La signora di Avalon

Di

Editore: TEA (Teadue)

3.8
(1354)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 563 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8878185213 | Isbn-13: 9788878185210 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. Guarnieri

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nella Casa nella Foresta le tre più potenti sacerdotesse della Grande Deaattendono il compiersi della vendetta: Caillean avvolge Avalon nelle nebbiecontro l'ostilità del mondo e vi alleva l'orfano erede della mistica stirpereale; Dierna assiste al compiersi della profezia con il matrimonio tra unagiovane novizia e un generale romano; e Viviane, grande sacerdotessa di Avalone Signora del Lago, custodisce il Sacro Graal e prepara la strada al re chedeve venire, colui che solo può cambiare il triste destino della terra dellenebbie.
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  • 4

    mondo romano

    Dopo aver amato Le nebbie di Avalon, non ho apprezzato troppo Le luci di Atlantide né Le querce di Albion.
    Questo è quello che ho preferito dopo le Nebbie, dopo aver tentato anche qualche volume della ...continua

    Dopo aver amato Le nebbie di Avalon, non ho apprezzato troppo Le luci di Atlantide né Le querce di Albion.
    Questo è quello che ho preferito dopo le Nebbie, dopo aver tentato anche qualche volume della decantata serie di Darkover.
    Questo è il primo che mi prende da un po', forse anche per la storia molto più vicina a quella di Morgause, tanto è vero che sono presenti, nella terza storia, sia lei, che Ingraine, che Viviana.
    Particolarmente bella l'immagine di Gawen che si trasmette nel tempo, così come il momento della sparizione di Avalon della visuale umana.
    I temi trattati sono quasi sempre gli stessi, ma stavolta la lettura mi ha appassionata e mi è sembrata ancora più scorrevole del solito.

    ha scritto il 

  • 3

    Dei libri del "Ciclo di Avalon", questo è quello che ho amato di meno. Non mi è piaciuto il fatto che sia diviso in tre, non percepisco come completa la storia di nessuna delle tre protagoniste, come ...continua

    Dei libri del "Ciclo di Avalon", questo è quello che ho amato di meno. Non mi è piaciuto il fatto che sia diviso in tre, non percepisco come completa la storia di nessuna delle tre protagoniste, come se fosse solo un libro di transizione. Avendole conosciute di straforo negli altri libri, che per caso ho letto in ordine sparso, avrei preferito conoscerle meglio tutte e tre e veder dedicato un libro intero a ognuna di loro.

    ha scritto il 

  • 4

    Che dire, forse tra tutti i libri della serie non sarà quello che ho apprezzato di più ma nonostante questo l'ho trovato un degno "prequel" de Le Nebbie di Avalon.
    Ho preferito la prima e la terza par ...continua

    Che dire, forse tra tutti i libri della serie non sarà quello che ho apprezzato di più ma nonostante questo l'ho trovato un degno "prequel" de Le Nebbie di Avalon.
    Ho preferito la prima e la terza parte, forse perche più concentrate su Avalon che sulla guerra.
    Comunque non smettero' mai di amare i meraviglioso paesaggi e sensazioni che mi fanno amare la serie e i suoi personaggi.

    ha scritto il 

  • 2

    noiosonoiosonoioso

    Un lungo elenco di Signore (più innamorato) reincarnate, che si sacrificano per salvare la Britannia. Tutte quante.
    Mi si è slogata la mandibola per gli sbadigli!

    ha scritto il 

  • 4

    Un capolavoro della narrativa fantastica

    Se dovessi consigliare un libro di narrativa fantastica consiglierei sicuramente uno di quelli che formano il Ciclo di Avalon. M.Z.Bradley ha fatto un lavoro stupendo costruendo un mondo immaginario v ...continua

    Se dovessi consigliare un libro di narrativa fantastica consiglierei sicuramente uno di quelli che formano il Ciclo di Avalon. M.Z.Bradley ha fatto un lavoro stupendo costruendo un mondo immaginario visibile soltanto a coloro che hanno la capacità di vedere oltre la realtà. In questo libro, e soprattutto nell'altro capitolo, "Le nebbie di Avalon", si affronta il tema dell'incontro della religione pagana con quella cristiana, infatti è una storia ambientata nella Britannia dei primi secoli dopo Cristo quando i romani entrano in contatto con le antiche popolazioni dell'isola, ma questa volta la storia non è raccontata dai cristiani, bensì dai pagani e vi assicuro che c'è molto da scoprire su quelle antiche usanze che in parte ritroviamo ancora nei nostri antichi culti contadini. Il tutto è immerso in un mondo separato da quello reale da una nebbia che solo la Sacra Sacerdotessa di Avalon è in grado di gestire. Vi rimarranno impressi i personaggi, i luoghi, i rituali, tutto ciò che serve per far capire che spesso il confine tra bene e male, reale e irreale, divino e umano, giusto e sbagliato non è poi tanto preciso, ma piuttosto "nebbioso" e quindi indefinito.

    ha scritto il 

  • 5

    Nonostante questa sia l'ennesima rilettura, questo libro continua ad emozionarmi, ancora, sempre negli stessi momenti della narrazione, che ovviamente ormai conosco e attendo con gioia o paura. Emozio ...continua

    Nonostante questa sia l'ennesima rilettura, questo libro continua ad emozionarmi, ancora, sempre negli stessi momenti della narrazione, che ovviamente ormai conosco e attendo con gioia o paura. Emozioni contrastanti perché ognuno degli episodi che compone questo capitolo del Ciclo di Avalon, contiene in sè gli stessi elementi di tragedia e speranza che permeano l'intera saga, ma stavolta - essendo la narrazione più coincisa, divisa com'è in 3 macrosequenze - tutto sembra essere più forte, più improvviso e di maggiore impatto sul lettore.
    E allora le vicende di Gawen e Caillean prima, poi di Dierna e Teleri e infine di Viviana e Taliesin, trovano il loro svolgimento e compimento nel ripetersi di quei legami karmici che hanno inizio in Le luci di Atlantide e che si ripercorrono, con le loro conseguenze, in tutta la saga, verso il finale che vedrà protagonisti Re Artù, Morgana, Ginevra e Lancillotto. Ma la strada verso quel momento è ancora tutta da percorrere.
    La Signora di Avalon riprende le fila della narrazione esattamente dalle ultime pagine de Le querce di Albion, con Caillean pronta a stabilire la propria sede definitiva in Avalon, dove crescerà Gawen, figlio della profezia, in vista della necessaria separazione dal mondo dell'isola di Avalon. Roma è ancora padrona del mondo e i cristiani dei fuggiaschi perseguitati.
    Nel secondo episodio incontriamo invece Dierna e Teleri, in un esatto riproporsi del tormentato amore tra Deoris e Domaris, sorelle ed antagoniste, divise da profezie e necessità.
    Infine, nel terzo e - a parer mio - più importante capitolo, incontriamo Viviana, la Dama del Lago, entrando finalmente nel ciclo arturiano a pieno titolo, anticipazione del più importante volume della saga, il vero capolavoro di MZB, Le nebbie di Avalon.

    Avendo in passato letto la saga in ordine impreciso, mi sono ritrovata ad odiare il personaggio di Viviana, salvo poi rivalutarlo dopo la lettura della parte interamente dedicata alla sua giovinezza.
    E ancora una volta, MZB non fa che ricalcare la necessità ultraterrena che domina questi personaggi femminili, intenti a far del bene per uno scopo più grande, ma spesso impastoiate nella loro umanità, nelle loro passioni terrene, nel loro essere donne e amanti e madri e Sacerdotesse. E non incarnano forse così la più vera essenza del Femminino?

    ha scritto il 

  • 4

    Saggio quanto il primo ma un po' più lento....

    Secondo romanzo della saga di Avalon. Bello davvero anche questo, nonostante sia diviso in 3 parti e questo può forse rallentare un po' la lettura. Non l'ho comunque trovato assolutamente noioso, anzi ...continua

    Secondo romanzo della saga di Avalon. Bello davvero anche questo, nonostante sia diviso in 3 parti e questo può forse rallentare un po' la lettura. Non l'ho comunque trovato assolutamente noioso, anzi, bello e ricco di spunti spirituali quanto il primo. Continuo a sostenere che i libri della Bradley siano saggi mascherati da romanzi. Belli i riferimenti al paganesimo e per una pagana è un sogno trovare un romanzo che ne parli così bene! Assolutamente da leggere col cuore anche questo.

    ha scritto il 

  • 2

    Sicuramente in parte il mio severo giudizio dipende dal fatto, che rispetto al passato, non amo più queste letture un po' new age (il paganesimo è vibrante, ma l'influenza new age è davvero palpabile) ...continua

    Sicuramente in parte il mio severo giudizio dipende dal fatto, che rispetto al passato, non amo più queste letture un po' new age (il paganesimo è vibrante, ma l'influenza new age è davvero palpabile).
    La piattezza di storia e personaggi, il fatto di dividere il tre racconti, la totale assenza di emozioni...mi porta a sconsigliare questo libro.
    Che peccato: la Bradley mi piaceva tanto...

    ha scritto il 

  • 0

    un pappone...quando ho deciso di leggere le nebbie di avalon e mi sono accorta che c'erano ben tre libri di antefatto con un moto volenteroso ho cominciato. dopo le prime pagine di questo secondo libr ...continua

    un pappone...quando ho deciso di leggere le nebbie di avalon e mi sono accorta che c'erano ben tre libri di antefatto con un moto volenteroso ho cominciato. dopo le prime pagine di questo secondo libro piuttosto affascinanti si scivola in una trama rattoppata e noiosa, con persognaggi piatti e senza carattere che saltellano nei secoli attraverso le loro reincarnazioni. chiaramente un'operazione editoriale dato che è stato scritto dopo le nebbie...

    ha scritto il 

  • 4

    Esperienziale

    Magari è pure una gran cagata, ma se ci si lascia andare al flusso della scrittura/lettura è un buon percorso esperienziale (e non dovrebbero esserlo un po' tutti i romanzidi "Letteratura"? ;)).

    Così ...continua

    Magari è pure una gran cagata, ma se ci si lascia andare al flusso della scrittura/lettura è un buon percorso esperienziale (e non dovrebbero esserlo un po' tutti i romanzidi "Letteratura"? ;)).

    Così al volo lo avvicino al realismo magico latinoamericano (sì, lo so... ma comunque uno studio sulle relative influenze fra "fantasy" e "Borges e realismo magico" avrebbe senso, probabilmente) e ai fumetti di Dragonball (quanto a capacità di trasmettere "potenziamento" della propria "propriocezione" - anche al di là dei limiti e verso le potenzialità - attraverso l'"esperienza di lettura".

    Ok, forse sono un po' troppo "new-age" o forse è la new age che copia me e le infinte esperienze/intelligenze/esplorazioni precedenti (cui ovviamente non oso paragonarmi, se non rivendicandole a un'esperienza comune e possibile a tutto il genere umano e femmineo ;))

    Vabbè :)
    (merita comunque: è un viaggio, anche se non si sa bene "a dove")

    ha scritto il