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La semilla del diablo

By Ira Levin

(4)

| Paperback | 9788485604913

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Book Description

Guy Woodhouse y su mujer, Rosemary, se han trasladado a la casa Bramford, un edificio victoriano con el encanto un tanto lóbrego de los edificios victorianos.
Guy y Rosemary son felices. Para colmo de dicha, ella queda embarazada. Y los Castevet Continue

Guy Woodhouse y su mujer, Rosemary, se han trasladado a la casa Bramford, un edificio victoriano con el encanto un tanto lóbrego de los edificios victorianos.
Guy y Rosemary son felices. Para colmo de dicha, ella queda embarazada. Y los Castevet, los vecinos, son tan amables, les ayudan tanto, la cuidan tan bien a ella con amuletos y extrañas tisanas de plantas desconocidas... Hasta su ginecólogo derrocha solicitud.
Es demasiado. Sobre todo porque sus amigos de siempre empiezan a sufrir inexplicables accidentes. ¿Hay algo de sobrenatural en ello? ¿Son fantasías de embarazada? En Rosemary anida una semilla: ¿La sospecha? ¿O el Diablo, conjurado por sus nuevos protectores? Así, arropada en dudas que van convirtiéndose en un horror del que no puede escapar, avanza el embarazo de Rosemary. HASTA EL PARTO...

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    Ira Levin è tra gli autori citati da Stephen King nel suo affascinante excursus sull’ horror, Danse Macabre. Così ho scoperto che il film visto tanti anni fa aveva un antecedente nel romanzo Nastro rosso a New York (titolo più bello, ...(continue)

    Ira Levin è tra gli autori citati da Stephen King nel suo affascinante excursus sull’ horror, Danse Macabre. Così ho scoperto che il film visto tanti anni fa aveva un antecedente nel romanzo Nastro rosso a New York (titolo più bello, a parere mio, ma si capisce perché le edizioni successive hanno preso quello del film).
    Pur sapendo “come va a finire” ho voluto leggerlo, e non mi sono pentita. Del resto si sa che non sono i fatti, ma il modo di raccontarli, quello che conta. C’è tensione (non lo molli fino all’ultima parola) ma anche il tempo per interrogarsi sui rapporti tra gli uomini e le donne, e su certi gruppi amicali e le loro dinamiche. Mi sono anche chiesta se il Re avesse pensato a questi vecchi complici per raccontare la comitiva di vampiri che funesta Doctor Sleep. Comunque davvero consigliabile, e sottolineo lo stile horror controllato e freddo e niente affatto pulp, e questo è un pregio.

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    patri said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Se avessi una buona conoscenza del termine vintage, probabilmente lo userei per definire questo romanzo: è stato scritto nel 1967 e si sente. Ma non è un male.
    Rosemary's Baby è uno di quei libri invecchiati con stile: non annoia per il cambio dei gu ...(continue)

    Se avessi una buona conoscenza del termine vintage, probabilmente lo userei per definire questo romanzo: è stato scritto nel 1967 e si sente. Ma non è un male.
    Rosemary's Baby è uno di quei libri invecchiati con stile: non annoia per il cambio dei gusti del pubblico, per la gestione dei tempi, per il linguaggio. Anzi, queste differenze lo rendono una lettura ancora più interessante.

    Di primo acchito è un libro dal ritmo lentissimo, che quasi tiene interesse solo perchè sai già cosa sta succedendo (almeno per me: ho visto il film anni prima di scoprire che non era un soggetto originale), poi inizi a renderti conto che Ira Levin gioca moltissimo sulla dissonanza: fermamente fisso col punto di vista di Rosemary, il lettore si trova di fronte alla vita di una vita giovane coppia. Lui è un attore che cerca di sfondare: pur avendo il talento e la presenza, non riesce ad ottenere la parte "giusta". Lei è una casalinga normale e carina, che non vede l'ora di diventare madre. E tu lì a leggere di questi due che si trasferiscono, di lui che è frustrato, di una quotidianità normalissima.
    Solo che inizi ad accorgerti che le cose non sono come le vede Rosemary, che Guy è uno stronzo egocentrico e manipolatore, che lei è un po' scema, che la casa dei sogni tanto dei sogni non è.
    Sulla casa apro una parentesi: io sono convinta che i personaggi di libri e film dell'orrore - salvo rare eccezioni - vivono in universi alternativi dove le storie dell'orrore non esistono perchè se iniziano a dirti che nella casa dove devi trasferirti c'hanno vissuto dei cannibali, un satanista convinto di aver evocato il Diavolo (e linciato per questo), ci trovano corpi di neonati e c'è il più alto tasso di suicidi dell'intera città... ma col cavolo che ci vai vivere. Piuttosto sotto un ponte.

    Purtroppo la casa è carinamente retrò, ha addirittura un camino, i dettagli lavorati, è un quartiere in, e quindi agli sposi poco importa se ci sono cose strane come l'armadio a muro sbarrato con mobili per essere certi che non si apra. Ci vanno a vivere felici e contenti.
    Tutto cambia quando entrano in scena i vicini, i Castelvet, un'anziana coppia che inizia ad appoggiarsi a Guy e Rosemary, che presto si trasforma in una soffocante presenza. Sono sempre lì. Guy è sempre da loro. Li riempiono di piante portafortuna ed intrugli.
    La loro presenza sarebbe inquietante in situazioni normali, ma lo diventa ancora di più perchè Rosemary non si accorge del cerchio che le stanno stringendo intorno, spingendola a frequentare amici di amici, isolandola. E quando nota qualcosa è Guy a trattarla come se fosse pazza, o la manipola emotivamente per farla sentire in colpa all'idea di allentare i rapporti con due vecchietti soli.
    Bastardo.
    Anche la grande occasione di Guy assume contorni inquietanti, così come la conseguente grande fortuna: Rosemary è felice ma tu puoi solo pensare che c'è qualcosa che non va anche se non capisci cosa. E io rendo merito ad Ira Levin per aver creato un così forte contrasto tra come la sua protagonista vede la sua vita e come il lettore la percepisce perchè, per la maggior parte del libro, sono agli opposti: lei è felice e tu vorresti scrollarla per farle aprire gli occhi.
    Le cose peggiorano con la tanto desiderata gravidanza, sbagliata fin dal concepimento (uno stupro nella migliore delle ipotesi, con Guy che se esce con una roba tipo "Ho fatto sesso con te anche se eri svenuta e prima avevi detto no perchè, sai, è il giorno dell'ovulazione e noi vogliamo un bambino, giusto?" e poi fa l'offeso perchè Rosemary si sente violata): indirizzata verso un ginecologo amico degli onnipresenti Castelvet, Rosemary inizia una gravidanza fatta solo di dolore, strane voglie, bevande preparate dai vicini, con l'ordine di non parlare con le amiche, di non leggere libri - onde evitare di farsi suggestionare - e visite settimanali. Viene chiusa in casa senza poter parlare con nessuno che non sia approvato da Guy, dai Castelvet e dal dottore, trattata come una sciocca ogni volta che prova ad esprire un dubbio od una paura: nessuno cerca di rassicurarla, ma solo di far sparire qualsiasi fonte esterna possa darle conferma che qualcosa che non va, alla fine dei conti, c'è.

    È terrificante non tanto per presenza dell'elemento sovrannaturale, ma per il vero e proprio abuso di cui Rosemary è vittima da parte del marito unito alla cospirazione di tutti coloro che la circondano: più si va avanti più diventa evidente che Rosemary non ha nessun controllo sulla propria vita, sul proprio corpo, sulla propria salute: è vista e trattata come un semplice incubatrice, la cui volontà viene costantemente sminuita quando non completamente ignorata.
    Insomma, la paura nasce per la forte caratterizzazione di thriller psicologico dove la sanità mentale della protagonista è perennemente in pericolo perchè, semplicemente, essere trattata come una pazza la sta facendo impazzire.
    E il dubbio raggiunge anche te, dall'altro lato della pagina: qual è la verità? È Rosemary che sta perdendo il contatto con la realtà, o davvero vicini e marito stanno cercando di impossessarsi del bambino?
    Alla fine una risposta a questa domanda Ira Levin te la da chiaramente, ma ne restano altre: cosa succederà adesso? Rosemary è definitivamente impazzita? Vuole provare a salvare un bambino che, in definitiva, non è mai stato davvero suo, o ha 'solo' ceduto ad un desiderio di maternità divenuto ossessione?

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    Katerina said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

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    Lascia sbalorditi la contrapposizione tra un ottimo romanzo dalle tinte fosche e uno dei finali più balordi che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Autori che mostrano tanta svogliatezza nel concludere quello che sarebbe altrimenti un gran ...(continue)

    Lascia sbalorditi la contrapposizione tra un ottimo romanzo dalle tinte fosche e uno dei finali più balordi che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Autori che mostrano tanta svogliatezza nel concludere quello che sarebbe altrimenti un gran bel romanzo di suspence dovrebbero venire castrati per legge.

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    Diego said on Jun 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sicuramente è stato un romanzo catalizzatore.
    Non sono riuscita a staccarmi dalla lettura, o meglio, l'ho fatto solo due volte e non con poche difficoltà : si sa, la curiosità è donna e questo romanzo, indubbiamente, ha il grande pregio di essere sc ...(continue)

    Sicuramente è stato un romanzo catalizzatore.
    Non sono riuscita a staccarmi dalla lettura, o meglio, l'ho fatto solo due volte e non con poche difficoltà : si sa, la curiosità è donna e questo romanzo, indubbiamente, ha il grande pregio di essere scritto in una maniera semplice, diretta, ma, allo stesso tempo, accattivante.
    Vediamo due giovani sposi alle prese con le difficoltà della vita improvvisamente tramutata in una sorta di " terra promessa " dopo il trasloco in un palazzo di dubbia fama e la conoscenza di due vicini anziani all'apparenza gentili e premurosi. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Dietro ad una vita meravigliosa, all'attesa di un desiderato bambino e alla carriera del marito al massimo dello splendore si nasconde un oscuro segreto fatto di erbe magiche, misteriosi riti e congreghe di streghe. Un segreto che Rosemary scoprirà troppo tardi..
    Perchè le tre stelle direte voi?
    Il finale mi ha lasciato a bocca aperta e non certo per la sua brillantezza.. ne sono rimasta delusa! Mi aspettavo qualcosa di diverso, qualcosa di combattivo, qualcosa di buono, qualcosa di più. Quando ho girato l'ultima pagina e ho letto la parola fine sono rimasta semplicemente senza parole!

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    leggereinsilenzio said on May 5, 2014 | Add your feedback

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    l'accattivante sorriso del male

    piacevole e sottilmente inquietante. ogni cosa, che all'inizio ci sembra luminosa e rassicurante, piano piano mostra il suo lato oscuro... il suo sapore agrodolce. il male assoluto si maschera di tale tiepida familiarità che lo sconcertante finale ci ...(continue)

    piacevole e sottilmente inquietante. ogni cosa, che all'inizio ci sembra luminosa e rassicurante, piano piano mostra il suo lato oscuro... il suo sapore agrodolce. il male assoluto si maschera di tale tiepida familiarità che lo sconcertante finale ci appare (quasi) come l'unico possibile.

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    Aria.Anna said on Mar 31, 2014 | Add your feedback

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