La scuola cattolica

Di

Editore: Rizzoli

1.6
(877)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1294 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817086835 | Isbn-13: 9788817086837 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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  • 3

    E alla fine sono riuscita a portarlo a termine. È un'opera difficile da definire, senza dubbio autobiografica nonostante l'autore sottolinei il fatto che alcuni episodi e alcuni personaggi sono invent ...continua

    E alla fine sono riuscita a portarlo a termine. È un'opera difficile da definire, senza dubbio autobiografica nonostante l'autore sottolinei il fatto che alcuni episodi e alcuni personaggi sono inventati, e che si passi dalla cronaca alla finzione e viceversa. Il titolo poteva anche essere diverso visto lo sguardo a 360° che l'autore pone su quel periodo storico che ha coinciso con la sua giovinezza , certo è che la scuola cattolica è il fulcro da cui si può dire tutto parte e si forma e a cui tutto in qualche modo torna. Avevo scelto questo libro spinta soprattutto dalla possibilità di avere informazioni sul Delitto del Circeo ma in realtà questo non è uno studio giornalistico su quel tragico avvenimento ma il tentativo di ricreare le atmosfere di quegli anni, gli anni di piombo dove era facile uccidere o farsi ammazzare, cercando il più possibile di evitare la retorica con cui spesso e volentieri quegli anni sono stati raccontati. Il libro è una specie di lungo diario dell'autore di cui non sempre ho capito la cronologia utilizzata per raccontarci le storie e che più volte mi ha reso la lettura pesante. Spesso prolisso, probabilmente in certi casi si potevano evitare ripetizioni che alla lunga rischiano di distogliere l'attenzione del lettore. Ci sono però d'altra parte anche tanti momenti in cui la lettura oltre che ad essere piacevole è molto interessante, sentire raccontare quegli anni da chi li ha vissuti è un vero valore aggiunto e Albinati è davvero bravo a coinvolgere il lettore nelle sue storie, utilizzando un linguaggio diretto ma allo stesso tempo evocativo di un'epoca che, rivista con gli occhi di oggi, pare -erroneamente- lontana anni luce.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo le prime 300 pagine di diffidenza legata all'argomento trattato, devo ammettere che "La scuola cattolica" è un'opera coinvolgente e complessa, che nella quale si amalgamano stupendamente il roman ...continua

    Dopo le prime 300 pagine di diffidenza legata all'argomento trattato, devo ammettere che "La scuola cattolica" è un'opera coinvolgente e complessa, che nella quale si amalgamano stupendamente il romanzo autobiografico al saggio, il romanzo storico all'analisi della società moderna, peccato solo per le frequenti e ridondanti ripetizioni che ne ingigantiscono il corpo (1293 pagine) in maniera ingiustificata.

    ha scritto il 

  • 1

    Irrozzimento del Premio Strega

    Sono rimasto deluso e amareggiato dopo la lettura del libro. Deluso perchè tradisce ogni aspettativa, amareggiato per l'irrozzimento del Premio Strega

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo che non è un romanzo è vero che è:
    eccessivamente lungo, a tratti noioso anzi talmente noioso da appoggiarlo sul comodino e dimenticarsene per un poco, ripetitivo, innervosente (sopratt ...continua

    Questo romanzo che non è un romanzo è vero che è:
    eccessivamente lungo, a tratti noioso anzi talmente noioso da appoggiarlo sul comodino e dimenticarsene per un poco, ripetitivo, innervosente (soprattutto quando, e ancora una volta, si mettono a confronto i bei tempi andati con le generazioni di oggi, e dai basta!). Insomma si sarebbero potute tranquillamente usare le forbici senza temere di passare per censori.
    Però questo romanzo che non è un romanzo è anche:
    onesto, si percepisce la volontà della ricerca della verità, prima di tutto nei confronti di se stessi, di chi si era, di chi si è e come si è arrivati ad essere quello che si è; per chi quei tempi li ha solo sentiti raccontare (e per quel che mi riguarda da mio nonno più che da mio padre) è direi, quasi un manuale sociologico che in fondo riesce a fare almeno immaginare gli scontri ideologici così forti di quei tempi. Ed è una riflessione aperta sulla propria generazione (o perlomeno su quella fetta della propria generazione che si è conosciuta) e se esiste davvero qualcosa che si chiama generazione. Ma, ancora di più, è una riflessione sull’essere uomo: come declino questo essere quello che sono? Se fra le persone che conosco ci sono 5, 10, 20 stupratori, lo sono anche io almeno un poco? E’ un libro retorico sui mea culpa degli uomini? Fortunatamente no. E’ un libro femminista? Ancora meno. E’ un libro scritto da un uomo per gli uomini che pone domande e si da risposte (anche se confuse a volte) che sarebbe ora si ponessero.
    Insomma, all’interno dei tanti difetti di questo libro, ho trovato una scrittura interessante, forte, anche poetica nella ricerca di una verità che alla fine non esiste o se è esiste è sempre parziale e dipende dalla porzione di realtà che si è avuto la fortuna (o la sfortuna) di vivere. Per cui il mio giudizio complessivo è buono, anche se condivido molti dei difetti che gli sono stati trovati.

    ha scritto il 

  • 1

    Purtroppo oltre ai tanti difetti del libro: non è un romanzo, è noioso, interminabile, deludente per quanto riguarda le aspettative, ripetitivo ecc, ecc, soprattutto non è concordante con le attuali ...continua

    Purtroppo oltre ai tanti difetti del libro: non è un romanzo, è noioso, interminabile, deludente per quanto riguarda le aspettative, ripetitivo ecc, ecc, soprattutto non è concordante con le attuali scuole di pensiero sugli aspetti psico-sociali.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è un romanzo, piuttosto un'analisi filosofica e moralistica della borghesia romana negli anni settanta. Sono romana e coetanea dell'autore, ho vissuto il periodo e ricordo benissimo sia il delitto ...continua

    Non è un romanzo, piuttosto un'analisi filosofica e moralistica della borghesia romana negli anni settanta. Sono romana e coetanea dell'autore, ho vissuto il periodo e ricordo benissimo sia il delitto, che non è certo il fulcro del romanzo, che la tensione che si viveva in quel periodo storico. Trovo eccezionale la descrizione deil'amoralità portata all'estremo dall'insegnamento di tipo religioso negli adolescenti borghesi,, cresciuti in famiglie la cui ricchezza giustificava ogni comportamento e poneva al riparo da qualsiasi condanna. Magistralel l'analisi dei sentimenti che portano allo stupro. Forse tutti gli uomini dovrebbero leggere queste pagine, certo molto lunghe, spesso tediose (persino l'autore invita a saltare dei capitoli) ma illuminanti sulla condizione psichica degli stupratori. Un buon saggio, troppo lungo, poteva essere risparmiato il racconto vero o inventato di quasi tutti gli allievi della classe scola-
    stica di quegli anni che spiegano le motivazioni di quei comportamenti.

    ha scritto il 

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