La scimmia sulla schiena

Di

Editore: Rizzoli

3.7
(667)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000130262 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Oddera

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Biografia , Criminalità , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    il capostipite -assieme a "l'uomo dal braccio d'oro"- di tutti i romanzi moderni sulle tossicodipendenze?
    burroughs, prima di tanti imitatori, descrive la sua esperienza di tossicodipendente, senza na ...continua

    il capostipite -assieme a "l'uomo dal braccio d'oro"- di tutti i romanzi moderni sulle tossicodipendenze?
    burroughs, prima di tanti imitatori, descrive la sua esperienza di tossicodipendente, senza nascondere nulla al lettore.
    la parole chiave è "routine", poi usata dallo stesso autore per descrivere le sue tecniche letterari: la vita ad un certo punto entra in un circuito chiuso il cui scopo unico è la droga, e quando riesce quasi a staccarsene il baratro in cui cade è quello alcoolico, e forse è peggio per lui.
    la soluzione arriverà con l'apomorfina, e chi ha già letto "il pasto nudo" avrà un deja-vu (così come l'imbattersi di nuovo nel sogno di trovare lo yage...).
    chi cerca il burroughs più visionario lasci perdere, qui c'è la cruda realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando scoprì questo libro, rimasi stupita nel constatare che fosse scritto da un medico e antropologo.
    Un medico stravagante (strafatto), pensai, dato che l'argomento del libro è la droga e la descri ...continua

    Quando scoprì questo libro, rimasi stupita nel constatare che fosse scritto da un medico e antropologo.
    Un medico stravagante (strafatto), pensai, dato che l'argomento del libro è la droga e la descrizione impeccabile dei suoi effetti, compresa l'astinenza.

    Credo che il libro si possa riassumere riportando una citazione dello stesso Burroughs:
    "La roba non è uno sfizio. È un modo di vivere."

    Grande amico di Jack Kerouac, Burroughs, soprannominato Old Bull Lee, veniva descritto così in un altro libro di successo quale è "Sulla strada":
    “Ci vorrebbe una notte intera per raccontare di Old Bull Lee; per adesso diciamo solo che faceva l'insegnante, e a buon diritto, si può dire, perché passava tutto il tempo a imparare; le cose che imparava erano quelle che considerava e chiamava “i fatti della vita”; le imparava non solo per necessità, ma per scelta. Aveva trascinato quel suo corpo lungo e sottile in giro per tutti gli Stati Uniti, e in gran parte dell'Europa e del Nord-Africa, ai suoi tempi, solo per vedere cosa succedeva; negli anni Trenta aveva sposato una contessa russa in esilio solo per strapparla ai nazisti. […] Faceva tutte queste cose solo per sperimentarle. Ora si dedicava allo studio della tossicodipendenza. […] Passava lunghe ore coi libri di Shakespeare in grembo; il “Bardo Immortale”, lo chiamava. A New Orleans aveva cominciato a passare lunghe ore in compagnia dei codici Maya, e anche quando parlava con gli amici teneva il libro aperto in grembo. Una volta avevo detto: “Cosa ci succederà quando moriremo?”, e lui aveva risposto: “Quando si muore si muore, ecco tutto”. […] Bull aveva un debole sentimentale per l'America dei vecchi tempi, specialmente degli anni Dieci, quando […] il Paese era selvaggio, rissoso e libero, libertà di ogni genere in abbondanza per tutti. La cosa che odiava di più era la burocrazia di Washington; subito dopo venivano i progressisti; poi i poliziotti. Passava il tempo a parlare e a insegnare agli altri. Jane sedeva ai suoi piedi; io anche; e anche Dean (Neal Cassady); e in passato anche Carlo Marx (Allen Ginsberg). Avevamo tutti imparato da lui.”

    Libro letto nel lontano 2002, mi è piaciuto assai poiché narra l'esperienza diretta, cruda e irriverente di un medico d'altri tempi, di una pecora nera figlia di pecore bianche ricche che va contro la sua famiglia per seguire...le sue più viscerali dipendenze e curiosità.

    Anche questa appartiene alle più classiche e imperdibili letture tossiche che non deve mancare agli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 4

    Come l'amico Jack

    Questo libro sta alle droghe come Jack Kerouac sta all'alcool. Sono fratelli di... sangue.
    "I Ragazzi Dello Zoo di Berlino" è proprio un libro romantico, tipico degli anni '80. Il cinismo e il realism ...continua

    Questo libro sta alle droghe come Jack Kerouac sta all'alcool. Sono fratelli di... sangue.
    "I Ragazzi Dello Zoo di Berlino" è proprio un libro romantico, tipico degli anni '80. Il cinismo e il realismo a quanto pare nascono sempre nei periodi più bui.

    ha scritto il 

  • 2

    Due stelline perché sono una maledetta bigotta e io questa storia non sono proprio riuscita a mandarla giù.
    Se preso come manuale della droga in realtà sarebbe un'opera ineccepibile e quasi quasi lo f ...continua

    Due stelline perché sono una maledetta bigotta e io questa storia non sono proprio riuscita a mandarla giù.
    Se preso come manuale della droga in realtà sarebbe un'opera ineccepibile e quasi quasi lo farei leggere ai ragazzini di 14/15 anni che per fare i cretini si buttano sulla droga.. Ragazzi, che disagio.. Leggete il libro e vi terrete lontani da tutto questo schifo nemmeno vi stesse correndo dietro Satana in persona!!
    Il libro è disgustoso e un perenne malessere ha accompagnato la lettura; Burroughs poi è un personaggio così odioso, così.. Non so, negativo. Non sono mai riuscita a provare pena o compassione per lui perché fondamentalmente non aveva nessun problema esistenziale se non la noia e la curiosità; fa questa vita oscena e mortificante.. Disagio totale. (Figuriamoci, mi sta pure bello antipatico, ha proprio perso su tutta la linea).

    La cosa che forse mi ha fatto più rabbia è come nonostante lo schifo vero che si sia preso (tra morfina, eroina, farmaci più disparati e alcool come se non ci fosse un domani) per tutta la vita, è morto a 80 e passa anni. Per carità non voglio star qui a fare il Tristo Mietitore o Anubi che pesa il cuore dei morti per vedere i peccati eh.. Però boh, la vita è una beffa continua.

    ha scritto il 

  • 0

    Una lucidissima analisi del suo stato di tossicodipendente da oppiacei, eroina in particolare, con rigore oserei dire scientifico lo scrittore descrive i vari stati sia fisici sia mentali della vita d ...continua

    Una lucidissima analisi del suo stato di tossicodipendente da oppiacei, eroina in particolare, con rigore oserei dire scientifico lo scrittore descrive i vari stati sia fisici sia mentali della vita da tossico.

    La scimmia sulla schiena è una metafora per indicare lo condizione di astinenza, molto molto pesante nelle prime 24/48 ore.

    ha scritto il 

  • 5

    La scimmia sulla schiena

    Capolavoro di Borroughs.
    Un trattato medico di dieci anni, di tossicodipendenza, la sua.
    Ne descrive tutte le sfaccettature, tutte le implicazioni e come trasforma una persona.
    Una scrittura scarna, l ...continua

    Capolavoro di Borroughs.
    Un trattato medico di dieci anni, di tossicodipendenza, la sua.
    Ne descrive tutte le sfaccettature, tutte le implicazioni e come trasforma una persona.
    Una scrittura scarna, lirica mai drammatica, scientifica!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-william-burroughs-pt1-gli.html
    --
    [...] La Scimmia sulla Schiena non è esattamente il primo libro di Burroughs, che ha già scritto diver ...continua

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-william-burroughs-pt1-gli.html
    --
    [...] La Scimmia sulla Schiena non è esattamente il primo libro di Burroughs, che ha già scritto diversi anni prima insieme a Kerouac un testo dal titolo E gli ippopotami furono lessati nelle loro vasche, rimasto inedito fino a pochi anni fa. Ma La Scimmia sulla Schiena può essere considerato il punto di partenza più rappresentativo e con fondamentali conseguenze per la vita dell'autore. Racconta della discesa di Burroughs nella tossicodipendenza, a metà anni 40, e la sperimentazione di eroina e morfina. Lo stile asciutto e scientifico è quasi quello di un'osservazione medica, psicologica e antropologica; accanto agli effetti della droga vengono raccontate le vicende criminose di Lee per procurarsela e scappare dalla legge. Descrizioni visionarie e confessioni personali ne fanno un testo precursore di tutto ciò che verrà dopo. [...]

    ha scritto il 

  • 2

    Strade perdute

    Bourroghs è descrittivo nei minimi dettagli senza far trapelare riflessioni definitive. A metà fra il documentario e la cronache secca e senza orpelli delle sensazioni più turpi.
    Tralascia le ambienta ...continua

    Bourroghs è descrittivo nei minimi dettagli senza far trapelare riflessioni definitive. A metà fra il documentario e la cronache secca e senza orpelli delle sensazioni più turpi.
    Tralascia le ambientazioni, se non per ritrovarsi rassegnato davanti al degrado newyorkese. La Grande Mela non è altro che un turbinio di ricerche della prossima dose, visite in scantinati inaspettati, una giravolta d'estasi tra le strade disperate.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima bisogna superare "la botta", poi ci si deve immergere, non interpretare: è un documentario. Un documentario sulle droghe e su chi le assume. Ed è davvero, davvero interessante. La narrazione for ...continua

    Prima bisogna superare "la botta", poi ci si deve immergere, non interpretare: è un documentario. Un documentario sulle droghe e su chi le assume. Ed è davvero, davvero interessante. La narrazione forse passa in secondo piano, ma è interessante pure quella. Chapeau.

    ha scritto il 

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