La signora delle camelie - La vita a vent'anni

I grandi romanzi (seconda serie), 14

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca dell'Espresso)

3.9
(111)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 357 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Guido Paduano , Tiziana Goruppi ; Prefazione: Guido Paduano

Disponibile anche come: Cofanetto

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa

Ti piace La signora delle camelie - La vita a vent'anni?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"Marguerite assisteva a tutte le prime, e passava tutte le sue serate al ballo o a teatro. Ogni volta che recitavano una commedia nuova si era sicuri di vederla, con tre cose che non la lasciavano mai e che occupavano sempre il parapetto del suo palco di primo ordine: il cannocchiale, un sacchetto di dolciumi e un mazzo di camelie. Per venticinque giorni al mese le camelie erano bianche, negli altri cinque erano rosse: non si è mai saputa la ragione di questa varietà di colori, che io segnalo senza essere in grado di spiegarla, e che i suoi amici e i frequentatori abituali dei teatri dove andava più spesso avevano notato come me.
Mai si era vista Marguerite con fiori diversi dalle camelie: così dalla sua fiorista, la signora Barjon, avevano finito per soprannominarla la signora delle camelie, e questo soprannome le era rimasto."
Ordina per
  • 4

    Classico libro Romantico, pieno di emozioni forti e passioni dilanianti. In questi casi, senza pensarci su due volte, io tifo per la morte per tisi di uno dei protagonisti, cosa che puntualmente avvie ...continua

    Classico libro Romantico, pieno di emozioni forti e passioni dilanianti. In questi casi, senza pensarci su due volte, io tifo per la morte per tisi di uno dei protagonisti, cosa che puntualmente avviene. Se l'avessi letto in giovane età (diciamo quella dei protagonisti, vent'anni) sicuramente l'avrei amato alla follia, ma adesso che sono più avanti negli anni a fine lettura riesco solo a pormi delle domande ciniche: perché i due si amano? Che cosa hanno in comune? Com'è che nei romanzi ottocenteschi hanno tutti una rendita e io devo lavorare 10 ore al giorno per arrivare sì e no a fine mese? E via di questo passo...

    La vicenda narrata è molto semplice: Marguerite Gautier fa la mantenuta e per la sua bellezza è famosa in tutta Parigi. Armand Duval se ne innamora follemente a prima vista. Tra i due sboccia la passione, che è una cosa che una mantenuta non può permettersi. La malattia di Marguerite (che la condurrà alla morte, come apprendiamo già dalle prime pagine) e il poco tempo che le lascia da vivere, diviene il pretesto per abbandonarsi a questa passione che è anche l'unica possibilità per la donna di riscattare la propria condizione sociale. L'autore ha così agio di mostrare l'ipocrita mondo delle mantenute, con rapporti sociali basati solo sulla convenienza economica, rifuggendo in buona parte giudizi morali.

    È una lettura che vi consiglio, anche perché la scrittura è molto scorrevole, con frasi brevi, secche e ritmate, e dialoghi ficcanti e ben orchestrati. Anche la vicenda, ispirata a persone (e, credo anche fatti) reali, riverbera di autenticità e il tutto, alla fine, risulta molto vivido. Forse ogni tanto un pelino troppo votato al patetismo, ma è un vizio della letteratura dell'epoca.

    ha scritto il 

  • 5

    Madame Gautieur col suo nobile spirito ha sacrificato la felicità degli ultimi giorni rimastile, per garantire l'onore altrui.
    Chi mai nella realtà, come lei (e il suo Armand), ha vissuto un amore cos ...continua

    Madame Gautieur col suo nobile spirito ha sacrificato la felicità degli ultimi giorni rimastile, per garantire l'onore altrui.
    Chi mai nella realtà, come lei (e il suo Armand), ha vissuto un amore così febbrile e sincero (e non semplicemente idealizzato)? Chiii?

    ha scritto il 

  • 3

    Era quel che mi serviva - un libro da cui sai esattamente che cosa aspettarti, una bella storia d'amore e morte, Violetta e Alfredo, Parigi o cara (ah no, quello non c'è, perché nel romanzo Alfredo-Ar ...continua

    Era quel che mi serviva - un libro da cui sai esattamente che cosa aspettarti, una bella storia d'amore e morte, Violetta e Alfredo, Parigi o cara (ah no, quello non c'è, perché nel romanzo Alfredo-Armand non arriva in tempo). Non che sia un capolavorissimo, e probabilmente se non fosse stato per Verdi non se la ricorderebbe più nessuno, Marguerite Gauthier e le sue camelie - specie con quel cattivo gusto di alternare fiori bianchi e rossi, per "certi giorni", come dicevano una volta gli eufemismi della pubblicità... Ma tanto per prendere sonno dopo una giornata faticosa, niente di meglio di un classico "leggero". E pazienza per le svenevolezze decisamente eccessive.
    (Ma la Traviata, soprattutto se Violetta si chiama Maria Callas, è un'altra cosa...)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'essenza del Romanticismo

    Premetto che il figlio non è al livello del padre, per me. Dumas figlio è eccessivamente patetico e religioso anche per essere un romantico. Dopo aver doverosamente messo le mani avanti, posso accinge ...continua

    Premetto che il figlio non è al livello del padre, per me. Dumas figlio è eccessivamente patetico e religioso anche per essere un romantico. Dopo aver doverosamente messo le mani avanti, posso accingermi a raccontare un po' di questo libro. Innanzitutto la scelta della protagonista: una donna. Ora, io non sono esperto e di come si scriva un romanzo, preferisco far parlare gli altri; tuttavia la rappresentazione di una mantenuta, già oggi risulta molto complessa, (nonostante tutte le piccole e grandi rivoluzioni sessuali che si sono avvicendate nel corso degli anni) ma al tempo doveva essere veramente arduo. Nonostante ciò, Dumas doveva proprio essere un gran conoscitore del genere umano per far emergere, nonostante i pregiudizi, la dignità della mantenuta. Chiaramente lei doveva essere malata, probabilmente per rendere più benevoli i giudizi dei lettori (o meglio, dei loro pregiudizi). Vi immaginate nell'800 leggere di una mantenuta che viveva senza una preoccupazione??. Impossibile, così come impossibile, nell'800, teorizzare un amore che non abbia delle barriere insormontabili che costringano gli amanti ad un'infelicità eterna. Va bene, presentato così sembra proprio che io stia facendo di questo romanzo, l'oggetto del mio scherno. In realtà non è così, i cliché presenti nel libro sono oggettivi. Quello che emerge in modo nuovo, invece, e che rende questo libro degno di essere letto, è certamente il personaggio travagliato della Signora delle camelie, che vive una crisi profonda, concernente tutto il suo sistema di valori e il suo stile di vita. La metamorfosi di un personaggio che per amore cambia vita e scopre una felicità prima sconosciuta e che la condurrà ad una vera epifania. Inoltre, ecco come Dumas dimostra di conoscere e capire gli atteggiamenti umani e le dinamiche dei rapporti di coppia, se da un lato avviene la catarsi di lei, dall'altra la si manifesta in lui la bramosia morbosa, che, pagina dopo pagina, diventa sempre più irragionevole, celandosi dietro quel muro di carta velina chiamato "amore". La sua ossessione diventa compulsiva fino alla fine, quando (ed ecco che è troppo tardi) il funesto annuncio risveglierà lo scellerato dal suo egoistico sogno. Due percorsi paralleli, dunque, antitetici ma credibili, autentici e di grande forza (non è un caso se questo racconto ha ispirato moltissime opere future come la verdiana Traviata). Ultima nota di disappunto è la conversione (o ritrovata fede) di lei che, francamente, mi è sembrata eccessivamente patetica.

    ha scritto il 

  • 3

    L'Ottocento, Parigi, nobili, cortigiane, giovani che cercano di farsi strada: non manca nulla in questo "classicone" che annega tra le lacrime dei protagonisti un amor fou da manuale. Un ritratto di u ...continua

    L'Ottocento, Parigi, nobili, cortigiane, giovani che cercano di farsi strada: non manca nulla in questo "classicone" che annega tra le lacrime dei protagonisti un amor fou da manuale. Un ritratto di un mondo che non c'è più. E che nessuno rimpiange, spero. Solo un riempitivo, "La vita a vent'anni". Un'autentica rarità in italiano, dice l'introduzione. Non mi risultano "Alexandre Dumas Figlio Fan Club" nel nostro paese. Ma non si sa mai.

    ha scritto il 

  • 2

    Dalle altre recensioni mi aspettavo mooolto di più. E' semplicemente la storiella d'amore tra un ragazzino (che piagnucola ad ogni occosione) e una mantenuta che vuol fare la fidanzatina...ok, poi le ...continua

    Dalle altre recensioni mi aspettavo mooolto di più. E' semplicemente la storiella d'amore tra un ragazzino (che piagnucola ad ogni occosione) e una mantenuta che vuol fare la fidanzatina...ok, poi lei muore...ma come fosse una martire, dai!
    Possibile che invece di continuare a pianger miseria da padri o duchi nessuno pensi di trovarsi un lavoro vero??

    Magari non l'ho letto nella giusta chiave storica, ma un buon libro dovrebbe essere sempre attuale!

    ps: "la vita a vent'anni" non l'ho letto...mi è bastato il primo libro!

    ha scritto il