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La signora Dalloway

Di

Editore: Mondadori

4.0
(3911)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Catalano , Svedese , Polacco , Ceco , Olandese , Turco

Isbn-10: 8804493011 | Isbn-13: 9788804493013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Traduttore: A. Scalero

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Il romanzo narra la giornata di Mrs. Dalloway e di altri personaggi che, a turno, si trovano sia sullo sfondo che sulla superficie della vicenda.

Clarissa Dalloway è una ricca signora cinquantenne che organizza un party in casa per la sera.

Nella prima parte del libro la troviamo a passeggio per le strade di Londra, tutta presa da ricordi della sua vecchia vita a Bourton, quando, in compagnia della vecchia zia e di tanti suoi amici, trascorreva le giornate in perfetta armonia.

La Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per descrivere lo scenario. Un determinato oggetto contiene in sé il mistero di un qualsivoglia ricordo disperso nei meandri del nostro inconscio. In questo modo la teoria di Marcel Proust riguardo il potenziale magico che contengono in sé oggetti e situazioni,trova un nobile specchio nelle intenzioni della Woolf di esplicare al meglio la pratica dell'asserzione. Così il movimento ondeggiante di una foglia in uno dei tanti parchi londinesi, può ricordare a Clarissa la passione per la danza o le lunghe cavalcate a Bourton, e l'incontro mattutino con Hugh Withbread porta a bussare alla mente di Clarissa diversi ricordi riguardanti la sua giovinezza come il ricordo di Peter Walsh, suo corteggiatore a Bourton, l'uomo che aveva rifiutato per Mr. Dalloway (Richard Dalloway era di certo molto più ricco e di buone maniere rispetto a Peter). Ma il pensiero di Peter la accompagna quasi ogni giorno: per le strade mentre passeggia,ad una delle tante feste che organizza a sera in casa (e dio solo sa quanto Peter la giudicherebbe ridicola se solo la vedesse!).

Questo sottile gioco della Woolf - un flusso eterno di ricordi e realtà, passeggiata,ricordi e considerazioni, se, possibilità, domande, risposte, impossibilità della risposta - porta il romanzo a sfornare un flusso continuo di informazioni già dall'inizio.

Mano mano che andiamo avanti compaiono personaggi di cui non abbiamo mai sentito parlare; dei perfetti sconosciuti che la Woolf ci presenta col massimo grado di semplicità,e con una sfumatura di non-chalance franco-sassone che tanto era in voga a inizio del Novecento a Londra.

La Woolf ci presenta tutta la sua società,quella borghese spicciola,la parte viscida di Londra,e quella nobile e reale a cui tende tutta la civiltà,i sobborghi poveri - quasi tralasciati,sullo sfondo - la gente infima, i colti, i belli e quelli brutti, orrendi e emarginati dalla società.

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    Una vita lunga un giorno o anche lungo un giorno...ma perché solo una? In realtà sono tante le vite che monologano con loro stesse in questo romanzo. Passeggiano nel centro di Londra, partecipano a colazioni esclusive, attendono ai preparativi di una festa o vanno a picco sulla propria morte. A v ...continua

    Una vita lunga un giorno o anche lungo un giorno...ma perché solo una? In realtà sono tante le vite che monologano con loro stesse in questo romanzo. Passeggiano nel centro di Londra, partecipano a colazioni esclusive, attendono ai preparativi di una festa o vanno a picco sulla propria morte. A volte lo stream of consciousness ce ne offre un quadro totale fra passato presente e futuro - ed è il caso di Clarissa Dalloway, dama altolocata e nullafacente al centro di un ipotetico web di contatti e relazioni spirituali che rimanda da un soggetto all'altro - a volte delinea in schizzi alcune comparse intraviste per caso sulla panchina di un parco. I flussi di coscienza in questo classico woolfiano sono comunque strutturati e resi intelligibili da una impalcatura descrittiva che offre punti di appiglio e di riferimento e mitiga la vis sperimentale dell'autrice rendendola fruibile ben altrimenti che nella mia bestia nera "Le onde" , laddove i "flussi" vagano liberi e privi di argini a contenerli. Ma questi sono solo (brutti) ricordi lontani: la mia riconciliazione con l'autrice pare ormai cosa fatta. Certo...le vite della gente comune pressate dall'ansia quotidiana, dalla fretta e dai problemi materiali sono poco atte a monologare interiormente ed a farsi catturare e poi trasportare dai propri pensieri e dalle associazioni di idee nate guardando oggetti esposti dentro una vetrina : ci facciamo attanagliare e schiacciare dalle percezioni, che soffocano il pensiero, piuttosto. Per fortuna questo non è il caso dei protagonisti del romanzo: tutta gente bene, o comunque in posizione sociale stabile, che senza affanni può rincorrere antichi ricordi e proiettarli sulle contingenze presenti, e, privi di problemi impellenti possono permettersi di lasciarsi scioccare da un mazzo di rose inaspettato da parte del coniuge o da una risata apparentemente incongruente da parte della datrice di lavoro. Comunque sia, notazioni personali a parte, il libro sa farsi amare per l'eleganza della struttura, la poetica descrizione di un giorno estivo nella Londra degli anni 20' e la ricchezza concettuale espressa con una distaccata levità e un disincantato acume straordinariamente femminili. Enigmatica rimane Clarissa, donna di mondo e perfetta padrona di casa in perenne ricerca di approvazione e di successo. Lei ha scelto un matrimonio che potesse garantirle i propri spazi e le proprie autonomie, e per questo ha voltato la faccia a Peter Walsh, un amore autentico ma che si preannunciava foriero di un'esistenza troppo condivisa, di un ménage eccessivamente esclusivo. Clarissa, seppur donna formale e legnosa, ama la vita in tutte le sue manifestazioni e sa leggere nel cuore degli altri, ma nonostante questo, o proprio per questo è totalmente scettica e combatte il vuoto del suo pessimismo, del suo cielo spoglio di deità aggrappandosi al futile mondo dell'impressione momentanea; le sue feste sono frutto del velleitario ma sentito tentativo di stabilire empatia fra persone che non si conoscono. Cerca di usare la sua individualità, il suo essere percipiente in quel determinato momento, come arpione verso una sorta di laica immortalità. Suo contraltare è Septimus Warren Smith, reduce del primo conflitto mondiale affetto da disordine da stress post traumatico, lui reagisce agli orrori vissuti, dapprima con l'insensibilità, poi con deliri continui e mitomanie. Contrariamente a Clarissa,che vi si crogiola tutta, rifiuta le convenzioni della vita reale, ma esattamente come lei odia gli integralismi e coloro che vogliono convertire e chiudere l'anima in una cella. La sua risposta a questo snodo esistenziale sarà una scelta radicalmente diversa, ma che in qualche modo li unirà come due facce della stessa medaglia.

    ha scritto il 

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    La vita e la morte. Il falò delle vanità e la scintillante e spensierata vita della borghesia. Quanta atmosfera e quanto malessere tra queste pagine. Non si può leggere senza pensare al destino dell'autrice, alle voci di dentro che l'hanno spinta nella morte che è un abbraccio, come pensa Clariss ...continua

    La vita e la morte. Il falò delle vanità e la scintillante e spensierata vita della borghesia. Quanta atmosfera e quanto malessere tra queste pagine. Non si può leggere senza pensare al destino dell'autrice, alle voci di dentro che l'hanno spinta nella morte che è un abbraccio, come pensa Clarissa nel bel mezzo della sua festa. Intanto cerchi di bronzo si dissolsero nell'aria. Londra, la sua Londra.

    ha scritto il 

  • 4

    Audiolibro on air

    Paola Pitagora legge La signora Dalloway:

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-22d04f5f-79e7-4da7-820e-c880abc7cbd0.html?refresh_ce

    ha scritto il 

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    un capolavoro

    "La pace discese su di lei, era calma, contenta, mentre l'ago con delicatezza tirava il filo di seta fino alla pausa gentile, e raccogliendo le pieghe, le riprendeva insieme leggere, intorno alla vita. Così si raccolgono, si sollevano, e ricadono, si raccolgono e ricadono ancora le onde in un gio ...continua

    "La pace discese su di lei, era calma, contenta, mentre l'ago con delicatezza tirava il filo di seta fino alla pausa gentile, e raccogliendo le pieghe, le riprendeva insieme leggere, intorno alla vita. Così si raccolgono, si sollevano, e ricadono, si raccolgono e ricadono ancora le onde in un giorno d'estate; e il mondo intero sempre più gravemente sembra che dica "è tutto", finché anche il cuore, che sta nel corpo disteso sulla spiaggia al sole, dice, è tutto. Non temere, dice il cuore. Non temere, dice il cuore, affidando il proprio fardello al mare, che sospira per tutte le pene, e riprende, e ricomincia, e si raccoglie, e ricade."

    ha scritto il 

  • 5

    «No, no, no! Lui non ne era più innamorato, non più. Solo si sentiva, dopo averla vista quella mattina, ago e forbice in mano, a prepararsi per la festa, incapace di distogliersi dal pensiero di lei; lei badava a tornare e tornare, come un dormiente che gli scossoni del treno ti ributtano addosso ...continua

    «No, no, no! Lui non ne era più innamorato, non più. Solo si sentiva, dopo averla vista quella mattina, ago e forbice in mano, a prepararsi per la festa, incapace di distogliersi dal pensiero di lei; lei badava a tornare e tornare, come un dormiente che gli scossoni del treno ti ributtano addosso di continuo, in uno scompartimento ferroviario; il che non equivale ad essere innamorati, è ovvio».

    ha scritto il 

  • 1

    Oddio, ma si può leggere un libro del genere, a maggior ragione durante l'estate?

    Sarò carente di sensibilità artistica, spirito critico e tutto quello che volete, sarà pure una lettura troppo “cerebrale” per una non intellettuale come me, ma a me è sembrato fin da subito una tortura mostruosa. Abbandonato dopo due giorni, e senza rimpianti. Non ho voglia di bruciarmi i neuron ...continua

    Sarò carente di sensibilità artistica, spirito critico e tutto quello che volete, sarà pure una lettura troppo “cerebrale” per una non intellettuale come me, ma a me è sembrato fin da subito una tortura mostruosa. Abbandonato dopo due giorni, e senza rimpianti. Non ho voglia di bruciarmi i neuroni su un romanzo che oltretutto non mi trasmette nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi inchino davanti alla grandezza di questa scrittrice.
    Dopo un anno al liceo con un professore di italiano fantastico, sono riuscita ad appassionarmi anche al mondo, talvolta incompreso, dei primi anni del Novecento.
    In preparazione al grande passo ... per continuare http://lagiovanelibraia.bl ...continua

    Mi inchino davanti alla grandezza di questa scrittrice. Dopo un anno al liceo con un professore di italiano fantastico, sono riuscita ad appassionarmi anche al mondo, talvolta incompreso, dei primi anni del Novecento. In preparazione al grande passo ... per continuare http://lagiovanelibraia.blogspot.it/2014/07/bookreview-la-signora-dalloway-virginia.html

    ha scritto il 

  • 3

    Secondo me, un grandissimo talento al servizio di una storia sciocca e di personaggi inetti, superficiali o insopportabili. Non è la storia che conta in questo libro, è vero; ma un libro si deve leggere anche con la pancia e con il cuore, non solo con la testa (cosa che va bene per un saggio di ...continua

    Secondo me, un grandissimo talento al servizio di una storia sciocca e di personaggi inetti, superficiali o insopportabili. Non è la storia che conta in questo libro, è vero; ma un libro si deve leggere anche con la pancia e con il cuore, non solo con la testa (cosa che va bene per un saggio di sociologia od un testo di psichiatria). Che dire, la woolf ha tutta la mia ammirazione dal punto di vista "tecnico", ma ancora una volta non riesce a prendermi.

    ha scritto il 

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