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La scomparsa dell'alfabeto

Di

Editore: Nottetempo

3.2
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8874521855 | Isbn-13: 9788874521852 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ancora, come nel libro di Soldati, pur con le tante differenze del caso, un esempio di egoismo estremo e irresponsabile che travolge una creatura debole, sedotta in un momento di grande vulnerabilità. Nella vicenda non c'è solo questo, ma il resto mi pare sia del tutto funzionale alla esigenza ...continua

    Ancora, come nel libro di Soldati, pur con le tante differenze del caso, un esempio di egoismo estremo e irresponsabile che travolge una creatura debole, sedotta in un momento di grande vulnerabilità. Nella vicenda non c'è solo questo, ma il resto mi pare sia del tutto funzionale alla esigenza di costruire una storia che porti alla luce il nocciolo dolente, appunto la seduzione della creatura debole, una giovane donna in analisi, e poi il suo abbandono da parte di chi, anche lei donna, per il proprio ruolo di medico psicoterapeuta, mai avrebbe dovuto.
    Mi ha ricordato un saggio di Hillmann sul tradimento e sul suo possibile ruolo costruttivo nello sviluppo della personalità ancora in divenire di chi lo subisce. Quello descritto dalla Viganò è un tradimento invece assoluto e irrimediabile, portatore di tragica oscurità soltanto, il cui senso, al contrario del tipo di tradimento su cui Hillmann riflette, è qui un non senso, senza spiragli di possibile riscatto.
    Ho percepito nel racconto della particolare vicenda, vicenda non del tutto rara nella vita reale, una disarmonia del finale, che, così come è costruito, risulta prevedibile e, nello stesso tempo, poco verosimile .
    A parte questo, mi è parso un buon libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Nell'insieme interessante, nel particolare decadente.
    La storia, immersa in una apparente sequela di riflessioni profonde ed approfondite, resta lì ferma ed immobile in una superficie piena di buone parole ed ottimi fraseggi.Gli attori principali non si fanno amare, bevono, mangiano, litiga ...continua

    Nell'insieme interessante, nel particolare decadente.
    La storia, immersa in una apparente sequela di riflessioni profonde ed approfondite, resta lì ferma ed immobile in una superficie piena di buone parole ed ottimi fraseggi.Gli attori principali non si fanno amare, bevono, mangiano, litigano, fanno l'amore e tutto appare inutile ai fini della trama e del dramma e non si fanno mai veramente conoscere.
    Ottima scrittura e pessimo sentire.

    ha scritto il 

  • 1

    Sono contenta di averlo preso in biblioteca e di non averlo comprato...l'idea generale e la trama di per sè sarebbero anche interessanti e infatti la quarta di copertina e una certa pubblicità attorno mi hanno portato a leggerlo. Sicuramente Viganò scrive bene, direi troppo: i personaggi sono di ...continua

    Sono contenta di averlo preso in biblioteca e di non averlo comprato...l'idea generale e la trama di per sè sarebbero anche interessanti e infatti la quarta di copertina e una certa pubblicità attorno mi hanno portato a leggerlo. Sicuramente Viganò scrive bene, direi troppo: i personaggi sono di una freddezza inquietante, le loro passioni così tanto sbandierate e agite risultano irreali, gelide e fastidiose perchè descritte sotto forma di dialogo con una eviscerazione continua fatta di termini "altolocati" che una persona normale non userebbe mai parlando, soprattutto se preda dell'agitazione al ricordo di ciò che si è vissuto e dell'urgenza di doverlo narrare. Sembra che due volumi di Proust si siano improvvisamente animati e messi a conversare in librese...

    ha scritto il 

  • 4

    il desiderio di non dimenticare, prima che una malattia senile annulli tutti i ricordi, un amore incancellabile e sofferto.
    Uno psicanalista raccoglie il racconto di una donna anziana e da questo lui stesso viene toccato nel proprio vissuto.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amore che fa impazzire,l'amore che ti uccide, quello da cui non ti riprendi più,quello che te la fa desiderare per sempre,quello che ti fa ricordare ogni particolare di quando ti amava....

    ha scritto il 

  • 2

    Sono rimasta fregata dal titolo.

    Sono rimasta fregata dal titolo. Mi ha incuriosito quello.
    Finito con fatica. Giusto le ultime dieci pagine le ho lette con una certa velocità, per un finale che speravo non fosse così scontato; ma,in fondo, lo sospettavo.
    Lettura davvero lenta, ho finito il libro perchè non mi piace ...continua

    Sono rimasta fregata dal titolo. Mi ha incuriosito quello.
    Finito con fatica. Giusto le ultime dieci pagine le ho lette con una certa velocità, per un finale che speravo non fosse così scontato; ma,in fondo, lo sospettavo.
    Lettura davvero lenta, ho finito il libro perchè non mi piace lasciare a metà, ma non c'è stato un momento in cui mi sia sentita davvero attratta dalla vicenda. Freddo, distaccato.
    Peccato, l'idea di fondo non era male.

    ha scritto il 

  • 2

    Diciamo che l'idea di fondo è bella. Diciamo che Valeria Viganò sa scrivere. Diciamo che idealmente il libro potrebbe essere interessante, peccato per le banalità che si trovano qua e là. Manca soprattutto l’anima. Sembra di leggere un racconto gelido, i personaggi sono algidi e si muovono meccan ...continua

    Diciamo che l'idea di fondo è bella. Diciamo che Valeria Viganò sa scrivere. Diciamo che idealmente il libro potrebbe essere interessante, peccato per le banalità che si trovano qua e là. Manca soprattutto l’anima. Sembra di leggere un racconto gelido, i personaggi sono algidi e si muovono meccanicamente nella storia. Non mi ha convinta nè appassionata.
    Nessun perchè. Si legge come si potrebbe leggere la pagina di cronaca di un quotidiano.

    ha scritto il 

  • 4

    Io so che valeria viganò ha scritto la verità. Ma, per scrivere la verità, bisogna avere arte, un'arte che sublimi per dire la carne, che concretizzi per dire l'indicibile, che trascenda per essere onesta. Questo libro è frutto di un certosino cercare e eliminare per ottenere il succo senza semi ...continua

    Io so che valeria viganò ha scritto la verità. Ma, per scrivere la verità, bisogna avere arte, un'arte che sublimi per dire la carne, che concretizzi per dire l'indicibile, che trascenda per essere onesta. Questo libro è frutto di un certosino cercare e eliminare per ottenere il succo senza semi e senza fibre. Amare in modo fusionale, totale, ancestrale e subire la perdita di ciò è la fine dell'alfabeto, della vita, dei significati. Non resta che sarcasmo dolore e disincanto.

    ha scritto il