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La scimmia sulla schiena

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(631)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000130262 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Oddera

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Biography , Crime , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    Una lucidissima analisi del suo stato di tossicodipendente da oppiacei, eroina in particolare, con rigore oserei dire scientifico lo scrittore descrive i vari stati sia fisici sia mentali della vita da tossico.


    La scimmia sulla schiena è una metafora per indicare lo condizione di astinenza ...continua

    Una lucidissima analisi del suo stato di tossicodipendente da oppiacei, eroina in particolare, con rigore oserei dire scientifico lo scrittore descrive i vari stati sia fisici sia mentali della vita da tossico.

    La scimmia sulla schiena è una metafora per indicare lo condizione di astinenza, molto molto pesante nelle prime 24/48 ore.

    ha scritto il 

  • 5

    La scimmia sulla schiena

    Capolavoro di Borroughs.
    Un trattato medico di dieci anni più, di tossicodipendenza, la sua.
    Ne descrive tutte le sfaccettature, tutte le implicazioni e come trasforma una persona.
    Una scrittura scarna, lirica mai drammatica, scientifica!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-willia…
    --
    [...] La Scimmia sulla Schiena non è esattamente il primo libro di Burroughs, che ha già scritto diversi anni prima insieme a Kerouac un testo dal titolo E gli ippopotami furono lessati n ...continua

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-william-burroughs-pt1-gli.html
    --
    [...] La Scimmia sulla Schiena non è esattamente il primo libro di Burroughs, che ha già scritto diversi anni prima insieme a Kerouac un testo dal titolo E gli ippopotami furono lessati nelle loro vasche, rimasto inedito fino a pochi anni fa. Ma La Scimmia sulla Schiena può essere considerato il punto di partenza più rappresentativo e con fondamentali conseguenze per la vita dell'autore. Racconta della discesa di Burroughs nella tossicodipendenza, a metà anni 40, e la sperimentazione di eroina e morfina. Lo stile asciutto e scientifico è quasi quello di un'osservazione medica, psicologica e antropologica; accanto agli effetti della droga vengono raccontate le vicende criminose di Lee per procurarsela e scappare dalla legge. Descrizioni visionarie e confessioni personali ne fanno un testo precursore di tutto ciò che verrà dopo. [...]

    ha scritto il 

  • 2

    Strade perdute

    Bourroghs è descrittivo nei minimi dettagli senza far trapelare riflessioni definitive. A metà fra il documentario e la cronache secca e senza orpelli delle sensazioni più turpi.
    Tralascia le ambientazioni, se non per ritrovarsi rassegnato davanti al degrado newyorkese. La Grande Mela non è ...continua

    Bourroghs è descrittivo nei minimi dettagli senza far trapelare riflessioni definitive. A metà fra il documentario e la cronache secca e senza orpelli delle sensazioni più turpi.
    Tralascia le ambientazioni, se non per ritrovarsi rassegnato davanti al degrado newyorkese. La Grande Mela non è altro che un turbinio di ricerche della prossima dose, visite in scantinati inaspettati, una giravolta d'estasi tra le strade disperate.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima bisogna superare "la botta", poi ci si deve immergere, non interpretare: è un documentario. Un documentario sulle droghe e su chi le assume. Ed è davvero, davvero interessante. La narrazione forse passa in secondo piano, ma è interessante pure quella. Chapeau.

    ha scritto il 

  • 4

    La scimmia che ti sale leggendo

    Il primo Borroughts, narrazione scorrevole e lontana da quella che andrà a toccare durante la sua carriera. Il romanzo parla francamente, di droga e drogati, spiegazioni saggistica, ma mai noiose, interessanti scorci di vita autobiografia, la difficoltà della disintossicazione, ma la possibilità ...continua

    Il primo Borroughts, narrazione scorrevole e lontana da quella che andrà a toccare durante la sua carriera. Il romanzo parla francamente, di droga e drogati, spiegazioni saggistica, ma mai noiose, interessanti scorci di vita autobiografia, la difficoltà della disintossicazione, ma la possibilità di liberarsi completamente dalla droga. Borroughts scrive dall'inizio alla fine della dipendenza, questo a simboleggiare la dipendenza completa, non si ferma neanche per una frase a raccontare i rapporti umani e se lo fa, lo fa facendo capire che il rapporto umano è comunque basato sulla droga e la ricerca di essa.

    ha scritto il 

  • 3

    Ottimo se si considera l'aspetto giornalistico, povero se quello artistico; soprattutto, se si pensa a cosa è successo dopo, il giudizio non può che essere appena sufficiente.
    Da lodare la sua sincerità, come al solito.

    ha scritto il 

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