La settimana bianca

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 1256)

3.7
(761)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Tedesco

Isbn-10: 8806149407 | Isbn-13: 9788806149406 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Gallo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Bambini , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Unaminaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantilidiventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso eNicolas aiuterà a risolvere il mistero.
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  • 2

    Leggerino su un tema pesante

    Amo Carrère, quando mi chiedono chi è il mio autore preferito rispondo, senza esitazione, Carrère ma (o forse, proprio per questo), La Settimana Bianca non mi ha, non solo convinto, ma neppure passion ...continua

    Amo Carrère, quando mi chiedono chi è il mio autore preferito rispondo, senza esitazione, Carrère ma (o forse, proprio per questo), La Settimana Bianca non mi ha, non solo convinto, ma neppure passionato. E' un libretto leggero e veloce per un tema pesante, la cui antifona si capisce già sin dalla metà, che allude molto e scava poco e che, nel complesso, non colpisce nel segno. Ultima opera 'di finzione' dello scrittore francese che poi, fortunatamente, è diventato grande più che altro su questioni autobiografiche. Peccato questo 'smacco' in un'opera omnia pazzesca.

    ha scritto il 

  • 3

    Pensavo meglio.
    La minaccia non aleggia: i pensieri ossessivi del bambino sono truculenti e ossessivi, quindi non c'è nulla di suggerito.
    Il libretto è piccolo e si legge in poco tempo, ma fa in tempo ...continua

    Pensavo meglio.
    La minaccia non aleggia: i pensieri ossessivi del bambino sono truculenti e ossessivi, quindi non c'è nulla di suggerito.
    Il libretto è piccolo e si legge in poco tempo, ma fa in tempo a diventare odioso.
    Buona idea, occasione sprecata.

    ha scritto il 

  • 0

    L'inizio è molto coinvolgente e lascia presagire chissà che, contribuendo a creare istantaneamente un'atmosfera di tenero disagio che resta inalterata fino al termine, poi però perde un po' di smalto. ...continua

    L'inizio è molto coinvolgente e lascia presagire chissà che, contribuendo a creare istantaneamente un'atmosfera di tenero disagio che resta inalterata fino al termine, poi però perde un po' di smalto. Troppe e troppo ripetitive le fantasie horror del piccolo Nicolas, al punto da rendere un po' monotematica la rappresentazione psicologica del bambino, la sua difficoltà a interagire coi coetanei, il suo bisogno di trovare sicurezza nel rapporto con gli adulti: gli aspetti insomma che avrebbero potuto e dovuto essere sviluppati con maggior sagacia. La conclusione della vicenda è abbastanza scontata, almeno da un certo punto in poi.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi piace Carrere

    e mi sta molto molto antipatico. Mi piace come scrive e odio quello di cui scrive. Mi attacco ai suoi libri e mi ci incazzo perché mi ci attacco.

    Beh niente di diverso neppure con questo romanzo,racco ...continua

    e mi sta molto molto antipatico. Mi piace come scrive e odio quello di cui scrive. Mi attacco ai suoi libri e mi ci incazzo perché mi ci attacco.

    Beh niente di diverso neppure con questo romanzo,racconto quello che è. Una delle storielle pseudo morbose che racconta lui e che racconta benissimo.

    Il solito tizio chioserebbe 'una delle storie tristi che piacciono a te'. E sfatiamolo questo mito: a me non piacciono le storie tristi, a me piace la letteratura. E non leggo romanzi d'evasione, perchè quando leggo non voglio evadere da un bel niente, voglio leggere, e voglio leggere una bella lingua, voglio gente che sappia scrivere e che mi faccia mancare il fiato, voglio storie che a me non passerebbero nemmeno per la testa, voglio girare le pagine in una domenica pomeriggio senza pensare a quando smettere, voglio un bicchiere di rosso da sorseggiare mentre alzo la testa dal libro. E accidenti, non mi sembra di chiedere tanto. Anzi no, chiedo tantissimo, ma è questo che voglio dalla letteratura.

    E no, non mi piace soffrire o versare lacrime con stile. Mi piace la vita, e, a volte, o spesso, le lacrime si versano e anche senza stile. Bisogna diventare grandi, però, per capirlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'attesa angosciosa

    Il piccolo Nicolas appare, all’inizio, un bambino normale, timido, ma subito si delineano delle differenze. Arriverà allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca in macchina, accompagnato dal pa ...continua

    Il piccolo Nicolas appare, all’inizio, un bambino normale, timido, ma subito si delineano delle differenze. Arriverà allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca in macchina, accompagnato dal padre, e non in pullman come tutti i suoi compagni.
    E’un ragazzino particolarmente fragile, pieno di insicurezze … ha paura quando si trova in situazioni differenti e, in questo caso, in uno chalet di montagna. Fortissimo il disagio quando si accorge di non avere il suo zainetto e da quel momento in poi c’è un crescendo di tensione attraverso silenzi e strani sogni, anzi incubi.
    Sottile l’analisi psicologia infantile dell’autore nei confronti di un bambino che ha un fortissimo bisogno di relazionarsi con persone adulte ( la maestra e l’istruttore di sci Patrick) che possano dargli tutta la sicurezza che gli manca e che si crea un mondo immaginario tutto suo.
    La suspense e la tensione emotiva sono le caratteristiche di questo noir, dal ritmo serrato e terrificante. Originale il modo in cui Carrere ci porta pian piano a vivere gli incubi e le paure di Nicolas e a scoprire la violenza.

    ha scritto il 

  • 3

    La settimana bianca

    Sarebbe riduttivo, oltreché ingiusto, confinare questo breve romanzo entro gli angusti confini del noir o thriller. Certo, la struttura e l'evolversi della trama devono moltissimo alla letteratura "di ...continua

    Sarebbe riduttivo, oltreché ingiusto, confinare questo breve romanzo entro gli angusti confini del noir o thriller. Certo, la struttura e l'evolversi della trama devono moltissimo alla letteratura "di genere" e pure la tensione, che cresce inarrestabile pagina dopo pagina, rimanda ai migliori esempi di narrazione poliziesca.
    "La settimana bianca" rappresenta però, prima di ogni altra cosa, un grande apologo sull'infanzia, sulle sue paure e sulle sue difficoltà. La vicenda del piccolo Nicolas, che va a trascorrere alcuni giorni in montagna con i compagni di scuola, è emblematica di un malessere interiore tipico dell'infanzia, che si svela pagina dopo pagina, lasciando un nodo nella gola dell'attonito lettore. L'isolamento del giovanissimo protagonista, la sua difficoltà ad interagire coi coetanei, i timori che lo aggrediscono portandogli via i principali punti di riferimento, troveranno spiegazione nelle ultime pagine del romanzo: per sfuggire alle proprie paure, Nicolas ha scelto di percorrere il territorio rassicurante ma sdrucciolevole della fantasia. La fantasia, sì... un nascondiglio perfetto in cui perdersi a poco a poco, con cui dimenticare il peso di vicende familiari dolorose ed opprimenti, che è riuscito - più o meno consapevolmente - a tenere nascoste fino a quel momento.
    Carrère è un signor scrittore. In poco più di un centinaio di pagine riesce a rappresentare l'angoscia di un'infanzia tormentata, di un'innocenza presa a sassate dalla perversione degli adulti. Ed alla fine lascia dentro il cuore di ogni lettore una particolare sensazione: un qualcosa di doloroso ed irrisolto, che come una cicatrice non va più via.

    ha scritto il 

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