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La scomparsa di Majorana

Di

Editore: Einaudi Editore, Nuovi Coralli

4.0
(2426)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 77 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000009840 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Me lo consigliato Pasolini, o meglio Abel Ferrara che nel suo ultimo film fa dire a PPP, rivolgendosi alla sorella, che questo è un libro importante, da leggere assolutamente.
    Aveva ragione: a metà fra saggio e romanzo d'inchiesta, in meno di ottanta pagine e con la sua inconfondibile scrit ...continua

    Me lo consigliato Pasolini, o meglio Abel Ferrara che nel suo ultimo film fa dire a PPP, rivolgendosi alla sorella, che questo è un libro importante, da leggere assolutamente.
    Aveva ragione: a metà fra saggio e romanzo d'inchiesta, in meno di ottanta pagine e con la sua inconfondibile scrittura, Sciascia ci racconta di etica e scienza, di un'epoca storica e dell'impossibilità della verità.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il primo libro di Sciascia che mi lascia proprio tiepidina.

    Indagherò meglio il periodo e il contesto in cui è stato scritto, perché mi sfugge la ragione per cui "la banda di via Panisperna" sia descritta come un branco di coglioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo di fronte a un saggio, sicuramente ben scritto e dai contorni ben definiti, che si spinge molto ai confini del genere, per toccare con uno stile poetico e tutta la romanzizzazione possibile della vicenda che, sic et simpliciter, non ha poi tante sfaccettature, sotto certi aspetti il genere ...continua

    Siamo di fronte a un saggio, sicuramente ben scritto e dai contorni ben definiti, che si spinge molto ai confini del genere, per toccare con uno stile poetico e tutta la romanzizzazione possibile della vicenda che, sic et simpliciter, non ha poi tante sfaccettature, sotto certi aspetti il genere del romanzo breve. Diviso in capitoletti, ognuno dedicato all'esplorazione di uno degli aspetti della biografia di Majorana, il racconto non si fa tuttavia mai davvero biografico in quanto si sofferma a una analisi per macro-aree della vita e del carattere del protagonista, selezionando fra gli episodi e gli aspetti significativi soltanto quelli alla fine funzionali al racconto del nodo della vicenda, ovvero la misteriosa scomparsa dello scienziato. Curioso esperimento letterario, che ha il merito di sfuggire alla mitizzazione dell'uomo per fermarsi a una analisi non dico fredda ma comunque cronachistica della storia fosca raccontata. Sciascia ha però il demerito di condire tutto, al fine probabilmente di diluire il più possibile in più pagine possibili, la materia che starebbe nella metà delle pagine utilizzate con una prosa articolatissima fino a diventare ostica, criptica quasi a rispecchiare in scrittura l'enigmaticità dell'uomo; tuttavia ciò non può costituire merito quanto un limite letterario del saggio, perché allontana un pò il lettore comune, confinando la vicenda narrata in una logica un pò salottiera che mi convince poco.

    ha scritto il 

  • 5

    Sciascia è un maestro.

    Libro imperdibile, per la bellezza con cui è scritto, anzi, per la sobria eleganza, l'intreccio, la ricostruzione dei fatti, il piglio scientifico e il finale, che fa onore al personaggio. Sciascia è un maestro.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha emozionato, per niente. Sì, va bene, lo scienziato che forse intuisce la minaccia atomica e ne rimane sconvolto... I certosini alla fine, Gentile all'inizio, i ricordi di Fermi... Ben altro di Sciascia volentieri rileggerei.

    ha scritto il 

  • 5

    3, 11 e 3+11

    Quante domande e quante risposte. Se ne cerchiamo sulla scomparsa di Ettore Majorana ma anche sulla stessa nostra vita, leggiamo questo libro. Sciascia ricama immagini con il suo stile tondo. io, ho pianto, nonostante da piangere ci fosse ben poco.

    ha scritto il 

  • 5

    In primis, mi sento in dovere di ringraziare la mia amica per avermi prestato questo libro.
    In secundis, mi sento in dovere di ringraziare Sciascia, per avermi fatto conoscere una persona come Ettore Majorana. E’ uno tra i libri più coinvolgenti che abbia mai letto: Sciascia indaga sul caso ...continua

    In primis, mi sento in dovere di ringraziare la mia amica per avermi prestato questo libro.
    In secundis, mi sento in dovere di ringraziare Sciascia, per avermi fatto conoscere una persona come Ettore Majorana. E’ uno tra i libri più coinvolgenti che abbia mai letto: Sciascia indaga sul caso avvalendosi, appunto, di vari documenti e costruendo la storia a mo’ di saggio per donare alla fine la sua versione dei fatti, che, in tutta sincerità, mi ha convinto. Egli dipinge in modo magistrale la figura di Majorana, una persona che avrei voluto conoscere, per il fascino che ha esercitato su di me; il fisico che annotò su un pacchetto di sigarette la teoria della scissione nucleare, e che gettò quello stesso pacchetto in un secchio dell’immondizia.
    Certamente lo rileggerò, per cogliere al meglio ciò che una lettura non costante non mi ha permesso di raggiungere, e sicuramente farò delle ricerche sul personaggio di Majorana.

    ha scritto il 

  • 4

    La scomparsa di Majorana è un romanzo di Leonardo Sciascia del 1975, basato sul fatto di cronaca della scomparsa del fisico italiano Ettore Majorana, avvenuta il 25 Marzo 1938 sul traghetto da Napoli a Palermo.


    Scritto come un'inchiesta giornalistica, il romanzo racconta della scomparsa de ...continua

    La scomparsa di Majorana è un romanzo di Leonardo Sciascia del 1975, basato sul fatto di cronaca della scomparsa del fisico italiano Ettore Majorana, avvenuta il 25 Marzo 1938 sul traghetto da Napoli a Palermo.

    Scritto come un'inchiesta giornalistica, il romanzo racconta della scomparsa del fisico, delle motivazioni date dalla polizia, dal presunto suicidio, delle motivazioni addotte dalla famiglia e da una motivazione creata da Sciascia: che il fisico sia scomparso di propria volontà per non essere costretto a lavorare sul progetto della bomba atomica, alla quale sembrava essere arrivato prima del collega Enrico Fermi.

    Secondo Sciascia Majorana è un'eroe ignoto, come racconto in quest'articolo.

    Un libro ben scritto e appassionante se vi piacciono le ricostruzioni storiche, con una spiegazione convincente e coerente. In più un romanzo che vi fa conoscere una delle più grandi menti del novecento, riconosciuto da Fermi, Einstein e Bohr. E della sua personale etica che lo porta a scomparire dal mondo invece che regalare la più grande, potente e distruttiva arma che il mondo stesso abbia mai conosciuto.

    Da leggere, certi eroi vanno ricordati per sempre, non passati sotto silenzio.

    ha scritto il 

  • 4

    Già detto tutto per quanto riguarda "Il giorno della civetta"


    Aggiungo solo che qui i personaggi sono invece tutti reali. E la vicenda descritta risulta ancora adesso misteriosa e assai inquietante. Ovviamente, narrata in maniera originale e asciutta, riuscendo - anche qui in poche pagine ...continua

    Già detto tutto per quanto riguarda "Il giorno della civetta"

    Aggiungo solo che qui i personaggi sono invece tutti reali. E la vicenda descritta risulta ancora adesso misteriosa e assai inquietante. Ovviamente, narrata in maniera originale e asciutta, riuscendo - anche qui in poche pagine - a cogliere al contempo i tratti del Majorana uomo e scienziato e le vicissitudini che poi portarono, appunto, alla sua scomparsa.

    Grandissimo Sciascia.

    ha scritto il 

  • 5

    Sciascia, Majorana...verità che porta giustizia.

    Un libello di nemmeno cento pagine, preciso nell'indagine quasi fosse saggio storico ma la finzione letteraria di Sciascia, volutamente eterea, straniante, metafisica per poi finire forse addirittura inferiore alla realtà stessa.
    Ma se si entra senza mezzi termini dentro all'azione è anche ...continua

    Un libello di nemmeno cento pagine, preciso nell'indagine quasi fosse saggio storico ma la finzione letteraria di Sciascia, volutamente eterea, straniante, metafisica per poi finire forse addirittura inferiore alla realtà stessa.
    Ma se si entra senza mezzi termini dentro all'azione è anche per via della struttura narrativa, caratterizzata dalla raccolta di notizie e di materiale tratto dagli eventi per come sono andati finché si conoscono: giornali dell'epoca, lettere, documenti e quant'altro mettono il lettore sulle piste ipotetiche e sul tratto caratteriale di Majorana: un giovane tanto geniale quanto brillante che attrae compagni e professori, come Enrico Fermi, che lo considera come un Galileo, o un Newton. Si isolerà sempre di più dopo un incontro in Germania con Heisenberg, il fisico nucleare sempre più vicino alla soluzione dell'atomica... tornato in Italia andrà ad insegnare a Napoli e conduce una vita sempre più ritirata. Sparisce senza lasciare tracce a 31 anni, il marzo del 1938e la polizia propenderà per il suicidio. Leonardo Sciascia riprende documenti e fascicoli e delinea la sua conclusione, Egli insiste sull'uomo, sulla personalità dello scienziato, Cerca quindi il movente emotivo che farà scattare il seguito...soprattutto sulla consapevolezza che molti colleghi anche di altre nazioni sono sempre più vicini alla soluzione che potrebbe produrre l'orrore nel mondo; le conseguenze dell'atomica portano quindi Majorana prima ad uno stato di penosa riflessione e poi, forse, ad abbandonare come "conseguenza morale" gli studi e la fisica. Nel documento di Sciascia il solito paradosso, la contraddizione di chi "visse ed inevitabilmente si contraddisse", anche Maajorana, genio della scienza ed annullatosi, scomparso per la scienza stessa. Come altri personaggi "Sciasciani" segue valori universali, come la tradizione illuminista insegna, con la ragione si cerca il pensiero alto, mai pratico e concreto e quindi disturbante per una società dei profitti, da qui nasce anche il conflitto tra l'individuo "illuminato" e la moltitudine, il senso comune che il più delle volte è corrotto anche semplicemente dagli interessi particolari, dai guadagni e dal concreto. Così Sciascia si serve di paesaggi metafisici o surreali, distese immense e strane, simbolo della solitudine e dell'angoscia dei suoi protagonisti. E' la ricerca della verità, uno dei temi base di Leonardo Sciascia. Verità nel senso più laico del termine, la verità tra gli uomini, che porta di conseguenza uguaglianza fratellanza e libertà. All'estremo anche la verità metafisica o di nuovo concreta è comunque il mezzo che porta alla giustizia. Lo scrittore siciliano, dopo un'aqvvincente narrazione, vede l'ipotesi di un ritiro dal mondo moderno del professore, alla ricerca di un "pezzo di paradiso "dove chiedersi ancora e magari anche domandare..."La verità è figlia del tempo e non dell'autorità, la nostra ignoranza infinita, diminuiamola almeno di un millimetro cubo"

    ha scritto il 

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