La scomparsa di Majorana

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 249)

3.9
(2691)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845918718 | Isbn-13: 9788845918711 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Lea Ritter Santini

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, il 26 marzo 1938, si perdono le tracce del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, definito da Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e, soprattutto, dai terribili sviluppi che una mente così acuta e geniale può aver letto nel futuro della scienza, prossima alla messa a punto della bomba atomica? Su questo interrogativo Sciascia costruisce uno dei suoi romanzi più intensi per la finezza dell'analisi e dell'immedesimazione in moventi non detti, come nella logica e nell'etica segreta di Majorana.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    ipotesi dell'autore

    Non mi è piaciuto granché. Tutto è costruito sui verbali di polizia e sulle due lettere inviate da Majorana. L'ipotesi del ritiro in convento a suffragare la presa di distanza della scienza dall'uti ...continua

    Non mi è piaciuto granché. Tutto è costruito sui verbali di polizia e sulle due lettere inviate da Majorana. L'ipotesi del ritiro in convento a suffragare la presa di distanza della scienza dall'utilizzo a fini militari e di sterminio delle scoperte della fisica nucleare. Un po poco...

    ha scritto il 

  • 3

    Sciascia ci racconta la misteriosa scomparsa di Ettore Majorana. Tanto si è detto e tanto si è fantasticato sulla sua scomparsa ....a me piace credere che sia andata come la racconta Sciascia!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei misteri italiani più famosi. Una sorta di "A sangue freddo" à la Sciascia: dove il racconto è sempre scritto con piglio giornalistico ma con stile e classe letteraria.

    ha scritto il 

  • 5

    Sciascia ci racconta e ci spiega come la scomparsa di Majorana è avvenuta. Ci parla delle indagini, ci parla di lui, ci parla dei suoi colleghi e famigliari.
    Poi cerca di dare una plausibile spiegazio ...continua

    Sciascia ci racconta e ci spiega come la scomparsa di Majorana è avvenuta. Ci parla delle indagini, ci parla di lui, ci parla dei suoi colleghi e famigliari.
    Poi cerca di dare una plausibile spiegazione della sua scomparsa.
    Scomparsa o morte?
    La teoria che si nasconde tra le pagine mi ha decisamente convinto...oltre ogni ragionevole dubbio.
    Un libro molto interessante vista la realtà della vicenda, ma è molto intrigante anche come Sciascia ci racconta i fatti e va oltre i fatti conosciuti.

    ha scritto il 

  • 4

    Pubblicato nel 1975, il libro ha avuto sicuramente il merito di riportare l'attenzione pubblica su un caso risalente al 1938 ed archiviato frettolosamente: la scomparsa del fisico Ettore Majorana.
    Iro ...continua

    Pubblicato nel 1975, il libro ha avuto sicuramente il merito di riportare l'attenzione pubblica su un caso risalente al 1938 ed archiviato frettolosamente: la scomparsa del fisico Ettore Majorana.
    Ironizzando sulla superficialità dell'indagine svolta dalla polizia fascista, Sciascia smonta facilmente l'idea del suicidio: le tracce che confermano una volontaria scomparsa sono evidenti.
    Ma quindi dove è finito Majorana? Sciascia segue labili tracce ed ipotizza delle scelte che fanno di questa storia qualcosa di più una normale sparizione perchè troppi sono i fili che la legano ai grandi avvenimenti della Storia.
    Grazie a questo testo, scritto da Sciascia con il suo impeccabile stile, le indagini sono continuate.

    Per i recenti sviluppi si rimanda alla più recente indagine giornalistica:
    http://www.anobii.com/books/La_seconda_vita_di_Majorana/9788861908185/019f01e31d697274d9

    ha scritto il 

  • 4

    “ … i morti si trovano, sono i vivi che possono scomparire”

    Le tracce di Ettore Majorana si perdono il 26 marzo del 1938.
    Uomo schivo, critico, scontroso, fisico geniale - a dire di Fermi - della stat ...continua

    “ … i morti si trovano, sono i vivi che possono scomparire”

    Le tracce di Ettore Majorana si perdono il 26 marzo del 1938.
    Uomo schivo, critico, scontroso, fisico geniale - a dire di Fermi - della statura di Galilei e Newton, si era imbarcato la sera prima a Napoli, diretto a Palermo, dopo aver lasciato in albergo una lettera indirizzata ai familiari e averne spedita una a Carrelli, direttore dell’Istituto di Fisica.
    A Carrelli, però, prima della lettera, arrivò un telegramma dello scienziato che lo esortava a non tener conto di quanto scritto.
    Seguì un secondo messaggio stilato sulla carta intestata dell’Hotel Sole: “Caro Carrelli, Spero che ti siano arrivati insieme il telegramma e la lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritornerò domani all’albergo Bologna, viaggiando forse con questo stesso foglio. Ho però intenzione di rinunziare all’insegnamento. Non mi prendere per una ragazza ibseniana perché il caso è differente. Sono a tua disposizione per ulteriori dettagli”.
    Il giorno successivo si sarebbe imbarcato per tornare a Napoli. E qualcuno, a Napoli, lo avrebbe riconosciuto. Poi più nulla.
    Sollecitato da Giovanni Gentile, il capo della polizia Arturo Bocchini aprì le indagini. Lo stesso Mussolini, dietro supplica della madre di Majorana e di Fermi, s’interessò al caso.
    Si fecero varie congetture. Soprattutto sì parlò di suicidio. Ma Ettore aveva portato con sé il passaporto e tutto il denaro che possedeva. Perché lo avrebbe fatto?
    Erano gli anni della seconda guerra mondiale. Erano gli anni della “fissione nucleare”…
    Il mistero è fitto.
    Leonardo Sciascia aveva una sua tesi. È qui, in questo breve e coinvolgente romanzo-inchiesta.

    Sciascia dichiarò d’aver scritto questo racconto per indignazione dopo aver sentito un fisico parlare con entusiasmo e soddisfazione delle bombe che avevano distrutto Hiroshima e Nagasaki. “…i documenti aiutando a rendere probante l’immaginazione, avevo fatto di Majorana il simbolo dell’uomo di scienza che rifiuta di immettersi in quella prospettiva di morte cui altri, con disinvoltura a dir poco, si erano avviati.

    ha scritto il 

  • 4

    Vogliamo credere che sia vero

    Ettore Majorana era un fisico siciliano, nato nel 1906; un genio, a detta di Enrico Fermi:

    “Perché, vede, al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fanno del ...continua

    Ettore Majorana era un fisico siciliano, nato nel 1906; un genio, a detta di Enrico Fermi:

    “Perché, vede, al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fanno del loro meglio ma non vanno molto lontano. C’è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene Ettore era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha; sfortunatamente gli mancava quel che invece è comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso.”

    Terminati i suoi studi, si interessa alla fisica atomica e giunge a importanti risultati sulla possibilità di costruzione della bomba atomica, riuscendo anche ad anticipare il premio Nobel Heisenberg nelle sue scoperte.

    Nel 1938, mentre sta lavorando con Fermi, scompare improvvisamente. Suicidio? Rapimento? Fuga? Complotto? Nessuno riuscì a determinare con precisione cosa successe a Majorana, nonostante le inchieste e nonostante l’interessamento addirittura di Mussolini.

    A Sciascia piace pensare che la sua scomparsa sia dovuta al fatto che Majorana, prevedendo le tragiche conseguenze della bomba atomica, abbia preferito andarsene rifiutandosi di contribuirne alla creazione. Andarsene rinunciando alla fama, alla carriera, a tutto: quante persone di genio sarebbero in grado di fare una cosa del genere?

    “Chi conosce la storia dell’atomica, della bomba atomica, è in grado di fare questa semplice e penosa constatazione: che si comportarono liberamente, cioè da uomini liberi, gli scienziati che per condizioni oggettive non lo erano; e si comportarono da schiavi, e furono schiavi, coloro che invece godevano di una oggettiva condizione di libertà. Furono liberi coloro che non la fecero. Schiavi coloro che la fecero.”

    Sciascia definisce uomini liberi gli scienziati tedeschi legati ad Heisenberg che di fatto non fecero nulla per arrivare a produrre la bomba atomica, mentre chiama schiavi gli scienziati legati ad Enrico Fermi e ai suoi collaboratori nel progetto di costruzione della bomba americana.

    Nessuno può sapere se l'ipotesi di Sciascia sia quella corretta. Ma di certo è l’ipotesi in cui ci piace maggiormente credere.

    Un libro affascinante, scritto con uno stile asciutto ed efficace. Un grande, Sciascia!

    ha scritto il 

  • 5

    IL SICILIANO BUONO

    Sciascia ci porta nel mondo di Majorana. Un grande scrittore che racconta la scomparsa più eclatante e misteriosa della storia della scienza moderna: "Come tutti i siciliani buoni, come tutti i sicili ...continua

    Sciascia ci porta nel mondo di Majorana. Un grande scrittore che racconta la scomparsa più eclatante e misteriosa della storia della scienza moderna: "Come tutti i siciliani buoni, come tutti i siciliani migliori, Majorana non era portato a far gruppo, a stabilire solidarietà e a stabilirvisi (sono i siciliani peggiori quelli che hanno il genio del gruppo, della "cosca"). E poi, tra il gruppo dei "ragazzi di via Panisperna" e lui, c'era una differenza profonda: che Fermi e i "ragazzi" cercavano, mentre lui semplicemente trovava."

    ha scritto il 

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