Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

La settimana bianca

By Emmanuel Carrere

(258)

| Paperback | 9788806149406

Like La settimana bianca ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figli Continue

Nicolas, un bambino timido, parte per la settimana bianca organizzata dallascuola. Lo accompagna a destinazione il padre, perché è molto protettivo e nonvuole affidare il figlio ad altri, durante il viaggio. Dimentica però inauto la valigia del figlio che sarà aiutato dal capo della classe Hodkann. Unaminaccia aleggia su Nicolas e durante la settimana le sue paure infantilidiventano angoscia. Infatti un bambino del paese viene violentato e ucciso eNicolas aiuterà a risolvere il mistero.

62 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Il senso di Nicolas per la neve


    Un metathriller, un omaggio a Duerrematt o il lato oscuro di Le Petit Nicolas (Il piccolo Nicolas)? Propenderei per la terza ipotesi. Si ricordi che il piccolo Nicolas è un personaggio della letteratura per ragazzi creato dalla fantasia dell’autor ...(continue)


    Un metathriller, un omaggio a Duerrematt o il lato oscuro di Le Petit Nicolas (Il piccolo Nicolas)? Propenderei per la terza ipotesi. Si ricordi che il piccolo Nicolas è un personaggio della letteratura per ragazzi creato dalla fantasia dell’autore francese )guarda caso!) René Goscinny e ravvivato dai simpatici disegni di Jean-Jacques Sempé.
    Durante la lettura mi sembrava che le fantasticherie del protagonista, molto acute e ben narrate, dettassero il ritmo, ma costruissero, furbette, un pathos anfitrione servile della suspense. Il finale me le ha fatte rivalutare: eravamo in un metathriller psicologico.

    Is this helpful?

    Oscar Montani said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un breve romanzo, l'ultimo romanzo di Carrere prima di mutare stile narrativo e dedicarsi alle biografie, composto di tanti stringatissimi capitoli. si legge d'un fiato avvertendo fin dalle prime pagine una tensione palpabile, crescente, che dilaga d ...(continue)

    un breve romanzo, l'ultimo romanzo di Carrere prima di mutare stile narrativo e dedicarsi alle biografie, composto di tanti stringatissimi capitoli. si legge d'un fiato avvertendo fin dalle prime pagine una tensione palpabile, crescente, che dilaga definitivamente nella fase finale del libro, quando la storia si tinge di giallo e la lente di Carrere si sposta gradualmente dai protagonisti principali, il piccolo Nicolas e le sue fantasie che pian piano diventano realtà, alle altre figure fin lì in secondo piano. e ad emergere è l'orrore, un orrore tale che addirittura non se ne può parlare, che Carrere non descrive completamente, di cui Carrere evita accuratamente di svelare i dettagli, riguardo al quale Carrere preferisce lasciare spazio a noi, ai lettori, alla nostra immaginazione, alla nostra capacità di immedesimazione.
    "La settimana bianca" rappresenta dunque una tappa della complessa (e non ancora conclusa) ricerca di Carrere sul male e la natura umana. queste pagine, di pura invenzione, credo possano essere considerate una sorta di prologo della successiva produzione di non-fiction di Carrere, in primo luogo de "L'avversario", l'indagine scritta anni dopo da Carrere in merito alla drammatica vicenda di Jean Claude Romand, e per certi versi anche di "Limonov" o di "Vite che non sono la mia". Già qui, in queste poche pagine noir emerge la notevole capacità di lettura della psiche umana di Carrere e la sua scelta di costringere se stesso e, attraverso se stesso, il lettore a tentare una difficile immedesimazione con le figure complesse (se non universalmente considerate negative) al centro della sua indagine.

    Is this helpful?

    Marco said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'inizio è stato assolutamente travolgente, la seconda parte perde un pò in suspence, nel complesso comunque un ottimo noir.

    Is this helpful?

    Clod82 said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo questo libro di Emmanule Carrere finalmente ristampato in italiano . Si legge velocemente: la scrittura è semplice e la trama è avvincente. All'inizio niente lascia presagire quello che si scoprirà solo alla fine. Inquietante e purtroppo m ...(continue)

    Bellissimo questo libro di Emmanule Carrere finalmente ristampato in italiano . Si legge velocemente: la scrittura è semplice e la trama è avvincente. All'inizio niente lascia presagire quello che si scoprirà solo alla fine. Inquietante e purtroppo molto attuale.

    Is this helpful?

    Ornella Mancin said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordare le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre.

    Per chi ha conosciuto Carrère soprattutto grazie ai saggi-biografie (penso, soprattutto, a Limonov) è curioso imbattersi in un romanzo di fiction come questo La settimana bianca che, peraltro, credo sia il suo ultimo di questo ge ...(continue)

    Per chi ha conosciuto Carrère soprattutto grazie ai saggi-biografie (penso, soprattutto, a Limonov) è curioso imbattersi in un romanzo di fiction come questo La settimana bianca che, peraltro, credo sia il suo ultimo di questo genere. Un romanzetto (non in senso dispregiativo, ma unicamente per le dimensioni contenute) scritto nel 1995 e tale da procurare nell'autore – come lui stesso dichiara – momenti di insopprimibile terrore nel mentre lo scriveva. A me sembra abbastanza incredibile che uno scrittore si faccia paura da solo, ma prendiamo per buona la sua affermazione.
    Ma di cosa parla La settimana bianca? E cos’è che lo rende, se non terrificante, sicuramente angoscioso? Il protagonista è un ragazzino, Nicolas, circa dieci anni, iperprotetto dai genitori, sicuramente un po’ imbranato, spedito in montagna con i suoi compagni di classe per una vacanza sulla neve. Avesse potuto scegliere, ne avrebbe fatto volentieri a meno di questa settimana bianca, ma ormai è lì e deve fare i conti con gli sfottò e un ambiente che non gli molto congeniale. Per fortuna c’è Patrick, uno degli animatori; e un compagno grande e grosso che lo prende sotto la sua pericolosa protezione. In qualche modo si sente rassicurato, anche se la tensione è costante. Bisogna dire, tuttavia, che Nicolas ha tutto un mondo dentro di sé: e non si tratta di un mondo rassicurante. E’ un mondo fatto di racconti dell’orrore letti di nascosto dai genitori, di avvenimenti non meno terrificanti che il padre gli somministra a scopi ammonitori, di una mente fertile e unidirezionale che “legge” il mondo e ciò che non gli è comprensibile (in fondo è un bambino) in chiave quasi esclusivamente orrorifica. Almeno nella fantasia, Nicolas riesce a governare questo universo in cui sciagure e disgrazie si susseguono implacabilmente, ma cosa accade quando un dramma vero – la scomparsa di un bambino del posto – si innesta nella sua mente così pericolosamente “creativa”? E se il bambino, dopo due giorni di vane ricerche, viene trovato barbaramente ucciso?
    Ora, anche se il colpo di scena finale è abbastanza prevedibile (per me lo è stato, e so che anche altri lettori avevano capito dove volesse andare a parare Carrére) non scrivo più nulla su ciò che accade. Neanche per allusioni.
    Non posso però esimermi dall’affermare che la sorte del povero Nicolas non sarà delle migliori, segnato per sempre da un avvenimento che non ci si può lasciare dietro le spalle, come se si trattasse di un brutto spavento, di quelli che con gli anni si dimenticano.
    Un romanzo breve, quindi, ma denso di tensione e gravido di una angoscia che si infiltra lentamente nel lettore che, ogni tanto, è costretto a chiudere il libro per sottrarvisi un po’. Francamente, dichiaro di preferire il Carrére no fiction, ma anche questo non è niente male.

    Is this helpful?

    Ludwig said on Jul 11, 2014 | 1 feedback

Book Details

Improve_data of this book