La scomparsa di Majorana

Di

Editore: Adelphi

3.9
(2745)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8845912698 | Isbn-13: 9788845912696 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Lea Ritter Santini

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace La scomparsa di Majorana?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Un libro interessante, scritto come un inchiesta, che aiuta i lettori a conoscere Majorana e la sua storia molto particolare. Sciascia cerca di raccontare gli eventi trovando, a mio avviso, una correl ...continua

    Un libro interessante, scritto come un inchiesta, che aiuta i lettori a conoscere Majorana e la sua storia molto particolare. Sciascia cerca di raccontare gli eventi trovando, a mio avviso, una correlazione tra la vita di questo fisico e il fatto che lui abbia inscenato un suicidio, non che si sia ucciso davvero. Molte altre teorie sono state poi avanzate sulla scomparsa di Majorana: questa è una, ed è comunque interessante leggerla.

    ha scritto il 

  • 3

    TRE STELLE forse sono anche poche poche: considerate almeno 3,5 (quasi 4 : tra decisamennte buono e ottimo).

    Molto indeciso tra l’assegnare tre o quattro stelline a questo breve libriccino, che ricostruisce le diverse ipotesi già fatte sulla misteriosa sparizione del noto fisico e matematico nel 1938, alla v ...continua

    Molto indeciso tra l’assegnare tre o quattro stelline a questo breve libriccino, che ricostruisce le diverse ipotesi già fatte sulla misteriosa sparizione del noto fisico e matematico nel 1938, alla vigilia della guerra e dell’era atomica, basandosi sui documenti ed atti oggi esistenti.

    A Sciascia piace pensare (più vera o no che sia rispetto alle altre) che Majorana non si sia mai suicidato, ma abbia organizzato meticolosamente (da vero e geniale scienziato quale egli fu) il suo ritiro dal mondo e da ogni scienza (forse nascondendosi in un convento) per avere precocemente intuito l’orrore e la capacità di distruzione che la conoscenza dei più profondi misteri può comportare se resa fruibile a tutti, specie cadendo in mani sbagliate ed utilizzata per i propri tornaconti, politici, bellici, sociali, economici, ecc.

    Tale ipotesi del resto è perfettamente in linea con il carattere schivo, scevro da qualsiasi ambizione, ai limiti dell’asocialità, che Majorana stesso mostrò fin dall’infanzia e poi nel corso di una carriera accademica durante la quale non si curò mai di pubblicare le sue geniali scoperte, non mostrò mai nessuna passione o anche semplice interesse nella didattica, e non si curò mai di ottenere alcun pubblico riconoscimento.

    Ma soprattutto a Sciascia piace pensare (da letterato) al senso epico di un gesto estremo, quale quello di volersi annullare e scomparire dal mondo, volendo far credere di essersi voluto fare inghiottire dal mare tra Palermo e Napoli come un dantesco Ulisse, senza dover rinunciare alla propria vita, ma anzi per dedicarla in completa libertà e assoluta solitudine al puro pensiero filosofico, alla meditazione più profonda inseguendo le proprie geniali intuizioni e ciò che si nascondeva, e continua a nascondersi, dietro ad esse.

    Alla fine ne assegno tre, ma che sono chiaramente almeno tre e mezzo, solo perché il tema poteva meritare maggiori sviluppi e considerazioni (pur essendone presenti già diverse, con diversi riferimenti alla letteratura (da Dante a Brecht, a Durenmatt), per appagare maggiormente il lettore, per essere considerato un vero e proprio romanzo, cosa che non riesce a mio parere a essere, ma che avrebbe, forse, potuto essere.
    Ma forse questo non era neanche nelle intenzioni dello scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    Majorana ed Heisenberg

    La Sicilia è l’Italia vista con la lente di ingrandimento. Ogni questione rimane irrisolta e se qualcuno sparisce non si scoprirà mai se sarà stato ucciso o rapito o se abbia scelto naturalmente la fu ...continua

    La Sicilia è l’Italia vista con la lente di ingrandimento. Ogni questione rimane irrisolta e se qualcuno sparisce non si scoprirà mai se sarà stato ucciso o rapito o se abbia scelto naturalmente la fuga. Per Maiorana mi piace pensare che sia andata così. La fuga dal mondo era l’unica scelta per salvarsi e soprattutto per non essere complice delle atrocità del mondo perché della politica non ci si può fidare. La sua intelligenza visionaria lo mise ad un certo punto davanti ad una scelta che oggi appare risoluta e lontana da ogni clamore. Scrive al padre da Lipsia dicendo che avrebbe ritardato di qualche giorno il suo rientro perché avrebbe voluto trascorrere un po’ di tempo di più con Heisenberg che è uno che ama le “chiacchiere” e che gli insegna pazientemente il tedesco. Le chiacchiere sono solo un modo per sminuire gli argomenti di cui, quasi sicuramente, trattano e per far capire ai genitori che sta cambiando il suo carattere non più silenzioso e scontroso. Mi piace molto il modo in cui Sciascia descrive l’intesa tra i due, la drammaticità del contesto in cui viveva Heisenberg ed anche il suo essere non solo scienziato ma anche filosofo. Due scienziati due uomini liberi e che si comportarono da uomini liberi anche se per condizioni oggettive non lo erano; si comportarono invece da schiavi e furono schiavi coloro che godevano di una oggettiva condizione di libertà. Questo afferma Sciascia: “ Furono liberi coloro che non la fecero. Schiavi coloro che la fecero. Gli schiavi ne ebbero paura, angoscia, mentre i liberi la proposero, vi lavorarono e la misero a punto, la consegnarono ai politici ed ai militari. E che gli schiavi l’avrebbero consegnata ad Hitler, ad un dittatore di fredda e atroce follia, mentre i liberi l’avrebbero consegnata a Truman, uomo di “senso comune” che rappresentava il “senso comune” della democrazia americana, non fa differenza dal momento che Hitler avrebbe deciso esattamente come Truman”. E così mentre i più pensavano che dove ci fosse Heisenberg si stesse pensando all’atomica, Heisenberg era, al contrario, ossessionato dal fatto che oltre oceano la stessero facendo.
    Onore, dunque, ad un tedesco e ad un italiano che riuscirono ad essere liberi quando tutti erano schiavi.

    ha scritto il 

  • 4

    IL SENSO DI UNA VITA

    A quasi ottanta anni dalla scomparsa del fisico Majorana ancora si fanno ipotesi sulla sua dipartita mentre l’avanzare del tempo e la sua ormai sicura morte, avrebbe centoundici anni, pongono in un q ...continua

    A quasi ottanta anni dalla scomparsa del fisico Majorana ancora si fanno ipotesi sulla sua dipartita mentre l’avanzare del tempo e la sua ormai sicura morte, avrebbe centoundici anni, pongono in un qualche modo la parola fine. Eppure il mistero sussiste e l’anno scorso dopo le rivelazioni rilasciate da un italiano emigrato in Venezuela nel 2008 e il successivo interessamento della trasmissione RAI “Chi l’ha visto?” è apparso per i tipi Chiarelettere il volume “La seconda vita di Majorana” , un’indagine condotta da Giuseppe Borello, Lorenzo Giroffi e Andrea Sceresini. Non ho avuto modo di leggerlo e in realtà non mi sono approcciata neanche al testo di Sciascia, il quale tra l’altro offre un’ipotesi sulla sua fine diversa da quelle più recenti, con l’intento di sciogliere un mistero o avvicinarmi alla sua soluzione, benché per indole sia molto attratta dalle biografie delle persone scomparse rimanendone sempre affascinata.
    E appunto in questo bellissimo testo ho soddisfatto il gusto per la biografia, perché questo ci offre Sciascia: una rilettura della vita del grande Majorana alla luce della sua stessa esistenza e non della sua morte. Si scopre allora una persona che viene tratteggiata attraverso il ricordo di chi gli sopravvisse, il fratello Salvatore che lo cerca tramite l’aiuto dei senatori, la madre che lo ritrae in maniera onestissima e toccante in una lettera al Duce allegando l’evidenza di un impossibile intento suicida nel figlio, a detta sua “vittima della scienza”, lo stesso Enrico Fermi che lo ritiene un genio. Numerose sono le testimonianze di cui si avvale Sciascia e scarsi i documenti che sigillano con l’esiguo numero l’impronta data fin da subito alle indagini: un evidente caso di suicidio, reso tangibile dalle stesse lettere lasciate dal fisico. In aggiunta a quanto detto, senza nulla svelare al lettore di questa breve e intensa e particolare esistenza, sia chiaro che il tutto è reso magnifico dall’acume di Sciascia, dal suo rigore intellettuale, dal suo profondo senso di giustizia, dal suo essere siciliano, dal sentimento umano che permette di avvicinare una figura enigmatica restituendogli un’identità umana, vera, viva e vicina nel suo essere eccezionale e nelle sue debolezze. Il ritratto offerto al lettore rimane impresso nella mente e offusca il mistero della scomparsa per restituire il senso di un’esistenza e insieme il ritratto di un’epoca complessa fatta di poteri forti e pericolosi, di menti eccelse e di altre sovraeccitate e malate, di un mondo della scienza onnipotente e senza limiti. Il volume è arricchito dal saggio “Uno strappo nel cielo di carta” di Lea Ritter Santini che amplia i riferimenti bibliografici citati dall’autore a sostegno della sua trattazione: “Vita di Galileo” di B. Brecht, i romanzi pirandelliani sulla frantumazione dell’Io , la citazione di una frase di Camus, l’episodio dell’ Ulisse dantesco e altri ancora. Il saggio aiuta inoltre a capire gli sviluppi vertiginosi della fisica che portarono all’uso sconsiderato della facoltà umana del capire collassata nella forza distruttrice della bomba atomica. Lo consiglio quindi anche a tutti gli appassionati di fisica che sapranno già circostanziare l’esistenza dello scomparso nel contesto scientifico a lui coevo, ponendolo quale anticipatore , premonitore e geniale studioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Come tutti i siciliani “buoni”, come tutti i siciliani migliori, Majorana non era portato a far gruppo, a stabilire solidarietà e a stabilirvisi (sono i siciliani peggiori quelli che hanno il genio d ...continua

    “Come tutti i siciliani “buoni”, come tutti i siciliani migliori, Majorana non era portato a far gruppo, a stabilire solidarietà e a stabilirvisi (sono i siciliani peggiori quelli che hanno il genio del gruppo, della cosca).”

    https://frasiarzianti.wordpress.com/2017/03/14/la-scomparsa-di-majorana-leonardo-sciascia/

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un fisico siciliano predestinato a diventare un genio, una sparizione tanto improvvisa quanto imprevista, l'ombra dell'atomica in preparazione a rendere il mistero ancora più torbido, un ...continua

    Ingredienti: un fisico siciliano predestinato a diventare un genio, una sparizione tanto improvvisa quanto imprevista, l'ombra dell'atomica in preparazione a rendere il mistero ancora più torbido, un finale mancante di una storia che nemmeno la Storia ha saputo trovare.
    Consigliato: a chi vuole scoprire lati pirandelliani in un uomo di scienza, agli uomini "fatti per seguir virtute e canoscenza" ma destinati ad essere sommersi da un mare oscuro.

    ha scritto il 

  • 3

    La scomparsa di Majorana

    A più di vent'anni di distanza dalla lettura de "Il giorno della civetta", mi sono riaccostato a Sciascia, riscoprendo un racconto che, visti i recenti accadimenti, è tornato ad essere di stringente a ...continua

    A più di vent'anni di distanza dalla lettura de "Il giorno della civetta", mi sono riaccostato a Sciascia, riscoprendo un racconto che, visti i recenti accadimenti, è tornato ad essere di stringente attualità.
    Il 26 marzo del 1938, durante un viaggio in piroscafo da Palermo a Napoli, si perdevano definitivamente le tracce del giovane fisico Ettore Majorana: un "astro nascente" della scienza che Fermi arrivò a paragonare addirittura a Galileo e Newton.
    Trentasette anni dopo - siamo nel 1975 - Sciascia cerca di dare una risposta a questo mistero, attraverso una minuziosa ricostruzione della vicenda. Lo scrittore attinge sapientemente a materiali d'archivio: lettere dei familiari, testimonianze e documenti ufficiali diventano, nelle mani dello scrittore siciliano, come creta malleabile a cui dare forma.
    Sciascia si muove in un perfetto equilibrio tra la ricostruzione storica (propria del cronista) e la volontà di interpretare i fatti (propria dello scrittore).
    In poco più di novanta pagine riesce a far emergere un'immagine di Majorana nitida e ricca di sfumature. Il regime fascista, i germi del secondo conflitto mondiale, gli studi sull'atomica... costituiscono la scenografia davanti a cui si muovono personaggi noti e meno noti che, nel corso di quegli anni, scrissero pagine importanti della storia mondiale.
    L'ipotesi del suicidio, che in un primo tempo pareva essere la più accreditata, sembra ad un certo punto passare in secondo piano. Il progresso scientifico, capace di produrre armi di distruzione di massa, diventa un fattore determinante nelle scelte del giovane scienziato: la possibilità di sterminare migliaia di esseri umani attraverso il lancio di un ordigno è un qualcosa di incredibile ed inaudito, che potrebbe aver inciso sulla decisione di Majorana di darsi alla macchia.
    Ed allora la possibilità di un eclissarsi del tutto volontario, magari tra le mura di un convento, confondendo le acque, diventa un'ipotesi affascinante e sicuramente plausibile.
    La scrittura di Sciascia non ha bisogno di presentazioni: elegante, complessa, avvolgente, sembra quasi un candido manto che avvolge e rassicura il lettore, srotolandosi precisa e senza soluzioni di continuità. Ogni singola parola del racconto sembra scelta con straordinaria cura, ogni frase pare frutto di un lungo lavoro di studio e di valutazione.
    Recentemente si è diffusa la notizia di una possibile permanenza di Majorana in Venezuela nel corso degli anni '50. Al di là del fatto che si tratti o meno della verità, l'ipotesi formulata da Sciascia - quella di un Majorana che rifugge le crudeltà di un mondo impazzito e si rifugia in una cella monacale - rimane valida e pregna di interesse, nonché supportata da elementi che la rendono particolarmente attraente agli occhi di un pubblico maturo, desideroso di vedere dietro la scomparsa di un genio una scelta morale ben delineata... molto più audace della volontà di togliersi la vita.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    ipotesi dell'autore

    Non mi è piaciuto granché. Tutto è costruito sui verbali di polizia e sulle due lettere inviate da Majorana. L'ipotesi del ritiro in convento a suffragare la presa di distanza della scienza dall'uti ...continua

    Non mi è piaciuto granché. Tutto è costruito sui verbali di polizia e sulle due lettere inviate da Majorana. L'ipotesi del ritiro in convento a suffragare la presa di distanza della scienza dall'utilizzo a fini militari e di sterminio delle scoperte della fisica nucleare. Un po poco...

    ha scritto il 

  • 3

    Sciascia ci racconta la misteriosa scomparsa di Ettore Majorana. Tanto si è detto e tanto si è fantasticato sulla sua scomparsa ....a me piace credere che sia andata come la racconta Sciascia!

    ha scritto il 

Ordina per