Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La signora Berta Garlan

Di

Editore: Rizzoli BUR 1615-1616

3.8
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000151293 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lydia Magliano

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Ti piace La signora Berta Garlan?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Schnitzler è una garanzia! L'inizio fa temere che si tratti di un romanzo di stile ottocentesco, lento e appesantito dalle descrizioni; dopo un paio di pagine si rivela tutto il talento psicologico e poetico dell'autore e ci si lascia prendere da un viaggio quanto mai realistico nella mente della ...continua

    Schnitzler è una garanzia! L'inizio fa temere che si tratti di un romanzo di stile ottocentesco, lento e appesantito dalle descrizioni; dopo un paio di pagine si rivela tutto il talento psicologico e poetico dell'autore e ci si lascia prendere da un viaggio quanto mai realistico nella mente della protagonista e nell'atmosfera viennese. Magistrale il racconto di un sogno in cui Berta scivola inavvertitamente, che sembra anticipare alcuni momenti della Signorina Else.

    ha scritto il 

  • 4

    Più classico di altri romanzi di Schnitzler, ma avercene. Analisi a ritmo veloce dei moti interiori di una donna che pensa di tornare "femmina", ma per la quale le cose non andranno come sperava. Ben costruito e intelligente.

    ha scritto il 

  • 4

    La rassegnata rinuncia ad una vita che può esporre a turbamenti e sofferenze è il tema iniziale e finale di questa deliziosa opera.
    Una rinuncia che ben si addice ad una creatura mite ed un po’ infantile come Bertha che, dopo anni di ottundimento emotivo, decide di dare ascolto alla propria femmi ...continua

    La rassegnata rinuncia ad una vita che può esporre a turbamenti e sofferenze è il tema iniziale e finale di questa deliziosa opera. Una rinuncia che ben si addice ad una creatura mite ed un po’ infantile come Bertha che, dopo anni di ottundimento emotivo, decide di dare ascolto alla propria femminilità lungamente assopita, non pienamente consapevole delle ripercussioni che tale decisione avrà sulla percezione che ella ha di se stessa. Non è certo una donna frivola Bertha e reagisce con dolorosa dignità, comprendendo che quanto successo offende la sua natura fondamentalmente onesta, natura che altro non le permette che vivere come ha sempre fatto, forse nel grigiore, ma senza dubbio in maniera più consona al suo essere . Ancora una rassegnata rinuncia dunque, ma sicuramente siamo presenti ad una rassegnazione più serena e consapevole, volta al rispetto di se stessa. Schnitzler scrive magistralmente e la sua capacità di tradurre in parole, in maniera semplice ma efficace, il sentire umano continua a sorprendermi.

    ha scritto il 

  • 5

    L'interludio.

    C'è una pendola ferma da anni. Un bel giorno il proprietario della pendola decide, per capriccio, di rimetterla in movimento. Essa inizia a scandire diligentemente l'avvicendarsi di speranza e disperazione. Esaurita la carica la pendola si ferma e il proprietario si scorda di lei. Ben difficilmen ...continua

    C'è una pendola ferma da anni. Un bel giorno il proprietario della pendola decide, per capriccio, di rimetterla in movimento. Essa inizia a scandire diligentemente l'avvicendarsi di speranza e disperazione. Esaurita la carica la pendola si ferma e il proprietario si scorda di lei. Ben difficilmente la rimetterà in moto. Alla pendola sta bene così.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il racconto introspettivo e spicologico di una giovane donna rimasta vedova con un bambino a carico da sfamare e da crescere da sola senza un lavoro fisso su cui poter contare. Si inventa istruttrice privata di pianoforte nel piccolo paese dove vive per poter così sbarcare il lunario ma tuttav ...continua

    E' il racconto introspettivo e spicologico di una giovane donna rimasta vedova con un bambino a carico da sfamare e da crescere da sola senza un lavoro fisso su cui poter contare. Si inventa istruttrice privata di pianoforte nel piccolo paese dove vive per poter così sbarcare il lunario ma tuttavia non è soddisfatta della propria vita. Si reputa una donna ancora giovanile e non adatta alla vita di paese ma piuttosto alla vita mondana di Vienna dove ha trascorso la sua infanzia e dove spera di poter riconquistare l'amore di un ragazzo che all'epoca frequentava con lei il conservatorio e che adesso è diventato un uomo di fama e di successo. Speranza vana che fa comprendere alla donna come il passato sia realmente passato. Carino, contando che non amo molto il genere spicologico che a mio parere si dilunga in continue ed estenuanti riflessioni del protagonista. Il bello sta anche nel fatto che la narrazione non ha una vera e propria conclusione. Una volta che Berta ritorna in paese, sostenendo un suo compaesano nel suo travagliato momento di crisi dovuto all'improvvisa morte della moglie, non sappiamo come proseguirà la vita di Berta e ciò lascia libero spazio alla fantasia.

    ha scritto il 

  • 2

    Un breve romanzo psicologico, che racconta l'ingenuità di una giovane donna, la tristezza di una vita provinciale, dove ogni giorno è uguale al precedente, l'angoscia e il dolore di chi s'illude...
    Ambientato all'inizio del Novecento, in Austria, lo stile narrativo tende ad essere altisonante ed ...continua

    Un breve romanzo psicologico, che racconta l'ingenuità di una giovane donna, la tristezza di una vita provinciale, dove ogni giorno è uguale al precedente, l'angoscia e il dolore di chi s'illude... Ambientato all'inizio del Novecento, in Austria, lo stile narrativo tende ad essere altisonante ed un po' antico, senza però risultare mai difficile da comprendere. Il ritmo, soprattutto all'inizio, essendo abbastanza lento, rende il romanzo noioso in alcune parti.

    ha scritto il