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La scomparsa dell'Erebus

By Dan Simmons

(279)

| Hardcover | 9788804580027

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Book Description

Il 19 maggio 1845, l'"Erebus" e la "Terror", due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico Continue

Il 19 maggio 1845, l'"Erebus" e la "Terror", due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico. Sulla base di un documentato episodio storico, Simmons racconta, con la consueta forza immaginativa, un'allucinante avventura. Gli equipaggi delle due navi, bloccati nella morsa del freddo e sprofondati nel silenzio spezzato solo dagli scricchiolii del ghiaccio e dalle tempeste di fulmini, si ritrovano a lottare contro gli elementi, ma anche contro la disperazione e la follia, sempre pronta a insinuarsi nelle menti dei marinai dispersi. Quando, alla morte di Franklin, prende il comando della spedizione Crozier, capitano della "Terror", il terzo inverno sulla banchisa è vicino e i superstiti si preparano ad affrontarlo nella speranza di resistere fino al disgelo. La situazione è prossima al disastro: le provviste scarseggiano e lo scorbuto comincia a mietere vittime. Tra ammutinamenti, crisi ed episodi di cannibalismo, l'isolamento non sembra però la minaccia peggiore. Mentre una giovane esquimese muta, soprannominata Lady Silence, si muove indisturbata sulla "Terror" e sparisce per giorni, insensibile a freddo e fame, sembra fare la sua apparizione una creatura sconosciuta, intelligente e malevola, che si aggira tra i ghiacci e dà la caccia agli uomini dell'equipaggio, uccidendoli a uno a uno... Con "La scomparsa dell'Erebus", Dan Simmons crea un ibrido letterario perfettamente riuscito, che fonde ricerca storica, romanzo horror e narrazione mitologica, lasciando con il fiato sospeso fino all'epilogo geniale e imprevedibile.

47 Reviews

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    Partiamo dal titolo: quello italiano è completamente sbagliato (ma come si fa???). L'Erebus, una delle due navi della spedizione Franklin, ha un ruolo secondario rispetto alla storia e, soprattutto, non scompare. Il titolo inglese invece, The Terror ...(continue)

    Partiamo dal titolo: quello italiano è completamente sbagliato (ma come si fa???). L'Erebus, una delle due navi della spedizione Franklin, ha un ruolo secondario rispetto alla storia e, soprattutto, non scompare. Il titolo inglese invece, The Terror (ossia il nome dell'altra nave, l'ammiraglia ben più importante della Erebus), rendeva alla perfezione l'idea di quale sia il sentimento che pervade tutto il romanzo, dall'inizio alla fine: il terrore. La storia è incentrata sull'angoscia che accompagna la lotta per la sopravvivenza in una spedizione (realmente avvenuta) nel polo nord alla ricerca del passaggio a nord-ovest, condita da elementi fantasy-horror abilmente dosati. Solo due difetti: la lunghezza (davvero molto lungo, anche se mai veramente noioso) e la tristezza di alcune situazioni (comunque abbastanza necessaria, visto il tema trattato).

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    Phed said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Semplicemente avvincente dalla prima pagina. Per 780 pagine non si perde mai il ritmo e la tensione che percorre tutta la storia.
    Simmons tratteggia una storia del terrore senza però cadere nello splatter e sempre tenendo un occhio fisso sulla coeren ...(continue)

    Semplicemente avvincente dalla prima pagina. Per 780 pagine non si perde mai il ritmo e la tensione che percorre tutta la storia.
    Simmons tratteggia una storia del terrore senza però cadere nello splatter e sempre tenendo un occhio fisso sulla coerenza con gli eventi storici: tra le righe si leggono tutti gli errori commessi nella spedizione, che avrebbero reso l'esito differente. Per me c'è anche un chiave di lettura morale su quel periodo di esplorazioni al limite e sulla cultura che le sosteneva.

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    Karagounis said on Aug 18, 2013 | Add your feedback

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    Il freddo nelle ossa

    Simmons riesce a farti entrare il freddo nelle ossa con questo libro. Le condizioni estreme di vita sono descritte con molta cura, non potrete non sentirvi un membro dell'equipaggio durante la lettura.
    Note negative , la parte horror, secondo me inse ...(continue)

    Simmons riesce a farti entrare il freddo nelle ossa con questo libro. Le condizioni estreme di vita sono descritte con molta cura, non potrete non sentirvi un membro dell'equipaggio durante la lettura.
    Note negative , la parte horror, secondo me inserita "con forza" in un contesto già di per sè "terrificante".
    Comunque un buon libro

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    Cungus313 said on May 7, 2013 | Add your feedback

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    Impressioni | La scomparsa dell'Erebus, di Dan Simmons

    Recensione presa dal mio blog. Link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/04/impressioni-l…

    Ero deciso a leggere Hyperion, dello stesso autore (tutt'altro genere), ma ho scoperto questo romanzo per puro caso me ...(continue)

    Recensione presa dal mio blog. Link diretto: http://federico-russo.blogspot.it/2013/04/impressioni-l…

    Ero deciso a leggere Hyperion, dello stesso autore (tutt'altro genere), ma ho scoperto questo romanzo per puro caso mentre lurkavo la libreria anobii di Zwei, e visto il tema trattato mi è piaciuto e ho optato per questo (ma poi mi son trovato a maledire il giurista nerboruto).
    La scomparsa dell'Erebus (titolo originale: The Terror) riprende la vicenda storica della ricerca del passaggio a Nord-Ovest (per maggiori informazioni c'è Wikipedia).
    Partendo dai fatti reali, includendo personaggi realmente esistiti, il romanzo narra in sostanza il tentativo di risoluzione dell'impresa (storicamente la spedizione è andata perduta, sono state ritrovate solo le mummie congelate di alcuni membri dell'equipaggio sepolti dai compagni), nonché le dinamiche di sopravvivenza in condizioni estreme e i conflitti uomo/natura, uomo/suoi simili, uomo/sfide psicologiche nel panorama artico. L'elemento fantastico (la creatura dei ghiacci) è minore, sebbene sia sempre sullo sfondo e compaia a più riprese, ma direi che come sottogenere l'etichetta "horror" sia più che sufficiente. Quindi thriller storico, horror, horror-fantastico.
    A primo impatto il romanzo acchiappa.
    Lo stile è abbastanza buono e la narrazione accurata. Da questo lato non ci si può lamentare: l'autore si è documentato (nei ringraziamenti fa un elenco sterminato dei libri studiati) e nella narrazione si nota, talvolta anche troppo. I termini infatti spesso cadono nella specificità tecnica a cui l'utente medio è completamente estraneo. Con l'eReader ero costretto addirittura a cercarne il significato ricorrendo al dizionario, ma la comprensione di alcuni termini andava comunque oltre la loro semplice definizione (cioè sarebbe stato necessario ricorrere a un'immagine o un video esplicativo). Ad aggravare la situazione, poi, c'è la peculiarità che diversi termini sono obsoleti persino nella nautica moderna (parliamo pur sempre del XIX secolo).
    A parte questo, lo stile alterna la terza persona POV alla prima (diaristica), a seconda dei personaggi. Ci scappa spesso la digressione che dipinge il background praticamente di ogni personaggio POV: ciò, nel momento in cui approfondisce e concretizza l'aspetto di un personaggio protagonista è tollerabile, costituisce un problema invece laddove si sofferma su personaggi di importanza scarsa o comunque non preminente (leggasi: che faranno presto una brutta fine, o anche: che occuperanno uno spazio ristretto all'interno della storia).
    Altro punto a sfavore del romanzo è la ridondanza. Centinaia di parole che ricordano quanto faccia freddo, tanto freddo, freddissimo (ma sto tralasciando altri aspetti, come la stanchezza cronica dei personaggi, ricordata più e più volte senza apportare particolari benefici all'opera). Sì, è giusto non far cadere nel dimenticatoio determinate condizioni in cui si trovano i personaggi, è giusto riproporle più volte, ma dobbiamo ricordare che il romanzo conta ben 784 pagine! Oltre alle suddette ripetizioni, inoltre, il narratore ci tiene a raccontare con precisione gli spostamenti dell'equipaggio e altri dettagli che, se nel migliore dei casi potrebbero essere ridotti semplicemente con riassunti più concisi, nel peggiore andrebbero addirittura eliminati del tutto (a mio modesto avviso).
    Lo sbrodolamento narrativo risulta evidente nelle ultime pagine, che hanno l'infamia di ricucire pezzi di trama - tralasciati durante tutta l'opera senza fornire uno straccio di indizio - sotto forma di mega-infodump di poca se non nessuna utilità (come scrittore, [mini-spoiler alert] avrei sfruttato le caratteristiche peculiari, "pseudo-sovrannaturali", del protagonista principale, Crozier, per comunicare le stesse informazioni in una cartella o in un paio di cartelle a voler essere generosi [/fine mini-spoiler].
    Tirando le somme, consiglierei questo romanzo?
    Sì, ma solo se si ha tanto tempo a disposizione (per esempio si è in vacanza) & il tema trattato è d'interesse.
    No, se il tema non interessa tanto il lettore & si vuol leggere una storia "veloce", ritmata. La scomparsa dell'Erebus si prende i suoi spazi per sviluppare gli eventi: ciò nonostante, tali spazi sono molto ampi e gli eventi si risolvono senza troppi conflitti a catena (conflitti e sotto-trame che si potrebbero leggere, per esempio, con Follett), di conseguenza potrebbero anche lasciare insoddisfatto il lettore in cerca del climax, o per così dire del classico dramma in tre-quattro atti.

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    Federico Russo "Taotor" said on Apr 27, 2013 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Non posso dirmi d'accordo con coloro che lamentano l'eccessiva lunghezza di questo romanzo, però è un libro dannatamente deprimente,la cronaca fin troppo verosimile (creatura esclusa) di cosa possa essere successo alla spedizione Franklin.
    L'elemento ...(continue)

    Non posso dirmi d'accordo con coloro che lamentano l'eccessiva lunghezza di questo romanzo, però è un libro dannatamente deprimente,la cronaca fin troppo verosimile (creatura esclusa) di cosa possa essere successo alla spedizione Franklin.
    L'elemento horror è del tutto superfluo (e abbastanza deludente una volta spiegato), a rendere questo libro angosciante basta la consapevolezza che per gli equipaggi delle due navi non ci sarà salvezza alcuna (perché la storia così ci insegna) solo una morte con mille volti diversi (congelamento, cancrena, inedia, scorbuto, avvelenamento da piombo).

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    Elaine said on Mar 20, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (279)
    • 5 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 787 Pages
  • ISBN-10: 880458002X
  • ISBN-13: 9788804580027
  • Publisher: Arnoldo Mondadori
  • Publish date: 2008-06-01
  • Also available as: Others
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