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La settimana bianca

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 1256)

3.8
(546)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Tedesco

Isbn-10: 8806149407 | Isbn-13: 9788806149406 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Gallo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Children , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Unaminaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantilidiventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso eNicolas aiuterà a risolvere il mistero.
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  • 4

    Angosciante

    Una scrittura scarna e precisa. Il primo libro di Carrere che leggo e penso sia magistrale. Un'atmosfera cupa e triste, quella dei pensieri di un bambino che comincia a crescere, inconsapevole che tut ...continua

    Una scrittura scarna e precisa. Il primo libro di Carrere che leggo e penso sia magistrale. Un'atmosfera cupa e triste, quella dei pensieri di un bambino che comincia a crescere, inconsapevole che tutte le sue paure sono niente in confronto alla realtà. Bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Per me, un Signor Noir.

    Per buona parte della lettura ho avuto l'impressione che il "noir" stesse soprattutto negli incubi infantili di Nicolas.
    E' per ciò che ho abbassato la guardia, come difficilmente mi accade con questo ...continua

    Per buona parte della lettura ho avuto l'impressione che il "noir" stesse soprattutto negli incubi infantili di Nicolas.
    E' per ciò che ho abbassato la guardia, come difficilmente mi accade con questo genere di romanzi.
    E forse è per ciò che l'ho trovato magistrale.

    ha scritto il 

  • 4

    I demoni dell'infanzia

    Lascia sgomenti il finale incerto di questo libro che si divora, come divorante è l'angoscia di Nicolas, bambino estremamente sensibile allevato da genitori quanto meno ambigui. Quel che prova Nicolas ...continua

    Lascia sgomenti il finale incerto di questo libro che si divora, come divorante è l'angoscia di Nicolas, bambino estremamente sensibile allevato da genitori quanto meno ambigui. Quel che prova Nicolas probabilmente lo vive qualsiasi bambino dotato di una sensibilità superiore alla media in preda alle proprie paure abbandoniche, all'insicurezza, al bisogno di essere amato ed accettato.

    ha scritto il 

  • 4

    L'angoscia che cresce di pagina in pagina non è solo di Nicolas ma è anche la mia. La paura di crescere? Qui ci sono molti mostri veri o presunti che mineranno la vita di Nicolas. Un sospiro di sollie ...continua

    L'angoscia che cresce di pagina in pagina non è solo di Nicolas ma è anche la mia. La paura di crescere? Qui ci sono molti mostri veri o presunti che mineranno la vita di Nicolas. Un sospiro di sollievo perchè non tutte le infanzie sono state così tormentate. Il mio primo Carrère e spero non ultimo

    ha scritto il 

  • 4

    Nicholas e la paura di dormire

    Quando essere piccoli può essere un incubo da attraversare ogni giorno con la paura di vivere, e ogni notte con la paura di sognare;

    Quando essere piccoli vuol dire sentirsi in costante attesa, in bal ...continua

    Quando essere piccoli può essere un incubo da attraversare ogni giorno con la paura di vivere, e ogni notte con la paura di sognare;

    Quando essere piccoli vuol dire sentirsi in costante attesa, in balìa degli umori e della prepotenza degli indecifrabili adulti tanto quanto quella dei perfidi pari;

    Quando l'infanzia, violata nella sua spensieratezza, non genera altro che il desiderio che finisca presto, proiettandosi verso un'adultità per sempre segnata e forgiata dai suoi demoni - allora è una pesante ipoteca sulla possibilità di una futura vita minimamente serena; una macchia che si riuscirà, a fatica, soltanto a sbiadire, se si è fortunati, perché quello che viene inciso sulla tabula rasa dell'anima di un bambino è indelebile;

    Quando l'apprensione, la tensione e l'ansia di compiacere, di essere accettati sono così insostenibili da darla vinta allo schiacciante senso di inferiorità, insicurezza e di smarrimento,  desiderarando così, di passare inosservati, rendersi invisibili e muti, annullarsi, annichilirsi e sparire - allora è la soppressione dell'istinto;
    è la morte ancor prima di nascere, a meno che non si abbia la fortuna di incontrare qualcuno assieme al quale sentirsi 'il re del petrolio' e farsi portare dall'immaginazione in realtà parallele in cui riacquistare forza, avere un ruolo, un senso, un'identità, ma in cui si può ritrovare anche l'orrore stesso della vita vera.

    Quando la ormai collaudata efficacia della scrittura forte di Carrère ti tira dentro anche dove non ti interessa particolarmente andare e ti emoziona, allora comprendi una volta di più, che tutti possono scrivere su tutto, ma che solo qualcuno ti tocca tutte le volte.

    ha scritto il 

  • 4

    Porcamiseria, ho avuto 10 anni anche io e come Nicolas tutti quei pensieri che si arrovellano su se stessi fino a farti venire mal di pancia, crampi allo stomaco e quel senso di ansia eterna a cui non ...continua

    Porcamiseria, ho avuto 10 anni anche io e come Nicolas tutti quei pensieri che si arrovellano su se stessi fino a farti venire mal di pancia, crampi allo stomaco e quel senso di ansia eterna a cui non c'è modo di sfuggire li ho avuti. Tutti. Se non è un racconto dell'orrore questo non saprei cosa altro potrebbe esserlo: il male di vivere l'infanzia, fortuna che gli anni sono passati. Col cavolo che ci tornerei.

    ha scritto il 

  • 4

    La gran parte del racconto si svolge nella mente del bambino protagonista. La rappresentazione dell'immaginazione del bambino è molto convincente come pure le dinamiche con i pochi personaggi. ...continua

    La gran parte del racconto si svolge nella mente del bambino protagonista. La rappresentazione dell'immaginazione del bambino è molto convincente come pure le dinamiche con i pochi personaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bambino con una fervida e macabra immaginazione, alimentata dall'ambiente claustrofobico ed iperprotettivo in cui i genitori lo fanno crescere, affronta la sua prima vacanza con la scuola, che potr ...continua

    Un bambino con una fervida e macabra immaginazione, alimentata dall'ambiente claustrofobico ed iperprotettivo in cui i genitori lo fanno crescere, affronta la sua prima vacanza con la scuola, che potrebbe essere l'occasione per uscire dal guscio ma che al primo impatto è fonte di ulteriore angoscia.
    E che succede poi se l'orrore della realtà è peggiore di quello della fantasia?
    Un romanzo bellissimo, che ci fa toccare con mano le paure e le preoccupazioni del piccolo protagonista, Nicolas, quasi come se fossimo noi a provarle.
    Ci sono alcuni punti poco chiari, ma, a parte il dubbio sul fatto che un bambino di poco più di otto anni (c'è un passaggio verso la fine in cui l'autore allude al trasloco di un anno e mezzo prima, quando Nicolas di anni ne aveva sette) sia un po' troppo precoce per certe cose, mi sembra coerente che alcune vicende e relativi sviluppi restino solo accennati, allo stesso modo in cui è vago e con pochi punti di riferimento il paesaggio innevato che circonda lo chalet della scolaresca, specialmente dopo la bufera che cancella ogni orma.
    Ecco spiegate le 5 stelline.

    ha scritto il 

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