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La signora Dalloway

By Virginia Woolf

(781)

| Others | 9788804493013

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Book Description

Il romanzo narra la giornata di Mrs. Dalloway e di altri personaggi che, a turno, si trovano sia sullo sfondo che sulla superficie della vicenda.

Clarissa Dalloway è una ricca signora cinquantenne che organizza un party in casa per la sera.

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Il romanzo narra la giornata di Mrs. Dalloway e di altri personaggi che, a turno, si trovano sia sullo sfondo che sulla superficie della vicenda.

Clarissa Dalloway è una ricca signora cinquantenne che organizza un party in casa per la sera.

Nella prima parte del libro la troviamo a passeggio per le strade di Londra, tutta presa da ricordi della sua vecchia vita a Bourton, quando, in compagnia della vecchia zia e di tanti suoi amici, trascorreva le giornate in perfetta armonia.

La Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per descrivere lo scenario. Un determinato oggetto contiene in sé il mistero di un qualsivoglia ricordo disperso nei meandri del nostro inconscio. In questo modo la teoria di Marcel Proust riguardo il potenziale magico che contengono in sé oggetti e situazioni,trova un nobile specchio nelle intenzioni della Woolf di esplicare al meglio la pratica dell'asserzione. Così il movimento ondeggiante di una foglia in uno dei tanti parchi londinesi, può ricordare a Clarissa la passione per la danza o le lunghe cavalcate a Bourton, e l'incontro mattutino con Hugh Withbread porta a bussare alla mente di Clarissa diversi ricordi riguardanti la sua giovinezza come il ricordo di Peter Walsh, suo corteggiatore a Bourton, l'uomo che aveva rifiutato per Mr. Dalloway (Richard Dalloway era di certo molto più ricco e di buone maniere rispetto a Peter). Ma il pensiero di Peter la accompagna quasi ogni giorno: per le strade mentre passeggia,ad una delle tante feste che organizza a sera in casa (e dio solo sa quanto Peter la giudicherebbe ridicola se solo la vedesse!).

Questo sottile gioco della Woolf - un flusso eterno di ricordi e realtà, passeggiata,ricordi e considerazioni, se, possibilità, domande, risposte, impossibilità della risposta - porta il romanzo a sfornare un flusso continuo di informazioni già dall'inizio.

Mano mano che andiamo avanti compaiono personaggi di cui non abbiamo mai sentito parlare; dei perfetti sconosciuti che la Woolf ci presenta col massimo grado di semplicità,e con una sfumatura di non-chalance franco-sassone che tanto era in voga a inizio del Novecento a Londra.

La Woolf ci presenta tutta la sua società,quella borghese spicciola,la parte viscida di Londra,e quella nobile e reale a cui tende tutta la civiltà,i sobborghi poveri - quasi tralasciati,sullo sfondo - la gente infima, i colti, i belli e quelli brutti, orrendi e emarginati dalla società.

444 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Certamente non si può ignorarlo. Bella esperienza di lettura, pur resa difficile dallo stile del "flusso di coscienza".

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    Unteconchaplin said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi inchino davanti alla grandezza di questa scrittrice.
    Dopo un anno al liceo con un professore di italiano fantastico, sono riuscita ad appassionarmi anche al mondo, talvolta incompreso, dei primi anni del Novecento.
    In preparazione al grande pass ...(continue)

    Mi inchino davanti alla grandezza di questa scrittrice.
    Dopo un anno al liceo con un professore di italiano fantastico, sono riuscita ad appassionarmi anche al mondo, talvolta incompreso, dei primi anni del Novecento.
    In preparazione al grande passo ... per continuare http://lagiovanelibraia.blogspot.it/2014/07/bookreview-…

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    La giovane Libraia, CarolH. said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pesantissimo, gli unici momenti di svago sono quando si abbandona a considerazioni filosofiche o sulla vita e qualche perla che comunque compare.

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    Lorenzo il Russo said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Secondo me, un grandissimo talento al servizio di una storia sciocca e di personaggi inetti, superficiali o insopportabili. Non è la storia che conta in questo libro, è vero; ma un libro si deve leggere anche con la pancia e con il cuore, non solo c ...(continue)

    Secondo me, un grandissimo talento al servizio di una storia sciocca e di personaggi inetti, superficiali o insopportabili. Non è la storia che conta in questo libro, è vero; ma un libro si deve leggere anche con la pancia e con il cuore, non solo con la testa (cosa che va bene per un saggio di sociologia od un testo di psichiatria).
    Che dire, la woolf ha tutta la mia ammirazione dal punto di vista "tecnico", ma ancora una volta non riesce a prendermi.

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    Maria Clara said on Aug 1, 2014 | 2 feedbacks

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    Di questo libro la trama è certamente l’aspetto meno importante e significativo, direi che è quasi inesistente . La giornata inizia con la protagonista Clarissa Dalloway che esce per acquistare i fiori che serviranno per la festa che ha organizzato ...(continue)

    Di questo libro la trama è certamente l’aspetto meno importante e significativo, direi che è quasi inesistente . La giornata inizia con la protagonista Clarissa Dalloway che esce per acquistare i fiori che serviranno per la festa che ha organizzato in casa sua per quella sera e si chiude con la descrizione del ricevimento. Quindi temporalmente un giorno intero, un po’ come per l’Ulisse di Joyce. Ma nella lettura di queste pagine, preziose come merletti, non dobbiamo tentare di seguire i gesti di Clarissa, le sue azioni, quanto i suoi pensieri, quelle impressioni che lei riceve dall’esterno e che operano nella sua anima quei flash che, come in un caleidoscopio, la riportano indietro nel tempo, le materializzano nel suo animo e nella sua mente persone a lei care, sentimenti, tranche de vie, emozioni, “attimi fuggenti”. La Woolf riesce, forse come Proust che ha letto e amato, a cristallizzare l’attimo e a metterlo sulla carta, a descrivere quella realtà interiore, quegli aspetti del pensiero che normalmente non si riesce ad esporre e a fissarli con le parole. La Woolf : l’ incantatrice, l’innamorata delle parole: leggere una sua pagina è provare un piacere intimo ed intenso, è godere della magia evocativa di quei suoni ricchi, densi di significato e di fatti. Non usa il flusso di coscienza di Joyce, se ne sente solo una minima eco. C’è nel romanzo un intreccio di riflessioni, sapientemente strutturato, che coinvolgono anche altri personaggi che Clarissa incrocia in quella giornata o nella sua mente, altri avvenimenti che accadono a Londra, ma tutti nello stesso momento. Si incrociano più piani paralleli, le persone si sfiorano, come Clarissa e Septimus (il suo alter ego), senza però interagire più di tanto. I piani temporali sono diversi ma tutti riportabili all’attimo, quell’attimo che dal passato si collega con il presente creando un unico tempo. E sì che il tempo esteriore è ben scandito dai rintocchi del Big Ben, ma è quello interiore che interessa di più. E’ stato scritto che Virginia Woolf riesce nell’incredibile impresa non solo di descrivere l’attimo ma anche di sezionarlo e allungando la sua durata all’infinito.!!! L’uso della parola diventa allora emozionante e prezioso. Singolare poi la scelta di contrapporre a Clarissa, che rappresenta la vita, Septimus, che da alcuni è definito rappresentante la morte. Ma qui i simboli vanno ben oltre. Clarissa è anche l’eroina del nulla, dell’effimero, mentre Septimus è un eroe di guerra , che desidera la vita, non la morte, il suo suicidio è indotto dal desiderio di poter avere il potere sulla sua vita, direi sulla sua anima, di non concederlo ad altri, ai dottori soprattutto. A loro concede solo la sua morte!! Emblematico è il rapporto con la finestra: Septimus, che è con il suo corpo tra il dentro e il fuori della finestra, decide poi per il fuori, per la luce e le finestre della casa di Clarissa, con l’apertura delle quali inizia il libro e davanti alle quali si conclude la festa, dove ogni personaggio intesserà una impalpabile rete di collegamenti con gli altri ,senza probabilmente scambiarsi neppure una parola, senza vivere la vera vita, che magari è proprio là, fuori dalla finestra!!

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    elettra said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

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    Stream of consciousness

    Durante una mattina d'estate Clarissa Dalloway esce a comprare dei fiori in occasione di un ricevimento che avrà luogo, in casa sua, quella sera stessa. E attraversando Bond Street, sotto i rintocchi del Big Ben, s’imbatte in una serie di imma ...(continue)

    Durante una mattina d'estate Clarissa Dalloway esce a comprare dei fiori in occasione di un ricevimento che avrà luogo, in casa sua, quella sera stessa. E attraversando Bond Street, sotto i rintocchi del Big Ben, s’imbatte in una serie di immagini e di scene che portano alla memoria un caleidoscopio tutto aperto di ricordi. Sembra che ogni passo corrisponda ad un pensiero, che ogni pensiero, a sua volta, si tramuti in una riflessione profonda e quasi abissale.

    Prende inizio un lungo e frastagliato discorso interiore, un flusso ininterrotto di coscienza che si arricchisce di nuovi respiri alla vista di eventi, di oggetti che si profilano di continuo davanti a lei. Oggetti che conservano un potenziale magico e capaci di far riemergere, dai meandri dell’inconscio, vecchi momenti di armonia trascorsi in gioventù presso il villaggio di Bourton. Ed è un narrare dal coinvolgimento ammaliante, un modo di raccontare, con lentezza voluta, le piccole cose che si aprono a momenti di abbandono e attenzione. Perfino l’ago con cui Clarissa cuce lo strappo di un suo vestito verde è descritto con parole coinvolgenti e affascinanti, un ago che con delicatezza tira il filo di seta fino alla pausa gentile, e raccogliendo le pieghe le riprende insieme e leggere intorno alla vita. Il lavoro paziente di un filo di stoffa che con il suo andare e venire tesse una similitudine col mare, con le sue onde che si raccolgono, si sollevano, ricadono come un cuore che sospira per le pene, e riprende, e ricomincia, si raccoglie e poi ricade.

    Ogni cosa è catturata dagli occhi di Clarissa, dalla capacità di leggere la vita come qualcosa di straordinario e sconcertante, un vorticoso rimescolio in cui ruotano considerazioni, possibilità, interrogativi senza risposte. Nulla è lasciato all'indifferenza: sembra che dei pensieri, degli oggetti, delle immagini, Clarissa incida la scorza aromatica per cavarne il sapore ed estrarne ogni grammo di piacere.
    Seppur costruito intorno ad una trama apparentemente esile, e ambientato nell’arco di un solo giorno, La Signora Dalloway è un romanzo della tipica tradizione modernista inglese, una tradizione che pone come tema centrale un uso sapiente dello stream of consciousness, il punto di vista individuale e soggettivo. Una scrittura caratterizzata da un vigore muscolare dove le parole diventano fibre e creano pagine di tenace forza evocativa per la qualità poetica della sua prosa.

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    Martin Eden said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

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