La scomparsa di Majorana

Di

Editore: Einaudi Editore, Nuovi Coralli

4.0
(2584)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 77 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000009840 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    "La scienza, come la poesia, si sa che sta ad un passo dalla follia"

    Riporto un passaggio del commento di Gabril a questo romanzo che ritengo così tanto azzeccato da rubarlo e farlo mio.

    "Ettore Majorana era un uomo di consapevolezza, di lungimiranza, capace di ascolt ...continua

    Riporto un passaggio del commento di Gabril a questo romanzo che ritengo così tanto azzeccato da rubarlo e farlo mio.

    "Ettore Majorana era un uomo di consapevolezza, di lungimiranza, capace di ascolto di sè e di proiezione futura. Un uomo nato postumo." Un uomo che aveva compreso dove i suoi studi avrebbero portato l'umanità. E non era un bel luogo.
    E quindi Ettore decide, con grandissimo coraggio, di sparire. Di allontanarsi per non nuocere.

    E 'chissenefrega' della fama. 'Chissenefrega' del potere, dell'affermazione e del successo. Ci son dei confini che eticamente la scienza non può e non deve superare. E lui, l'uomo con uno sguardo che sapeva vedere quello che i contemporanei nemmeno intuivano, se ne accorge e si ferma.

    Beh. Chapeau Ettore. E se non è stato proprio così che è successo, chapeau a Sciascia che ha saputo pensare che le cose fossero andate così.
    Perchè così ci piace pensare.

    Una nota di colore.
    "Il 17 luglio, nella rubrica Chi l’ha visto? del più popolare settimanale italiano, La Domenica del Corriere , veniva fuori una piccola fotografia e una descrizione dello scomparso Ettore Majorana: Di anni 31, alto metri 1,70, snello, con capelli neri, occhi scuri, una lunga cicatrice sul dorso di una mano."

    Leggevo e non ci potevo credere. Esisteva "Chi l'ha visto?" nel 1938. Mannaggia oh, neanche allora si poteva scomparire in pace!!!

    Per fortuna che Sciascia pone il veto. Perché è bene che tutti, in questo mondo in cui domina il voyeurismo, si sentano ancora "coinvolti, tenuti all'osservanza di un segreto"

    ha scritto il 

  • 0

    "Ettore la fisica non va mai a dormire, agli altri il sonno, a noi la voglia di scoprire" *

    La scomparsa di Majorana altro non è che un sottilissimo album sulle cui pagine Sciascia attacca, senza nemmeno provare a catalogarli o riordinarli, gli sfilacciati e disparati brandelli del filo che ...continua

    La scomparsa di Majorana altro non è che un sottilissimo album sulle cui pagine Sciascia attacca, senza nemmeno provare a catalogarli o riordinarli, gli sfilacciati e disparati brandelli del filo che si snodava, in origine, attraverso una storia eccezionale.
    Non c'è, da parte dello scrittore, nessun tentativo di riannodare quei fili né di immaginare ciò che è andato perduto; il mistero della sparizione del fisico siciliano, anzi, esce da questo lavoro sostanzialmente intatto: un uomo dalla straordinaria intelligenza (Majorana stesso, guardiano silenzioso/sfinge ferma sul confine di un regno d'orrori) lo ha meticolosamente progettato e messo in atto, soltanto un uomo dotato di un'intelligenza analoga (non S., uomo di lettere più avvezzo a giocare con le parole che non con i fatti) saprà scardinarlo e portarlo a soluzione.

    Il messaggio che emerge chiaro da queste pagine riguarda l'impossibilità, per la scienza (non più pura, bensì tecnologizzata), di ignorare la coscienza, l'etica, la morale; non sempre la sapienza (non soltanto quella conquistata con lo studio, ma pure quella connaturata con chi l'afferra attraverso epifaniche intuizioni e poi è costretto a portarsela nelle tasche come un sasso incandescente) libera l'uomo.

    * La scomparsa di Majorana - Flavio Giurato

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    La sera del 25 marzo 1938 Ettore Majorana, allora trentunenne, si imbarca a Napoli sul traghetto diretto a Palermo lasciando due lettere nelle quali preannuncia la propria "scomparsa". Giunto a Palerm ...continua

    La sera del 25 marzo 1938 Ettore Majorana, allora trentunenne, si imbarca a Napoli sul traghetto diretto a Palermo lasciando due lettere nelle quali preannuncia la propria "scomparsa". Giunto a Palermo scrive però di distruggere le lettere che aveva inviato il giorno prima e annuncia di essere di ritorno a Napoli l'indomani. Il suo mancato arrivo a Napoli è noto, e Sciascia si interroga sulle congetture fatte in proposito formulandone anche di proprie.

    Breve romanzo, ma denso di contenuti sia per quello che riguarda la personalità di Majorana, sia per la lucidità dell'analisi del periodo storico (in pieno fascismo)
    Sciascia, con obiettività, distacco e con uno stile asciutto, si interroga sul fatto immedesimandosi nella personalità particolare del giovane fisico, nella sua logica e nell'etica segreta che forse ha mosso i suoi ultimi passi, mettendo insieme documenti e indizi, costruendo un romanzo che è un'analisi lucida ed avvincente di un fatto di cronaca.
    Majorana ci viene descritto come un giovane genio: per lui, la fisica non è materia da studiare, da metabolizzare con fatica, ma è già dentro di lui, fa parte del suo DNA e le intuizioni sono involontarie e immediate. La penna di Sciascia ci presenta un giovane che non sta bene nella propria pelle, che non è a casa in nessun posto perché fuori dagli schemi e, come tutte le persone molto dotate, finiscono prigionierE della loro genialità vivendo in solitudine.

    *** SPOILER *****

    E' di Majorana la teoria del nucleo dell'atomo composto da protoni e neutroni e questa teoria è stato il primo passo che ha segnato il cammino verso la bomba atomica. Proprio per questo Sciascia avanza l'ipotesi che Majorana non si sia suicidato ma che possa essersi ritirato presso un convento ricusando il suo ruolo di scienziato circa il possibile sviluppo della bomba atomica e le conseguenze disastrose che ne sarebbero seguite.

    ha scritto il 

  • 4

    Piacevole scoperta

    Non conosco la scrittura di Sciascia, e'il suo primo scritto che leggo e mi ci sono apprestata perche'mi interessa l'argomento di come la fisica abbia influenzato il corso della nostra storia mondiale ...continua

    Non conosco la scrittura di Sciascia, e'il suo primo scritto che leggo e mi ci sono apprestata perche'mi interessa l'argomento di come la fisica abbia influenzato il corso della nostra storia mondiale recente. Il caso Majorana e'molto affascinante e come e'esposto nel libro di Sciascia mi ha suscitato grande interesse. Penso che leggero'altri libri di Sciascia.

    ha scritto il 

  • 5

    Majorana è un personaggio unico che attraverso le parole di Sciacia viene delineato in maniera magistrale. Un uomo solo e con tormenti profondi, tali da portare all'annichilimento dell'anima. Forse l' ...continua

    Majorana è un personaggio unico che attraverso le parole di Sciacia viene delineato in maniera magistrale. Un uomo solo e con tormenti profondi, tali da portare all'annichilimento dell'anima. Forse l'ultimo scienziato della sua specie, quella non strumentalizzata.

    ha scritto il 

  • 0

    "In tutto è invece 'razionale' mistero di essenze e rispondenze, continua e fitta trama - da un punto all'altro, da una cosa all'altra, da un uomo all'altro - di significati: appena visibili, appena d ...continua

    "In tutto è invece 'razionale' mistero di essenze e rispondenze, continua e fitta trama - da un punto all'altro, da una cosa all'altra, da un uomo all'altro - di significati: appena visibili, appena dicibili."

    ha scritto il 

  • 3

    Ho trovato la...

    ...scrittura di Sciascia per niente pesante. Il che è strano, visto il parere dei più in proposito. Credo, invece, che lo stile di questo romanzo sia piacevole e scorrevole. Pesante, lo sarebbe stato, ...continua

    ...scrittura di Sciascia per niente pesante. Il che è strano, visto il parere dei più in proposito. Credo, invece, che lo stile di questo romanzo sia piacevole e scorrevole. Pesante, lo sarebbe stato, se il libro fosse stato più lungo, ma essendo una specie di "lungo saggio breve", mi ha trovato piacevolmente colpita. Anche il linguaggio utilizzato dall'autore mi è piaciuto molto: diretto e misterioso allo stesso tempo, forse leggermente saccente, con i riferimenti ai vari autori, a poeti e soprattutto a Stendhal, ma tutto sommato niente male.
    Il saggio, per la sua trama, alla fine non dice niente. Sono solo ipotesi e lo stesso Sciascia lo ammette, però, sono ipotesi che fanno riflettere. Un peccato il fatto che si sia scoperto il segreto di Majorana solo poco tempo prima che io leggessi il libro, anche se, adoro pensarlo, avevo ipotizzato giusto ;)

    ha scritto il 

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