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La scomparsa di Patò

Di

Editore: Mondolibri

3.9
(2172)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000006970 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Vigàta, 21 marzo 1890: il ragioniere Antonio Patò, direttore della locale sede della "Banca di Trinacria", funzionario irreprensibile, marito integerrimo e padre amoroso, è scomparso nel nulla durante la sacra rappresentazione del Venerdì Santo, nella quale interpretava il ruolo di Giuda. Che fine ha fatto? E' morto? O si è voluto nascondere? E soprattutto, perché è scomparso? Scritto in forma di dossier, a metà tra la commedia di costume e il giallo.
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  • 5

    Questo libro rappresenta una prova ben riuscita, da parte di Camilleri, di intelligenza, bravura e ironia senza pari.
    Il libro è scritto in modo originale, essendo composto solamente da rapporti uffic ...continua

    Questo libro rappresenta una prova ben riuscita, da parte di Camilleri, di intelligenza, bravura e ironia senza pari.
    Il libro è scritto in modo originale, essendo composto solamente da rapporti ufficiali, stralci di giornale e lettere anonime e non.
    Attraverso queste testimonianze si snoda un romanzo che, come spesso accade nei libri di Camilleri, oltre alla storia in se porta a galla vecchi vizi del nostro paese.
    Un libro che coniglio vivamente

    ha scritto il 

  • 5

    « Giuda murì, Patò spirì , Spirì Patò, Cu l’ammazzò? Quantu patì E po'; pirchì Patò spirì? »

    Il ragionier Patò lavora presso la banca di Vigàta, ma è noto in paese per la sua partecipazione annuale alla rappresentazione del Venerdì Santo nei panni di Giuda.

    E’ il Venerdì Santo del 1890 e il r ...continua

    Il ragionier Patò lavora presso la banca di Vigàta, ma è noto in paese per la sua partecipazione annuale alla rappresentazione del Venerdì Santo nei panni di Giuda.

    E’ il Venerdì Santo del 1890 e il ragionier Patò scompare dietro le quinte del palco realizzato appositamente per la rappresentazione della Passione di Cristo. Da quel momento non si sa più niente di lui.

    Dov’è finito il ragionier Patò? E’ scappato? E’ stato sequestrato? E’ stato ucciso? Vaga per il paese senza memoria?

    I reali Carabinieri e la forza di Pubblica Sicurezza indagano collaborando tra di loro, ma del ragionier Patò non c’è alcuna traccia.

    Noi lettori seguiamo tutta la vicenda attraverso le lettere, le varie comunicazioni e i rapporti ufficiali che si inviano i responsabili dell’indagine e che questi inviano ai loro superiori. Non mancheranno a questa raccolta di missive nemmeno quelle inviate da onorevoli e noti politici del luogo, le quali conterranno suggerimenti o pressioni di ogni genere.

    E’ sicuramente il libro più divertente che abbia letto di Camilleri!

    Questa forma narrativa conferisce alla storia una certa particolarità e si rivela spassosa.

    Non c’è che dire! Più indietro andiamo nella lettura dei suoi libri, più Camilleri si rivela geniale

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora una volta, Camilleri ci accompagna per le strade di Vigata alla scoperta dei suoi abitanti, delle loro passioni e dei loro segreti (che scopriremo essere gli stessi dei giorni nostri, nonostant ...continua

    Ancora una volta, Camilleri ci accompagna per le strade di Vigata alla scoperta dei suoi abitanti, delle loro passioni e dei loro segreti (che scopriremo essere gli stessi dei giorni nostri, nonostante la storia sia ambientata sul finire del XIX secolo). L'interrogativo è che fine abbia fatto l'irreprensibile ragioniere Patò, direttore della locale filiale della Banca di Trinacria, scomparso dopo (o durante?) il "Mortorio", la vigatese rappresentazione della Passione del Cristo nella quale interpreta la parte di Giuda. Mille le illazioni, i sospetti, le proposte; una sola la verità che verrà abilmente distorta. Un romanzo molto piacevole, ironico come Camilleri sa essere, nel quale la scelta del racconto (narrato attraverso articoli di giornali, rapporti degli inquirenti, missive varie) nulla toglie alla fluidità e piacevolezza della storia, al contrario arricchendola dei punti di vista e delle voci dei vigatesi.

    ha scritto il 

  • 5

    Alla fine i nodi vengono al pettine e i due protagonisti (anche se forse sono protagonisti tutti i personaggi del libro) se la cavano in maniera egregia. Mi sono innamorata della Vigata di fine Ottoce ...continua

    Alla fine i nodi vengono al pettine e i due protagonisti (anche se forse sono protagonisti tutti i personaggi del libro) se la cavano in maniera egregia. Mi sono innamorata della Vigata di fine Ottocento.

    ha scritto il 

  • 5

    Originalissimo ed esilarante come solo Camilleri sa essere. La scomparsa del Rag.Antonio Patò dopo la sua interpretazione di Giuda dà origine ad un divertentissimo carteggio in cui i diversi registri ...continua

    Originalissimo ed esilarante come solo Camilleri sa essere. La scomparsa del Rag.Antonio Patò dopo la sua interpretazione di Giuda dà origine ad un divertentissimo carteggio in cui i diversi registri di linguaggio deliziano il lettore così come lo svolgimento delle indagini, fino al finale a sorpresa. Una vera chicca!

    ha scritto il 

  • 5

    La scomparsa di Patò è un romanzo particolare nell'ambito della narrativa di Andrea Camilleri: l'ambientazione è sempre a Vigata, ma il periodo storico in cui si svolge la vicenda è diverso dagli alt ...continua

    La scomparsa di Patò è un romanzo particolare nell'ambito della narrativa di Andrea Camilleri: l'ambientazione è sempre a Vigata, ma il periodo storico in cui si svolge la vicenda è diverso dagli altri suoi scritti: la fine dell'Ottocento.
    E' originale anche la forma con cui Camilleri presenta questo testo ai lettori: si tratta di un dossier composto da articoli tratti da giornali locali, da verbali, da lettere scambiate fra il delegato di Pubblica Sicurezza ed il Questore, fra il maresciallo dei Carabinieri ed il suo superiore.
    Questa volta non è presente il narratore che ci accompagna nell'indagine, ma siamo noi lettori che leggendo questi documenti, dobbiamo comprendere come stanno realmente i fatti.

    E' un romanzo borghese e popolare, un raffinato inventario delle forme del giallo enigmistico poiché alla fine ci vengono presentate tre conclusioni ed è il lettore che deve capire quale sia la conclusione giusta.
    Proprio come fa lo storico che, in base ad una serie di fonti, ricostruisce la verità storica.
    Una verità storica che accomuna Camilleri a Leonardo Sciascia, del quale all'inizio del romanzo, troviamo una citazione tratta dal suo romanzo "A ciascuno il suo": cinquant’anni prima, durante le recite del «Mortorio», cioè della Passione di Cristo secondo il cavalier D’Orioles, Antonio Patò, che faceva Giuda, era scomparso, per come la parte voleva, nella botola che puntualmente, come già un centinaio di volte tra prove e rappresentazioni, si aprì: solo che (e questo non era nella parte) da quel
    momento nessuno ne aveva saputo più niente; e il fatto era passato in proverbio, a indicare misteriose scomparizioni di persone o di oggetti.
    Tale citazione ha ispirato Camilleri per la sua storia sulla scomparsa del ragionier Patò, ambientata in quella terra di Sicilia che anche in questo romanzo è descritta nei suoi aspetti positivi e negativi.
    Ma non è solo la terra di Sicilia ad essere presente, ma l'Itala intera, quell'Italia del costume e del malcostume morale e politico ottocentesco eppure così contemporaneo da sembrare attuale ancora oggi.
    Quel malcostume che ha radici profonde come la mafia.
    All'inizio delle indagini, il Maresciallo dei Carabinieri ed il Delegato di Pubblica Sicurezza procedono in maniera parallela senza mai aiutarsi l'una l'altro; il loro è proprio un tipico esempio di questo malcostume italiano.
    La loro corrispondenza è una campionatura del linguaggio burocratico; essi fanno a gara nel dimostrare chi sia il migliore nell'utilizzo di tale dialettica.
    Alle indagini si susseguono gli equivoci della commedia di costume : tradimenti, manifestazioni del potere e del candore; quest'ultimo rappresentato dalla moglie di Patò che non si accorge che il marito ha una doppia vita.
    Quando finalmente il maresciallo dei Carabinieri ed il delegato di Pubblica Sicurezza scrivono congiuntamente la relazione su ciò che è realmente accaduto, i loro superiori la respingono poiché tutta la vicenda doveva essere taciuta.
    Vi sono coinvolti molti esponenti della politica troppo in vista, fra cui lo zio di Patò, che da Roma chiede che tutta la faccenda sia insabbiata e soprattutto che non emerga nessuna colpa da parte di suo nipote, poiché tutto ciò potrebbe essere controproducente per la sua carriera politica.
    E quindi la versione ufficiale della scomparsa del povero Patò è ben diversa dalla realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    L'amaro in bocca

    Sebbene trapeli un chiaro intento dell'autore nella scelta del finale, mi aspettavo una conclusione totalmente differente che seguisse la stessa linea tragicomica del resto della storia.
    Finale a part ...continua

    Sebbene trapeli un chiaro intento dell'autore nella scelta del finale, mi aspettavo una conclusione totalmente differente che seguisse la stessa linea tragicomica del resto della storia.
    Finale a parte, è un libro godibilissimo.

    ha scritto il 

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