Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La scomparsa dell'Erebus

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.9
(333)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 787 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Russo , Polacco

Isbn-10: 880458002X | Isbn-13: 9788804580027 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaetano Luigi Staffilano

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

Ti piace La scomparsa dell'Erebus?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il 19 maggio 1845, l'"Erebus" e la "Terror", due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico. Sulla base di un documentato episodio storico, Simmons racconta, con la consueta forza immaginativa, un'allucinante avventura. Gli equipaggi delle due navi, bloccati nella morsa del freddo e sprofondati nel silenzio spezzato solo dagli scricchiolii del ghiaccio e dalle tempeste di fulmini, si ritrovano a lottare contro gli elementi, ma anche contro la disperazione e la follia, sempre pronta a insinuarsi nelle menti dei marinai dispersi. Quando, alla morte di Franklin, prende il comando della spedizione Crozier, capitano della "Terror", il terzo inverno sulla banchisa è vicino e i superstiti si preparano ad affrontarlo nella speranza di resistere fino al disgelo. La situazione è prossima al disastro: le provviste scarseggiano e lo scorbuto comincia a mietere vittime. Tra ammutinamenti, crisi ed episodi di cannibalismo, l'isolamento non sembra però la minaccia peggiore. Mentre una giovane esquimese muta, soprannominata Lady Silence, si muove indisturbata sulla "Terror" e sparisce per giorni, insensibile a freddo e fame, sembra fare la sua apparizione una creatura sconosciuta, intelligente e malevola, che si aggira tra i ghiacci e dà la caccia agli uomini dell'equipaggio, uccidendoli a uno a uno... Con "La scomparsa dell'Erebus", Dan Simmons crea un ibrido letterario perfettamente riuscito, che fonde ricerca storica, romanzo horror e narrazione mitologica, lasciando con il fiato sospeso fino all'epilogo geniale e imprevedibile.
Ordina per
  • 5

    "La scomparsa dell'Erebus" ("The Terror" in lingua originale) è uno straordinario romanzo storico / d'azione, basato su un episodio realmente accaduto: il naufragio nell'artico di due velieri britannici, partiti nel 1845 alla ricerca del passaggio a nordovest. Sulla base storica, Dan Simmons cost ...continua

    "La scomparsa dell'Erebus" ("The Terror" in lingua originale) è uno straordinario romanzo storico / d'azione, basato su un episodio realmente accaduto: il naufragio nell'artico di due velieri britannici, partiti nel 1845 alla ricerca del passaggio a nordovest. Sulla base storica, Dan Simmons costruisce un grandioso romanzo sul filo dell'horror: la misteriosa creatura, che uccide i marinai, è solo uno strano orso bianco oppure è davvero un mostro con facoltà paranormali? Il protagonista è il capitano Crozier, grande navigatore con il vizio dell'alcol, anche lui con qualche attitudine misteriosa, in odore di paranormalità. Ma il vero eroe del romanzo è il dott. Harry Goodsir; impacciato ed ingenuo, quando la situazione diventa catastrofica, proprio per la sua modestia si rivela capace di esporre sé stesso a qualunque rischio, pur di andare in aiuto agli altri. Sono queste finezze che fanno di Dan Simmons un grandissimo scrittore e non un autore di romanzi di azione tra i tanti. Anche la disparità di giudizi, che trovate qui, testimonia il valore dell'opera. Dan Simmons è uno scrittore di successo, ma certamente non tra i più venduti. I giga-sellers hanno la peculiarità di accontentare un po' tutti, senza sconvolgere nessuno. Un grande romanzo ha invece caratteristiche distintive molto forti, che se da un lato entusiasmano alcuni, inevitabilmente deludono altri. In questo caso io mi schiero nella prima categoria: per me "La scomparsa dell'Erebus" resta il romanzo più appassionante che io abbia letto finora.

    ha scritto il 

  • 5

    Agghiacciante!

    Strepitoso thriller horror, basato sulla vera storia della spedizione Franklin partita alla ricerca del mitico passaggio a nord-ovest e scomparsa nel nulla tra il 1847 ed il 1848.
    Simmons, sulla base di un maniacale lavoro di documentazione, ricostruisce con grande perizia e precisione l'am ...continua

    Strepitoso thriller horror, basato sulla vera storia della spedizione Franklin partita alla ricerca del mitico passaggio a nord-ovest e scomparsa nel nulla tra il 1847 ed il 1848.
    Simmons, sulla base di un maniacale lavoro di documentazione, ricostruisce con grande perizia e precisione l'ambientazione e la vita dei marinai inglesi del 19 secolo.
    Con il suo stile insieme semplice ma approfondito regala descrizioni vivide e realistiche della disperata lotta per la sopravvivenza dei marinai della HMS Erebus e della HMS Terror intrappolati senza speranza tra i ghiacci del polo, la loro attesa per due lunghi anni sulle navi di un disgelo che non arriverà mai ed infine la loro fuga disperata attraverso terre desolate e mari ghiacciati verso una salvezza impossibile, trasportando il lettore in un delirio di ghiacci, follia e morte.
    Tanti i personaggi protagonisti (basati sui veri protagonisti della spedizione) ognuno dei quali perfettamente caratterizzato, dal competente ma disilluso Capitano Crozier, allo sfortunato ed approssimativo Lord Franklin, all'abietto marinaio Hickey, fino alla creatura dei ghiacci, relitto di un remotissimo passato che farà lentamente strage dei disgraziati marinai che hanno invaso il suo territorio sacro.
    Il libro parte lentamente, ma poi il ritmo degli eventi si fa incalzante e la crescente tensione che emana dalle pagine fa sì che il lettore non possa staccarsi più dalla lettura se non alla fine del volume. Unico difetto la trasposizione del titolo, dall'originale "The Terror" allo sconclusionato e fuori tema "La scomparsa dell'Erebus", infine un plauso alla traduzione di G. Staffilano, veramente egregia.

    ha scritto il 

  • 4

    Partiamo dal titolo: quello italiano è completamente sbagliato (ma come si fa???). L'Erebus, una delle due navi della spedizione Franklin, ha un ruolo secondario rispetto alla storia e, soprattutto, non scompare. Il titolo inglese invece, The Terror (ossia il nome dell'altra nave, l'ammiraglia be ...continua

    Partiamo dal titolo: quello italiano è completamente sbagliato (ma come si fa???). L'Erebus, una delle due navi della spedizione Franklin, ha un ruolo secondario rispetto alla storia e, soprattutto, non scompare. Il titolo inglese invece, The Terror (ossia il nome dell'altra nave, l'ammiraglia ben più importante della Erebus), rendeva alla perfezione l'idea di quale sia il sentimento che pervade tutto il romanzo, dall'inizio alla fine: il terrore. La storia è incentrata sull'angoscia che accompagna la lotta per la sopravvivenza in una spedizione (realmente avvenuta) nel polo nord alla ricerca del passaggio a nord-ovest, condita da elementi fantasy-horror abilmente dosati. Solo due difetti: la lunghezza (davvero molto lungo, anche se mai veramente noioso) e la tristezza di alcune situazioni (comunque abbastanza necessaria, visto il tema trattato).

    ha scritto il 

  • 2

    Decepción que no significa que sea malo ni esté mal escrito

    De hecho no es ni malo, ni está mal escrito. Simplemente es una historia que me estaba resultando muy pesada.


    Después de leer el 20% (que en un libro de estas dimensiones, creo que puede llegar a las 150-200 páginas) la historia no ha llegado a gustarme. La narración es cojonuda. He llegad ...continua

    De hecho no es ni malo, ni está mal escrito. Simplemente es una historia que me estaba resultando muy pesada.

    Después de leer el 20% (que en un libro de estas dimensiones, creo que puede llegar a las 150-200 páginas) la historia no ha llegado a gustarme. La narración es cojonuda. He llegado a sentir el frío físicamente. El trabajo documental, por lo que he leído fue brutal y además, a parte de alguna cosa de ficción, está basado en hechos reales. Resumiendo, está bien narrado y la lectura se hace fluida a pesar de utilizar léxico propio de la navegación pero no me ha llegado a enganchar como para seguir leyéndolo.

    He consultado con un amigo que le gustó mucho el libro, para ver si la historia avanzaba o daba algún giro, me ha dicho que no. Con la cantidad de libros que tengo en cola no quiero perder 2 o 3 semanas, que es lo que tardaría en leer esto, para terminarlo.

    Una pena, porque me hubiera gustado que me gustase. XD

    ha scritto il 

  • 4

    20 de agosto y QUE FRIO HE PASADO!

    Una obra maestra no apta para todo los lectores.

    No es el clásico best seller, pues es muy denso.
    Es una autentica reproducción de transmitir sensaciones, sufrimiento y la superación del ser humano.

    Esta escrito perfectamente, el autor se a documentado de maravilla.

    Es ...continua

    Una obra maestra no apta para todo los lectores.

    No es el clásico best seller, pues es muy denso.
    Es una autentica reproducción de transmitir sensaciones, sufrimiento y la superación del ser humano.

    Esta escrito perfectamente, el autor se a documentado de maravilla.

    Es el clasico libro que leo y me digo: EN MI VIDA PODRÍA HABER ESCRITO UN LIBRO COMO ESTE. Me parece demasiado BUENO.

    No le pongo 5 estrellas porque a veces se hace muy muy denso y lento, pero creo que es necesario. Pues la manera que tiene Simmons de transmitir el frio, es una autentica gozada.

    Tiene momentos durisimos, y muy gores, Que no he leido nunca, ni en libros de zombies. Pero lo peor, es que es realidad.

    Dan Simmons se me perfila como uno de mis 5 escritores favoritos sin duda. Junto con esta novela y un verano tenebroso, me a hecho ver, que se pueden escribir libros PERFECTOS.

    EN VERANO NO AL AIRE CONDICIONADO, ¡SI A ESTE LIBRO!

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente avvincente dalla prima pagina. Per 780 pagine non si perde mai il ritmo e la tensione che percorre tutta la storia.
    Simmons tratteggia una storia del terrore senza però cadere nello splatter e sempre tenendo un occhio fisso sulla coerenza con gli eventi storici: tra le righe s ...continua

    Semplicemente avvincente dalla prima pagina. Per 780 pagine non si perde mai il ritmo e la tensione che percorre tutta la storia.
    Simmons tratteggia una storia del terrore senza però cadere nello splatter e sempre tenendo un occhio fisso sulla coerenza con gli eventi storici: tra le righe si leggono tutti gli errori commessi nella spedizione, che avrebbero reso l'esito differente. Per me c'è anche un chiave di lettura morale su quel periodo di esplorazioni al limite e sulla cultura che le sosteneva.

    ha scritto il 

  • 4

    El monstruo que surgió del frío

    Me ha gustado bastante; una gran historia de supervivencia, momentos de mucha tensión, personajes valerosos y admirables, sorpresas desagradables, un poco de gore, el primo del Alcaudón, un mensaje ecologista y el fresquito que salía de las páginas y que me ha servido para combatir los calores de ...continua

    Me ha gustado bastante; una gran historia de supervivencia, momentos de mucha tensión, personajes valerosos y admirables, sorpresas desagradables, un poco de gore, el primo del Alcaudón, un mensaje ecologista y el fresquito que salía de las páginas y que me ha servido para combatir los calores de Agosto. Muy recomendable.

    ha scritto il 

  • 3

    Il freddo nelle ossa

    Simmons riesce a farti entrare il freddo nelle ossa con questo libro. Le condizioni estreme di vita sono descritte con molta cura, non potrete non sentirvi un membro dell'equipaggio durante la lettura.
    Note negative , la parte horror, secondo me inserita "con forza" in un contesto già di pe ...continua

    Simmons riesce a farti entrare il freddo nelle ossa con questo libro. Le condizioni estreme di vita sono descritte con molta cura, non potrete non sentirvi un membro dell'equipaggio durante la lettura.
    Note negative , la parte horror, secondo me inserita "con forza" in un contesto già di per sè "terrificante".
    Comunque un buon libro

    ha scritto il 

  • 4

    Impressioni | La scomparsa dell'Erebus, di Dan Simmons

    Recensione presa dal mio blog. Link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/04/impressioni-l…

    Ero deciso a leggere Hyperion, dello stesso autore (tutt'altro genere), ma ho scoperto questo romanzo per puro caso mentre lurkavo la libreria anobii di Zwei, ...continua

    Recensione presa dal mio blog. Link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/04/impressioni-la-scomparsa-dellerebus-di.html

    Ero deciso a leggere Hyperion, dello stesso autore (tutt'altro genere), ma ho scoperto questo romanzo per puro caso mentre lurkavo la libreria anobii di Zwei, e visto il tema trattato mi è piaciuto e ho optato per questo (ma poi mi son trovato a maledire il giurista nerboruto).
    La scomparsa dell'Erebus (titolo originale: The Terror) riprende la vicenda storica della ricerca del passaggio a Nord-Ovest (per maggiori informazioni c'è Wikipedia).
    Partendo dai fatti reali, includendo personaggi realmente esistiti, il romanzo narra in sostanza il tentativo di risoluzione dell'impresa (storicamente la spedizione è andata perduta, sono state ritrovate solo le mummie congelate di alcuni membri dell'equipaggio sepolti dai compagni), nonché le dinamiche di sopravvivenza in condizioni estreme e i conflitti uomo/natura, uomo/suoi simili, uomo/sfide psicologiche nel panorama artico. L'elemento fantastico (la creatura dei ghiacci) è minore, sebbene sia sempre sullo sfondo e compaia a più riprese, ma direi che come sottogenere l'etichetta "horror" sia più che sufficiente. Quindi thriller storico, horror, horror-fantastico.
    A primo impatto il romanzo acchiappa.
    Lo stile è abbastanza buono e la narrazione accurata. Da questo lato non ci si può lamentare: l'autore si è documentato (nei ringraziamenti fa un elenco sterminato dei libri studiati) e nella narrazione si nota, talvolta anche troppo. I termini infatti spesso cadono nella specificità tecnica a cui l'utente medio è completamente estraneo. Con l'eReader ero costretto addirittura a cercarne il significato ricorrendo al dizionario, ma la comprensione di alcuni termini andava comunque oltre la loro semplice definizione (cioè sarebbe stato necessario ricorrere a un'immagine o un video esplicativo). Ad aggravare la situazione, poi, c'è la peculiarità che diversi termini sono obsoleti persino nella nautica moderna (parliamo pur sempre del XIX secolo).
    A parte questo, lo stile alterna la terza persona POV alla prima (diaristica), a seconda dei personaggi. Ci scappa spesso la digressione che dipinge il background praticamente di ogni personaggio POV: ciò, nel momento in cui approfondisce e concretizza l'aspetto di un personaggio protagonista è tollerabile, costituisce un problema invece laddove si sofferma su personaggi di importanza scarsa o comunque non preminente (leggasi: che faranno presto una brutta fine, o anche: che occuperanno uno spazio ristretto all'interno della storia).
    Altro punto a sfavore del romanzo è la ridondanza. Centinaia di parole che ricordano quanto faccia freddo, tanto freddo, freddissimo (ma sto tralasciando altri aspetti, come la stanchezza cronica dei personaggi, ricordata più e più volte senza apportare particolari benefici all'opera). Sì, è giusto non far cadere nel dimenticatoio determinate condizioni in cui si trovano i personaggi, è giusto riproporle più volte, ma dobbiamo ricordare che il romanzo conta ben 784 pagine! Oltre alle suddette ripetizioni, inoltre, il narratore ci tiene a raccontare con precisione gli spostamenti dell'equipaggio e altri dettagli che, se nel migliore dei casi potrebbero essere ridotti semplicemente con riassunti più concisi, nel peggiore andrebbero addirittura eliminati del tutto (a mio modesto avviso).
    Lo sbrodolamento narrativo risulta evidente nelle ultime pagine, che hanno l'infamia di ricucire pezzi di trama - tralasciati durante tutta l'opera senza fornire uno straccio di indizio - sotto forma di mega-infodump di poca se non nessuna utilità (come scrittore, [mini-spoiler alert] avrei sfruttato le caratteristiche peculiari, "pseudo-sovrannaturali", del protagonista principale, Crozier, per comunicare le stesse informazioni in una cartella o in un paio di cartelle a voler essere generosi [/fine mini-spoiler].
    Tirando le somme, consiglierei questo romanzo?
    Sì, ma solo se si ha tanto tempo a disposizione (per esempio si è in vacanza) & il tema trattato è d'interesse.
    No, se il tema non interessa tanto il lettore & si vuol leggere una storia "veloce", ritmata. La scomparsa dell'Erebus si prende i suoi spazi per sviluppare gli eventi: ciò nonostante, tali spazi sono molto ampi e gli eventi si risolvono senza troppi conflitti a catena (conflitti e sotto-trame che si potrebbero leggere, per esempio, con Follett), di conseguenza potrebbero anche lasciare insoddisfatto il lettore in cerca del climax, o per così dire del classico dramma in tre-quattro atti.

    ha scritto il