La semilla del diablo

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Publisher: Forum

4.0
(597)

Language: Español | Number of Pages: 98 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Dutch

Isbn-10: 8485604911 | Isbn-13: 9788485604913 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
Guy Woodhouse y su mujer, Rosemary, se han trasladado a la casa Bramford, un edificio victoriano con el encanto un tanto lóbrego de los edificios victorianos.
Guy y Rosemary son felices. Para colmo de dicha, ella queda embarazada. Y los Castevet, los vecinos, son tan amables, les ayudan tanto, la cuidan tan bien a ella con amuletos y extrañas tisanas de plantas desconocidas... Hasta su ginecólogo derrocha solicitud.
Es demasiado. Sobre todo porque sus amigos de siempre empiezan a sufrir inexplicables accidentes. ¿Hay algo de sobrenatural en ello? ¿Son fantasías de embarazada? En Rosemary anida una semilla: ¿La sospecha? ¿O el Diablo, conjurado por sus nuevos protectores? Así, arropada en dudas que van convirtiéndose en un horror del que no puede escapar, avanza el embarazo de Rosemary. HASTA EL PARTO...
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    incalzante e…come sempre, ci perdo il sonno, d’altra parte è un giallo! e rinuncio persino alla mia corsa, all’alba, per finirlo! ma sono proprio le ultime dieci pagine a non convincermi, ci resto mal ...continue

    incalzante e…come sempre, ci perdo il sonno, d’altra parte è un giallo! e rinuncio persino alla mia corsa, all’alba, per finirlo! ma sono proprio le ultime dieci pagine a non convincermi, ci resto male. ora devo trovare il film, voglio vedere se roman polanski ha saputo fare di meglio.

    said on 

  • 4

    Ira Levin, come poi anche Polanski, riesce per tutto il libro a trasmettere una forte inquietudine attraverso la costante paura di Rosemary che la sua vita piano piano le stai scivolando di mano. Quan ...continue

    Ira Levin, come poi anche Polanski, riesce per tutto il libro a trasmettere una forte inquietudine attraverso la costante paura di Rosemary che la sua vita piano piano le stai scivolando di mano. Quando poi questa paura diventa sempre più una certezza Rosemary decide di sovvertire l'ordine delle cose finendo però per soccombere lei stessa ad un istinto che non ha razionalità, l'istinto materno.
    Probabilmente il punto cardine del libro è la vanità che in Rosemary si espilca attraverso il desiderio di completezza, mentre in Guy è figlia del suo forte ego.
    Bel ritmo.

    said on 

  • 5

    "«Ma…», obiettò Rosemary, «ogni tanto di cose orrende forse ne capitano un po’ dappertutto, in ogni palazzo.» «Ogni tanto», replicò Hutch. «Il punto, però, è che al Bramford di cose orrende ne capitano molto più spesso che non “ogni tanto”.»"

    Era il 1967 quando Ira Levin scrisse uno dei più inquietanti e disturbanti romanzi dell’intera letteratura horror moderna: “Rosemary’s baby”. Reso celebre in tutto il mondo l’anno dopo grazie alla stu ...continue

    Era il 1967 quando Ira Levin scrisse uno dei più inquietanti e disturbanti romanzi dell’intera letteratura horror moderna: “Rosemary’s baby”. Reso celebre in tutto il mondo l’anno dopo grazie alla stupenda trasposizione cinematografica di Roman Polanski, il capolavoro di Levin miscela sapientemente indagine psicologica, occultismo e satanismo, trasmettendo al lettore un autentico senso di disagio e, cosa fondamentale per ogni buon libro horror che si rispetti, una buona dose di paura. Tutto questo senza versare una goccia di sangue.
    Un capolavoro che va oltre i generi, in grado di tenere incollato il lettore dall’inizio alla fine, senza cali di tensione o inutili abbellimenti. Una lettura insolita ed estremamente affascinante, che saprà deliziare e spaventare nello stesso tempo, regalando qualche ora di sana e necessaria paura.

    Qui trovate la recensione completa:
    https://ilblogconvista.wordpress.com/2016/06/09/ira-levin-rosemarys-baby/

    said on 

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    Non ho resistito alla tentazione di rievocare i brividi che allora mi diede il film di Polanski...brrr...pauuuraa!! Non so se ci sarebbe stata tanta notorietà senza il successo che ebbe il film...beh ...continue

    Non ho resistito alla tentazione di rievocare i brividi che allora mi diede il film di Polanski...brrr...pauuuraa!! Non so se ci sarebbe stata tanta notorietà senza il successo che ebbe il film...beh ammetto di aver letto il libro accompagnata dall'immagine del viso stravolto di Mia Farroww.....
    Libro "scorretto" anche per il tempo in cui fu scritto (1967 mica medioevo, insomma!) per reiterati interventi razzisti (vedi l'uso del dispregiativo "nigger" piuttosto che l'omosessualità segnalata come anormalità..) mantiene però il suo fascino per la suspense (dubbio:si scrive così???)anche quando si conosce già la trama.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

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    Rosemary's baby

    Magnifico ibrido tra thriller psicologico e letteratura dell'orrore, "Rosemary's baby" di Ira Levin è un romanzo che non si legge...si beve.
    La vicenda dei coniugi Woodhouse è infatti un crescendo di ...continue

    Magnifico ibrido tra thriller psicologico e letteratura dell'orrore, "Rosemary's baby" di Ira Levin è un romanzo che non si legge...si beve.
    La vicenda dei coniugi Woodhouse è infatti un crescendo di ansia e di terrore che culmina in un finale forse un po' deludente ( unica pecca che ho trovato al romanzo) ma , tutto sommato, giusto.
    Non è la prima volta che leggo un romanzo di Ira Levin ( il primo era stato "La fabbrica delle mogli" che mi piacque) e confermo ciò che allora pensavo del suo stile: Levin scrive in modo asciutto, senza fronzoli, è conciso e la narrazione scorre veloce senza tralasciare, però, i particolari, quelli che arricchiscono e donano un colore simbolico tutto particolare alla vicenda.
    La storia è stata resa famosa dal bellissimo film di Roman Polanski ( che, a proposito, ricalca in modo fedelissimo il romanzo): anni sessanta, i neo-sposini Guy e Rosemary Woodhouse decidono di prendere un appartamento nel rinomato e vittoriano palazzo conosciuto come Bramford, un palazzo signorile ma con un'oscura storia alle spalle. I due decidono di non dare peso alla fitta rete di pettegolezzi e notizie inquietanti che ruotano intorno alla magione ( episodi di cannibalismo, omicidi, evocazioni diaboliche,ecc.) e si apprestano a fare dell'appartamento il loro nido di felicità. Gli eventi precipitano quando gli sposini, in seguito ad una tragica vicenda, fanno la conoscenza dei loro inquietanti vicini, i Castevet.
    Non voglio spoilerare tutto il libro quindi con la trama mi fermo qui.
    Da qui in poi però, sappiatelo, sono possibili alcuni spoiler XD Quindi leggete a vostro rischio e pericolo!
    I temi attorno a cui ruota il romanzo, secondo me, sono tre: la maternità, l'accettazione e, molto probabilmente, una sottile ( ma non troppo) satira religiosa, velata dietro l'espediente del satanismo.
    Il personaggio di Rosemary incarana, in qualche modo, la maternità: un qualcosa che trascende la ragione, un sentimento d'amore totale per il proprio figlio. Inizialemente ho fatto quasi fatica ad accettare che Rosemary non stesse comprendendo ciò che le stava accadendo: lo trovavo assurdo. Poi ho capito che lei agisce solo in funzione del benessere di suo figlio ed è il figlio che la rende come cieca, incapace di rendersi conto dell'identità delle persone che la circondano e delle loro vere intenzioni: tant'è vero che sarà Hutch, l'amico di sempre, che le farà aprire gli occhi davvero.
    Guy è, invece, un personaggio molto egoista: il patto che stipula con gli adepti della setta satanica (diventando egli stesso uno di loro) in cambio di successo e fama, fa effettivamente riflettere su cosa un uomo sia realmente capace di fare per appagare il proprio bisogno di materialità.
    Ma ho parlato anche di accettazione...e come non farlo?
    Non sono, d'altronde, quelle di Rosemary e Guy due storie di dolorosa integrazione in una realtà nuova, in un mondo che non appartiene loro ma di cui decidono/ sono costretti a far parte?
    Ovviamente è attorno a Rosemary che questo "obbligo" si fa più pressante, incalzante: la protagonista non ha davvero una libertà di scelta per tutto il romanzo, è un essere senza arbitrio e i suoi tentativi di rivolta sono del tutto nulli. Significativo a questo proposito, è anche il fatto che l'unica vera scelta che Rosemary si trova a dover fare è quella finale da cui dipende, in un certo senso, tutto il destino dell'umanità: inutile dire che anche lei, come il marito Guy, appagherà i suoi egoismi ( guidata, però, in un certo senso dall'amore materno).
    Inquietudine, disagio, angoscia, queste sono le atmosfere che si respirano in questo romanzo che parte come un thriller psicologico e termina come un horror.
    Menzione speciale va anche alla location della storia: il gotico Bramford che sembra proteggere e nascondere le nefandezze dei suoi inquilini con una sorta di sinistro compiacimento. Ennesima rappresentazione dell'edificio maledetto ( e la mente vola subito allla "Hill house" di Shirley Jackson ma anche all'hotel di "Shining" di Stepehen King, per nominarne due...) dimostrante che non sono le case disabitate a fare paura ma quelle vive, che pullulano di persone e di vita: perchè, molto spesso, sono i vivi quelli di cui aver paura e non gli spettri.

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  • 4

    Bello, davvero!

    La trasposizione cinematografica, è stranamente, non solo ben riuscita ma molto conforme al libro, che ha comunque qualche dettaglio in più. Un bellissimo libro, che scorre velocemente, facendo incuri ...continue

    La trasposizione cinematografica, è stranamente, non solo ben riuscita ma molto conforme al libro, che ha comunque qualche dettaglio in più. Un bellissimo libro, che scorre velocemente, facendo incuriosire il lettore ad ogni pagina. Lo consiglio a tutti quelli che vogliono leggersi un bel thriller dal sapore "horrorifico"!

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  • 4

    Questa dark comedy è in realtà molto di più che una storia grottesca e piuttosto raccapricciante. Ira Levin riesce a creare un senso di oppressione assoluto, instaurando un meccanismo che non fa altro ...continue

    Questa dark comedy è in realtà molto di più che una storia grottesca e piuttosto raccapricciante. Ira Levin riesce a creare un senso di oppressione assoluto, instaurando un meccanismo che non fa altro che generare sempre più suspense.
    Sin dal primo momento in cui conosciamo Rosemary e Guy capiamo che tutto andrà, giustamente, storto. Parecchio male. Del resto la casa nuova è un buon punto d'inizio per qualsiasi horror. Ma insieme a quest'ansia palese c'è altro. Mentre parlano giusto del nuovo appartamento in cui trasferirsi Guy, un attore in cerca di fama, si guarda allo specchio e si trova un foruncolo. Intanto Rosemary è lì e freme per andare a visitare questo magnifico appartamento nel Bramford, forse un po' più piccolo di quelli che hanno già visitato, ma di sicuro se ne può ricavare una stanza per il bambino. Un bambino che deve ancora arrivare ma che lei vuole moltissimo, insieme a una bella casa, con della bella carta da parati e un camino vero. Intanto Guy pensa al foruncolo e alle audizioni. Insomma, il meccanismo è ovvio, si muove lì davanti a noi, mentre intatto viene buttata in mezzo altra suspense.
    Gli aspetti disturbanti si uniscono. Rosemary che non capisce, non capisce davvero, che pensa alle poltrone e Guy che vuole la parte, mentre intanto tutto ciò che può essere strano e sbagliato lo diventa in una maniera ancora più surreale e malsana.

    Il finale di Rosemary's Baby è sbagliato? Per qualche momento l'ho pensato. E poi, dopo averci rimuginato parecchio ed essermene lamentata ad alta voce ho capito che no, in realtà è perfetto? Una storia simile come altro poteva finire? In parte c'è una lezione, quasi una morale, grottesca ovviamente, e se la troverete come ho fatto io vi renderete conto che Ira Levin ve l'ha fatta.

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  • 4

    poco da dire: disturbante ancora adesso.
    sulla storia c'è poco da dire, polanski l'ha resa immortale portandola nella storia del cinema, c'è giusto da aggiungere che levin sa il fatto suo nell'aggiung ...continue

    poco da dire: disturbante ancora adesso.
    sulla storia c'è poco da dire, polanski l'ha resa immortale portandola nella storia del cinema, c'è giusto da aggiungere che levin sa il fatto suo nell'aggiungere inquietudine pagina dopo pagina, senza mai calcare la mano.
    peccato solo che la mia edizione -la interno giallo del '91- abbia una traduzione a tratti zoppicante (ma davvero il traduttore non sapeva che "scrabble" in italia è "scarabeo" e non "anagrammi"?)...

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