La settimana bianca

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 1256)

3.7
(740)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Tedesco

Isbn-10: 8806149407 | Isbn-13: 9788806149406 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Gallo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Bambini , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Unaminaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantilidiventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso eNicolas aiuterà a risolvere il mistero.
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  • 3

    Un'attesa angosciosa

    Il piccolo Nicolas appare, all’inizio, un bambino normale, timido, ma subito si delineano delle differenze. Arriverà allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca in macchina, accompagnato dal pa ...continua

    Il piccolo Nicolas appare, all’inizio, un bambino normale, timido, ma subito si delineano delle differenze. Arriverà allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca in macchina, accompagnato dal padre, e non in pullman come tutti i suoi compagni.
    E’un ragazzino particolarmente fragile, pieno di insicurezze … ha paura quando si trova in situazioni differenti e, in questo caso, in uno chalet di montagna. Fortissimo il disagio quando si accorge di non avere il suo zainetto e da quel momento in poi c’è un crescendo di tensione attraverso silenzi e strani sogni, anzi incubi.
    Sottile l’analisi psicologia infantile dell’autore nei confronti di un bambino che ha un fortissimo bisogno di relazionarsi con persone adulte ( la maestra e l’istruttore di sci Patrick) che possano dargli tutta la sicurezza che gli manca e che si crea un mondo immaginario tutto suo.
    La suspense e la tensione emotiva sono le caratteristiche di questo noir, dal ritmo serrato e terrificante. Originale il modo in cui Carrere ci porta pian piano a vivere gli incubi e le paure di Nicolas e a scoprire la violenza.

    ha scritto il 

  • 3

    La settimana bianca

    Sarebbe riduttivo, oltreché ingiusto, confinare questo breve romanzo entro gli angusti confini del noir o thriller. Certo, la struttura e l'evolversi della trama devono moltissimo alla letteratura "di ...continua

    Sarebbe riduttivo, oltreché ingiusto, confinare questo breve romanzo entro gli angusti confini del noir o thriller. Certo, la struttura e l'evolversi della trama devono moltissimo alla letteratura "di genere" e pure la tensione, che cresce inarrestabile pagina dopo pagina, rimanda ai migliori esempi di narrazione poliziesca.
    "La settimana bianca" rappresenta però, prima di ogni altra cosa, un grande apologo sull'infanzia, sulle sue paure e sulle sue difficoltà. La vicenda del piccolo Nicolas, che va a trascorrere alcuni giorni in montagna con i compagni di scuola, è emblematica di un malessere interiore tipico dell'infanzia, che si svela pagina dopo pagina, lasciando un nodo nella gola dell'attonito lettore. L'isolamento del giovanissimo protagonista, la sua difficoltà ad interagire coi coetanei, i timori che lo aggrediscono portandogli via i principali punti di riferimento, troveranno spiegazione nelle ultime pagine del romanzo: per sfuggire alle proprie paure, Nicolas ha scelto di percorrere il territorio rassicurante ma sdrucciolevole della fantasia. La fantasia, sì... un nascondiglio perfetto in cui perdersi a poco a poco, con cui dimenticare il peso di vicende familiari dolorose ed opprimenti, che è riuscito - più o meno consapevolmente - a tenere nascoste fino a quel momento.
    Carrère è un signor scrittore. In poco più di un centinaio di pagine riesce a rappresentare l'angoscia di un'infanzia tormentata, di un'innocenza presa a sassate dalla perversione degli adulti. Ed alla fine lascia dentro il cuore di ogni lettore una particolare sensazione: un qualcosa di doloroso ed irrisolto, che come una cicatrice non va più via.

    ha scritto il 

  • 0

    L'ultimo (per ora) libro di Carrere strutturato come un romanzo tradizionale, prima che questo autore adottasse la forma ibrida che tanto successo ha avuto con i suoi più recenti libri. Questa è una s ...continua

    L'ultimo (per ora) libro di Carrere strutturato come un romanzo tradizionale, prima che questo autore adottasse la forma ibrida che tanto successo ha avuto con i suoi più recenti libri. Questa è una storia contemporaneamente tenera ed agghiacciante, piena di mistero e sottintesi. Sempre grande scrittura ma un sospetto di artificiosità rimane.

    ha scritto il 

  • 3

    La settimana bianca - Emmanuel Carrère 3 stelle

    Un bambino. Una settimana bianca senza zaino, sbadatamente dimenticato. E da lì comincia tutto il turbamento. Ma nel vero senso della parola. I bambini ragionano in un modo tutto loro. I bambini di qu ...continua

    Un bambino. Una settimana bianca senza zaino, sbadatamente dimenticato. E da lì comincia tutto il turbamento. Ma nel vero senso della parola. I bambini ragionano in un modo tutto loro. I bambini di questo libro lo fanno come nella realtà. Attenzione... Sbirciateli i bambini, sbirciateli... Vi sanno dire più cose di quante riuscite ad immaginarne... e a ricordarne...voi che eravate bambini... noi tutti...

    Il libro non mi ha convinto. Ma solo perché prima ho letto Stephen King. E Carrère ha molto da imparare sulle angosce infantili, da un maestro come King (e non solo da lui). Purtroppo per lui, Carrère, che - non si sa perché - si crede un dio. Peccato. Un'occasione mancata. a voi ve lo ricordate "Stand-by-me?" Io sì, dannatamente, sì!

    Tanti dettagli a segno, ma troppi lasciati andare... E la mia immaginazione ormai allenata (ai gialli) che pensava: ma paerché adesso non inserisci questo e quello? Mannaggia a te e alla tua presunzione, maledetto Carrère. Un buon giallo alla francese ci poteva stare, no? E invece no.

    ha scritto il 

  • 2

    Non così speciale

    Sinceramente non l'ho trovato un libro particolarmente interessante, più un esercizio di stile direi. Carrère con la sua scrittura tenta di ricreare l'ansia, le emozioni e l'angoscia di un bambino dal ...continua

    Sinceramente non l'ho trovato un libro particolarmente interessante, più un esercizio di stile direi. Carrère con la sua scrittura tenta di ricreare l'ansia, le emozioni e l'angoscia di un bambino dal destino abbastanza chiaro fin dall'inizio. A volte ci riesce, a volte no.

    ha scritto il 

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