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La scomparsa di Majorana

Di

Editore: Adelphi (gli Adelphi 249)

4.0
(2486)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845918718 | Isbn-13: 9788845918711 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Lea Ritter Santini

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, il 26 marzo 1938, si perdono le tracce del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, definito da Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e, soprattutto, dai terribili sviluppi che una mente così acuta e geniale può aver letto nel futuro della scienza, prossima alla messa a punto della bomba atomica? Su questo interrogativo Sciascia costruisce uno dei suoi romanzi più intensi per la finezza dell'analisi e dell'immedesimazione in moventi non detti, come nella logica e nell'etica segreta di Majorana.
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  • 3

    Ho trovato la...

    ...scrittura di Sciascia per niente pesante. Il che è strano, visto il parere dei più in proposito. Credo, invece, che lo stile di questo romanzo sia piacevole e scorrevole. Pesante, lo sarebbe stato, ...continua

    ...scrittura di Sciascia per niente pesante. Il che è strano, visto il parere dei più in proposito. Credo, invece, che lo stile di questo romanzo sia piacevole e scorrevole. Pesante, lo sarebbe stato, se il libro fosse stato più lungo, ma essendo una specie di "lungo saggio breve", mi ha trovato piacevolmente colpita. Anche il linguaggio utilizzato dall'autore mi è piaciuto molto: diretto e misterioso allo stesso tempo, forse leggermente saccente, con i riferimenti ai vari autori, a poeti e soprattutto a Stendhal, ma tutto sommato niente male.
    Il saggio, per la sua trama, alla fine non dice niente. Sono solo ipotesi e lo stesso Sciascia lo ammette, però, sono ipotesi che fanno riflettere. Un peccato il fatto che si sia scoperto il segreto di Majorana solo poco tempo prima che io leggessi il libro, anche se, adoro pensarlo, avevo ipotizzato giusto ;)

    ha scritto il 

  • 4

    Sciascia analizza uno dei misteri della cronaca e della scienza italiana con un'attenta raccolta di informazioni; sollecita la curiosità del lettore alludendo a scenari plausibili, senza vincoli o pre ...continua

    Sciascia analizza uno dei misteri della cronaca e della scienza italiana con un'attenta raccolta di informazioni; sollecita la curiosità del lettore alludendo a scenari plausibili, senza vincoli o pregiudizi.

    ha scritto il 

  • 4

    In data 4 febbraio 2015 il Tirreno, quotidiano locale della Toscana, pubblicava un aritcolo a tutta pagina dove si annunciava la **definitiva** soluzione della scomparsa dello scienziato Ettore Majora ...continua

    In data 4 febbraio 2015 il Tirreno, quotidiano locale della Toscana, pubblicava un aritcolo a tutta pagina dove si annunciava la **definitiva** soluzione della scomparsa dello scienziato Ettore Majorana, avvenuta nel marzo 1938. Il Tirreno indicava come sicura la "pista argentina": Majorana che fa scientificamente perdere le proprie traccie durante un viaggio in nave Napoli-Palermo, e si imbarca per sempre per l'America del Sud.
    Non avendo avuto modo di consultare altri giornali, non so se anche loro hanno trattato la notizia, ma sarebbe tipico dei fantasmi definitivi, i soggetti di eterna "morte presunta" come Majorana, apparire fuori del loro contesto (in questo caso un giornale che nulla ha che fare con i luoghi dello scomparso) e sparigliare le carte moltiplicando così all'infinito, invece di risolvere, il mistero che li circonda.
    L'articolo mi ha fatto riesumare e leggere la dodicesima edizione (Adelphi febbraio 2013) de "la scomparsa di Majorana" di Leonardo Sciascia. Credevo il libro fosse un asciutto trattato avvalorante una qualche idea di intrigo internazionale, salvo invece scoprire un artistico misto di racconto, somma e analisi dei fatti, che appoggia solo vagamente e senza insistere la pista monastica, secondo cui lo scianziato si sarebbe rifugiato in un monastero fino alla fine dei suoi giorni.
    Scritto nel 1975, la Scomparsa di Majorana pare anticipare uno stile modernissimo che ho trovato in Vittorio Giacopini (indagatore di altri personaggi sfuggenti tipo il conte Cagliostro, lo scacchista Bobby Fisher e lo scrittore B. Traven) e addirittura negli attuatori di piani quinquennali Wu-Ming. D'altra parte Majorana stesso era un anticipatore, e chissà quali negative visioni aveva avuto dalle sue intuizioni scientifiche; non stupisce quindi che nella sua nuova vita di fantasma si sia connesso ad un anticipatore della letteratura.

    "[...] si favoleggiava di un “raggio della morte” che da Roma, per esperimento, era stato lanciato a fulminare una vacca situata a riceverlo in una radura nei pressi di Addis Abeba."

    ha scritto il 

  • 5

    Me lo ha consigliato Pasolini, o meglio Abel Ferrara che nel suo ultimo film fa dire a PPP, rivolgendosi alla sorella, che questo è un libro importante, da leggere assolutamente.
    Aveva ragione: a metà ...continua

    Me lo ha consigliato Pasolini, o meglio Abel Ferrara che nel suo ultimo film fa dire a PPP, rivolgendosi alla sorella, che questo è un libro importante, da leggere assolutamente.
    Aveva ragione: a metà fra saggio e romanzo d'inchiesta, in meno di ottanta pagine e con la sua inconfondibile scrittura, Sciascia ci racconta di etica e scienza, di un'epoca storica e dell'impossibilità della verità.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il primo libro di Sciascia che mi lascia proprio tiepidina.

    Indagherò meglio il periodo e il contesto in cui è stato scritto, perché mi sfugge la ragione per cui "la banda di via Panisperna" sia de ...continua

    E' il primo libro di Sciascia che mi lascia proprio tiepidina.

    Indagherò meglio il periodo e il contesto in cui è stato scritto, perché mi sfugge la ragione per cui "la banda di via Panisperna" sia descritta come un branco di coglioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo di fronte a un saggio, sicuramente ben scritto e dai contorni ben definiti, che si spinge molto ai confini del genere, per toccare con uno stile poetico e tutta la romanzizzazione possibile dell ...continua

    Siamo di fronte a un saggio, sicuramente ben scritto e dai contorni ben definiti, che si spinge molto ai confini del genere, per toccare con uno stile poetico e tutta la romanzizzazione possibile della vicenda che, sic et simpliciter, non ha poi tante sfaccettature, sotto certi aspetti il genere del romanzo breve. Diviso in capitoletti, ognuno dedicato all'esplorazione di uno degli aspetti della biografia di Majorana, il racconto non si fa tuttavia mai davvero biografico in quanto si sofferma a una analisi per macro-aree della vita e del carattere del protagonista, selezionando fra gli episodi e gli aspetti significativi soltanto quelli alla fine funzionali al racconto del nodo della vicenda, ovvero la misteriosa scomparsa dello scienziato. Curioso esperimento letterario, che ha il merito di sfuggire alla mitizzazione dell'uomo per fermarsi a una analisi non dico fredda ma comunque cronachistica della storia fosca raccontata. Sciascia ha però il demerito di condire tutto, al fine probabilmente di diluire il più possibile in più pagine possibili, la materia che starebbe nella metà delle pagine utilizzate con una prosa articolatissima fino a diventare ostica, criptica quasi a rispecchiare in scrittura l'enigmaticità dell'uomo; tuttavia ciò non può costituire merito quanto un limite letterario del saggio, perché allontana un pò il lettore comune, confinando la vicenda narrata in una logica un pò salottiera che mi convince poco.

    ha scritto il 

  • 5

    Sciascia è un maestro.

    Libro imperdibile, per la bellezza con cui è scritto, anzi, per la sobria eleganza, l'intreccio, la ricostruzione dei fatti, il piglio scientifico e il finale, che fa onore al personaggio. Sciascia è ...continua

    Libro imperdibile, per la bellezza con cui è scritto, anzi, per la sobria eleganza, l'intreccio, la ricostruzione dei fatti, il piglio scientifico e il finale, che fa onore al personaggio. Sciascia è un maestro.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha emozionato, per niente. Sì, va bene, lo scienziato che forse intuisce la minaccia atomica e ne rimane sconvolto... I certosini alla fine, Gentile all'inizio, i ricordi di Fermi... Ben altro ...continua

    Non mi ha emozionato, per niente. Sì, va bene, lo scienziato che forse intuisce la minaccia atomica e ne rimane sconvolto... I certosini alla fine, Gentile all'inizio, i ricordi di Fermi... Ben altro di Sciascia volentieri rileggerei.

    ha scritto il 

  • 5

    3, 11 e 3+11

    Quante domande e quante risposte. Se ne cerchiamo sulla scomparsa di Ettore Majorana ma anche sulla stessa nostra vita, leggiamo questo libro. Sciascia ricama immagini con il suo stile tondo. io, ho p ...continua

    Quante domande e quante risposte. Se ne cerchiamo sulla scomparsa di Ettore Majorana ma anche sulla stessa nostra vita, leggiamo questo libro. Sciascia ricama immagini con il suo stile tondo. io, ho pianto, nonostante da piangere ci fosse ben poco.

    ha scritto il 

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