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La scomparsa di Patò

By Andrea Camilleri

(934)

| Others | 9788804505068

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Book Description

Vigàta, 21 marzo 1890: il ragioniere Antonio Patò, direttore della locale sededella "Banca di Trinacria", funzionario irreprensibile, marito integerrimo epadre amoroso, è scomparso nel nulla durante la sacra rappresenta Continue

Vigàta, 21 marzo 1890: il ragioniere Antonio Patò, direttore della locale sededella "Banca di Trinacria", funzionario irreprensibile, marito integerrimo epadre amoroso, è scomparso nel nulla durante la sacra rappresentazione delVenerdì Santo, nella quale interpretava il ruolo di Giuda. Che fine ha fatto?E' morto? O si è voluto nascondere? E soprattutto, perché è scomparso? Scrittoin forma di dossier, a metà tra la commedia di costume e il giallo.

180 Reviews

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    Ancora una volta, Camilleri ci accompagna per le strade di Vigata alla scoperta dei suoi abitanti, delle loro passioni e dei loro segreti (che scopriremo essere gli stessi dei giorni nostri, nonostante la storia sia ambientata sul finire del XIX seco ...(continue)

    Ancora una volta, Camilleri ci accompagna per le strade di Vigata alla scoperta dei suoi abitanti, delle loro passioni e dei loro segreti (che scopriremo essere gli stessi dei giorni nostri, nonostante la storia sia ambientata sul finire del XIX secolo). L'interrogativo è che fine abbia fatto l'irreprensibile ragioniere Patò, direttore della locale filiale della Banca di Trinacria, scomparso dopo (o durante?) il "Mortorio", la vigatese rappresentazione della Passione del Cristo nella quale interpreta la parte di Giuda. Mille le illazioni, i sospetti, le proposte; una sola la verità che verrà abilmente distorta. Un romanzo molto piacevole, ironico come Camilleri sa essere, nel quale la scelta del racconto (narrato attraverso articoli di giornali, rapporti degli inquirenti, missive varie) nulla toglie alla fluidità e piacevolezza della storia, al contrario arricchendola dei punti di vista e delle voci dei vigatesi.

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    Maria Giovanna said on Oct 15, 2014 | Add your feedback

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    Alla fine i nodi vengono al pettine e i due protagonisti (anche se forse sono protagonisti tutti i personaggi del libro) se la cavano in maniera egregia. Mi sono innamorata della Vigata di fine Ottocento.

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    Marguerite said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

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    Originalissimo ed esilarante come solo Camilleri sa essere. La scomparsa del Rag.Antonio Patò dopo la sua interpretazione di Giuda dà origine ad un divertentissimo carteggio in cui i diversi registri di linguaggio deliziano il lettore così come lo sv ...(continue)

    Originalissimo ed esilarante come solo Camilleri sa essere. La scomparsa del Rag.Antonio Patò dopo la sua interpretazione di Giuda dà origine ad un divertentissimo carteggio in cui i diversi registri di linguaggio deliziano il lettore così come lo svolgimento delle indagini, fino al finale a sorpresa. Una vera chicca!

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    Serena said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La scomparsa di Patò è un romanzo particolare nell'ambito della narrativa di Andrea Camilleri: l'ambientazione è sempre a Vigata, ma il periodo storico in cui si svolge la vicenda è diverso dagli altri suoi scritti: la fine dell'Ottocento.
    E' origin ...(continue)

    La scomparsa di Patò è un romanzo particolare nell'ambito della narrativa di Andrea Camilleri: l'ambientazione è sempre a Vigata, ma il periodo storico in cui si svolge la vicenda è diverso dagli altri suoi scritti: la fine dell'Ottocento.
    E' originale anche la forma con cui Camilleri presenta questo testo ai lettori: si tratta di un dossier composto da articoli tratti da giornali locali, da verbali, da lettere scambiate fra il delegato di Pubblica Sicurezza ed il Questore, fra il maresciallo dei Carabinieri ed il suo superiore.
    Questa volta non è presente il narratore che ci accompagna nell'indagine, ma siamo noi lettori che leggendo questi documenti, dobbiamo comprendere come stanno realmente i fatti.

    E' un romanzo borghese e popolare, un raffinato inventario delle forme del giallo enigmistico poiché alla fine ci vengono presentate tre conclusioni ed è il lettore che deve capire quale sia la conclusione giusta.
    Proprio come fa lo storico che, in base ad una serie di fonti, ricostruisce la verità storica.
    Una verità storica che accomuna Camilleri a Leonardo Sciascia, del quale all'inizio del romanzo, troviamo una citazione tratta dal suo romanzo "A ciascuno il suo": cinquant’anni prima, durante le recite del «Mortorio», cioè della Passione di Cristo secondo il cavalier D’Orioles, Antonio Patò, che faceva Giuda, era scomparso, per come la parte voleva, nella botola che puntualmente, come già un centinaio di volte tra prove e rappresentazioni, si aprì: solo che (e questo non era nella parte) da quel
    momento nessuno ne aveva saputo più niente; e il fatto era passato in proverbio, a indicare misteriose scomparizioni di persone o di oggetti.
    Tale citazione ha ispirato Camilleri per la sua storia sulla scomparsa del ragionier Patò, ambientata in quella terra di Sicilia che anche in questo romanzo è descritta nei suoi aspetti positivi e negativi.
    Ma non è solo la terra di Sicilia ad essere presente, ma l'Itala intera, quell'Italia del costume e del malcostume morale e politico ottocentesco eppure così contemporaneo da sembrare attuale ancora oggi.
    Quel malcostume che ha radici profonde come la mafia.
    All'inizio delle indagini, il Maresciallo dei Carabinieri ed il Delegato di Pubblica Sicurezza procedono in maniera parallela senza mai aiutarsi l'una l'altro; il loro è proprio un tipico esempio di questo malcostume italiano.
    La loro corrispondenza è una campionatura del linguaggio burocratico; essi fanno a gara nel dimostrare chi sia il migliore nell'utilizzo di tale dialettica.
    Alle indagini si susseguono gli equivoci della commedia di costume : tradimenti, manifestazioni del potere e del candore; quest'ultimo rappresentato dalla moglie di Patò che non si accorge che il marito ha una doppia vita.
    Quando finalmente il maresciallo dei Carabinieri ed il delegato di Pubblica Sicurezza scrivono congiuntamente la relazione su ciò che è realmente accaduto, i loro superiori la respingono poiché tutta la vicenda doveva essere taciuta.
    Vi sono coinvolti molti esponenti della politica troppo in vista, fra cui lo zio di Patò, che da Roma chiede che tutta la faccenda sia insabbiata e soprattutto che non emerga nessuna colpa da parte di suo nipote, poiché tutto ciò potrebbe essere controproducente per la sua carriera politica.
    E quindi la versione ufficiale della scomparsa del povero Patò è ben diversa dalla realtà.

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    Cri1967 said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

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    L'amaro in bocca

    Sebbene trapeli un chiaro intento dell'autore nella scelta del finale, mi aspettavo una conclusione totalmente differente che seguisse la stessa linea tragicomica del resto della storia.
    Finale a parte, è un libro godibilissimo.

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    ToffiFee said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

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