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La settimana bianca

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 1256)

3.8
(571)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Tedesco

Isbn-10: 8806149407 | Isbn-13: 9788806149406 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Gallo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Children , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Unaminaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantilidiventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso eNicolas aiuterà a risolvere il mistero.
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  • 5

    appena si comincia a leggere questo libro si sente una sensazione di tragedia imminente! quello che non si capisce è se sia giustificata o meno!
    Carrere ci sollecita lo stomaco in continuazione con un ...continua

    appena si comincia a leggere questo libro si sente una sensazione di tragedia imminente! quello che non si capisce è se sia giustificata o meno!
    Carrere ci sollecita lo stomaco in continuazione con una disperazione sorda e implacabile

    ha scritto il 

  • 5

    magister...

    c'è IL REGNO in lettura (eiusdem...): ci vuole un intermezzo perché non è il libro da leggere co 35° all'ombra...
    Oggi intercetto questo settimana bianca (allusivo al clima del momento). Inizialmente ...continua

    c'è IL REGNO in lettura (eiusdem...): ci vuole un intermezzo perché non è il libro da leggere co 35° all'ombra...
    Oggi intercetto questo settimana bianca (allusivo al clima del momento). Inizialmente vorrebbe essere una semplice 'nasata'... Non mi accorgo, e vedo che le pagine (scorrevoli come non mai -e li vogliamo ringraziare questi traduttori ogni tanto???-) mi calano in una trama veramente coinvolgente. Se uno non avesse idea (dubito) di cosa voglia dire SUGGERIRE, si legga questo libro. E anche nel momento in cui la storia può prendere una piega prevedibile, ecco che scatta quella sfaccettatura che non t'aspetti, che ti porta fino alla fine: una coltellata che dapprima scalfisce la superficie, ma poi va sempre più giù. Sempre più giù.
    Che male....

    ha scritto il 

  • 4

    La settimana bianca
    Carrere

    Carrere scrive e descrive in un modo che non riesci a staccarti dal libro, fa tue le emozioni provate dal protagonista.
    La settimana bianca è un mix fra un romanzo e un rac ...continua

    La settimana bianca
    Carrere

    Carrere scrive e descrive in un modo che non riesci a staccarti dal libro, fa tue le emozioni provate dal protagonista.
    La settimana bianca è un mix fra un romanzo e un racconto noir, si svolge tutto in poco tempo; ci troviamo sospesi dall'inizio alla fine in attesa di quello che accadrà.
    L'inizio sembra la storia di un ragazzino come tutti invece...
    Amante delle letture noir ha una fantasia galoppante, tanto da portarlo ad avere continui incubi notturni.
    Arrivando alla fine si tira il fiato!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Angosciante

    Una scrittura scarna e precisa. Il primo libro di Carrere che leggo e penso sia magistrale. Un'atmosfera cupa e triste, quella dei pensieri di un bambino che comincia a crescere, inconsapevole che tut ...continua

    Una scrittura scarna e precisa. Il primo libro di Carrere che leggo e penso sia magistrale. Un'atmosfera cupa e triste, quella dei pensieri di un bambino che comincia a crescere, inconsapevole che tutte le sue paure sono niente in confronto alla realtà. Bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Per me, un Signor Noir.

    Per buona parte della lettura ho avuto l'impressione che il "noir" stesse soprattutto negli incubi infantili di Nicolas.
    E' per ciò che ho abbassato la guardia, come difficilmente mi accade con questo ...continua

    Per buona parte della lettura ho avuto l'impressione che il "noir" stesse soprattutto negli incubi infantili di Nicolas.
    E' per ciò che ho abbassato la guardia, come difficilmente mi accade con questo genere di romanzi.
    E forse è per ciò che l'ho trovato magistrale.

    ha scritto il 

  • 4

    I demoni dell'infanzia

    Lascia sgomenti il finale incerto di questo libro che si divora, come divorante è l'angoscia di Nicolas, bambino estremamente sensibile allevato da genitori quanto meno ambigui. Quel che prova Nicolas ...continua

    Lascia sgomenti il finale incerto di questo libro che si divora, come divorante è l'angoscia di Nicolas, bambino estremamente sensibile allevato da genitori quanto meno ambigui. Quel che prova Nicolas probabilmente lo vive qualsiasi bambino dotato di una sensibilità superiore alla media in preda alle proprie paure abbandoniche, all'insicurezza, al bisogno di essere amato ed accettato.

    ha scritto il 

  • 4

    L'angoscia che cresce di pagina in pagina non è solo di Nicolas ma è anche la mia. La paura di crescere? Qui ci sono molti mostri veri o presunti che mineranno la vita di Nicolas. Un sospiro di sollie ...continua

    L'angoscia che cresce di pagina in pagina non è solo di Nicolas ma è anche la mia. La paura di crescere? Qui ci sono molti mostri veri o presunti che mineranno la vita di Nicolas. Un sospiro di sollievo perchè non tutte le infanzie sono state così tormentate. Il mio primo Carrère e spero non ultimo

    ha scritto il 

  • 4

    Nicholas e la paura di dormire

    Quando essere piccoli può essere un incubo da attraversare ogni giorno con la paura di vivere, e ogni notte con la paura di sognare;

    Quando essere piccoli vuol dire sentirsi in costante attesa, in bal ...continua

    Quando essere piccoli può essere un incubo da attraversare ogni giorno con la paura di vivere, e ogni notte con la paura di sognare;

    Quando essere piccoli vuol dire sentirsi in costante attesa, in balìa degli umori e della prepotenza degli indecifrabili adulti tanto quanto quella dei perfidi pari;

    Quando l'infanzia, violata nella sua spensieratezza, non genera altro che il desiderio che finisca presto, proiettandosi verso un'adultità per sempre segnata e forgiata dai suoi demoni - allora è una pesante ipoteca sulla possibilità di una futura vita minimamente serena; una macchia che si riuscirà, a fatica, soltanto a sbiadire, se si è fortunati, perché quello che viene inciso sulla tabula rasa dell'anima di un bambino è indelebile;

    Quando l'apprensione, la tensione e l'ansia di compiacere, di essere accettati sono così insostenibili da darla vinta allo schiacciante senso di inferiorità, insicurezza e di smarrimento,  desiderarando così, di passare inosservati, rendersi invisibili e muti, annullarsi, annichilirsi e sparire - allora è la soppressione dell'istinto;
    è la morte ancor prima di nascere, a meno che non si abbia la fortuna di incontrare qualcuno assieme al quale sentirsi 'il re del petrolio' e farsi portare dall'immaginazione in realtà parallele in cui riacquistare forza, avere un ruolo, un senso, un'identità, ma in cui si può ritrovare anche l'orrore stesso della vita vera.

    Quando la ormai collaudata efficacia della scrittura forte di Carrère ti tira dentro anche dove non ti interessa particolarmente andare e ti emoziona, allora comprendi una volta di più, che tutti possono scrivere su tutto, ma che solo qualcuno ti tocca tutte le volte.

    ha scritto il 

  • 4

    Porcamiseria, ho avuto 10 anni anche io e come Nicolas tutti quei pensieri che si arrovellano su se stessi fino a farti venire mal di pancia, crampi allo stomaco e quel senso di ansia eterna a cui non ...continua

    Porcamiseria, ho avuto 10 anni anche io e come Nicolas tutti quei pensieri che si arrovellano su se stessi fino a farti venire mal di pancia, crampi allo stomaco e quel senso di ansia eterna a cui non c'è modo di sfuggire li ho avuti. Tutti. Se non è un racconto dell'orrore questo non saprei cosa altro potrebbe esserlo: il male di vivere l'infanzia, fortuna che gli anni sono passati. Col cavolo che ci tornerei.

    ha scritto il 

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