La signora Dalloway

Di

Editore: Mondadori

4.0
(4290)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Polacco , Ceco , Olandese , Turco

Isbn-10: 8804493011 | Isbn-13: 9788804493013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Traduttore: A. Scalero

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Il romanzo narra la giornata di Mrs. Dalloway e di altri personaggi che, a turno, si trovano sia sullo sfondo che sulla superficie della vicenda.

Clarissa Dalloway è una ricca signora cinquantenne che organizza un party in casa per la sera.

Nella prima parte del libro la troviamo a passeggio per le strade di Londra, tutta presa da ricordi della sua vecchia vita a Bourton, quando, in compagnia della vecchia zia e di tanti suoi amici, trascorreva le giornate in perfetta armonia.

La Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per descrivere lo scenario. Un determinato oggetto contiene in sé il mistero di un qualsivoglia ricordo disperso nei meandri del nostro inconscio. In questo modo la teoria di Marcel Proust riguardo il potenziale magico che contengono in sé oggetti e situazioni,trova un nobile specchio nelle intenzioni della Woolf di esplicare al meglio la pratica dell'asserzione. Così il movimento ondeggiante di una foglia in uno dei tanti parchi londinesi, può ricordare a Clarissa la passione per la danza o le lunghe cavalcate a Bourton, e l'incontro mattutino con Hugh Withbread porta a bussare alla mente di Clarissa diversi ricordi riguardanti la sua giovinezza come il ricordo di Peter Walsh, suo corteggiatore a Bourton, l'uomo che aveva rifiutato per Mr. Dalloway (Richard Dalloway era di certo molto più ricco e di buone maniere rispetto a Peter). Ma il pensiero di Peter la accompagna quasi ogni giorno: per le strade mentre passeggia,ad una delle tante feste che organizza a sera in casa (e dio solo sa quanto Peter la giudicherebbe ridicola se solo la vedesse!).

Questo sottile gioco della Woolf - un flusso eterno di ricordi e realtà, passeggiata,ricordi e considerazioni, se, possibilità, domande, risposte, impossibilità della risposta - porta il romanzo a sfornare un flusso continuo di informazioni già dall'inizio.

Mano mano che andiamo avanti compaiono personaggi di cui non abbiamo mai sentito parlare; dei perfetti sconosciuti che la Woolf ci presenta col massimo grado di semplicità,e con una sfumatura di non-chalance franco-sassone che tanto era in voga a inizio del Novecento a Londra.

La Woolf ci presenta tutta la sua società,quella borghese spicciola,la parte viscida di Londra,e quella nobile e reale a cui tende tutta la civiltà,i sobborghi poveri - quasi tralasciati,sullo sfondo - la gente infima, i colti, i belli e quelli brutti, orrendi e emarginati dalla società.

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  • 3

    La coppia Septimus-Rexia è quella che nel complesso mi è risultata più simpatica. Ho provato affetto per la donna italiana, lontana da casa e costretta a portare avanti una situazione difficile come q ...continua

    La coppia Septimus-Rexia è quella che nel complesso mi è risultata più simpatica. Ho provato affetto per la donna italiana, lontana da casa e costretta a portare avanti una situazione difficile come quella dei traumi di guerra del marito.
    Mrs Dalloway mi è parsa piuttosto frivola e antipatica, anche se la partecipazione alla scomparsa di Septimus le ha restituito un po' di umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    null

    Per me "Mrs Dalloway" è un capolavoro perfetto, uno dei libri che mi è piaciuto di più negli ultimi anni, sicuramente. Virginia Woolf è un'autrice unica nel suo genere, pioniera di un metodo di scritt ...continua

    Per me "Mrs Dalloway" è un capolavoro perfetto, uno dei libri che mi è piaciuto di più negli ultimi anni, sicuramente. Virginia Woolf è un'autrice unica nel suo genere, pioniera di un metodo di scrittura totalmente innovativo e originale, i suoi personaggi vivono vite intense che non fanno altro che intrecciarsi tra loro creando una rete fitta di pensieri e parole. Nei loro flussi di coscienze si celano occasioni perdute, rimpianti, soddisfazioni, invidia, sentimenti nascosti e molto altro.

    ha scritto il 

  • 5

    Dico una banalità, ma in un libro come questo bisogna prima di tutto capire la tecnica narrativa della Woolf e comprendere il meccanismo con cui è scritto il libro. Se si comprende ciò, si apre un mon ...continua

    Dico una banalità, ma in un libro come questo bisogna prima di tutto capire la tecnica narrativa della Woolf e comprendere il meccanismo con cui è scritto il libro. Se si comprende ciò, si apre un mondo fatto di profondità, di simbolismi, di poesia.

    ha scritto il 

  • 0

    traduzione anna nadotti
    introduzione antonella anedda
    prima edizione et classici
    copertina: sir william orpen, _il cappello blu_, olio su tela (foto christie's images / the bridgeman art library / arc ...continua

    traduzione anna nadotti
    introduzione antonella anedda
    prima edizione et classici
    copertina: sir william orpen, _il cappello blu_, olio su tela (foto christie's images / the bridgeman art library / archivi alinari)

    ha scritto il 

  • 5

    Woolf insieme a Joyce è sicuramente il pilastro del romanzo contemporaneo. E' lo "stream of consciousness", il flusso di coscienza che prende in ogni momento quando si è soli con se stessi, il pensier ...continua

    Woolf insieme a Joyce è sicuramente il pilastro del romanzo contemporaneo. E' lo "stream of consciousness", il flusso di coscienza che prende in ogni momento quando si è soli con se stessi, il pensiero che vaga da un argomento all'altro, secondo i suoni, le immagini, le persone che passano attraverso i sensi. Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso. Mi sembra quasi come se l'autrice avesse raccolto diversi personaggi di diversi racconti e li avesse mischiati insieme, riuscendo però in modo maldestro. Anche lo stile di scrittura non mi è p ...continua

    Noioso. Mi sembra quasi come se l'autrice avesse raccolto diversi personaggi di diversi racconti e li avesse mischiati insieme, riuscendo però in modo maldestro. Anche lo stile di scrittura non mi è piaciuto, a tratti è confusionario e difficile da seguire.
    Finito a fatica.

    ha scritto il 

  • 5

    «Che cos'è questo terrore?
    Che cos'è quest'estasi? pensò tra di sé.
    Che cos'è che mi riempe di una tale straordinaria emozione?
    È Clarissa, disse.
    Perché, eccola, era lì»

    "Mrs. Dalloway" - pubblicato ...continua

    «Che cos'è questo terrore?
    Che cos'è quest'estasi? pensò tra di sé.
    Che cos'è che mi riempe di una tale straordinaria emozione?
    È Clarissa, disse.
    Perché, eccola, era lì»

    "Mrs. Dalloway" - pubblicato il 14 Maggio del 1925 - è un romanzo, probabilmente il più famoso, della scrittrice inglese Virginia Woolf il quale descrive una giornata del mese di giugno della cinquantenne Clarissa Dalloway, esponente dell'alta borghesia londinese e moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords.
    Uscita di casa per acquistare dei fiori adatti per adornare la sua lussuosa dimora per la festa della sera, che vedrà sfilare una variopinta galleria di personaggi - tra cui l'amante respinto Peter Walsh, appena tornato dall'India, e l'amata e stramba amica Sally Seton, ora sorprendentemente madre e sposa - Clarissa incrocia il suo destino con l'altro protagonista del romanzo, Septimus Warren Smith, veterano della Prima Guerra Mondiale, rimasto mentalmente traumatizzato dall'esperienza del conflitto.
    La narrazione scaturisce un commovente e potente duetto con cui l'autrice sembra voler affermare quanto le singole esistenze di persone differenti siano in realtà accomunate persino nel sottile doppio filo della vita e della morte.
    Nella scena finale, infatti, Clarissa durante la festa da lei organizza, viene a conoscenza del suicidio di un giovane ragazzo (Septimus, appunto).
    Lei così frizzante, così piena di vita, all'improvviso avverte un profondo senso di turbamento: "Oh, nel bel mezzo della mia festa, ecco la morte!" ripete a se stessa.
    Non resta che allontanarsi dal trambusto per raccogliersi in solitudine.
    Non avendo il potere di contrastare la morte, Clarissa l'abbraccia, abbracciando al tempo stesso il significato della vita e del suo io interiore.
    Il sacrificio vitale di Septimus che rifuggiva con disgusto le menzogne, la falsità di questo mondo, dona a lei la sensazione di essere finalmente libera da ogni schiavitù:

    «Ma che notte straordinaria!
    [...] Fu contenta che l'avesse fatto; che l'avesse buttata via la vita, mentre loro seguitavano a vivere.»

    Ora può tornare dai suoi ospiti, alla sua festa.
    Tornare a guardare quei volti sconosciuti o familiari, stranamente abbozzati, quasi irreali: lei, lei sola ha avuto la fortuna di arrivare a toccare la realtà, facendosi carico di quell'enorme significato che è la vita, perché la parte di noi che non "appare" non è nulla in confronto con «l'altra parte, la parte invisibile di noi, che si espande immensa...» e che rimane impressa per sempre nelle persone, nei luoghi, nelle parole.
    Sopratutto nelle parole, grazie alle quali il messaggio di questa meravigliosa scrittrice non smette di colpirci dritti al cuore.

    «Se scrivo, è per raggiungere le cose centrali.»

    ha scritto il 

  • 4

    Al cuore della vita c'era un vuoto, una soffitta.

    Sicuramente la dimostrazione della continua corsa del pensiero, che non ha inizio come fine, che non si ferma nemmeno per un secondo di sosta lungo tutto il suo percorso. Questo monologo interiore si ...continua

    Sicuramente la dimostrazione della continua corsa del pensiero, che non ha inizio come fine, che non si ferma nemmeno per un secondo di sosta lungo tutto il suo percorso. Questo monologo interiore si aggrappa alla riflessione, mostrandone la sua complessità nell’arco di una sola giornata. Pensieri che si poggiano sul presente andando a scavare incessantemente nel passato e nelle domande che graffiano il futuro con un’aria d’interrogativa inquietudine. Il tempo è relativo, sembra non avere limiti od ostacoli se non quello mentale in cui si è tristemente (o felicemente) consapevoli che gli attimi vissuti non possono tornare, ma condizionano determinatamente ciò che siamo e viviamo.
    Clarissa e Septimus vivono due vite “ai poli opposti”. Due vite che, però, si avvicinano paradossalmente l’una all’altra, sentendosi respirare a vicenda. Qualcosa dentro di lei si collega all’esistenza di un uomo apparentemente psicotico ed etichettato in quella che viene chiama anormalità. Ma la società degli anni venti era questo: un continuo appoggiarsi sull’immagine, sulla gerarchia, sulle classi che suddividevano (ma soprattutto dividevano) le persone. Siamo certi che ora sia cambiato?
    Un’introspezione lunga un libro, sapientemente e fedelmente descritta da Virginia Woolf, una scrittrice che ha fatto parlare di se attraverso la narrazione e la lunga lotta per la parità fra i sessi.

    ha scritto il 

  • 2

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-c17c418a-903f-4735-8c5c-1ba76534b746&type=A#

    Ascoltato la notte prima di addormentarmi ( ...continua

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-c17c418a-903f-4735-8c5c-1ba76534b746&type=A#

    Ascoltato la notte prima di addormentarmi (quindi prendete il giudizio con le molle).

    Non mi ha appassionato lo stream of consciousness di questa signora borghese. Paola Pitagora è brava ma forse legge un po' troppo velocemente e quindi talvolta si fa fatica a seguirla.

    ha scritto il 

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