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La signora Dalloway

Di

Editore: CDE

4.0
(3959)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Polacco , Ceco , Olandese , Turco

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alessandra Scalero

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 5

    "In the triumph and the jingle and the strange high singing of some aeroplane overhead was what she loved; life; London; this moment of June.”

    "Did it matter then, she asked herself, walking towards Bond Street, did it matter that she must inevitably cease completely? All this must go on without her; did she resent it; or did it not become consoling to believe that death ended absolutely?”

    ha scritto il 

  • 5

    è il cuore che conta

    Questo libro descrive una giornata - dalla mattina alla sera - di una signora dell'alta società inglese, Clarissa Dalloway, che sulla soglia dei cinquantanni decide di dare un party. Clarissa, però, non è l'unica protagonista del libro. Septimus Warren Smith - un reduce di guerra - incontra tre v ...continua

    Questo libro descrive una giornata - dalla mattina alla sera - di una signora dell'alta società inglese, Clarissa Dalloway, che sulla soglia dei cinquantanni decide di dare un party. Clarissa, però, non è l'unica protagonista del libro. Septimus Warren Smith - un reduce di guerra - incontra tre volte Clarissa o persone del suo ambito nel corso della giornata. E' proprio dalla relazione tra la ricca nobildonna piena di charme e l'uomo dai nervi distrutti che esce fuori la verità ultima del libro - la bellezza della vita che trae la sua linfa proprio dalla sua fragilità. Al centro della riflessione della Wolf la natura ultima della vita - e dell'amore - in un libro in cui solide realtà si mischiano a speranze distrutte, in cui sono proprio le persone più vicine a farci soffrire, al punto che a volte dobbiamo tenerle a distanza. Un libro sulla fragilità umana. E curiosamente l'autrice ci avvisa proprio alla fine, dopo aver parlato tutto il tempo di relazione inconcludenti, sbagliate, 'What the brain matter compared to the heart?' (che cosa importa il cervello comparato al cuore?). Questa frase, collocata proprio alla fine della giornata, in un tempo di bilanci stupisce doppiamente perché chi l'ha scritta ha disquisito per duecento pagine sulla natura conflittuale dei sentimenti ed è una delle più cervellotiche e brillanti scrittrici del XX secolo.... Un libro bellissimo, davvero bellissimo

    ha scritto il 

  • 5

    Adaltavoce, legge magnificamente Paola Pitagora. Un giorno a Londra dopo la grande guerra, con le solite cose, le solite azioni, i soliti volti, e soprattutto ricordi, pensieri, sofferenza. Alta borghesia in particolare, ma non solo.

    ha scritto il 

  • 0

    Pensa tu che penso anch'io...

    Troppo pensierosa questa signora. Capisco che è bello, in certi momenti, leggere quei pensieri e lasciarsi trasportare con lei in giro per Londra e per la sua mente, per la sua memoria ecc.
    Io però adesso non me la sento, nel senso che non ce la faccio proprio, non devo passare un esame, no ...continua

    Troppo pensierosa questa signora. Capisco che è bello, in certi momenti, leggere quei pensieri e lasciarsi trasportare con lei in giro per Londra e per la sua mente, per la sua memoria ecc.
    Io però adesso non me la sento, nel senso che non ce la faccio proprio, non devo passare un esame, non devo dimostrare a me stesso qualcosa, e siccome ho molti altri libri in attesa, preferisco alzare bandiera bianca assai presto, cioè dopo una ventina di pagine (e un'occhiata al prosieguo, nel libro stesso e nei commenti online).
    Addio Virginia, non sei la mia donna ma ti ammiro lo stesso e con un po' d'invidia per chi ti sa apprezzare.

    ha scritto il 

  • 4

    Una vita lunga un giorno o anche lungo un giorno...ma perché solo una? In realtà sono tante le vite che monologano con loro stesse in questo romanzo. Passeggiano nel centro di Londra, partecipano a colazioni esclusive, attendono ai preparativi di una festa o vanno a picco sulla propria morte. A v ...continua

    Una vita lunga un giorno o anche lungo un giorno...ma perché solo una? In realtà sono tante le vite che monologano con loro stesse in questo romanzo. Passeggiano nel centro di Londra, partecipano a colazioni esclusive, attendono ai preparativi di una festa o vanno a picco sulla propria morte. A volte lo stream of consciousness ce ne offre un quadro totale fra passato presente e futuro - ed è il caso di Clarissa Dalloway, dama altolocata e nullafacente al centro di un ipotetico web di contatti e relazioni spirituali che rimanda da un soggetto all'altro - a volte delinea in schizzi alcune comparse intraviste per caso sulla panchina di un parco. I flussi di coscienza in questo classico woolfiano sono comunque strutturati e resi intelligibili da una impalcatura descrittiva che offre punti di appiglio e di riferimento e mitiga la vis sperimentale dell'autrice rendendola fruibile ben altrimenti che nella mia bestia nera "Le onde" , laddove i "flussi" vagano liberi e privi di argini a contenerli. Ma questi sono solo (brutti) ricordi lontani: la mia riconciliazione con l'autrice pare ormai cosa fatta.
    Certo...le vite della gente comune pressate dall'ansia quotidiana, dalla fretta e dai problemi materiali sono poco atte a monologare interiormente ed a farsi catturare e poi trasportare dai propri pensieri e dalle associazioni di idee nate guardando oggetti esposti dentro una vetrina : ci facciamo attanagliare e schiacciare dalle percezioni, che soffocano il pensiero, piuttosto.
    Per fortuna questo non è il caso dei protagonisti del romanzo: tutta gente bene, o comunque in posizione sociale stabile, che senza affanni può rincorrere antichi ricordi e proiettarli sulle contingenze presenti, e, privi di problemi impellenti possono permettersi di lasciarsi scioccare da un mazzo di rose inaspettato da parte del coniuge o da una risata apparentemente incongruente da parte della datrice di lavoro.
    Comunque sia, notazioni personali a parte, il libro sa farsi amare per l'eleganza della struttura, la poetica descrizione di un giorno estivo nella Londra degli anni 20' e la ricchezza concettuale espressa con una distaccata levità e un disincantato acume straordinariamente femminili.
    Enigmatica rimane Clarissa, donna di mondo e perfetta padrona di casa in perenne ricerca di approvazione e di successo. Lei ha scelto un matrimonio che potesse garantirle i propri spazi e le proprie autonomie, e per questo ha voltato la faccia a Peter Walsh, un amore autentico ma che si preannunciava foriero di un'esistenza troppo condivisa, di un ménage eccessivamente esclusivo. Clarissa, seppur donna formale e legnosa, ama la vita in tutte le sue manifestazioni e sa leggere nel cuore degli altri, ma nonostante questo, o proprio per questo è totalmente scettica e combatte il vuoto del suo pessimismo, del suo cielo spoglio di deità aggrappandosi al futile mondo dell'impressione momentanea; le sue feste sono frutto del velleitario ma sentito tentativo di stabilire empatia fra persone che non si conoscono. Cerca di usare la sua individualità, il suo essere percipiente in quel determinato momento, come arpione verso una sorta di laica immortalità.
    Suo contraltare è Septimus Warren Smith, reduce del primo conflitto mondiale affetto da disordine da stress post traumatico, lui reagisce agli orrori vissuti, dapprima con l'insensibilità, poi con deliri continui e mitomanie. Contrariamente a Clarissa,che vi si crogiola tutta, rifiuta le convenzioni della vita reale, ma esattamente come lei odia gli integralismi e coloro che vogliono convertire e chiudere l'anima in una cella. La sua risposta a questo snodo esistenziale sarà una scelta radicalmente diversa, ma che in qualche modo li unirà come due facce della stessa medaglia.

    ha scritto il 

  • 0

    La vita e la morte. Il falò delle vanità e la scintillante e spensierata vita della borghesia. Quanta atmosfera e quanto malessere tra queste pagine. Non si può leggere senza pensare al destino dell'autrice, alle voci di dentro che l'hanno spinta nella morte che è un abbraccio, come pensa Clariss ...continua

    La vita e la morte. Il falò delle vanità e la scintillante e spensierata vita della borghesia. Quanta atmosfera e quanto malessere tra queste pagine. Non si può leggere senza pensare al destino dell'autrice, alle voci di dentro che l'hanno spinta nella morte che è un abbraccio, come pensa Clarissa nel bel mezzo della sua festa. Intanto cerchi di bronzo si dissolsero nell'aria. Londra, la sua Londra.

    ha scritto il 

  • 4

    Audiolibro on air

    Paola Pitagora legge La signora Dalloway:

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-22d04f5f-79e7-4da7-820e-c880abc7cbd0.html?refresh_ce

    ha scritto il 

  • 0

    un capolavoro

    "La pace discese su di lei, era calma, contenta, mentre l'ago con delicatezza tirava il filo di seta fino alla pausa gentile, e raccogliendo le pieghe, le riprendeva insieme leggere, intorno alla vita. Così si raccolgono, si sollevano, e ricadono, si raccolgono e ricadono ancora le onde in un gio ...continua

    "La pace discese su di lei, era calma, contenta, mentre l'ago con delicatezza tirava il filo di seta fino alla pausa gentile, e raccogliendo le pieghe, le riprendeva insieme leggere, intorno alla vita. Così si raccolgono, si sollevano, e ricadono, si raccolgono e ricadono ancora le onde in un giorno d'estate; e il mondo intero sempre più gravemente sembra che dica "è tutto", finché anche il cuore, che sta nel corpo disteso sulla spiaggia al sole, dice, è tutto. Non temere, dice il cuore. Non temere, dice il cuore, affidando il proprio fardello al mare, che sospira per tutte le pene, e riprende, e ricomincia, e si raccoglie, e ricade."

    ha scritto il 

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