racconti puoi narrarli con stile e farli funzionare, altri racconti non vale la pena narrarli, o comunque non lo fai sempre nello stesso modo.
    C'è ben poco da dire, in realtà.
    I racconti sono brevi e se ti annoiano, ci vuole poco a finirli (oppure salti al prossimo e via, non ti perdi niente). Gli eventi di vita che racconta Palahniuk sono interessantissimi, e da psicologo in formazione e scrittore "amatoriale" non posso che essere affascinato da ciò che ha affrontato questa persona (alcuni stralci della sua vita si possono leggere nei suoi Essays), del modo in cui ha affrontato tali eventi, e del modo in cui li racconta.
    Per quanto riguarda le lezioni di stile, per così dire, o meglio gli omaggi ai suoi maestri, come ho già detto, si ha un déja-vù se hai già letto i suoi saggi sulla scrittura. Di fatto sono tutte indicazioni valide, ma non posso fare a meno di chiedermi se lo stesso stile sia efficace con qualsiasi storia.
    Io ne dubito.
    Ad ogni modo, se non ti piace Palahniuk, dubito che abbia senso leggere Stranger than fiction. Altrimenti, rappresenta una buona occasione per approfondire un po' il suo mondo.
    Non la reputo comunque un'opera indispensabile.

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    Federico Russo "Taotor" said on Sep 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La scimmia non vede, non sente, non parla ma pensa e fa

    Uno degli ultimi due libri che mi mancava da leggere per completare la bibliografia di Chuck Palahniuk.
    Lasciato tra gli ultimi per tante ragioni tra cui quello di non essere narrativa pura ma una raccolta di saggi, una delle cose che meno mi piaccio ...(continue)

    Uno degli ultimi due libri che mi mancava da leggere per completare la bibliografia di Chuck Palahniuk.
    Lasciato tra gli ultimi per tante ragioni tra cui quello di non essere narrativa pura ma una raccolta di saggi, una delle cose che meno mi piacciono.
    Molti troppo brevi o per niente interessanti.
    Consigliato solo per i vari aneddoti raccontati sul libro che hanno reso famoso Palahniuk, Fight Club, e per una storia dal nome "Voi siete qui", storia che risulta quanto mai attuale, che parla di fantomatici sceneggiatori che vorrebbero vendere quella che ognuno di loro crede di essere la migliore sceneggiatura mai scritta perchè racconta una storia personale.
    Fa riflettere su quello che ad oggi sembra essere il peggiore dei comportamenti che l'avvento dei social network ha portato alla luce, ovvero se si fanno determinate cose e si vivono determinate esperienze soltanto per poterle poi raccontare e farsi grandi al resto della massa.
    P.S. se ve lo stavate chiedendo ora mi manca da leggere solo Portland Souvenir

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    Rockd86 said on Aug 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    No, a me non è piaciuto.

    Leggilo tutto su http://pensieriusati.wordpress.com/2013/07/16/la-scimmi…

    Una piccola premessa: l’ho preso perché cercavo una storia a tinte forti, di quelle che ti rivoltano con un calzino.

    Allora, cari lettori… partiamo dal t ...(continue)

    Leggilo tutto su http://pensieriusati.wordpress.com/2013/07/16/la-scimmi…

    Una piccola premessa: l’ho preso perché cercavo una storia a tinte forti, di quelle che ti rivoltano con un calzino.

    Allora, cari lettori… partiamo dal titolo. Chiaramente una metafora, l’uomo pensa e agisce, dando sfogo ai suoi istinti. E questa è una cosa che troviamo in tutti i racconti.
    Tutti quelli che ho letto, quantomeno, perché il libro non l’ho finito. Vi sia chiaro, lo dico ora e non voglio sentire lagne. Smentitemi, indicatemi un raconto “bello” e lo leggerò. Comunque, non l’ho finito perché se ogni due pagine uno si ritrova a dire “che due maroni” allora vuol dire che il libro non va.
    E stop, io la possibilità gliel’ho data, non fa per me.

    Ma andiamo con ordine: la prima storia parla di una sagra paesana, dove l’alcool scorre a fiumi e le ragazze sono parecchio disinibite, intente a “ciucciare” ogni maschio che incontrano. (se non la capite ve la spiego in privato.)

    La seconda parla di scrittori. Cioè, di pensionati, casalinghe disperate, gente che non ha un caspita da fare che tenta di piazzare la propria storia per farla diventare una serie televisiva, un film, un romanzo. Senza riuscirci.

    La terza dici “finalmente gente che si prende a botte!”, ma i combattimenti vengono così descritti:

    “Pritts vince il suo incontro.
    Chris Rodrigues vince il secondo incontro.
    Ken Bigley vince il primo e il secondo incontro, ma al terzo perde.
    Rodrigues perde al terzo incontro e resta fuori dal torneo di lotta libera.”
    (e via così.)

    Cioè… Cavallo bianco in c2, scacco. Alfiere nero in c2. Pedone bianco in h3. Regina nera in f6, scacco matto.
    Una partita a scacchi. Anzi, una partita a scacchi sarebbe più emozionante, perché ogni tanto un pezzo viene mangiato!
    Qui dov’è la lotta? Dove sono gli occhi pesti, le ossa rotte, le scorrettezze? Dai, su!

    Parliamo del quarto racconto: un “demolition derby” di mietitrebbie. Qui (oh, si!) ci danno dentro, ma il fatto di descrivere il torneo come un elenco di danni fatti e subìti rende il tutto una specie di lista della spesa. Come il racconto precedente.

    Poi c’è “la mia vita da cane”, che non ci ho capito una mazza.

    Infine, quello che ho piantato a metà: tre uomini che costruiscono tre castelli. Così, per sfizio. Ho letto il finale: i castelli sono rimasti incompiuti.
    Basta. Chiuso il libro, senza curarmi di tenere il segno.

    Deluso profondamente.

    Però se avete qualche sua opera da consigliarmi, tanto per farmi ricredere su questo autore, ditemelo qui sotto, prenderò nota e leggerò, in futuro.

    Deh, per me questo è tutto, a me non è piaciuto proprio per niente e ve l’ho detto; se poi vorrete leggerlo saranno affaracci vostri.

    Alla prossima!

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    il Venditore di pensieri usati said on Jul 18, 2013 | Add your feedback

Book Details

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  • Others 268 Pages
  • ISBN-10: 8804559225
  • ISBN-13: 9788804559221
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2006-01-01
  • Also available as: Paperback
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