La scomparsa di Majorana

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 249)

4.0
(2619)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 119 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845918718 | Isbn-13: 9788845918711 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Lea Ritter Santini

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, il 26 marzo 1938, si perdono le tracce del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, definito da Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e, soprattutto, dai terribili sviluppi che una mente così acuta e geniale può aver letto nel futuro della scienza, prossima alla messa a punto della bomba atomica? Su questo interrogativo Sciascia costruisce uno dei suoi romanzi più intensi per la finezza dell'analisi e dell'immedesimazione in moventi non detti, come nella logica e nell'etica segreta di Majorana.
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  • 4

    Leggere questo romanzo breve dopo le scoperte inattese fatte ad inizio 2015 su Majorana e sulla sua presenza in Venezuela nel 1955 rende la lettura ancor più interessante e le teorie di Sciascia ancor ...continua

    Leggere questo romanzo breve dopo le scoperte inattese fatte ad inizio 2015 su Majorana e sulla sua presenza in Venezuela nel 1955 rende la lettura ancor più interessante e le teorie di Sciascia ancor più fondate. La scomparsa del grande fisico italiano sarebbe allora davvero il frutto di un «caso di coscienza», per citare un altro racconto di Sciascia, una coscienza tormentata dall'eterno conflitto fra sete di conoscenza e i limiti morali che a tale conoscenza il cuore vorrebbe imporre, moderno Ulisse, non a caso citato a più riprese nel libro, le cui colonne d'Ercole sono rappresentate però dagli spettri che prenderanno corpo a Hiroshima e Nagasaki meno di dieci dopo.
    La scrittura di Sciascia nasconde dietro la storia di Majorana un messaggio chiaro e difficilmente equivocabile sulla necessità della scienza e della politica di nutrirsi di morale e che lega questo romanzo agli altri libri di Sciascia, scritti proprio come questo sotto l'impulso di una «necessità morale».

    ha scritto il 

  • 3

    Ho aspettato così tanto prima di leggere questo libro e, dopo averne sentito parlare in lungo e in largo, forse mi aspettavo altro. Per carità, la ricostruzione dei fatti è puntuale, ci sono degli app ...continua

    Ho aspettato così tanto prima di leggere questo libro e, dopo averne sentito parlare in lungo e in largo, forse mi aspettavo altro. Per carità, la ricostruzione dei fatti è puntuale, ci sono degli approfondimenti, la vicenda è di sicuro affascinante... Non so, da un lato avrei voluto molto di più, molti più dettagli sulla vita di Majorana e su di lui come persona, dall'altra ho fatto parecchia fatica a leggere questo volumetto, il cui stile non è sempre scorrevole.

    È comunque ricca di fascino e quanto mai attuale l'ipotesi che Majorana sia scomparso di propria volontà, per aver intuito in anticipo gli esiti della ricerca che stava conducendo - ovvero l'utilizzo del nucleare a scopo bellico - ed aver voluto così sottrarsi alla responsabilità morale di aver contribuito a un'arma di quella portata.

    ha scritto il 

  • 4

    Con stile asciutto e "giornalistico", ma non privo di scarti riflessivi e filosofici (e con un interessante uso delle note), Sciascia tratteggia in poche pagine la simbolica vicenda di un uomo di scie ...continua

    Con stile asciutto e "giornalistico", ma non privo di scarti riflessivi e filosofici (e con un interessante uso delle note), Sciascia tratteggia in poche pagine la simbolica vicenda di un uomo di scienza oggi poco ricordato, usandola come pretesto per dire di un tema importante (la coscienza legata alla ricerca) e, al solito, dei costumi italiani (ben rappresentativo il passaggio sulle due tipologie di siciliani...).

    ha scritto il 

  • 3

    Bah. Cinque stelle a Majorana, tre a Sciascia. A metà tra lavoro giornalistico e personal essay, non ho capito dove volesse andare a parare. Irritante a tratti.

    ha scritto il 

  • 4

    Dr. Majorana, or: How I DIDN'T Learn to Stop Worrying and Love the Bomb …

    «”In una manciata di polvere ti mostrerò lo spavento”, dice il poeta. E questo spavento crediamo abbia visto Majorana in una manciata di atomi.».
    1938. Ettore Majorana, scienziato geniale, scompare in ...continua

    «”In una manciata di polvere ti mostrerò lo spavento”, dice il poeta. E questo spavento crediamo abbia visto Majorana in una manciata di atomi.».
    1938. Ettore Majorana, scienziato geniale, scompare in mare o forse entra segretamente in convento e di lui non si saprà mai più nulla. Forse aveva intuito in anticipo su tutti gli altri il potere dell’energia atomica e l’apocalisse che ne sarebbe derivata. Da lì a poco, sarà un altro dottor Stranamore a regalare la bomba ai cowboys che sorvoleranno le città del sol levante.
    Sciascia non propone soluzioni, non formula ipotesi; espone fatti, racconta episodi, riflette e fa riflettere. Sulla copertina del libro è rappresentata “La stanza di Horus”, un dipinto di Fabrizio Clerici (1913-1993), considerato il più visionario artista italiano del Novecento. Uno dei poteri soprannaturali dell’antico dio egizio era la chiaroveggenza.
    «E pensiamo, si capisce, a quei personaggi marginali, come Ermenegildo Fasanaro del Bell’Antonio, che sentono lo spavento di quella specie di “fissione umana”, di scatenarsi dell’energia del male nell’uomo, che avviene (1939-1945) sotto i loro occhi.».
    Il verso che Sciascia cita è tratto da La terra desolata di Thomas Stearns Eliot (1988-1965).
    we'll meet again … http://www.youtube.com/watch?v=R9Tw16dNyJs

    ha scritto il 

  • 4

    "La scienza, come la poesia, si sa che sta ad un passo dalla follia"

    Riporto un passaggio del commento di Gabril a questo romanzo che ritengo così tanto azzeccato da rubarlo e farlo mio.

    "Ettore Majorana era un uomo di consapevolezza, di lungimiranza, capace di ascolt ...continua

    Riporto un passaggio del commento di Gabril a questo romanzo che ritengo così tanto azzeccato da rubarlo e farlo mio.

    "Ettore Majorana era un uomo di consapevolezza, di lungimiranza, capace di ascolto di sè e di proiezione futura. Un uomo nato postumo." Un uomo che aveva compreso dove i suoi studi avrebbero portato l'umanità. E non era un bel luogo.
    E quindi Ettore decide, con grandissimo coraggio, di sparire. Di allontanarsi per non nuocere.

    E 'chissenefrega' della fama. 'Chissenefrega' del potere, dell'affermazione e del successo. Ci son dei confini che eticamente la scienza non può e non deve superare. E lui, l'uomo con uno sguardo che sapeva vedere quello che i contemporanei nemmeno intuivano, se ne accorge e si ferma.

    Beh. Chapeau Ettore. E se non è stato proprio così che è successo, chapeau a Sciascia che ha saputo pensare che le cose fossero andate così.
    Perchè così ci piace pensare.

    Una nota di colore.
    "Il 17 luglio, nella rubrica Chi l’ha visto? del più popolare settimanale italiano, La Domenica del Corriere , veniva fuori una piccola fotografia e una descrizione dello scomparso Ettore Majorana: Di anni 31, alto metri 1,70, snello, con capelli neri, occhi scuri, una lunga cicatrice sul dorso di una mano."

    Leggevo e non ci potevo credere. Esisteva "Chi l'ha visto?" nel 1938. Mannaggia oh, neanche allora si poteva scomparire in pace!!!

    Per fortuna che Sciascia pone il veto. Perché è bene che tutti, in questo mondo in cui domina il voyeurismo, si sentano ancora "coinvolti, tenuti all'osservanza di un segreto"

    ha scritto il 

  • 0

    "Ettore la fisica non va mai a dormire, agli altri il sonno, a noi la voglia di scoprire" *

    La scomparsa di Majorana altro non è che un sottilissimo album sulle cui pagine Sciascia attacca, senza nemmeno provare a catalogarli o riordinarli, gli sfilacciati e disparati brandelli del filo che ...continua

    La scomparsa di Majorana altro non è che un sottilissimo album sulle cui pagine Sciascia attacca, senza nemmeno provare a catalogarli o riordinarli, gli sfilacciati e disparati brandelli del filo che si snodava, in origine, attraverso una storia eccezionale.
    Non c'è, da parte dello scrittore, nessun tentativo di riannodare quei fili né di immaginare ciò che è andato perduto; il mistero della sparizione del fisico siciliano, anzi, esce da questo lavoro sostanzialmente intatto: un uomo dalla straordinaria intelligenza (Majorana stesso, guardiano silenzioso/sfinge ferma sul confine di un regno d'orrori) lo ha meticolosamente progettato e messo in atto, soltanto un uomo dotato di un'intelligenza analoga (non S., uomo di lettere più avvezzo a giocare con le parole che non con i fatti) saprà scardinarlo e portarlo a soluzione.

    Il messaggio che emerge chiaro da queste pagine riguarda l'impossibilità, per la scienza (non più pura, bensì tecnologizzata), di ignorare la coscienza, l'etica, la morale; non sempre la sapienza (non soltanto quella conquistata con lo studio, ma pure quella connaturata a chi l'afferra attraverso epifaniche intuizioni e poi è costretto a portarsela nelle tasche come un sasso incandescente) libera l'uomo.

    * La scomparsa di Majorana - Flavio Giurato

    ha scritto il 

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