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La setta degli angeli

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 870)

4.0
(770)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838925895 | Isbn-13: 9788838925894 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Tutto d’invenzione è il rustico paesotto: il paesaggio remoto, le otto chiese (sette per gli abbienti, una per i contadini), il Circolo litigioso e scalmanato, nel quale i soci di surreale e sgarbata scimunitaggine siedono male sui propri glutei come in una stampa di Hogarth; le scivolose segretezze, le vacanterie escandescenti di angusti e scaduti puntigli, le aggressioni sbagliate fatte in nome dell’onore, la foia atroce di un brigante dal nome biblico, l’astio e le divisioni tra bassa aristocrazia di campagna, professionisti borghesi, massari, campieri, nullatenenti. Assolutamente vera è invece la faccenda, testimoniata da Filippo Turati e da Don Luigi Sturzo. E personaggio storico è il protagonista Matteo Teresi, avvocato dei poveri e dei deboli; e giornalista, che la sua animosa attività di denuncia nutre di socialismo umanitario. Un fremito, un rimbombo, un intollerabile fracasso investe il villaggio. Si teme un’epidemia di colera. Corre l’anno 1901. Per un susseguirsi sbrigliato di equivoci, si crede al contagio. A un’invasione del Maligno. Nelle chiese, divenute eccezionalmente democratiche, si raccolgono e si mescolano le classi sociali. I preti, tutti, tranne quello della parrocchia dei poveri, svampano dai pulpiti sulle teste dei fedeli spauriti. Colgono l’occasione e infamano Teresi. Lo accusano di essere un sovversivo: in lega con il diavolo, nelle sue battaglie laiche. Viene indetta una crociata d’espiazione contro «il diavolo sotto forma dell’avvocato», che attenta all’ordine sociale e all’unità sacra delle famiglie per dar luogo a una nuova Sodoma e a un’altra Gomorra. Teresi viene spalleggiato da un integerrimo capitano piemontese. Porta avanti il consueto lavoro di giornalista. Tra intimidazioni varie, e sostenendosi con il Don Chisciotte che tiene sempre sul comodino, conduce un’azzardata inchiesta. E sul suo giornale denuncia la vera epidemia: l’impostura grande e invasiva di una «setta» di preti che, con un’unica orgia, riescono a mettere incinte più vergini minorenni, e una vedova; e convincono le innocenti malcapitate che l’evento è (come nelle quattrocentesche novelle del sulfureo Masuccio Salernitano) di specie celeste, dovuto alla discesa e alla liquefazione del Creator Spiritus. La scena gira attorno a Teresi. Si capovolge. Si abbatte sulla verità. Interviene il grilletto di un mafioso. Trionfa il solidarismo ipocrita. La cronaca di Camilleri, il suo realismo grottesco e sgomento, la sua scrittura urticante, è qui in costante trattativa con la letteratura: dalle cronache novellistiche, che seguono al Decameron, ai romanzi di Sciascia. Salvatore Silvano Nigro
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  • 4

    molto divertente; il Maestro torna ai suoi fasti. Probabilmente la vena anticlericale rinnova le energie del nostro mai stanco autore. L'inizio, nell'esclusivo club riservato ai signori del paese, è travolgente, degno dei fumetti Marvel dei tempi d'oro. Le situazioni comico-grottesce si succedono ...continua

    molto divertente; il Maestro torna ai suoi fasti. Probabilmente la vena anticlericale rinnova le energie del nostro mai stanco autore. L'inizio, nell'esclusivo club riservato ai signori del paese, è travolgente, degno dei fumetti Marvel dei tempi d'oro. Le situazioni comico-grottesce si succedono a ritmo incalzante per prendere, poi, un versante drammatico e agghiacciante: la penitenza è come il peccato. E, come sempre, nel nostro Paese ed in Sicilia in particolare, tutto cambia perché nulla cambi davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo tanti anni e tanti libri di Andrea Camilleri letti, riesco ancora a stupirmi della sua capacità di raccontare il passato (nella sua personalissima maniera, certo, con quel suo gusto particolare per il grottesco e per lo sfottò) per analizzare in maniera impietosa il presente. E ancora non so ...continua

    Dopo tanti anni e tanti libri di Andrea Camilleri letti, riesco ancora a stupirmi della sua capacità di raccontare il passato (nella sua personalissima maniera, certo, con quel suo gusto particolare per il grottesco e per lo sfottò) per analizzare in maniera impietosa il presente. E ancora non so decidermi su quale Camilleri mi piaccia di più: lo scrittore di storie gialle col fido Montalbano o il narratore di piccole storie della Storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Camilleri, una sicurezza!

    Tanto per cambiare, Camilleri non tradisce. Ancora una volta dimostra di saper costruire storie - anche quando il protagonista non è Salvo Montalbano - affascinanti, piene, divertenti, verosimili. A ciò si accompagna la scrittura in quella che oramai credo si possa definire una nuova lingua, il s ...continua

    Tanto per cambiare, Camilleri non tradisce. Ancora una volta dimostra di saper costruire storie - anche quando il protagonista non è Salvo Montalbano - affascinanti, piene, divertenti, verosimili. A ciò si accompagna la scrittura in quella che oramai credo si possa definire una nuova lingua, il sicul-camillerese, fatta di termini dialettali e di strani mix italo-siciliani. Lettura davvero piacevole e divertente, mai banale. Grandissimo, come sempre!

    ha scritto il 

  • 4

    Preferisco sempre le indagini del commissario Montalbano ma anche questo libro è molto divertente... Mi sono dovuta sforzare a continuare quando ho visto che non era un Montalbano ma alla fine mi ha divertita molto.La lingua è sempre spassosissima...

    ha scritto il 

  • 5

    Storia articolatissima e avvincente, leggendo a metà libro di una lettera di Don Luigi Sturzo viene il dubbio che possa essere una storia vera, ma le vicende ambientate nella Sicilia del 1901 sembrano effettivamente troppo avanti per quell'epoca sia dal punto di vista dell'etica sia del rispetto ...continua

    Storia articolatissima e avvincente, leggendo a metà libro di una lettera di Don Luigi Sturzo viene il dubbio che possa essere una storia vera, ma le vicende ambientate nella Sicilia del 1901 sembrano effettivamente troppo avanti per quell'epoca sia dal punto di vista dell'etica sia del rispetto delle leggi, in verità anche per l'epoca attuale, e mi riferisco in particolare al capitano dei carabinieri e al vescovo. Nel finale infatti c'è una nota che risolve ogni dubbio, la storia è basata sì su un fatto vero, ma è stata ampiamente ricostruita ad arte da Camilleri. Se le cose fossero andate differentemente forse oggi noi Italiani non saremmo così "aruinati", oggi gli italiani per vivere civilmente sono costretti ad emigrare all'estero, proprio come erano costretti a fare cento e più anni fa.

    ha scritto il 

  • 5

    Che c'è nella cavagna?

    Nella cavagna c'è un'ottima storia, verrebbe da rispondere alla domanda che più protagonisti di questo romanzo, non ultimo l'avv. Teresi, si pongono.
    Libro, questo di Camilleri, che riesce a toccare mille corde che,"tutte 'nzemmula", varcano la soglia del sublime. Ed infatti, ci si imbatte, non a ...continua

    Nella cavagna c'è un'ottima storia, verrebbe da rispondere alla domanda che più protagonisti di questo romanzo, non ultimo l'avv. Teresi, si pongono. Libro, questo di Camilleri, che riesce a toccare mille corde che,"tutte 'nzemmula", varcano la soglia del sublime. Ed infatti, ci si imbatte, non appena inizia la lettura, nelle piccinerie e nello spirito paesano-ipocrita del circolo "Onore&Famiglia"; per poi, appena più in là, restarsene "ammammaloccuti" di fronte alla ottusità e alla perversione di ben sette "parrini" su otto del paese; fino ad "arricrearsi" al cospetto dello spirito integerrimo dell'avvocato dei poveri e del capitano piemontese. In conclusione, a noi lettori piacevolmente colpiti da questo romanzo "beddro e profunno", non resta altro che riconoscerci, costernati, nella capacità dell'uomo di, dopo che la "chiena" è passata, "isarisi" (come il giunco del detto)e provvedere a fare terra bruciata intorno a chi ha avuto il coraggio della coscienza specchiata in un mondo tinto "assa'". Allora come ora. Grande Camilleri!

    ha scritto il 

  • 5

    Torbido e divertente

    Camilleri riesce a mischiare nelle sue vicende torbide un racconto piacevole e divertente facendo nascere nel lettore la curiosità e la voglia di andare avanti. Da leggere in un giorno o due. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=312
    Un romanzo che utilizzando un termine vigatese si potrebbe definire laido, sporco, incentrato sulle debolezze della carne. L'episodio alla base di tutto è una particolare epidemia che si diffonde a Palizzolo, non una malattia al ...continua

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=312 Un romanzo che utilizzando un termine vigatese si potrebbe definire laido, sporco, incentrato sulle debolezze della carne. L'episodio alla base di tutto è una particolare epidemia che si diffonde a Palizzolo, non una malattia altamente contagiosa e pericolosa come il colera, che genera falsi allarmi nel romanzo, ma un'epidemia di donne incinte. In un paesino piccolo come Palizzolo sei gravidanze cambiano gli equilibri demografici del paese, sono sospette, soprattutto se buona parte di esse sono minorenni e se tutte dicono che il concepimento è avvenuto per virtù dello Spirito Santo. Le indagini le effettua il capitano della Benemerita Montagnet, aiutato dall'avvocato Teresi che è un personaggio storico, così come storica è la lettera di Don Luigi Sturzo, che Camilleri ha sapientemente inserito nel romanzo. Un lavoro piacevole, su cui pesa però l'eccessivo numero di personaggi, impossibili da ricordare.

    ha scritto il