La settimana bianca

Di

Editore: Einaudi (Einaudi tascabili; 1256)

3.8
(663)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Finlandese , Tedesco

Isbn-10: 8806149407 | Isbn-13: 9788806149406 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Gallo

Disponibile anche come: eBook

Genere: Bambini , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Unaminaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantilidiventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso eNicolas aiuterà a risolvere il mistero.
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  • 4

    Angoscia in confezione famiglia. FORMATO CONVENIENZA

    Il piccolo Nicolas vive una vita felice fino a quando una notizia lo getta nel panico e temendo di essere abbandonato nel bosco dai suoi genitori decide di far qualcosa.
    No, un attimo. Questo è il Nic ...continua

    Il piccolo Nicolas vive una vita felice fino a quando una notizia lo getta nel panico e temendo di essere abbandonato nel bosco dai suoi genitori decide di far qualcosa.
    No, un attimo. Questo è il Nicolas di Goscinny e non c'entra nulla con quello di Carrere.
    Il piccolo Nicolas vive una vita popolata di incubi, aspetta l'arrivo di una notizia che lo getti nel panico (averci già pensato mitigherà la reazione?) e pur desiderando di essere abbandonato in un bosco dai suoi genitori non ha voglia di far nulla.
    Il fatto è che nelle brutture della vita la realtà supera la fantasia.

    ha scritto il 

  • 4

    Nicolas e le sue paure i suoi incubi con una sensibiltà notevole. Entro nel suo incubo di una settimana bianca e ne esco sconvolto assieme, che ne sarà di lui? Un nel noir con il finale e la risoluzio ...continua

    Nicolas e le sue paure i suoi incubi con una sensibiltà notevole. Entro nel suo incubo di una settimana bianca e ne esco sconvolto assieme, che ne sarà di lui? Un nel noir con il finale e la risoluzione del mistero del bambino ucciso terrible si ma un pö veloce e scontata

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo i primi capitoli, quando la vicenda si fa oscura e torbida, si pensa: beh, questa poi è un po' troppo grossa... d'altra parte, se ne sentono di anche più strane... eppure... maddai! questa non la ...continua

    Dopo i primi capitoli, quando la vicenda si fa oscura e torbida, si pensa: beh, questa poi è un po' troppo grossa... d'altra parte, se ne sentono di anche più strane... eppure... maddai! questa non la bevo! Insomma, trovo in questa storia qualcosa di esagerato - l'immaginazione contorta di Nicolas, soprattutto - ma se mi fermo a pensarci non sono sicura che un bambino di nove anni sia incapace, com'è stata la mia prima impressione, di arrivare a tanto. È forse vero che al giorno d'oggi molti bambini ne vedono e ne sentono di tutti i colori, e quindi anche le loro fantasie sono diverse, molto più oscure e forse anche patologiche, da quelle dei bambini di una volta.
    Per il resto, è scritto magistralmente, perfetto, appassionante.
    Ma, curiosità: davvero in Francia le scuole portano i bambini delle elementari a fare settimane bianche che durano ben quattordici giorni?

    ha scritto il 

  • 4

    Nicholas e la paura di dormire

    Quando essere piccoli può essere un incubo da attraversare ogni giorno con la paura di vivere, e ogni notte con la paura di sognare;
    Quando essere piccoli vuol dire sentirsi in costante attesa, in bal ...continua

    Quando essere piccoli può essere un incubo da attraversare ogni giorno con la paura di vivere, e ogni notte con la paura di sognare;
    Quando essere piccoli vuol dire sentirsi in costante attesa, in balia degli umori e della prepotenza degli indecifrabili adulti tanto quanto quella dei perfidi pari;
    Quando l'infanzia, violata nella sua spensieratezza, non genera altro che il desiderio che finisca presto, proiettandosi verso un'adultità per sempre segnata e forgiata dai suoi demoni - allora è una pesante ipoteca sulla possibilità di una futura vita minimamente serena; una macchia che si riuscirà, a fatica, soltanto a sbiadire, se si è fortunati, perché quello che viene inciso sulla tabula rasa dell'anima di un bambino è indelebile;
    Quando l'apprensione, la tensione e l'ansia di compiacere, di essere accettati sono così insostenibili da darla vinta allo schiacciante senso di inferiorità, insicurezza e di smarrimento, desiderarando così, di passare inosservati, rendersi invisibili e muti, annullarsi, annichilirsi e sparire - allora è la soppressione dell'istinto; è la morte ancor prima di nascere, a meno che non si abbia la fortuna di incontrare qualcuno assieme al quale sentirsi 'il re del petrolio' e farsi portare dall'immaginazione in realtà parallele in cui riacquistare forza, avere un ruolo, un senso, un'identità, ma in cui si può ritrovare anche l'orrore stesso della vita vera.
    Quando la ormai collaudata efficacia della scrittura forte di Carrère ti tira dentro anche dove non ti interessa particolarmente andare e ti emoziona, allora comprendi una volta di più, che tutti possono scrivere su tutto, ma che solo qualcuno ti tocca tutte le volte.

    ha scritto il 

  • 4

    Ero partito un po' prevenuto da alcune recensioni lette. In realtà mi sembra scritto molto bene, e la psicologia del personaggio è resa ottimamente. Forse qualche caduta nella costruzione della trama ...continua

    Ero partito un po' prevenuto da alcune recensioni lette. In realtà mi sembra scritto molto bene, e la psicologia del personaggio è resa ottimamente. Forse qualche caduta nella costruzione della trama che fa leva anche su temi piuttosto "facili".

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni dettaglio, ogni particolare, ogni dialogo, situazione immaginaria o reale, i sogni e gli incubi, tutto è permeato da un medesimo e velato senso di angoscia, di disgrazia imminente, ma non lo real ...continua

    Ogni dettaglio, ogni particolare, ogni dialogo, situazione immaginaria o reale, i sogni e gli incubi, tutto è permeato da un medesimo e velato senso di angoscia, di disgrazia imminente, ma non lo realizzi mentre leggi bensì cammin facendo perché l’inquietudine aumenta pagina dopo pagina senza che tu te ne renda realmente conto.
    E la cosa che lascia stupefatti è che Carrère ci riesce in sole 140 pagine con una raffinatezza e una interiorità impareggiabili.
    Semplicemente terribile. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Sottile e angosciante

    Secondo romanzo che leggo di Carrère, dopo il meraviglioso Limonov che, ovviamente, non ha niente a che vedere con questo romanzo.
    "La settimana bianca" è, come vuole il titolo, un romanzo di un viagg ...continua

    Secondo romanzo che leggo di Carrère, dopo il meraviglioso Limonov che, ovviamente, non ha niente a che vedere con questo romanzo.
    "La settimana bianca" è, come vuole il titolo, un romanzo di un viaggio verso quella che voleva e doveva essere una tranquilla e spensierata gita scolastica sulla neve. Ma già dalle prime pagine si capisce che non c'è affatto niente di normale e spensierato: Nicolas arriva in macchina col padre e non col pulmino proprio perché i suoi genitori non si fidano del conducente ed è subito chiaro in che ambiente iperprotettivo, ansiogeno e pieno di paure è inserito.
    Da quel momento in poi è un excursus di tensione, fantasmi che affiorano e incubi notturni e diurni per il povero bambino: tragedie delle cronache quotidiane, fantasie nere come rapimenti e traffici di organi, il tutto condito da una sua già ovvia personalità fragile e asociale, che portano il bambino a stare isolato e a preferire il calore di una febbre alle piste da sci con i compagni.
    Un romanzo che è un gioiellino, sottile nella sua analisi psicologica, lascia tanto di oscuro alla fantasia del lettore, in un gioco di tensione e angoscia fino all'epilogo finale.

    ha scritto il 

  • 2

    Qualcosa mi sfugge...

    Questo breve romanzo è come una torta che ha quasi ultimato la lievitazione in forno ma sul più bello si sgonfia, perché il cuoco si fa prender dalla fretta e apre troppo presto lo sportello.

    Quattro ...continua

    Questo breve romanzo è come una torta che ha quasi ultimato la lievitazione in forno ma sul più bello si sgonfia, perché il cuoco si fa prender dalla fretta e apre troppo presto lo sportello.

    Quattro stelle alla prima parte del libro, due stelle alla seconda. A un certo punto il meccanismo narrativo s'inceppa: non so spiegare esattamente cos'è che non funziona, fatto sta che le ultime pagine mi hanno lasciata perplessa.

    ha scritto il 

  • 2

    Angoscia

    Molto breve (fortunatamente), l'ho letto aspettando qualcosa che non succede mai, con un finale che mi ha lasciata assai perplessa. Forse non l'ho capito, o forse avevo diverse aspettative. Sta di fat ...continua

    Molto breve (fortunatamente), l'ho letto aspettando qualcosa che non succede mai, con un finale che mi ha lasciata assai perplessa. Forse non l'ho capito, o forse avevo diverse aspettative. Sta di fatto che non lo consiglio.

    ha scritto il 

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