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La separazione del maschio

By Francesco Piccolo

(635)

| Hardcover | 9788806193546

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Book Description

Il protagonista di questo libro, il Maschio, è un padre capace di tenerezza e di attenzione, è un marito allegro e appassionato. Ma ha molte altre donne. Relazioni di lunga durata, in cui il sesso è il veicolo primario attraverso il quale passano la comunicazione, l'affetto, la curiosità, la scopertContinue

Il protagonista di questo libro, il Maschio, è un padre capace di tenerezza e di attenzione, è un marito allegro e appassionato. Ma ha molte altre donne. Relazioni di lunga durata, in cui il sesso è il veicolo primario attraverso il quale passano la comunicazione, l'affetto, la curiosità, la scoperta dell'altro. Il sesso è un pensiero costante, un'ossessione e una consuetudine, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno. Più ancora della seduzione e della conquista, più dell'amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna di queste relazioni. È questa la separazione del maschio, dunque. Dove per maschio s'intende davvero, genericamente, il maschio di uomo nell'apice dell'età riproduttiva, in un ambiente circostante quanto mai generoso di sollecitazioni e stimoli. E per separazione s'intendono due cose: quella, letterale, dalla moglie, a cui condurrà fatalmente il percorso del libro; e quella, fisica e metaforica, che divide all'interno dello stesso uomo il padre dal marito e dall'amante. Quasi che fosse impossibile conciliare gli impulsi e i sentimenti, quasi che l'unica strada per tenere tutto insieme fosse una rigida compartimentazione, cioè: vivere molte vite.

Critics

  • La separazione del maschio

    La trama e le recensioni di La separazione del maschio, romanzo di Francesco Piccolo edito da Einaudi. Le troppe vite di un uomo a quarant'anni: il matrimonio, il desiderio, la paternità, il tradimento, il senso di colpa. E soprattutto, il sesso. Un ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

6 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    Un traditore seriale, privo di sensi di colpa o di pensieri che si sleghino dalla sua ossessione erotico sessuale. A volte un flusso di coscienza, a volte soltanto un brutto raccontare. Insomma un po' come una brutta canzone cui qualcuno comunque plaude perchè usa termini, situazioni, estremi così i ... (continue)

    Un traditore seriale, privo di sensi di colpa o di pensieri che si sleghino dalla sua ossessione erotico sessuale. A volte un flusso di coscienza, a volte soltanto un brutto raccontare. Insomma un po' come una brutta canzone cui qualcuno comunque plaude perchè usa termini, situazioni, estremi così imbarazzanti da poter essere catalogati come trash. Alla fine rimane poco, forse proprio questo lo scopo del libro, far rimanere quel nulla di cui il protagonista è colmo. Certo, poi va a gusti. I miei non sono soddisfatti per niente.

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    Rollo said on Mar 4, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Finalmente!

    Molti anni fa, assieme alla mia ragazza di allora avevo visto il film di François Truffaut “L’uomo che amava le donne”. La storia è nota, ed è tutta nel titolo: un uomo che amava (al passato, perché poi muore) le donne. Non una donna. Non alcune donne. Tutte le donne, indistintamente. E le amava, mi ... (continue)

    Molti anni fa, assieme alla mia ragazza di allora avevo visto il film di François Truffaut “L’uomo che amava le donne”. La storia è nota, ed è tutta nel titolo: un uomo che amava (al passato, perché poi muore) le donne. Non una donna. Non alcune donne. Tutte le donne, indistintamente. E le amava, mica le scopava e basta. Finalmente, mi dissi, un film che ha il coraggio di scoperchiare l’intimità maschile, di andare a vedere cosa significa essere uomini, in potenza e per vocazione, al di là di facili definizioni di comodo tipo gallismo, dongiovannismo, satiriasi od altro. Ovviamente, quando dissi alla mia ragazza di allora che io mi sentivo emotivamente (purtroppo solo emotivamente – ma questo non lo dissi, non so come avrebbe accolto il purtroppo) molto vicino al protagonista del film – single, grande lettore, col quale condividevo pure il segno zodiacale – lei, senza guardarmi, mi disse che la cosa la preoccupava molto. Il discorso comunque finì lì. Peraltro mi sono sempre chiesto perché la letteratura e la cultura, in senso generale, non abbiano mai proposto una riflessione profonda, un’autocoscienza sull’identità maschile, affine a quella che le donne praticano su quella femminile da molto tempo, almeno da Simone de Beauvoir in poi. Ed è per questo che mi sono accostato con molta curiosità a questo libro, di cui ho saputo su internet e di cui ha parlato piuttosto bene un’anobiana. E la mia curiosità non è andata disillusa.

    Perché questo romanzo, densissimo e scritto bene, è proprio quello che volevo leggere: un’autocoscienza del proprio essere uomo, o meglio, del proprio essere maschio. La storia è detta in breve, perché è ridotta all’essenziale, proprio come il titolo del film di Truffaut: un uomo, io narrante, sposato con una donna che ama, dalla quale ha avuto una figlia che ugualmente ama, ama anche altre donne. Almeno tre, ma senza porsi vincoli sul numero e sulla natura dei suoi sentimenti. I quali sono proprio quello: amore. Un amore di cui, ovviamente, il sesso è parte necessaria, ma – e proprio qui sta la novità – non è così scorporata da tutto il resto, e in particolar modo non va rubricata come gallismo, smania dongiovannesca o, peggio ancora, misoginia. Il protagonista del libro – che si dichiara amputato dei sensi di colpa, ed è evidente, dato che in soggezione agli stessi non potrebbe certo permettersi di vivere quello che vive con la pienezza con cui lo vive – è consapevole, e lo dimostra con i suoi ragionamenti, che l’amore che porta alle sue donne si autoalimenta proprio nel numero, nella molteplicità, nella multiformità. Ma il paradosso esplode proprio lì dove lui meno se lo sarebbe aspettato: la moglie non lo lascia perché scopre le sue molteplici relazioni parallele, come lui temeva che sarebbe potuto avvenire mettendo fine al suo ménage multiplo, ma perché è lei ad avere una relazione extraconiugale. Una storia non importante, già finita al momento in cui ne parlano. Ma bastevole a darle motivo di mettere termine alla loro relazione: se è successo, vuol dire che non ti amo più. Quindi, fine, basta, stop, kaputt, chiuso, finito. Con tutti di dovuti distinguo e le dovute cautele, credo proprio che, nel profondo, la differenza della sessualità e dell’approccio che uomini e donne hanno all’altro sesso stia tutta qui: assolutismo contro molteplicità. Né credo che esistano uomini monogamici per vocazione. Quelli che lo sono, lo sono per convenienza, per rassegnazione, per ossequio al contratto sociale, per incapacità. Ma riconoscersi uomini, sinceramente e spassionatamente, sono convinto significhi riconoscersi come il protagonista di questo libro, o del film di Truffaut (che era ancora più estremista, visto che rifiutava anche il matrimonio e la famiglia: “Ecco due che credono a Babbo Natale…” era il suo commento passando davanti ad una chiesa dove si celebrava un matrimonio. Tutta la sala del cinema esplose dal ridere. L’unica che non rise fu la mia ex ragazza).

    Ho apprezzato anche le non poche descrizioni di rapporti sessuali, che mi permettono di rubricare a pieno titolo “La separazione del maschio” nell’ambito della letteratura erotica: belle, coinvolgenti, esplicite ma non volgari. Entusiasmante quella in cui una sua amante bisessuale coinvolge un’altra ragazza.

    Abitualmente, quando decido di leggere un libro non vado a leggermi preventivamente tutte le recensioni di Anobii; magari do fiducia ad un anobiano o anobiana che ne parla bene, e poi solo dopo vedo cosa ne pensano gli altri. Adesso lo farò; già mi pregusto isterismi e stizze varie riferite a questo maschio ipocrita, falso, maneggione, profittatore, auto indulgente. Se non ne troverò, farò ammenda e ammetterò che Anobii è un posto migliore di quanto pensassi.

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    Svalbard said on Dec 18, 2011 about the Paperback edition | 3 feedbacks

  • Piccolo è uno scrittore bravo e sensibile, si vede chiaramente in certi passaggi di questo romanzo. La lettura,però,in certi punti è faticosa e sinceramente ho fatto un pò di fatica a finirlo. Come hanno scritto in tanti, le parti che riguardano il rapporto del protagonista con la figlia sono quelle ... (continue)

    Piccolo è uno scrittore bravo e sensibile, si vede chiaramente in certi passaggi di questo romanzo. La lettura,però,in certi punti è faticosa e sinceramente ho fatto un pò di fatica a finirlo. Come hanno scritto in tanti, le parti che riguardano il rapporto del protagonista con la figlia sono quelle più belle e intense.

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    Corvotorvo said on Oct 20, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Libri Italiani
  • Hardcover 198 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8806193546
  • ISBN-13: 9788806193546
  • Publisher: Einaudi
  • Pub date: Oct 07, 2008
  • Also available as: Paperback
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